Riconciliazione

                                                                                             

Gli editoriali   di Giancarlo Testi          Una nazione spaventata e rabbiosa

« Un uomo ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma mentre tutti dormivano venne il suo nemico, seminò zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi la messe fiorì e fece frutto, ecco apparve anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Padrone non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizzania? Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero: Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla? No — rispose — perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio.

Basterebbe capire il vero significato di questa parabola per avere chiara la realtà italiana caratterizzata da nichilismo e rabbia. Solo che il tempo della "mietitura" ci appare lontano e ancora non abbiamo preso bene coscienza.
 
E intanto si impone sempre di più una politica intesa solo come strumento di potere, che persegue solo logiche del consenso facile e volgare e, come gramigna strisciante, inquina e riduce un popolo ad uno stato di paura e frustrazione. 

"Ghe pens mi" sostiene il capo del governo: non vi preoccupate della spazzatura, non vi preoccupate della crisi economica, non vi preoccupate di Alitalia, non vi preoccupate della deriva autoritaria, non vi preoccupate della classe politica appecoronata, non vi preoccupate dei tagli camuffati da riforme e delle riforme autoritaria, non vi preoccupate per i danni del falso Federalismo o dei mancati fondi ai comuni, non vi preoccupate se siamo andai a mettere le mani nell'unico settore scolastico che funzionava, non vi preoccupate dei costi della casta, non vi preoccupate...... "Ghe pens mi".

E poi basta con questa falsa democrazia, dove il popolo pretende di voler eleggere i suoi rappresentanti, che se troppo autonomi e legittimati io non posso più controllare. Le liste bloccate e senza preferenze possono permettere di avere professionisti che possono autorevolmente rappresentare l'Italia all'interno delle commissioni del parlamento italiano ed europeo. ..."Ghe pens mi".

I valori veri vengono derisi e surgono a modello della società comportamenti falsi, edonistici e consumistici che ingenerano e  assecondano uno stile di vita vuoto e vacuo. Il potere si accentra sempre di più nelle mani di pochi che dall'alto dei loro privilegiati "castelli di ghiaccio" cercano di dominare e condizionare la vita di tutti coloro che considerano non liberi cittadini pensanti ma sudditi.
E' la storia di sempre che si ripete, ma i cittadini sembra non avvertano questo pericolo, anzi spingono sempre di più, invogliati da TV e stampa a derive autoritarie e violente rispetto alla libertà e all'intelligenza. Gentaglia senza religione e bandiera che fanno prediche sulla famiglia, sui comportamenti, sulla religione, sul sesso, sulla patria e poi si comportano come "puttanieri libertini e eretici edonisti ". Questa non è fantascienza, questo è il vero cancro italiano, altro che grembiulini e maestro unico. E intanto si impone sempre di più una politica intesa solo come strumento di potere, che persegue solo logiche del consenso facile e volgare e, come gramigna strisciante, inquina e riduce un popolo ad uno stato di paura e frustrazione. 

La vita di tutti i giorni, oltre alle tante disarmanti notizie che vengono da tutta Italia (da chi uccide per razzismo, per niente o per dei biscotti, a chi stupra, a chi si uccide e uccide per colpa della droga) ci propone fatti su cui bisognerebbe riflettere maggiormente. Anche qui da noi, nel litorale, la cronaca giornaliera ci propone episodi sconcertanti: da chi si da fuoco, come il bidello di Anzio, a chi ubriaco stronca la vita di innocenti, ai tanti arrestati per spaccio di droga o furto, fino al disorientamento ideale che caratterizza la nostra società. Concetti come legge e solidarietà lasciano il passo a denaro e affermazione sociale a tutti i costi, con tutti i mezzi e i "furbetti o furboni del quartierino" si moltiplicano creando ingiustizia sociale ma anche false illusioni. Eppure la sensazione è che ancora i cittadini italiani caschino in queste trappole, che ancora possano dare credito a che li circuisce al grido di "Ghe pens mi" .    

 

 

   
   
   
   
   

Caro presidente, anzi Presidente,

poi non si deve stupire, e tanto meno si devono stupire i cittadini italiani, se qualcuno parla di "deriva autoritaria".

Vorrei, solo ricordarLe che nel nostro Paese i sistemi elettorali servono per eleggere i rappresentanti del popolo. L'Italia non è la sua azienda e lei non è appunto il suo Presidente del consiglio di amministrazione che impone agli azionisti di votare su una lista bloccata per mettere in consiglio i loro autorevoli rappresentanti.

Se lei non capisce questa distinzione e se anche i cittadini, attratti dalle sue lusinghe e dallo strascico di potere che si porta sempre dietro, non riusciranno a capire questa semplice questione, per l'Italia nei prossimi anni si possono prevedere seri problemi di tenuta democratica.

Spero che si possano, ancora oggi, poter fare queste analisi senza essere tacciato da "sporco comunista", come normalmente si cerca di liquidare tutti coloro che non sono "coerenti" con il Berlusconi pensiero.

Perchè Presidente, vorrei tanto sbagliarmi, ma ho la netta impressione che i conti del suo "Ghe pens mi", che arriveranno, prima o poi,  li dovranno pagare tutti gli italiani.

 
 

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                                                             Ultimo aggiornamento: 23-02-12