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Presso la Sala dei Sigilli del Forte Sangallo di Nettuno stato presentato il
quinto rapporto sull’immigrazione. L'incontro, curato dall'Associazione
Pontum in collaborazione con il comune di Nettuno, sono intervenuti, oltre a
Mario Contini, Maria Laura Capetta, assistente sociale, Ginevra De Maio,
della Caritas di Roma. In rappresentanza delle istituzioni l’assessore alla
Cultura ed alla Pubblica Istruzione del comune di Nettuno, Giampiero Pedace
e la responsabile dell'area dei Servizi Sociali della città Rita Dello
Cicchi che ha intrattenuto l’attento pur se scarso pubblico sui dati
riguardanti il passato e il presente del fenomeno migratorio di Nettuno. |
Questi
i passaggi più significativi che danno il senso del fenomeno e che
possono essere la giusta sintesi ad un grande lavoro: "L'Italia è un
antico paese d’emigrazione, il primo tra i paesi esportatori d’opera e
fino alla metà degli anni sessanta l’Italia vedeva ancora emigrare
300.000 cittadini in cerca di fortuna. Oggi il fenomeno si è capovolto:
è in corso un complesso movimento migratorio le cui linee principali
sono dirette dal sud verso il nord e dall’est verso l’ovest. La nostra
memoria storica ha dimenticato i treni e le navi piene di emigranti, le
navi della speranza dove si partiva per l’America con il passaporto
rosso. Noi italiani all’estero per molti decenni siamo stati visti come
la feccia del mondo e soggetti a profonde discriminazioni. Se tutti
conoscessimo la faccia brutta dell’emigrazione italiana, quella fatta di
umiliazioni, di vergogna, subite dagli italiani potremmo capire
rispettare e apprezzare ancora di più i nostri antenati, ma anche gli
attuali immigrati. Invece oggi sembra tutto dimenticato e l’immigrazione
suscita paure e preoccupazioni, pregiudizi e ci fa comodo pensare che i
problemi delle nostre città siano d’importazione, invece riflette solo i
problemi che già esistono nelle nostre città. A Nettuno la popolazione
residente è di circa 46.309 unità e la popolazione straniera è formata
da 5245 persone di cui 2869 extracomunitari. Fino ad oggi ci si è
rapportati con gli immigrati considerandoli degli ospiti, oggi
continuare tale politica anche nei confronti di loro figli, rischia di
rivelarsi una scelta controproducente e fuori tempo. Non solo perché
discrimina i ragazzi, ma perché continuare ad innalzare muri non potrà
che condurre all’esplosione di conflitti sociali e a rivendicazioni
pericolose che possono minacciare la convivenza di tutti. Consideriamo
che solo nel 2008 i residenti stranieri sono aumentati di 792 unità, di
cui 247 extracomunitari, 117 single e 130 famiglie. Un grave problema
collegato all’immigrazione è quello del lavoro nero che genera una
“concorrenza” sleale con la manodopera locale e permette una maggiore
facilità di evasione contributiva e fiscale. Rispetto ad un problema
così grande bisogna essere concreti ed evitare le demagogie, prendere
atto che la nostra società è diventata una realtà multietnica,
multireligiosa, multibisognosa e multiproblematica e avviciniamoci sulla
strada dell’integrazione, delle regole e della legalità condivise”.
Inoltre, abbiamo appreso che, secondo l'Istat, Anzio figura tra i dieci
comuni della provincia di Roma con maggiore concentrazione di immigrati,
che le comunità più presenti a Nettuno sono bulgare, romene, tunisine,
polacche e albanesi, mentre ad Anzio si trovano più romeni, bulgari,
indiani, marocchini, pakistani, tunisini, ucraini e albanesi, secondo un
ordine decrescente di influenza. Allora, o prendiamo atto, delle
conclusioni della dottoressa Dello Cicchi, o i conflitti sociali
diventeranno realmente non più controllabili e pericolosi per tutti. La
paura del diverso è anche capibile, ma va superata, ricordandoci sempre
che siamo nati tutti fratelli, che due bambini, se non condizionati
dalla società in cui vivono non farebbero mai distinzioni di razze e di
colori, …casomai di simpatia e affinità.
Giancarlo Testi
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