Social card e privilegi

Sempre più privilegi, sempre più sofferenze.

Il ministro anti-fannulloni Renato Brunetta, dopo una insistita campagna giornalistica, scandalosa ed indiscriminata contro i dipendenti pubblici e dopo aver chiuso per loro un contratto con 70 euro a regime lordi,  un «lusso» rispetto ai 40 euro della social card che il governo elargisce ai poveri, concede invece 600 euro mensili d'aumento per la casta dei suoi dirigenti e consulenze milionarie per l'Authority del merito. A Fantozzi, preposto alla vendita della bad company della vecchia Alitalia (i cui debiti alla fine pagheremo noi) sembra sia stato assicurato un contratto da 15 milioni di euro all’anno. La nostra sta divenendo sempre di più una società dove c’è chi ha troppo e chi invece non arriva alla fine del mese.  E intanto, mentre si discuteva e si polemizzava su questioni speciose, il mondo economico ci stava crollando addosso. Solo qualche giorno fa in Italia si discuteva della Robin tax, e Tremonti cercava di spiegarci come le banche dovevano dare il loro contributo alla società e quindi andavano tassate e i cittadini dovevano avere fiducia e si dovevano dedicare allo shopping. 

 

Adesso forse ci si sta rendendo conto che gli italiani non solo hanno gli stipendi più bassi d’Europa, ma che, seguendo le affermazione dei politici,si sono pure indebitati con le finanziarie e che oggi le banche, più che tassate, vanno aiutate, così come le imprese.

Questa non è lungimiranza. E’ invece provincialismo e miopia che potrebbero costarci molto. Perché l’uragano economico è arrivato e le vittime non sono ancora visibili, ma purtroppo ci saranno. Ma cosa prevede il nostro Governo per quella classe media che, più di tutti, in questi anni ha perso potere d’acquisto. Niente.

 In compenso c’è la social card.     

In momenti di crisi e di difficoltà economica come quelli che stiamo vivendo, per la verità che gran parte della popolazione sta vivendo perché un’altra ancora vive nel privilegio, alla fine tutto è ben accetto, tutto serve pur di poter arrivare alla fine del mese, e quindi anche la social card che il governo ha proposto. La social card è una carta prepagata, che viene ricaricata nella misura di 40 euro al mese ed è spendibile nei supermercati convenzionati (con sconti del 20%) e potrà essere usata anche per pagare le bollette energetiche (sempre con sconti del 20%). La carta è anonima ed è riconoscibile solo dalla banda magnetica per garantire la privacy e la dignità di chi ne usufruisce. Avranno la carta i cittadini italiani di almeno 65 anni che non abbiano un reddito superiore ai 6.000 euro e le famiglie che abbiano figli di età inferiore ai 3 anni e redditi molto bassi. 

E ben venga anche la social card per i più bisognosi ma, in un paese con un trilione di euro di evasione fiscale non vorremmo che ancora una volta si stiamo trasferendo soldi dalla classe media operaia e impiegatizia ai ricchi evasori. Perché in Italia che guadagna poco, anzi chi denuncia poco al fisco spesso sono quelli che hanno di più. Sarà capitato anche a voi di dover iscrivere un figlio all’asilo di vedersi mettere in coda mentre coloro che viaggiano con suv e con la barca al porto risultano quasi nullatenenti. Perché il pericolo che coloro che possano usufruire dei bonus siano, oltre a chi ne ha realmente diritto alcuni negozianti/imprenditori che hanno sempre dichiarato non più di 5000 euro l'anno. 

Ma c’è un motivo per cui a me non piace la social card, ma il mio pensiero coincide con quello di tanti personaggi che quotidianamente hanno a che fare con le persone più deboli e più povere del Paese. Ecco le loro dichiarazioni.

Francesco Marsico, vicedirettore di Caritas italiana : “la nuova Social card del governo e' uno strumento ''parziale e emergenziale'', non una ''grande misura''. In primo luogo per i suoi ''importi esigui'': ''40 euro al mese non tirano fuori le persone dalla poverta', ma sono una ciambella di salvataggio che non puo' essere fatta passare per grande misura''. In secondo luogo non e' accettabile che ''si prevedano forme di finanziamento come se i diritti sociali fossero un elemento aggiuntivo e solo per alcune categorie''. Infine non e' vero che la Social card e' uno strumento ''che si rivolge all'area di bisogno assoluto, a coloro che sono gli ultimi degli ultimi'' come sostenuto ieri dal ministro del Welfare Sacconi: ''Dal momento che si utilizza il reddito Isee le persone in situazione di disagio estremo non potranno entrare nella platea dei beneficiari''.

Vittorio Villa, segretario nazionale della Federazione Anziani e Pensionati delle Acli: ''quando una persona ha bisogno, qualsiasi aiuto e' bene accetto. Ma un euro al giorno non cambia la vita di nessuno''. Il Governo puo' e deve fare di piu', 40 euro al mese rappresentano un modesto aiuto, che non risolve i problemi delle persone, non risponde alla crisi del costo della vita, ne' tanto meno e' in grado di sostenere o rilanciare i consumi''.

Antonio Uda segretario Federazione Nazionale Pensionati: “il nuovo strumento ideato dal governo è una tappa del progressivo smantellamento dello stato sociale di diritto che va degenerando in un indistinto, confuso e inaffidabile beneficio non strutturale, erogato ad libitum dalle autorita', quando, come e se vogliono: un metodo appena giustificabile in una situazione di guerra''.

Pier Luigi Bersani, ministro dell'Economia del governo ombra del Pd: ''i soldi non si buttano mai via, ma ci sono modi piu' dignitosi per darli. Piuttosto che importare modelli americani, noi preferiamo che si aumentino le pensioni e che si alleggerisca il fisco sui salari e sugli stipendi medio bassi, a cominciare dalla tredicesima di Natale. E, quindi, un intervento largamente piu' consistente e strutturale rispetto a quello che abbiamo sentito e visto fin qui. E' illusorio e poco credibile fondare il rilancio dei consumi con 450milioni di euro l'anno, enfatizzato e propagandato da 4 mesi dal ministro dell'Economia e dall'intero Governo con lo stesso spirito missionario di miglior causa che anima le dame di San Vincenzo, la cui carita' e' al contrario basata sull'anonimato. Il bancomat 'anonimo' ed azzurro, del valore di 40 euro mensili, che conterra' un credito di 120 euro relativo al trimestre ottobre-dicembre, che sara' ricevuto da poco piu' di 1 milione di famiglie, oltre a marcare una grave discriminazione sociale, non risolvera' ne' i problemi gravi della perdita del potere di acquisto, il rilancio dei consumi, poiche' ritenere di fondare maggiori acquisti ed il rilancio dei consumi con 450milioni di euro l'anno, e' pura illusione''.

Elio Lannutti, presidente Adusbef (Associazione difesa consumatori ed utenti bancari, finanziari ed assicurativi):''mentre nell'America piu' indebitata dell'Italia, Bush ed Obama varano un piano straordinario da 500 miliardi di dollari per creare 2,5 milioni di posto di lavoro, Gordon Brown in Inghilterra abbatte l'Iva di 3,5 punti, Francia e Germania adottano politiche economiche straordinarie per attenuare gli effetti di una crisi straordinaria, in Italia governo e ministro dell'economia, si ostinano a non riaprire la finanziaria ritenendo di fronteggiare la crisi con la dell'elemosina''. 

Federconsumatori: ''pur apprezzando il modesto aiuto offerto ad alcune famiglie piu' povere ed indigenti, si invita ancora una volta il governo ad avere il coraggio di affrontare la gravissima crisi con provvedimenti economici straordinari, quali la detassazione delle tredicesime, un bonus fiscale di 1.500 euro sui redditi sotto i 25.000 euro, un abbattimento dell'Iva di 3,5 punti per un biennio, gli investimenti nelle infrastrutture e nella ricerca, il finanziamento di un piano casa, perche' e' da miopi elargire 20miliardi di euro ai banchieri, e stanziare meno di 4 miliardi alle famiglie (che hanno perso 1.800 euro di potere di acquisto solo nel 2008) ed alle imprese''.

Infine la provocazione:

Francesco Caruso  l'ex parlamentare no global in quota Prc: 'aspettiamo di vedere questa social card, per capire se e come sia possibile clonarla, per distribuirne non una ma qualche centinaia di tessere ad ogni precario, pensionato, disoccupato'. In nome del comune richiamo a Robin Hood''.  E' sconcertante fiumi di denaro pubblico a chi gia' possiede miliardi di euro e le briciole elargite ai piu' bisognosi. Questa e' elemosina e non e' certo con l'elemosina che si risolvono i drammi sociali nel nostro paese''.

Il governo, meno di tutti gli altri governi europei, ha messo in campo alcune misure contro la crisi finanziaria, e sostiene di aver provveduto ad aiutare un po tutti. Adesso basta aspettare e verificare. Ognuno potrà direttamente vedere se gli aiuti arriveranno. Auguri.                                                    (vedi anche a chi giova la crisi)

 

Home | I nostri figli | Riconciliazione | Taglia e ritaglia | Berlusconismo | Social card e privilegi | A chi giova la crisi | Conflitto d'interessi. Interessa? | la memoria che divide | Comune Nettuno insensibile | Regali ai partiti | Forza Nettuno | Zozzoni | La decrescita | Decrescere felici | Un giorno in Pretura | Partitocrazia | Evasori | Brunetta falso moralizzatore | Il surf | Tapiro ad Attoni | Il leccaculismo | Mara Carfagna | Autunno caldo | La particella di Dio

                                                             Ultimo aggiornamento: 21-08-09