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Sono tanti i giornalisti presenti alla conferenza stampa indetta dal sindaco di Nettuno Alessio Chiavetta. Certo non sorprende l’argomento, perché la notizia si è fatta strada in città, ma è importante capirne i contorni. E Chiavetta non si fa attendere e, con pacatezza e tranquillità, senza far trasparire l’entusiasmo possibile, rivela:

“Ieri si è provveduto con la delibera 85 del 28 aprile, notificata il 29 alla Nettuno Servizi, alla risoluzione del rapporto contrattuale, dato che alla definitiva diffida non hanno dato risposta. Da oggi sono interrotti i rapporti, loro devono interrompere il servizio e devono consegnare tutta la documentazione al Comune, ruoli, archivi.

Viene messo un punto fermo. Ad un anno dall’insediamento chiudiamo la vicenda delle vicende, citata da tutti in campagna elettorale, l’uscita dalla scatola vuota della Nettuno Servizi. Abbiamo messo insieme tutta una serie di atti che da luglio scorso hanno portato a questo risultato, da quando, come amministrazione come socio di maggioranza non abbiamo approvato il bilancio. Quindi, al di fuori delle chiacchiere gli atti sono quelli che sono importanti, la non approvazione del bilancio, le diffide, le lettere di contestazione, la chiarezza rispetto alla gestione, ai movimenti finanziari che hanno portato fino al sequestro preventivo dei conti correnti. Quindi più elementi che hanno portato alla decisione finale. Oggi possiamo dire che abbiamo portato a casa un risultato importante, anche per la città intera. Finalmente ci siamo liberati di un peso per Nettuno che soprattutto si trova nelle proprie tasche i propri soldi. Loro potrebbero anche ricorrere al lodo arbitrale, ma il lodo arbitrale si può anche impugnare. Noi non parliamo di cancellare tutto dal 1999, quello che interessa a noi è la parte civilistica, ovvero di un rapporto fra due soggetti che non ha più ragione d’essere per quella che è stata la conduzione del servizio. Noi non andiamo in arbitrato, noi andiamo a risoluzione, poi vedremo come si possono muovere loro. Noi ci stiamo già organizzando per la riscossione diretta con un ufficio presso “Le vele”, con il personale dell’ufficio tributi che è stato reinserito a pieno titolo nella Pianta Organica nell’Area economico-finanziaria. Già la Tarsu partirà con il comune di Nettuno. Deve essere riscossa entro l’anno, l’abbiamo spostata, ma i cittadini devono attendere le comunicazioni provenienti dal comune. Per quanto riguarda i dipendenti della Nettuno servizi, prima bisogna chiarire la situazione con la società, poi si vedrà, io ho già fatto degli incontri con i sindacati, ma i soldi del Comune stanno nei conti della società per cui lavorano, e non possono dire di non averli per pagare i dipendenti”.

A quasi 10 anni precisi dall’inizio di questa brutta storia sembra che il sindaco Alessio Chiavetta abbia trovato la forza e il coraggio per dare l’ultimo attacco ad una società, che in barba alla logica, aveva spadroneggiato con i soldi dei contribuenti di Nettuno. Merito al nostro sindaco.

TUTTO BENE  ... PERO'

“In Città  si respira un’aria di soddisfazione per la decisione assunta dalla Giunta Comunale di recedere unilateralmente il contratto tra  il Comune di Nettuno e la Nettuno Servizi.  Del resto liberarci da questo vincolo è sempre stato  desiderio di tutti i cittadini di Nettuno, stanchi dei disservizi causati da questa società,  stufi  del costi del servizio e delle prepotenze messe in atto dai suoi Dirigenti. Se è possibile tollerare infatti i disservizi causati  dall’inesperienza del personale, assunto con selezione clientelare e senza specifica formazione professionale, nessuno di noi comprende  perché per lo svolgimento del servizio incassi dei tributi comunali siano stati accordati aggi così alti alla società privata  Publiconsult nel lontano 1996 poi  alla San Giorgio quindi alla Tributi Italia Spa”. 

Inizia così l’interpellanza che Ugo Minchella ha rivolto al sindaco Alessio Chiavetta, ma non finisce qui ed insiste: “Se con questo atto si è voluto mandare un messaggio ai cittadini di Nettuno in coincidenza dell’anniversario della vittoria elettorale del 2008 è, a mio modesto avviso,  politicamente sbagliato perché di fronte ad un problema così sentito,  non scevro da gravi conseguenze, il cittadino deve essere pienamente informato”.

Lo scioglimento unilaterale del contratto potrebbe infatti portare, secondo Minchella ma non solo, ad aggravi  pesantissimi per le finanze comunali quantificati da un noto membro del collegio sindacale della Nettuno Servizi a circa 18/19milioni di euro. E lo stesso consulente dell’Amministrazione dice che l’ipotesi di uno scioglimento del vincolo societario mediante uno scioglimento anticipato esporrebbe il Comune alla pretesa risarcitoria del socio privato che potrebbe agire per il ristoro dei danni conseguenti al venir meno dell’esercizio dell’impresa sociale ovvero l’esercizio dell’attività di riscossione. “Se  l’Amministrazione Comunale fosse costretta a pagare somme a titolo risarcitorio, - continua Minchella -  gli amministratori che hanno deliberato la risoluzione del contratto incorrerebbero nelle pesantissime sanzioni della Corte dei Conti. Nessuno di noi è felice dell’esistenza di questo rapporto che ha avvelenato gli ultimi anni della vita politica della nostra Città. Tuttavia a nostro avviso la strada intrapresa è costellata da troppi pericoli. Le controdeduzioni della Tributi Italia spa  fanno specifico riferimento al mancato incasso dell’ICI a seguito dell’introduzione del mod F24 e il conseguente accreditamento  del tributo nelle casse comunale. Il mancato incasso dell’aggio, il mancato adeguamento dello stesso secondo gli indici ISTAT, la mancata consegna di altri servizi come la riscossione della sanzioni amministrative, sono argomenti del tutto seri e quindi non di poco conto di fronte ad un possibile contenzioso davanti al TAR. Inoltre stando così le cose non è da escludere che i cittadini di Nettuno, inadempienti per la Nettuno Servizi,  possano essere sottoposti ad azioni di rivalsa da parte della Tributi Italia Spa, abilitata alla riscossione di tutti i tributi anche attraverso iniziative di natura legale. Se così fosse  chi salvaguarderà i cittadini sottoposti ad azioni di questa natura che contemplano il pagamento di interessi di mora, spese legali e soprattutto la maggiorazione del 30% per il mancato pagamento alla scadenza del tributo magari già pagato con F24 o presso  Equitalia?”.

 

Insomma, secondo Minchella ma anche gran parte dell’opposizione che si è successivamente astenuta anche rispetto all’affidamento della riscossione dei tributi ad Equitalia, con un agio minimo, sarebbe stato  prudente intraprendere trovare un accordo o, al limite la strada del lodo arbitrale,  piuttosto che correre il rischio di trovarsi di fronte ad una sentenza del TAR sfavorevole al Comune.  Ma in questi giorni in città si sta brindando per il risultato ottenuto e non vorremmo sciupare la festa, anche se, rispetto a temi così importanti e fondamentali per il futuro di Nettuno, vorremmo vedere più collaborazione e meno posizioni di parte.

 

                                                                                                                              Giancarlo Testi

 

06-02-12