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Ancora non spunta il sole nella bufera del PD Nettunese. Si sperava che
il Congresso prima e la “necessaria riorganizzazione” potessero
rappresentare una svolta positiva, ma non è stato così: Il congresso,
senza cuore e senza dibattito (mi chiedo dove sono i 900 iscritti che
più volte sono stati propagandati) si è trasformato solo in una conta
fra le varie anime di questo sempre più lacerato partito. Un PD in mano
ai “capobastone” che cercano di sballottare il sindaco a destra e a
manca, senza pensare al bene comune, senza pensare che “una volta
scannato, nessuno potrà montare sul cavallo”. Se qualcuno ancora non
credeva ad una crisi non più strisciante, ma evidente e preoccupante,
l’ultima settimana può essere, da sola, bastata a convincerlo. La crisi
infatti è diventata ufficiale. E udite udite, non è solo la crisi della
maggioranza, ma la crisi della politica nettunese. Vediamo perché.
A
parte qualche consigliere che lavora in proprio ed ha preso le distanze
un po’ da tutti, questi i gruppi attualmente in campo:
IL PD:
sono mesi che all’interno della maggioranza che governa la città
personaggi importanti come in Presidente del consiglio comunale Nicola
Burrini chiedono un cambiamento, una programmazione più attenta ai
problemi reali e una pianificazione coerente. Un cambiamento che non
sembra arrivare e che ha indotto l’Italia dei Valori ad ufficializzare
la propria uscita dalla maggioranza pur mantenendo, come segno di
fedeltà al sindaco, il proprio appoggio esterno alla maggioranza. Sono
mesi che il capogruppo Roberto Alicandri ripete le stesse cose:
“Serve una verifica, così come era stato deciso all’inizio del nostro
mandato elettorale, anche perché crediamo che non tutto stia andando
avanti alla perfezione. Il problema è il Pd, ma sembra che loro non
vedano i problemi, visto che ogni corrente pensa solo a difendere i
propri assessori di riferimento. Noi non ne facciamo un problema di
poltrone - ha continuato Alicandri a nome di tutto il suo gruppo -
ma di rappresentatività e comunque non abbiamo gradito la proposta che
ci è stata fatta, quella di immolare l’assessore più debole. A noi non
interessano accordi di potere, noi vogliamo solo che gli assessori
svolgano al meglio e per il bene della città il proprio dovere”.
Parole chiare che significano che i tre uomini dell’Idv voteranno
compatti su tutto ciò che ha a che fare con gli impegni di programma,
mentre si sentiranno liberi di decidere su altri temi. Una posizione che
crea problemi al PD, ma che non è detto che indebolisca il sindaco che
potrà forse avere più potere negoziale rispetto al passato. Certamente
però da lui ci si attendeva più coraggio e un forte atto di
discontinuità.
L’OPPOSIZIONE: Se Sparta piange Atene non ride. Mai l’opposizione è
stata così divisa. A parte la Lista Vettori, assente in questa fase, si
è rotto il resto del fronte. Mauro, Turano e Leli cercano alleanze per
una spallata importante e per mobilitare la piazza, ma sembra che il Pdl
abbia scelto percorsi più “morbidi”. Altri marciano in ordine sparso,
senza possibilità di incidere veramente.
Intanto arriva un’altra tegola per Chiavetta, un avviso di garanzia per
il Western Show, come se non bastasse il problema economico e il rischio
della bancarotta. E i cittadini?
Non
ho il polso di cosa pensano i cittadini di Nettuno, ma quelli più
sensibili iniziano a mostrare segnali di disagio. In tanti hanno sperato
in una politica diversa, ma oggi sono delusi e guardano con stupore
quelle foto del Consiglio comunale con solo due consiglieri del PD
presenti, ma non per rispetto verso la città e i colleghi
dell’opposizione, ma solo perché non erano stati avvisati nei tempi
dovuti. Anche loro protestano contro il loro gruppo. Forse, stante tutti
questi problemi non sarebbe sbagliato pensare ad una soluzione
definitiva: tutti a casa.

Dandolo Conti: Se ci fosse un
ragionamento di allargamento della maggioranza…
L’IMPORTANTE E’ NON
SUICIDARSI

La
domenica mattina, in questi giorni di primo autunno, quando non piove, è
assai piacevole passeggiare per le strade del Borgo di Nettuno e, come
quasi tutti i fine settimana, incontrare gran parte della città. Quella
attiva, interessata ai problemi, che vuole tentare di capire cosa bolle
in pentola, se tutto va bene o se, come qualcuno sostiene, la città sia
sotto la cupa cappa di una sorta di “carenza di politica”. Anch’io
vorrei capirne di più. Certamente gli indizi sono contrastanti. Da una
parte ci sono le azioni positive che questa “maggioranza ad libitum”, se
continua così, ha intrapreso e che rendono il primo cittadino Alessio
Chiavetta addirittura orgoglioso. Si tratta del rispetto di uno dei
punti più qualificanti del suo programma elettorale, ovvero la
risoluzione del contratto con la Nettuno Servizi e la conseguente
gestione diretta delle entrate tributarie che con il tempo ridaranno
stabilità al comune. Di questo bisogna dargliene atto, perché niente
accade per caso, nel bene e nel male, e questo risultato importante si
è potuto ottenere proprio grazie alla convinta azione svolta in primis
dal sindaco Chiavetta e dall’assessore Ferrante. L’altro punto
qualificante, anche se ancora non sta portando i risultati sperati è
l’avvio sperimentale della raccolta differenziata al Borgo. Per il
resto, a parte qualche intervento alla rete viaria, ma solo per alcune
strade diventate impraticabili, Chiavetta parla di una buona “semina”
che porterà risultati positivi a breve. Ma questo mi sembra abbastanza
riduttivo e nasconde invece un periodo nero per il PD locale, nave alla
deriva in un mare in tempesta e con gli ufficiali in disaccordo su cosa
fare per riprenderne il controllo. Incontro Dandolo Conti il capo gruppo
del PD in Consiglio comunale e da lui cerco di capirne di più.
-
“La situazione non è poi così complicata, certo questo è momento di
piena campagna congressuale e qualche differenziazione di posizione
potrebbe anche essere propedeutica alla causa comune. Però una certa
conflittualità non si può negare. Ma nelle cose importanti la quadra
l’abbiamo sempre trovata e c’è sempre stata pure coesione. Dopo la
scadenza congressuale però è importante ritrovare un minimo di coesione
sui progetti, sui programmi, sulla condivisione delle scelte e su un
percorso che ci dovrà vedere protagonisti da qui a tre quattro mesi, con
scadenze precise. Sono sicuro, che anche il sindaco sarà puntuale circa
il rispetto di questi impegni, oltre alla squadra degli assessori e
alle cose da fare. Non dobbiamo dare la sensazione che ognuno vada per
conto proprio. E’ indispensabile ritrovare coesione e unità d’intenti su
obiettivi di carattere programmatico che possono riguardare
l’urbanistica, come i lavori pubblici, la cultura o i servizi sociali,
con scadenze precise e priorità condivise, necessarie per lo sviluppo
della città. Già su urbanistica e piano di regolatore ci sono azioni in
campo, bisogna però innescare azioni propedeutiche”.
Capisco,
ma in verità devo dire che oggi come oggi, maggioranza e opposizione,
parlano, si scontrano, ma sempre attraverso i giornali, le
dichiarazioni, le interviste, le conferenze stampa. Quello che però
manca è la sede politica, quelle come c’erano una volta, dove c’è
dibattito, dove la cittadinanza viene chiamata a partecipare alle scelte
e a condividere percorsi ed uomini. Tutti aspettano il Consiglio
comunale, che invece dovrebbe essere non la sede del dibattito politico,
ma il posto dove si risolvono le questioni amministrative. Le sedi dei
“partiti” nascono solo in prossimità delle elezioni e poi scompaiono,
anche nel vostro congresso non possiamo dire che c’è stato il minimo
dibattito.
- “Questa
legge elettorale che ha prodotto nelle grandi città notevoli progressi,
nelle piccole città come la nostra, provoca fibrillazioni,
commissariamenti, cadute di sindaci. La legge fa si che il cittadino
scelga il sindaco spesso il maniere plebiscitaria e con grosse
maggioranze,ma spesso politicamente instabili. Sotto c’è un Consiglio
comunale che in qualche maniera risente di questo”.
Anche Chiavetta, come Berlusconi, ultimamente ha dichiarato che deve
rispondere solo ai cittadini. Quindi non deve rispondere anche al
partito che lo ha portato alla carica di primo cittadino?
-
“Questa legge elettorale da al sindaco un potere grande ma poi è, in
qualche modo, soggetto ai ricatti della politica . Bisognerebbe cambiare
qualcosa rispetto alle regole attuali. Per esempio io credo che chi fa
l’assessore debba essere anche consigliere comunale”.
Certo a me tremerebbero i polsi pensando ai prossimi appuntamenti che
dovrete affrontare. Anche se il sindaco minimizza sulle osservazioni
del Collegio dei Revisori e sulla lettera prefettizia che impone al
comune l’approvazione del bilancio entro il 29 ottobre previo dissesto
finanziario.
-
“Il Prefetto ha mandato una diffida “di norma”, peraltro non solo a
Nettuno Siamo pronti? Noi abbiamo seguito la strada indicata dai
Commissari”.
Chiavetta
però dice che sulla vendita degli immobili esistono problemi legati
anche all’abusivismo e che la Divina Provvidenza potrebbe non essere
messa in vendita ma si tenterebbe una acquisizione diretta da parte
della Provincia, visto che li insistono già la Asl ed una scuola.
- “A
tre cancelli, per esempio, ci sono diverse costruzioni abusive che
allungano i tempi. Ma la via purtroppo è stretta e segnata. Una serie di
cose le abbiamo fatte, ci sono tante opzioni di acquisto, i revisori dei
conti probabilmente non hanno però tenuto conto che adesso ci siamo
riappropriati dei tributi comunali, che quindi ci sarà più liquidità che
consentirà i piani di rientro che abbiamo fatto con le aziende. Non
dobbiamo mai scordarci che chi parla oggi nei giornali e da per
scontato il dissesto finanziario, vedi l’ex sindaco, sa bene qual è la
situazione e quanti milioni di debito ci stanno con le discariche, le
mense eccetera. Noi invece abbiamo fatto dei piani di rientro positivi
e Ferrante ha fatto un buon lavoro riducendo il discorso degli oneri e
degli interessi. Però vendita del patrimonio e recupero dei soldi devono
marciare di pari passo per consentirci di tornare ad una situazione
assai più positiva. Rispetto agli equilibri di bilancio la situazione è
abbastanza complessa. Noi li voteremo e come al solito ci prenderemo
delle responsabilità”.
Torniamo
al PD che sta andando verso l’elezione del segretario. Attualmente i tre
contendenti sembrano marciare in un solco unitario, ma cosa succederà
dopo? E i centristi, i popolari?
-
“Avendo fatto io una esperienza da segretario dei democratici di
sinistra ed essendo abituato a dei congressi per mozioni ad oggi dico
che il PD dovrà avere la forza di arrivare ad una gestione unitaria,
scindendo quello che è il partito dall’amministrazione, pur facendone
parte. Le posizioni a livello nazionali sono abbastanza definite, ma la
politica non si dovrebbe fare sulle questioni etiche, e quindi
richiederebbe unità. Certo leggendo i giornali qualcuno prospetta
un’orizzonte diverso, una collocazione nuova per Fini, Casini e Rutelli,
magari con l’incognita Montezzemolo. Chissà. Io sono per una politica
delle alleanze e per questo sono schierato con Bersani e non credo
all’autosufficienza. Anche a livello locale, anche a livello
amministrativo. Se ci fosse un ragionamento di allargamento della
maggioranza, con un occhio attento anche alle regionali, e a quello che
accade in consiglio……l’importante è che non ci suicidiamo!
Spero
di non aver contribuito a quello che qualcuno chiama “il
chiacchiericcio che distruggerà la città” e di aver soltanto
contribuito a cercare di far capire a chi è interessato veramente lo
“stato dell’arte” del PD e della politica cittadina attraverso la
testimonianza diretta di un suo protagonista.
Giancarlo Testi
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