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Nettuno: notizie,
un po' vere e un po' ricostruite, di una situazione difficile per una
maggioranza sempre meno coesa.
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L'ETAT C'EST MOI
!!!
LO STATO SONO IO
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di
Giancarlo Testi
IL FATTO
Siamo venuti a sapere di una notizia
che, come tutte le notizie potrebbe contenere delle imperfezioni, anche se
quello che conta veramente è il nocciolo essenziale, se confermata
lascerebbe un grande amaro in bocca. Si, perchè riguarda l’operato di un
giovane sindaco che sembrava aver ridato speranza ad una città provata, su
cui tanti, anche al di là dello schieramento politico, avevano fatto una
vera scommessa.
Il giovane sindaco è Alessio Chiavetta
e la città Nettuno. Ma, probabilmente, non è sempre tutto oro quello che
luccica. E veniamo alla notizia. Sembrerebbe che il sindaco Chiavetta abbia,
nei giorni scorsi, convocato improvvisamente la sua giunta senza un ordine
del giorno preciso e che, in quella sede, d’autorità, nonostante le
perplessità esternate da alcuni assessori, rimasti attoniti e stupiti,
avrebbe proposto l’adozione di due delibere:
1) una prima delibera riguardante i ricavi dei parcheggi a pagamento;
2) una seconda, udite udite, per la costituzione non di una nuova società in
house, come sembrava in un primo momento, ma di un ufficio specifico per la
gestione dei servizi comunali.
Immediata la reazione di alcuni assessori che avrebbero chiesto se sulla
prima ci fosse un parere del dirigente competente e se valeva la pena
affrontare la seconda proposta viste le numerose polemiche già in atto su
alcune gestioni, come quelle della Poseidon. A poco sarebbero però servite
queste considerazioni.
Ma a molti, che già digerivano male la
società in house in quanto davano l'impressione di essere delle specie di
contenitori, delle scatole cinesi, che possono consentire di eludere regole
e responsabilità e di avere maggiori margini di manovra su operazioni al
limite della trasparenza (si pensi ad esempio alle assunzioni della Poseidon),
considerando magari che è in scadenza l’appalto dei rifiuti che vale circa 4
milioni di euro l’anno, avrebbero approfondito gli argomenti. Così sarebbero
venuti a sapere che il comandante dei vigili urbani avrebbe già dato il suo
parere
sul primo punto,
ma che questo era negativo, si
sarebbero riuniti ed avrebbero firmato un documento che chiedeva la revoca
dei due provvedimenti.
Nuova giunta, ma niente da fare.
Niente revoche. D’autorità il sindaco avrebbe imposto il primo punto,
nonostante il parere negativo e solo sospeso il punto riguardante la
creazione dello specifico ufficio, alla faccia della collaborazione e della
partecipazione.
CONCLUSIONE
La storiella, ammesso che possa essere
relegata a storiella, ci da un'immagine di una maggioranza che rischia di
implodere per problemi di coesione, ma questo non è tutto. Vediamo i fatti
degli ultimi giorni.
Presso il ristorante di un noto
"ammiraglio", luogo insolito da un punto di vista politico, sembra che si
siano riuniti gli stati maggiori della corte di re Alessio I, magari per
sancire nuove alleanze e nuova coesione, ma sembra che la cena sia rimasta
indigesta, nonostante non si sia parlato di un'altro macigno che cade sulla
testa della maggioranza, di cui non si è parlato durante la cena.
Così, se l'imminente uscita di alcuni
consiglieri dalla maggioranza (sembra, per esempio che non fossero presenti
gli uomini dell'Idv) si potrebbero relegare a "chiacchiere da bar" (così
sosterrebbe Alessio I), evidente e suffragata da azioni concrete è
l'accusa di corruzione che ha raggiunto cinque persone finite ai domiciliari
dopo un blitz della Guardia di Finanza pometina. Ebbene, fra i cinque
indagati c'è Ferrazzano, dirigente all'Urbanistica di Pomezia e consigliere
comunale di Nettuno, anzi capo gruppo dell'Api, che, con tre consiglieri e
due assessori di peso regge la maggioranza. una brutta tegola sulla testa di
Alessio I che già aveva i suoi problemi.
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Il 29 novembre è convocato il
Consiglio comunale ad Anzio, lì vedremo come si comporteranno quelli
dell'Api e i consiglieri dell'Idv, da sempre contro questi fenomeni
di corruzione, vera o presunta.
Ma com'è
lontano il tempo della speranza! |
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Giancarlo
Testi
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