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Basta spostarsi pochi metri
dalla cancellata d’ingresso, lungo la lingua di strada che conduce fino a
Torre Astura, per godere a pieno della natura incontaminata e di una macchia
mediterranea ancora selvaggia e vera, un territorio rimasto intatto ed
integro anche grazie ai vincoli militari che lo hanno sottratto ad una
massiva urbanizzazione che ha caratterizzato altre zone in questi ultimi
anni. Come
ogni anno sono tanti i cittadini che hanno risposto all’invito di una
passeggiata in bicicletta, per ammirare uno dei luoghi più belli e
suggestivi del nostro territorio. La pedalata non è sempre delle più
sciolte, l’allenamento, specie nei giovani, ormai manca non essendoci più
tanta possibilità di usare la bicicletta e anche i mezzi, in qualche caso,
non sono all’altezza, ma la novità crea emozione specie nei più piccoli. |
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Se poi qualcuno vuole
riposarsi, non c’è problema, bici e proprietario vengono raccolti ed
ospitati dall’apposito carro. Al seguito anche l’autoambulanza militare e
tutti i servizi necessari, con la collaborazione e l’assistenza tecnica
della ditta “Cicli Mariola”. Man mano che ci addentriamo all’interno
dell’area militare si apre al nostro sguardo la splendida cornice naturale
del bosco di Foglino, Uno scrigno di natura incontaminata che nasconde, qua
e la, frastagliate costruzioni e pezzi militari. Boschi, macchia
mediterranea e aree costiere si alterano e creano piccoli quadri della
natura. Addentrandoci nel bosco fra i lecci, i pini e le sughere, ma anche
le querce, la farnia e il cerro si possono notare le orme lasciate dagli
animali in cerca di cibo, specie dei piccoli cinghiali e dei conigli che
sono tornati ad essere numerosi. Poi il bosco si fa più invadente, la strada
si stringe e non è più asfaltata, si fatica di più a pedalare fra la terra e
le radici, ma ormai la meta è vicina. Ed è bellissimo arrivare sullo spiazzo
antistante Torre Astura ed il panorama si apre ai nostri occhi come una
bellissima cartolina. E lo sguardo spazia tra la foce del fiume omonimo e la
costa che arriva fino al Circeo da una parte e la lunga costa verso Nettuno
dall’altra. In mezzo, proprio davanti a noi il Castello di Torre Astura, già
castello dei Frangipane, attorniato dai resti archeologici di antiche
peschiere di epoca romana. Non sono molte le piante che possono vivere negli
ambienti costieri, ma quelle grasse si adattano e in questo periodo sono
coloratissime. I sensi si mischiano e l’effetto è magico: vista, odori e
colori aprono l’anima e fanno volare lo spirito. Ma improvvisamente un odore
sembra sovrastare gli altri, è quello dei cornetti e delle bombe offerti
dalla ditta “Bartolucci” di Nettuno.
Facciamo un giro fra le
antiche mura, ma il tempo è tiranno ed è già ora di ritornare. Prima però
scambiamo due parole con l’assessore alla Cultura del Comune di Nettuno
Giampiero Pedace: “Questa è una iniziativa che si fa da diversi anni con
l’obiettivo di valorizzare il territorio. – ci dice l’assessore – A
luglio ed agosto si potrebbero addirittura visitare gli scavi archeologici
che si stanno effettuando, se riusciremo a migliorare la convenzione fra il
Ministero della Difesa ed oggi il demanio, perché la responsabilità è per
dieci mesi del Ministero, attraverso
la
Direzione Generale dell’UTTAT, mentre per il periodo estivo diventa a
disposizione dell’amministrazione comunale che paga un canone demaniale e il
rapporto diventa con il demanio. Sono
12 chilometri di costa e
1750 ettari, una realtà molto bella: la pineta, la torre con le
peschiere, la fascia della pineta che nasconde una serie di ville costiere
e marittime romane, molto belle,
con resti di strutture
talora di notevole consistenza. Queste ville hanno un aspetto lussuoso e
residenziale ma non mancano indizi che portano a ritenere che vi si
svolgessero attività industriali. Ciò sembra attestato dalla presenza di un
sito dell’età del Bronzo, specializzato nella produzione del sale e da un
altro probabilmente legato alla produzione di anfore in età repubblicana e
infine da una fornace per la produzione di calce. Noi possiamo visitare
queste meraviglie della natura
grazie all’Ufficio Tecnico Territoriale
Armamenti Terrestri (UTTAT) che si presta ad agevolare queste escursioni e
i ragazzi dell’Associazione Culturale “Torre Astura”
che da anni si impegnano in un progetto di valorizzazione e di
recupero del territorio e delle opere esistenti per destinarle a finalità
ricreative e culturali in maniera ecologica e culturalmente corretta ”.
Un’altra bella esperienza che
il nostro territorio e la nostra natura ci permette di poter assaporare, e
il pensiero inevitabilmente va sulle tante opportunità che ci sarebbero per
Nettuno, ma anche per Anzio e le altre città del Litoralesud. Una costa che
potrebbe divenire il “nuovo sogno litoraneo” con l’individuazione di un
marchio riconoscibile in Italia e nel mondo che possa essere esplicativo di
luoghi spesso ancora selvaggiamente belli, ma anche carichi di storia, di
cultura e di reperti archeologici. La “Costa dei Miti”, le “Perle del
Tirreno”, o qualsiasi altro nome, potrebbe indicare il “consorzio” delle
città che, con rinnovato impegno e collaborazione, hanno intenzione di
rilanciare il turismo sfruttando le loro migliori potenzialità.
P.S.
La manifestazione si ripete il 17 maggio. Per chi ha una bicicletta e vuole
passare una mattinata diversa, l’appuntamento è alla 9 davanti al cancello
d’ingresso.
Giancarlo Testi
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