RTF Club 2° Trofeo MZ: ratafìa e modellini radiocomandati.

E' domenica mattina e nonostante il tempo clemente di questi giorni, l’aria si è fatta fresca e non c’è da stupirsi molto dato che siamo ormai a metà novembre. E’ bello allora potersi concedere qualche ora di sonno in più e temporeggiare sotto le coperte, ma il suono del cellulare contribuisce a rovinare l’incanto che a volte l’ozio sa produrre. E’ il mio amico Giovanni che m’invita ad accompagnarlo in un posto che, a sentire lui, mi stupirà e che mi farà conoscere un mondo che non pensavo potesse esistere a Nettuno.

Fissiamo l’appuntamento davanti al comune, ma poi ci dirigiamo verso la Cadolino e proseguendo imbocchiamo via del Pesco e al numero 4 appare una struttura che mai avevo pensato potesse esistere nella nostra zona.

E’ il  CTF Club  un miniautodromo che poi tanto mini non è. Infatti la pista permanente è molto bella  ed è stata realizzata con molteplici varianti ed ha un tracciato tecnico/veloce di circa 270 metri. E’dotata di impianto luci e servizi igienici, di un ampio palco guida posto a circa tre metri di altezza che è dotato di due rampe di scale che può contenere fino a 15-20 persone contemporaneamente  e consente di avere una ampia visuale di tutta la pista.  

Quando arriviamo si stanno svolgendo le prove di qualificazione e tutti sono impegnati. Roberto e Fabrizio Catanzani si danno da fare per tenere la situazione sotto controllo e di cose da seguire ce ne sono, perché, quello che potrebbe sembrare un gioco da ragazzi in realtà è una cosa estremamente seria. Dall’aprile 2006 questa struttura di passi in avanti ne ha fatti molti ed adesso vuole uscire dalla cerchia degli addetti ai lavori, o meglio al gioco, e far conoscere questo bellissimo impianto e l’entusiasmante hobby a tutta la città. Colpisce la serietà e la minuziosità con cui ognuno svolge il proprio incarico perché dietro un modellino da corsa ci sono dietro soluzioni meccaniche all'avanguardia, sospensioni indipendenti, trasmissione a cardano o a cinghia, movimenti su boccole o cuscinetti, differenziali regolabili, e tante altre “quisquiglie” che veri e propri preparatori devono curare nel settore a loro dedicato. Poi ci sono i piloti che devono sfruttare al meglio il lavoro dell’equipe guidando velocemente ma in maniera pulita, evitando gli incidenti e le uscite di pista. Ogni modellino ha dei sensori che permettono ad un software di calcolare i tempi e stilare le classifiche, tempi e classifiche che vengono riportate anche dagli schermi posti nella zona dei meccanici. Insomma un gioco, un hobby, ma maledettamente serio ed economicamente impegnativo anche se il costo dei vari modellini d’automobili è direttamente proporzionale alle caratteristiche tecniche e alle soluzioni meccaniche adottate. 
Queste macchine, infatti, secondo lo spirito del modellismo, non devono avere niente di pronto all’uso, ma tutto deve essere costruito, pure la carrozzeria è da tagliare e dipingere.

Chiedo a Roberto Catanzani, che oltre ad essere proprietario dell’impianto è anche un appassionato e un ottimo drivers, chi frequenta l’impianto. “Normalmente la struttura è frequentata dagli oltre 100 soci del club ma spesso vengono organizzate gare di livello amatoriale e anche di livello nazionale. Ormai l’impianto – continua Catanzani – è conosciuto ed apprezzato dagli appassionati di questo sport e vengono da tutta Italia, alcuni anche con le roulotte. C’è poi da sottolineare che la struttura è ubicata lontano da case abitate e non ha mai creato problemi, anzi ha creato un positivo indotto economico perché, quando ci sono le gare, arrivano tante persone che affollano hotel e ristoranti del posto. Ma, al di la delle gare competitive, come quella odierna, aspettiamo tanti nuovi appassionati, a cui saremo lieti di dare consigli e spiegazioni”.

 

Salutiamo Roberto che ha da fare, e, mentre i motori si scaldano, scambiamo due parole con “nonna Rosa” che è anch’essa presa da questa passione che ha segnato la vita dei figli. Ci indica il gruppo dei siciliani, e l’equipe di Salerno, oltre ai soliti emiliani che sono innamorati pazzi di tutto ciò che ha a che vedere con i motori. Ma arriva il Sindaco Chiavetta che ha voluto portare il suo personale saluto a tutti i partecipanti alla gara e anche alcune assicurazioni sul futuro della struttura. Una foto di gruppo e poi la signora Rosa ci offre un bicchierino di ratafìa con una torta di ananas fatta in casa. Tradizione e modernità che si mischiano come è giusto che sia. La ratafìa è un rosolio che si ottiene dalle visciole, ma la circostanza curiosa è che il nome pare provenga dall’usanza di berlo negli studi notarili dopo la stipula dei contratti, contestualmente alla pronuncia del notaio della formula “Ratafiat”, ovvero, che i patti siano ratificati. E allora caro sindaco Chiavetta “Ratafiat”, ovvero, cerchiamo di aiutare i fratelli  Catanzani nel loro sforzo imprenditoriale, specie in momenti di difficoltà come quelli attuali.

                                                                                                                                                                                               Giancarlo Testi

 

         

28-01-12