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Nelly Girardi |
E' giusto morire così? A 25 anni?
Guidava una Audi3 sotto l'effetto di cocaina e viaggiava a
forte velocita', Pietro Galasso, il ragazzo romano accusato
di omicidio colposo per la morte di Nelly Girardi. L'incidente
e' avvenuto sulla via Ardeatina ad Anzio. La vittima, romana
di 25 anni, era al quinto mese di gravidanza. Secondo una
prima ricostruzione fatta dai carabinieri di Roma ed Anzio il
ragazzo avrebbe perso il controllo dell'auto invadendo la
corsia opposta della strada travolgendo una Suzuki Swift
guidata dalla donna, mentre il fidanzato, Gianluca, che gestisce il
ristorante "Lo sbarco di Anzio", la precedeva ed ha
assistito impotente allo scontro frontale, dopo aver
fortunatamente evitato la macchina degli investitori. La
giovane è morta sul colpo ed è stata portata nello ospedale
della cittadina sul litorale romano per tentare un parto
cesareo ma il feto era morto. Tre dei quattro giovani sono
rimasti feriti in maniera lieve mentre uno è ricoverato in
prognosi riservata sempre nell'ospedale di Anzio. Ma la cosa
stupefacente è che i giovani erano stati fermati poco prima
dai Carabinieri e che uno di loro era già stato denunciato per
spaccio. Ancora non si è capito che la grande emergenza,
assieme alla delinquenza comune (che però è da tempo in calo)
e ai morti sul lavoro è proprio quella riguardante gli
incidenti sulla strada. E ancora si gioca con la propria vita
e con quella degli altri come in un videogioco. Condoglianze
ai familiari e forte dissenso per i colpevoli.
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Mamma, sono
uscita con amici.
Sono andata ad una festa e mi sono ricordata
quello che mi avevi detto: di non bere alcolici. Mi hai chiesto di non
bere visto che dovevo guidare, così ho bevuto solo una sprite. Mi sono
sentita orgogliosa di me stessa, anche per aver ascoltato il modo in
cui, dolcemente, mi hai suggerito di non bere se dovevo guidare, al
contrario di quello che mi dicono alcuni amici. Ho fatto una scelta sana
e il tuo consiglio è stato giusto. Quando la festa è finita, la gente
ha iniziato a guidare senza essere in condizioni di farlo. Io ho preso
la mia macchina con la certezza che ero sobria.
Non potevo immaginare, mamma, ciò che mi aspettava... Qualcosa di
inaspettato! Ora sono qui sdraiata sull'asfalto e sento un poliziotto
che dice:"il ragazzo che ha provocato l'incidente era ubriaco". Mamma,
la tua voce sembra così lontana! Il mio sangue è sparso dappertutto e
sto cercando, con tutte le mie forze, di non piangere. Posso sentire i
medici che dicono:"questa ragazza non ce la fará". Sono certa che il
ragazzo alla guida dell'altra macchina non se lo immaginava neanche,
mentre andava a tutta velocità. Alla fine lui ha deciso di bere e io
adesso devo morire... Perché le persone fanno tutto questo, mamma?
Sapendo che distruggeranno delle vite?
Il dolore è come se mi pugnalasse con un
centinaio di coltelli contemporaneamente. Dì a mia sorella di non
spaventarsi, mamma, dì a papà di essere forte. Qualcuno doveva dire a
quel ragazzo che non si deve bere e guidare... Forse, se i suoi glielo
avessero detto, io adesso sarei viva... La mia respirazione si fa sempre
più debole e incomincio ad avere veramente paura. Questi sono i miei
ultimi momenti, e mi sento così disperata...
Mi piacerebbe poterti abbracciare mamma,
mentre sono sdraiata, qui, morente. Mi piacerebbe dirti che ti voglio
bene. Per questo... ti voglio bene e... addio.
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Sul web gira questo
straziante racconto che sembra sia il resoconto di un giornalista che ha
raccolto le ultime parole di una ragazza mentre moriva a causa di un
incidente causato da un coetaneo in stato di ubriachezza. Forse sono state
inventate da qualcuno, ma il risultato non cambia. In Italia muoiono troppi
ragazzi sulle strade la sera, e non soltanto il sabato. Le cause sono
molteplici e spesso le amministrazioni pubbliche hanno la loro colpa perché
curano poco le strade sia dal punto di vista della manutenzione che
dell’illuminazione. A Nettuno, per esempio, via Mencacci è pericolosissima
quando la pioggia e gli aghi di pino non consentono di toccare i freni, a
meno di ritrovarsi attaccati ad un albero o a un lampione, come più volte
successo in questi giorni. Poi però c'è anche la velocità e la distrazione,
oltre agli alcolici, che contribuiscono in maniera sostanziale alle stragi
che non sono solo del sabato sera. Bisogna che tutti comprendano pure che
guidare una macchina è già pericoloso, ma causare un incidente in stato di
ubriachezza è criminale. Troppe vite si sono spente in questi ultimi anni,
troppi nostri figli hanno pagato un tributo ingiusto e definitivo, troppo
dolore hanno lasciato a famiglie ed amici, troppe croci e fiori costeggiano
le nostre strade. Facciamo capire ai nostri ragazzi che immortali sono solo
gli eroi dei cartoni o dei videogiochi, dove se il personaggio muore basta
iniziare da capo, noi abbiamo una sola vita e abbiamo il dovere di non
buttarla. Invece, se crediamo, mandiamo una preghiera a chi ci ha lasciato e
facciamo capire ai nostri ragazzi quanto sia importante la vita per buttarla
stupidamente, per un istante di trasgressione.
Ancora più grave è
quando la trasgressione imbecille spezza le vite altrui e lascia una scia di
angoscia e di dolore non rimarginabile.
RAGAZZI; DIVERTITEVI; MA
STATE ATTENTI; LE STRADE SONO PERICOLOSE.
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