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In
momenti di crisi e di difficoltà economica come quelli che stiamo
vivendo, per la verità che gran parte della popolazione sta vivendo
perché un’altra ancora vive nel privilegio, alla fine tutto è ben
accetto, tutto serve pur di poter arrivare alla fine del mese, e quindi
anche la social card che il governo ha proposto. La social card è una
carta prepagata, che viene ricaricata nella misura di 40 euro al mese ed
è spendibile nei supermercati convenzionati (con sconti del 20%) e potrà
essere usata anche per pagare le bollette energetiche (sempre con sconti
del 20%). La carta è anonima ed è riconoscibile solo dalla banda
magnetica per garantire la privacy e la dignità di chi ne usufruisce.
Avranno la carta i
cittadini italiani di almeno 65 anni che non abbiano un reddito
superiore ai 6.000 euro e le famiglie che abbiano figli di età
inferiore ai 3 anni e redditi molto bassi. E
ben venga anche la social card per i più bisognosi ma, in un paese con
un trilione di euro di evasione fiscale non vorremmo che ancora una
volta si stiamo trasferendo soldi dalla classe media operaia e
impiegatizia ai ricchi evasori. Perché in Italia che guadagna poco,
anzi chi denuncia poco al fisco spesso sono quelli che hanno di più.
Sarà capitato anche a voi di dover iscrivere un figlio all’asilo di
vedersi mettere in coda mentre coloro che viaggiano con suv e con la
barca al porto risultano quasi nullatenenti. Perché il pericolo che
coloro che possano usufruire dei bonus siano, oltre a chi ne ha
realmente diritto alcuni negozianti/imprenditori che hanno sempre
dichiarato non più di 5000 euro l'anno. Ma
c’è un motivo per cui a me non piace la social card, ma il mio
pensiero coincide con quello di tanti personaggi che quotidianamente
hanno a che fare con le persone più deboli e più povere del Paese.
Ecco le loro dichiarazioni.
Francesco
Marsico, vicedirettore di Caritas italiana : “la nuova Social card del
governo e' uno strumento ''parziale e emergenziale'', non una ''grande
misura''. In primo luogo per i suoi ''importi esigui'': ''40 euro al
mese non tirano fuori le persone dalla poverta', ma sono una ciambella
di salvataggio che non puo' essere fatta passare per grande misura''. In
secondo luogo non e' accettabile che ''si prevedano forme di
finanziamento come se i diritti sociali fossero un elemento aggiuntivo e
solo per alcune categorie''. Infine non e' vero che la Social card e'
uno strumento ''che si rivolge all'area di bisogno assoluto, a coloro
che sono gli ultimi degli ultimi'' come sostenuto ieri dal ministro del
Welfare Sacconi: ''Dal momento che si utilizza il reddito Isee le
persone in situazione di disagio estremo non potranno entrare nella
platea dei beneficiari''.
Vittorio
Villa, segretario nazionale della Federazione Anziani e Pensionati delle
Acli:
''quando una persona ha bisogno, qualsiasi aiuto e' bene accetto. Ma un
euro al giorno non cambia la vita di nessuno''. Il Governo puo' e deve
fare di piu', 40 euro al mese rappresentano un modesto aiuto, che non
risolve i problemi delle persone, non risponde alla crisi del costo
della vita, ne' tanto meno e' in grado di sostenere o rilanciare i
consumi''.
Antonio
Uda segretario Federazione Nazionale Pensionati:
“il nuovo strumento ideato dal governo è una tappa del progressivo
smantellamento dello stato sociale di diritto che va degenerando in un
indistinto, confuso e inaffidabile beneficio non strutturale, erogato ad
libitum dalle autorita', quando, come e se vogliono: un metodo appena
giustificabile in una situazione di guerra''. Pier
Luigi Bersani, ministro dell'Economia del governo ombra del Pd:
''i soldi non si buttano mai via, ma ci sono modi piu' dignitosi per
darli. Piuttosto che importare modelli americani, noi preferiamo che si
aumentino le pensioni e che si alleggerisca il fisco sui salari e sugli
stipendi medio bassi, a cominciare dalla tredicesima di Natale. E,
quindi, un intervento largamente piu' consistente e strutturale rispetto
a quello che abbiamo sentito e visto fin qui. E' illusorio e poco
credibile fondare il rilancio dei consumi con 450milioni di euro l'anno,
enfatizzato e propagandato da 4 mesi dal ministro dell'Economia e
dall'intero Governo con lo stesso spirito missionario di miglior causa
che anima le dame di San Vincenzo, la cui carita' e' al contrario basata
sull'anonimato. Il bancomat 'anonimo' ed azzurro, del valore di 40 euro
mensili, che conterra' un credito di 120 euro relativo al trimestre
ottobre-dicembre, che sara' ricevuto da poco piu' di 1 milione di
famiglie, oltre a marcare una grave discriminazione sociale, non
risolvera' ne' i problemi gravi della perdita del potere di acquisto, il
rilancio dei consumi, poiche' ritenere di fondare maggiori acquisti ed
il rilancio dei consumi con 450milioni di euro l'anno, e' pura
illusione''. Elio
Lannutti, presidente Adusbef (Associazione
difesa consumatori ed utenti bancari, finanziari ed assicurativi):''mentre
nell'America piu' indebitata dell'Italia, Bush ed Obama varano un piano
straordinario da 500 miliardi di dollari per creare 2,5 milioni di posto
di lavoro, Gordon Brown in Inghilterra abbatte l'Iva di 3,5 punti,
Francia e Germania adottano politiche economiche straordinarie per
attenuare gli effetti di una crisi straordinaria, in Italia governo e
ministro dell'economia, si ostinano a non riaprire la finanziaria
ritenendo di fronteggiare la crisi con la dell'elemosina''. Federconsumatori:
''pur apprezzando il modesto aiuto offerto ad alcune famiglie piu'
povere ed indigenti, si invita ancora una volta il governo ad avere il
coraggio di affrontare la gravissima crisi con provvedimenti economici
straordinari, quali la detassazione delle tredicesime, un bonus fiscale
di 1.500 euro sui redditi sotto i 25.000 euro, un abbattimento dell'Iva
di 3,5 punti per un biennio, gli investimenti nelle infrastrutture e
nella ricerca, il finanziamento di un piano casa, perche' e' da miopi
elargire 20miliardi di euro ai banchieri, e stanziare meno di 4 miliardi
alle famiglie (che hanno perso 1.800 euro di potere di acquisto solo nel
2008) ed alle imprese''. Infine
la provocazione: Francesco
Caruso l'ex parlamentare no
global in quota Prc:
'aspettiamo di vedere questa social card, per capire se e come sia
possibile clonarla, per distribuirne non una ma qualche centinaia di
tessere ad ogni precario, pensionato, disoccupato'. In nome del comune
richiamo a Robin Hood''. E'
sconcertante fiumi di denaro pubblico a chi gia' possiede miliardi di
euro e le briciole elargite ai piu' bisognosi. Questa e' elemosina e non
e' certo con l'elemosina che si risolvono i drammi sociali nel nostro
paese''.
Il governo, meno di tutti gli
altri governi europei, ha messo in campo alcune misure contro la crisi
finanziaria, e sostiene di aver provveduto ad aiutare un po tutti.
Adesso basta aspettare e verificare. Ognuno potrà direttamente vedere
se gli aiuti arriveranno. Auguri.
(vedi
anche a chi giova la crisi) |