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Finisce così una manifestazione importante che
ha anche assegnato due borse di studio a due ragazzi meritevoli. Ma questa è
la fine, e allora torniamo all’inizio della manifestazione. Da diverso tempo
anche in Italia il fenomeno del bullismo viene riconosciuto come un aspetto
deprecabile e assai spiacevole della vita scolastica. Spesso sottovalutato e
relegato a “ragazzate”, forse perché la parola bullismo è la traduzione
letterale della parola inglese "bulling" che però nella sua accezione
originaria ha un significato un po' diverso rispetto al significato che gli
abbiamo dato nella lingua italiana. |
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Tradizionalmente, in Italia infatti viene considerato "bullo" un
individuo molto esibizionista, sbruffone, che ama fare il gradasso e che
spesso tende a prevaricare, senza mai però raggiungere quelle
caratteristiche di cattiveria e di sadismo che invece sono tipici del
fenomeno del bullismo così come viene spesso osservato in ambito scolastico.
Nel resto del mondo con il termine “bulling” viene indicato una vero
delinquente, con l’aggravante che sfoga la sua cattiveria con suoi coetanei
e compagni di scuola.
Si
conclude il progetto “Come arginare il bullismo nelle scuole”, attuato “in
rete” fra l’Itis Trafelli di Nettuno e la scuola media statale Virgilio di
Lavinio. L’appuntamento è stato proprio all’interno di quest’ultima
struttura. Alla presenza del senatore Candido De Angelis, del sindaco di
Anzio Luciano Bruschini e dell’assessore alla cultura di Anzio Del Villano,
dell’assessore provinciale Aurelio Lo Fazio, della Presidente della
Commissione Servizi Sociali di Anzio, Roberta Cafà, le presidi dei due
istituti scolastici coinvolti dott.ssa Rita Celeghini e dott.ssa Lucia
Colosimo e infine Renata Scerbo ed Agnese Giusti dell’associazione onlus” e
la psicoterapeuta Rosalia Giammetta della Presam si è svolto un incontro dai
contenuti importanti. Infatti, questo progetto è basato sul concetto moderno
della educazione fra pari: alcuni studenti, otto per l’esattezza, quattro
della Trafelli e quattro della Virgilio, sono stati preparati da esperti,
soprattutto psicoterapeuti infantili, a capire che cosa è il bullismo, come
si manifesta, quali sono le buone pratiche contro di esso, come fare a
coinvolgere il gruppo classe nell’isolamento del bullo. Ad essere formati
sono stati anche gli insegnanti delle due scuole, in modo che tutte le
componenti scolastiche potessero affrontare il tema avendo qualche elemento
in più di conoscenza. Il tutto è stato svolto in collaborazione con la
“Presam Onlus” che è un’associazione di prevenzione e salute mentale. Lo
scopo dell’associazione è di promuovere una autentica ed efficace dimensione
preventiva nel campo della salute mentale. Il progetto complessivo nasce
però per un’idea della madre e della famiglia di Francesco Scerbo, ex alunno
della scuola media Virgilio e dell’Itis, deceduto nel ’95 per un gravissimo
atto riconducibile al problema del bullismo. Il ragazzo è stato travolto da
un treno alla stazione di Villa Claudia e commovente è stato il ricordo che
tanti ragazzi hanno voluto tributargli, chi ha letto un tema, chi ha
recitato una poesia, chi ha dato un a testimonianza. La famiglia Scerbo ha
costituito da quest’anno una onlus, “Il Rifugio di Francesco”, tesa a
finanziare progetti di prevenzione del bullismo e di educazione alla
legalità nelle scuole. I docenti di riferimento per il progetto di
prevenzione del bullismo sono le insegnanti Antonella Mosca dell’Itis e
Palmira Federici della Virgilio. Luciano Bruschini ha portato il saluto
della città di Anzio e si è così rivolto ai tanti giovani presenti:“quelli
che compiono questi atti sono solo mascalzoni che vanno isolati e additati,
poi anche recuperati, ma innanzi tutto riconosciuti e denunciati. Voi
siete il futuro e dovete farvi portatori del rispetto delle regole perchè
starsene in silenzio e far finta di niente significa essere in parte
colpevoli”. Ha lanciato anche un monito ai genitori spesso troppo
accondiscendenti. Ha portato anche il suo saluto il senatore Candido De
Angelis che ricordando “I ragazzi della via Pall” ha evidenziato
le autorità che oggi non sono più riconosciute, che c’era rispetto per le
istituzioni, per gli insegnanti, per i genitori. Poi Candido De Angelis ha
continuato “Voi siete i figli del “tutto giustificato e tutto possibile”
e serve una ribellione di una parte sana che si ribella contro le
ingiustizie di pochi. E la scuola ha sempre più importanza perché i genitori
sono sempre meno presenti di prima e
la TV è deleteria.Bisogna passare
dal tutto possibile all’etica della responsabilità e del merito”.
Aurelio Lo Fazio ha sostenuto che oltre all’inasprimento della pena
servirebbe anche la certezza della pena e una maggiore consapevolezza. Poi
il momento di commozione.
Giancarlo Testi
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