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Solo qualche anno fa gli italiani con circa il 90% dei suffragi aveva approvato un referendum per l'abolizione delle sovvenzioni ai partiti, visti anche gli scandali di quegli anni. Ma la politica se ne è sempre fregata del volere dei cittadini e chiaramente le sovvenzioni sono state ben presto ripristinate. La politica si divide un bottino di 500 milioni di euro a legislazione che viene versato in misura di 100 milioni di euro l'anno. Tanti soldi che consentono, per esempio, ad un piccolissimo partito come i pensionati di ottenere con una manciata di voti una vagonata di soldi pubblici. Ma non è tutto, a fine legislatura il Governo Berlusconi cambia una parola ad una legge precedente. Sostituisce "interotto" con tre parole occultate in una leggina trasversale che recitao "è comunque effettuato". Tre parole truffaldine ed incomprensibili che però oggi esplodono il loro effetto. Tre parole che ci costano 100.000.000 di euro l'una. Perchè fanno si che, anche se la legislatura finisce i partiti possano usufruire anche dei soldi degli anni che restano. Tanto è vero che Berlusconi il suo bottino completo riferito ai cinque anni se l'è cartolarizzato e quindi se l'è preso subito. Direte voi, tanto faranno un nuovo governo e comunque quei soldi glieli avremmo dovuti dare. Quando ripartirà la legislatura ripartiranno le nuove sovvenzioni di altri 500 milioni di euro e i partiti avranno un doppio rimborso milionario. E se il prossimo governo dovesse durare meno di 5 anni si triplica. Tutti zitti, noi impotenti....e io pago.
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Ultimo aggiornamento: 14-04-11