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Il sindaco di Anzio Bruschini |
Se qualcuno pensava che un incontro pubblico potesse risolvere un problema
che invece sta facendosi sempre più complesso, era fuori strada. Ormai le
posizioni si sono radicate e trovare una veloce via d’uscita sembra assai
difficile. All’Hotel Lido Garda di Anzio sono scesi coloro che, assieme a
l’ex senatore Giorgio Pasetto, silenzioso in sala, sembrano i massimi
responsabili del clamoroso no della regione Lazio al progetto che gran parte
della città ormai dava per scontato. Sul palco, a cercare di non far
degenerare l’incontro, c’è il Capogruppo del PD in Consiglio comunale Paride
Tulli e accanto a lui il Vicepresidente della Giunta Regione Lazio Esterino
Montino e l'Assessore ai Lavori Pubblici della Regione Bruno Astorre, oltre
ad Aurelio Lo Fazio e Francesco Silvia. |
Entrando nella sala ampia,
ma che con qualche difficoltà raccoglie i tanti intervenuti, si ha
subito la sensazione che il tempo si sia fermato al fatidico 18
febbraio scorso, al diniego della Regione Lazio al Porto nell’ambito
dell’apposita Conferenza di Servizi. Sembra infatti più un incontro
indetto dal centro destra che dal PD, e non solo per la massiccia
presenza degli amministratori di Anzio, ma anche per una gran parte di
pubblico ancora incredulo ed arrabbiato e in frenetica attesa degli
interventi dei politici locali che “gliene dicessero due” a
quelli che sono contrari al Porto e quindi allo sviluppo della città. Un
clima particolare e assai teso, che subito fa capire che ognuno avrebbe
fatto “le barricate” rispetto alla propria posizione e che il risultato
finale sarà non positivo per fare dei passi in avanti. Da una parte un
tavolo di Presidenza sulla difensiva, ma pronto eventualmente a scattare
con delle ripartente improvvise e con buone carte in mano, dall’altra un
imponente schieramento votato all’attacco con punte di rilievo, dal
senatore Candido De
Angelis, al sindaco
Luciano Bruschini, al presidente della Capo D’Anzio, Luigi D’Arpino,
e quasi tutti gli esponenti della giunta anziate. Sembra il finale di un
film di Leone con i due contendenti che si guardano dritto negli occhi
prima del duello finale, anche se qui, al massimo, qualcuno può solo
perdere qualche voto alle prossime elezioni. Una volta tanto fuori dalle
polemiche c’è anche il sindaco di Nettuno Alessio Chiavetta e tanti
curiosi.
E’ in questo clima
teso e abbastanza ostile che, dopo le introduzioni di Silva e Tulli che
ribadiscono il si del PD ad un porto
che però non sia fatto solo
di posti barca ma qualcosa di diverso rispetto a ciò che si è
configurato, prende la parola l’assessore regionale ai Lavori Pubblici
Astorre che ribadito la posizione della Regione Lazio, ovvero la volontà
positiva per la realizzazione di un nuovo porto, ma anche la necessaria
osservanza delle procedure necessarie. E le procedure, continua Astorre,
seguite prima da De Angelis e poi da Bruschini sono sbagliate e la
Regione lo ha sempre detto, fin dal 2006. “Per un porto
polifunzionale come quello previsto per Anzio – ha continuato
l’assessore - non basta la procedura del Dpr 509/97, procedura
adottata per le realizzazioni di approdi turistici, ma
è necessario seguire la procedura prevista dalla legge 84/94”.
Secondo Astorre non è questione di opinioni, ma di rispetto di
leggi e sostiene che sarebbe pronto a sedersi intorno ad un tavolo e
discutere se si correggesse questo punto propedeutico alla risoluzione
del problema. E continua: “Lo
abbiamo detto su tutte le lettere ufficiali che abbiamo spedito, noi
abbiamo sempre detto sì al porto e no alla procedura che secondo noi è
contraria alla legge”.
Manca inoltre secondo
Astorre un serio progetto che riguardi l’eventuale nuovo assetto
viario per l’accesso al porto, la verifica dell’impatto dei lavori di
cantierizzazione sulla città e sull’impatto ambientale con prove in
acqua valide, anche con uno studio sul fenomeno dell’erosione. Infine
conclude: “Potete fare ricorso a chi volete, Tar, Conferenza
Stato-Regioni. Ma la procedura resta sbagliata. Non è vero che
l’amministrazione regionale è contro il centrodestra. Per Fiumicino,
Civitavecchia e Latina stiamo dando la nostra disponibilità, non ci sono
pregiudiziali”.
Come all’interno di una “ Plaza” di una corrida un toro fissa il
capote sventolato dal torero e nervoso inizia a scalciare, così il
sindaco Luciano Bruschini fissa con “occhi di bracia” il
contendente e quando prende la parola è
visibilmente alterato ed
emozionato Il porto è uno dei suoi cavalli di battaglia, assieme al
Casinò, e questo blocco proprio non lo digerisce e non si capacità sulla
questione della procedura sbagliata: “Il
porto non è della Regione o
degli assessori regionali, ma è della città di Anzio,
- inizia il sindaco - chi ha detto che è sbagliata la procedura, e
come mai va bene invece
per Formia? Sappiamo chi si è comprato le quote degli altri
porti a cui date il via libera.
l'unico errore che forse
abbiamo commesso è quello di aver scelto un partner pubblico come Italia
Navigando, e non Caltagirone. Il problema non è la viabilità o quant’altro,
nasce da lontano, non c’è un problema tecnico. In una riunione fatta a
Roma si è stabilito politicamente se si voleva far fare il porto ad un
governo avversario e questo è il motivo del no della Regione. I tecnici
dell’Assessorato all’Urbanistica avevano dichiarato che tutto era
perfetto. Per le torri
di Fiumicino il vincolo paesaggistico non vale, noi invece non possiamo
realizzare strutture in regola di 8,80 metri. E la fidejussione
– prosegue Bruschini – non serve ora, ma al rilascio della
concessione. E non venite a dirmi che siete a favore del porto, soltantovoi,
sei o sette persone di Anzio non lo vogliono, e il no è una ferita alla
città. Questo è il progetto del porto e non ci sono più possibilità di
trattative, con nessuno”.
Il clima si riscalda e si
sentono urla e qualcuno eccede, ma viene richiamato ad un comportamento
più corretto. Si avvicendano al microfono vari operatori ed
amministratori, tra cui il Presidente della
Capo d’Anzio Luigi D’Arpino
che ricorda che si sta parlando di un’opera che nasce dall’esigenza
degli operatori del porto e che questa è un’occasione persa e i
cittadini di Anzio sapranno fare le loro considerazioni. Dopo gli
interventi di Coppola, Battistini e dell’Assessore Mercuri prende la
parola Aurelio Lo Fazio che ripropone le motivazioni tecniche portate da
Astorre desumibili chiaramente dal verbale della Conferenza dei Servizi
e che comunque mancano degli studi in vasca veri: “ Il dubbio per
l’impatto sulle nostre coste , ma anche su quelle degli altri, va posto,
-continua Lo Fazio – e poi c’è il problema della Capo d’Anzio che
non è più una società esclusivamente pubblica e quindi deve essere
rivista e messa a norma. E poi deve essere chiara una cosa, noi non
siamo contro il porto e il problema non è quello dei cavilli giuridici,
ma del rispetto delle leggi, e poi voi proponete un progetto che
costerebbe più di trecento milioni di euro”. Prima dell’intervento
della massima carica istituzionale presente viene data la parola a
Sebastiano Attoni, Consigliere della destra ad Anzio. “ “Voi
mascherate un no politico con un’aspetto tecnico, tornerete a Roma senza
fregarvene niente dello schiaffo che avete dato alla città. E con
arroganza ci dite di fare i ricorsi, la verità è che siete venuti a fare
campagne elettorale europea, ma ad Anzio non prenderete voti”.
Ma è il turno del senatore De Angelis che: “ Anzio si è
emancipata perchè qualche tempo fa non sareste venuti qui a ridere, a
prendere in giro la città. E tu Astorre, cosa ridi, mi hai
confessato all’aereoporto di Praga, che del porto non te n’è fregato
mai niente e avresti fatto quello che ti diceva Pasetto, e nonostante
questo hai continuato a prendere in giro il nostro sindaco, un
gentiluomo.
Non puoi venire a prendere in giro la città.
C’è una maggioranza che vuole questo progetto ed una minoranza
“raffinatissima” all’interno dell’opposizione che non lo vuole. Avete
addirittura fatto sparire il progetto da 18 milioni di euro che
riguardava la Nettunense e le strade collaterali e voi lo avete tolto
dalle priorità per gli interventi. A Formia – continua il senatore –
va tutto bene perché c’è il gruppo Ranucci e si costruisce un centro
commerciale su area demaniale. Il problema è solo di natura politica e
solidarizzo con il sindaco Bruschini, andiamo avanti, il porto ce lo
chiede la città”.

Il clima è assai teso quando viene data la parola
all'Assessore Regionale
Esterino Montino, colui che viene additato come colui che ha detto no al
progetto. «Spero anch’io di avere un giorno l’opportunità di venire
a parlare in una assemblea indetta da voi PdL – inizia
l’assessore - e poter parlare tranquillamente come oggi avete fatto
voi oggi qui. Credo che sarebbe necessaria una discussione più serena
senza preclusioni ne pregiudiziali. Il porto turistico di Fiumicino è
cominciato quando io ero consigliere circoscrizionale nel 1972, e solo
in questi mesi lo abbiamo sbloccato perchè anche loro avevano commesso
una serie di errori procedurali. Per 30anni si è sbattuto contro la
procedura. Prima di arrivare alla Conferenza dei Servizi – continua
Montino - al sindaco avevo detto due cose per evitare la Corte dei
Conti e la Procura. La prima riguardava l’opportunità di rinviare la
Conferenza dei Servizi viste le posizioni ben precise e già espresse
contro la procedura con due verbali del 2006 e 2007 sia dalla Regione
che dal Ministero delle Infrastrutture. Inoltre il parere contrario già
c’era alla data del 21 febbraio 2007 e rispetto a quella pronuncia
probabilmente si doveva fare una valutazione critica su cosa si
proponeva e trovare una via d’uscita. Ma abbiamo costatato che non
c’era nessuna volontà di modificare il progetto. Si è voluto procedere a
senso unico. Definiamo insieme un progetto che sia più accettabile, che
segua le norme e che non abbia un impatto devastante, perchè quel
progetto qualche impatto sulla città di Anzio ce l’ha. Se continuaimo a
scontrarci non faremo un passo in avanti. Tutti siamo per fare il porto,
allora creiamo le condizioni per una discussione seria, mettiamo a posto
la procedura e arriviamo a soluzione in tempi ragionevoli, non fra 10
anni.”
Il convegno finisce e resta la sensazione del “muro contro muro” foriero
di mancanza di risultati concreti. La nostra sensazione è stata quella
di una mancata ricerca di possibili soluzioni ma di aver puntato su uno
scontro politico elettoralistico e la soluzione condivisa appare lontana.
Certo il porto di Anzio è nel cuore della città e quindi la questione va
vista da tutti i punti di vista. A Nettuno, che hanno un porto meno
invadente, molti rimpiangono il passato e criticano un porto che si
colloca come un corpo estraneo a ridosso del Borgo storico. Ad Anzio si
tratterebbe di invadere il mare con 1 km di cemento e nessuno può
pensare che questo non abbia effetti. Ma noi non vogliamo esprimere
giudizi definitivi non essendo esperti in materia, ma non ci scordiamo
che ci sono due bacini e forse, a meno che qualcuno non si sia già
impegnato in promesse insolubili, trovare una soluzione condivisa e meno
impattante sulla città e sulla costa, magari suffragata da qualche prova
più dettagliata non sarebbe sbagliato: ambedue i contendenti,
caparbiamente fermi sulle loro posizioni, potrebbero guadagnarci, se è
vero che questo progetto deve essere per migliorare la vita e le
aspettative della città e non dei loro schieramenti politici.
Giancarlo Testi
I
VIZI CHE IMPEDISCONO LA COMUNIONE D’INTENTI.
Aristotele li definisce "gli abiti del male". Al pari delle virtù, i
vizi derivano dalla ripetizione di azioni che formano nel soggetto che
le compie una sorta di "abito" che lo inclina in una certa direzione.
Kant vede nel vizio un'espressione della tipologia umana o di una parte
del carattere. I vizi diventano la manifestazione della "psicopatologia"
dell'uomo. I vizi diventano quindi malattie dello spirito. A volte i
vizi fanno correre l’economia, a volte frenano le iniziative. Abbiamo
giocato con loro affibbiando ai sette vizi capitali sette personaggi che
stanno giocando un ruolo da protagonisti in una contesa che se non trova
un punto d’incontro rischia di diventare solo una lunga campagna
elettorale. Allora guardiamo quali abbinamenti sono possibili:
-
Superbia “sfoggio della propria
superiorità rispetto agli altri”: Pasetto, non presente ma
presente.
-
Avarizia “mancanza di generosità”:
Montino, che rifiuta il consenso al progetto del porto di Anzio..
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Lussuria “dedizione al piacere”
: De Angelis, che sfrutta l’occasione per lasciarsi andare,
difendendo giustamente le sue tesi, ma lasciandosi andare ad attacchi
personali, adrenalinici ma poco eleganti, e non solo contro gli
avversari.
-
Invidia “desiderio malsano verso chi
possiede qualità, beni o situazioni migliori delle proprie” :
Paride Tulli, che voleva essere lui a gestire la costruzione del
nuovo porto, magari a lui la Regione avrebbe dato il via libera.
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Gola “abbandono ed esagerazione nei
piaceri”: D’Arpino, che già pregustava la vendita dei tanti
posti barca.
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Ira “il lasciarsi facilmente andare
alla collera”: Bruschini, veramente, ma veramente arrabbiato.
-
Accidia “la pigrizia, l'ozio, la
poca voglia di fare, e l'apatia, il disinteresse verso gli altri,
verso se stessi, e verso la vita”: Astorre, che invece di
decidere con la propria testa è soggetto all’altrui volontà, anche se
questa danneggia innanzi tutto se stesso.
Giancarlo Testi
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