Anche se non tutti concordavano,
probabilmente anche nella maggioranza, sulle mosse che hanno però permesso
al comune di riappropriarsi direttamente dei tributi pagati dai suoi
cittadini, Alessio Chiavetta non ha sentito storie ed ha voluto a tutti i
costi creare una netta frattura fra il comune e la società di riscossione
mista inaugurando anche l’ufficio tributi alle Vele. E lo ha fatto con tanta
convinzione che alla fine anche l’opposizione del Pdl ne ha preso atto e lo
ha premiato con un voto di astensione sugli equilibri di bilancio in
Consiglio quando tirava aria di ammutinamenti. Quindi la prima domanda che
abbiamo rivolto al sindaco di Nettuno è stata quella riguardante il suo
stato d’animo rispetto all’evolversi della vicenda.
Lei certamente avrebbe preferito più che sospensiva la
cancellazione della Tributi Italia dall’albo delle sole 30 società che in
Italia si occupano di riscossione dei tributi, si sente deluso o invece
reputa questo un altro passaggio verso la definitiva risoluzione?
“Per quanto riguarda il Comune di
Nettuno, la risoluzione è già applicata da tempo: i tributi vengono riscossi
dagli uffici comunali e affluiscono direttamente nelle casse municipali. In
ogni caso, la sospensiva è una nuova vittoria nel lungo braccio di ferro con
la Tributi Italia, socio privato della Nettuno Servizi; ci sarebbe voluto un
po’ più di coraggio e affermare fin da subito nero su bianco ciò che è
evidente nei fatti”.
Com’è possibile che l’esazione sia affidata a personaggi e a
società di questo tipo, che ci siano esattori che sembra abbiano fagocitato
soldi non propri e ci sia solo una sospensione cautelare?
“Questo non spetta a noi dirlo: ci sono istituzioni di controllo e
l’autorità giudiziaria che valuteranno le procedure che hanno portato alla
situazione attuale, ma vigileranno anche sul rispetto delle norme di tutela,
compresa per l’appunto la cancellazione dall’Albo come da noi richiesto. La
sospensione è un passaggio che ci avvicina a tale obiettivo: ormai non si
ragiona più sul “se”, ma sul “quando” avverrà”.
Ma perché avvengano questi episodi non crede che qualche
connivenza, e non solo locale, sia stata necessaria?
“Anche questo non è nostro
compito dirlo: certo la creazione della Nettuno Servizi ha mosso gli
interessi di chi ha continuato a difenderla oltre il difendibile, omettendo
una doverosa opera di controllo sulla società e lasciando nelle mani del
socio privato le chiavi delle casse municipali fin dall’epoca della
scellerata convenzione del ’99. La passata amministrazione di centrodestra
ha pesanti responsabilità politiche in tal senso, è bene non dimenticarlo”.
Sapendo chi ci sta dietro Tributi Italia, di come si muove, di cosa
finanzia, non ha il dubbio che possa ricorrere ad una transazione e tornare
in ballo facendo valere quelli che ritiene i suoi diritti. Tributi Italia si
sta preparando e i personaggi sono di peso: da Livolsi a Chiomenti e adesso
sembra si sia aggiunto anche un certo Ghedini, dico Ghedini, per una
transazione politico/giuridica.
“Mi vengono in mente le critiche
e le previsioni catastrofiche di chi, un anno fa, preannunciava rovine e
sciagure se l’amministrazione di Nettuno fosse andata allo scontro con la
Tributi Italia; oggi invece abbiamo la prova che la strada che abbiamo
intrapreso era quella giusta, tanto è vero che diversi comuni stanno
seguendo lo stesso percorso che abbiamo tracciato come capofila: adesso però
quelle voci catastrofiste non parlano più. Non ci interessa quali nomi
voglia ingaggiare la Tributi Italia, dalla nostra abbiamo la ragione del
diritto e l’evidenza dei fatti; ancora una volta non cercheremo transazioni
e vie di mezzo, ma chiederemo a gran voce il rispetto dei diritti della
città di Nettuno”.
Io credo e l’ho pure scritto più volte che
la Publiconsult/Nettuno
Servizi/San Giorgio/Tributi Italia, in questi lunghi anni ha avuto tanti
padrini e tanti protettori, certamente tanti che hanno girato la testa
dall’altra parte. A causa di quel famigerato 30% di aggio il comune di
Nettuno, e non solo, ha rischiato il dissesto finanziario ed è rimasto
bloccato in ogni sua iniziativa per anni. Allora forse non è il caso di
abbassare la guardia su questo problema, anzi i cittadini dovrebbero anche
mettere in progetto una forte azione popolare di autotutela. Se la Tributi
Italia mette in campo l’onorevole Niccolò Ghedini, è il caso che noi ci
mettiamo in campo tutti.
“La guardia non deve mai essere abbassata e bisogna continuare a
vigilare che le norme vengano rispettate: solo così abbiamo ottenuto questi
risultati positivi per la città di Nettuno, e solo così continueremo ad
ottenerli. Per questo continuo a chiedere il sostegno degli organi di
stampa, soprattutto locale, ma principalmente voglio le vicinanza e
l’impegno di tutti i miei concittadini: l’obiettivo è l’interesse comune
della città e di tutti i nettunesi”.