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DOPO 4 ANNI RITORNA LA RAPPRESENTAZIONE DELLA VIA CRUCIS A NETTUNO

"Per viam, per quam ascendit Christus, baiulans sibi crucem"

Simbolo di un'esperienza universale di dolore e di morte, di fede e di speranza, la Via Crucis commemora l'ultimo tratto del cammino percorso da Gesù durante la sua vita terrena: da quando con i suoi discepoli, usce verso il monte degli ulivi fino a quando, reggendo il patibulum, fu condotto al "luogo del Golgota" dove fu crocifisso. E’ un rito cristiano  con cui si ricostruisce e si commemora la Via Dolorosa di Gesù che sembra aver avuto inizio con la tradizione francescana, quando, intorno al 1294, Rinaldo di Monte Crucis, frate domenicano, racconta la salita al Santo Sepolcro "per viam, per quam ascendit Christus, baiulans sibi crucem", per varie tappe, che chiama “stationes”: il luogo della condanna a morte di Gesù, l'incontro con le pie donne, la consegna della croce a Simone di Cirene, e gli altri episodi della Passione fino alla morte di Gesù sulla Croce.

La Conferenza di presentazione

“E la Via Crucis era una tradizione anche a Nettuno, –ci aveva confidato l’Assessore Giuseppe Combi nella conferenza di presentazione dell’evento – e pensando a rinverdire una serie di iniziative care alla città, abbiamo subito pensato a questa Manifestazione che è rimasta ferma per quattro lunghi anni. Abbiamo sottoposto l’idea al sindaco Alessio Chiavetta che si è dimostrato entusiasta dell’iniziativa, l’unica nostra perplessità era data dal poco tempo a disposizione e dal timore di una poca adesione”. Non sappiamo la partecipazione che ottenne la prima edizione del 1975, ma sicuramente quella di quest’anno è andata oltre tutte le previsioni. Si è avverato quello che aveva affermato l’assessore Giampiero Pedace: “Sono sicuro della risposta positiva che avremo per l’iniziativa – aveva affermato -  perché la Via Crucis è stato sempre un avvenimento molto sentito, vissuto in prima persona dai ragazzi, un fatto sociale e culturale, un segnale valoriale che unisce scuole, parrocchie e associazionismo”.  Entrambi gli assessori avevano poi espressa la necessità di costituire un Comitato o un’Associazione che riesca a far divenire la Via Crucis ricorrente e sempre più importante.  Il professor Fausto Onori, che per tanti anni ha curato la manifestazione con l’associazione “Giovani oggi”, anche quest’anno è stato il responsabile dell’organizzazione, aiutato da tanti volontari , in primo luogo dalla figlia Maria, dall’associazione culturale e teatrale “in Progetto” e dalla  “Lupa Libera Università Popolare dell’Agricoltura”, oltre che dai passionisti con padre Giovanni Alberto. Onori aveva ricordato come la manifestazione fosse unica nel suo genere, non una processione, ma un quadro vivente, una risposta della città agli ultimi negativi avvenimenti che l’hanno coinvolta in brutte storie di violenza e bullismo. Aveva anche ringraziato il Comune e la ditta di Pomezia AGM1, energie alternative, che hanno dato un forte contributo. Ma il progetto non poteva partire senza il consenso, in realtà entusiasta per il recupero di una memoria religiosa e culturale di Nettuno, del Rettore del Santuario Nostra Signora delle Grazie, Padre Giovanni Alberti che nella conferenza di presentazione aveva paragonato l’interruzione della manifestazione ad “ un pezzo di storia che rischiava di  spengersi,  come una lampada a cui manca l’olio”.

La sacra rappresentazione 

Probabilmente la città, dopo quattro anni di sospensione, era curiosa e vogliosa di riappropriarsi di un momento che per taluni era di curiosità, ma che per i più era anche di preghiera e raccoglimento, comunque di riflessione, e in tanti venerdì hanno affollato il  Santuario della Madonna delle Grazie e Santa Maria Goretti. Subito si è avuta l’impressione di una rappresentazione imponente e partecipata e di una buona cura rispetto ai particolari, sia per i costumi, alcuni veramente storici, e per la sofisticata scenografia splendidamente supportata da effetti luce veramente sorprendenti. Andiamo a visitare le comparse a tra loro incontriamo tanti amici che volentieri si sono prestati a dare il loro contributo. Ci sono anche diversi Consiglieri comunale, professionisti, commercianti, studenti, insomma la rappresentanza della società migliore, quella che ancora vuole stringersi intorno ai valori veri e alla tradizione. Ma la voce fuori campo da il via alla rappresentazione, e dopo la lunga e probabilmente superflua lettura dei volontari che interpretano i personaggi, compaiono i primi figuranti, il popolo, gli apostoli, i centurioni, persino i cavalli.  Molto belli e curati i vari quadri: l’ultima cena, la Pentecoste, l’orto degli ulivi, l’entrata in Gerusalemme, il Sinedrio. Intensi e molto curati anche  i momenti della caduta di Gesù sotto il peso della Croce e della rappresentazione della crocefissione, con le splendide luci, il fumo, la musica, lo splendido sottofondo costituito dal Santuario, che hanno contribuito a coinvolgere gli spettatori nell’azione scenica ed evocativa, capace di coinvolgere e trascinare anche gli spettatori meno sensibili.

      

Il giorno dopo, intervista al Professor Fausto Onori.

Arriviamo al piazzale davanti al santuario quando gran parte del lavoro di pulizia è stato completato. L’orto degli ulivi non c’è più, e si stanno smontando le piattaforme che hanno ospitato le altre scene. Ad aiutare anche in questa fase troviamo i due Assessori che hanno creduto in questo ritorno alla tradizione della via Crucis  Pedace che trasporta dei fondali e Combi che, alla guida del suo trattore li trasporta. Armato di guanti e martello incontriamo anche il Professor Fausto Onori e gli rivolgiamo qualche domanda.

Una tradizione recuperata, tanta gente, vogliamo tirare un consuntivo.

“Tutto sommato dopo quattro anni mi sembra che sia andata abbastanza bene. Ci sono stati piccolissimi vuoti, probabilmente impercettibili da parte degli spettatori che dobbiamo ringraziare per la partecipazione non solo numerosa ma entusiasta nonostante le circa due ore di durata. Siamo riusciti a mettere in scena oltre 150 personaggi e siamo soddisfatti di questo evento. Per noi non il trentunesimo, ma il trenta più uno, ovvero la prima Sacra rappresentazione di una nuova edizione che già dal prossimo anno vedrà innovazioni importanti.

 Vogliamo ringraziare qualcuno per questo evento?

“Innanzi tutto ringraziamo l’amministrazione comunale che è stata partecipe e protagonista, che specialmente attraverso gli Assessori Combi e Pedace  hanno per primi creduto nel recupero di questa rappresentazione, i padri passionisti, e alcuni sponsor tra cui Franco legnami e AGM1 di Pomezia”.

Cosa abbiamo in mente per il prossimo anno?

“Il prossimo anno la rifaremo e con alcune novità belle che già abbiamo in mente"

 

 

                                                                                                    Giancarlo Testi

 

 

 

06-02-12