Nella stessa giornata due convegni: uno del PD e uno del PDL.

DUE MODI DIVERSI DI CONCEPIRE LA POLITICA

HOTEL LIDO DI GARDA: LA CULTURA DELLA RIPRESA PER IL LITORALE.

Il PD di Anzio si ritrova dopo il “discusso” convegno sul porto e dopo le dimissioni del coordinatore cittadino. Qualcuno può pensare ad un partito in forte difficoltà, e forse è vero, ma certamente questo convegno dimostra che c’è anche un partito vivo, fatto di esperti, ma soprattutto di giovani, attivisti e simpatizzanti, che vogliono percorrere strade nuove, con idee originali e più che alle divisioni campanilistiche e politiche puntano, in un quadro di Area Vasta, a fare Sistema per uscire dalla crisi e progettare un’agenda per un forte rilancio.

Questo lo scopo principale del convegno, spingere le quattro realtà litoranee a parlare una sola voce del Rilancio del Litorale mediante la valorizzazione del patrimonio archeologico e dell’offerta turistica, muovendosi su quattro punti essenziali:

1)     la cultura intesa in senso ampio, insieme del valore aggiunto tra turismo, storia e archeologia, cercando di “mettere in circolo i virus culturali”;

2)     il commercio come salvaguardia e valorizzazione della filiera del mercato ittico e della ristorazione;

3)     i trasporti con la richiesta di un Piano dei Trasporti congiunto con i Comuni del Litorale che “parli” in maniera unitaria di trasporto su gomma, ferro e navale;

4)     e l’energia sviluppando un concreto Piano per le necessarie Energie Alternative.

Tanti sono stati i temi trattati e tanti i relatori, e sarebbe troppo lungo elencarli tutti, anche se tutti lo meriterebbero. Per tutti abbiamo sentito il capogruppo del PD in Consiglio comunale Paride Tulli e, per i giovani, la dott.sa Barbara Scaringella, esperta in marketing culturale e turistico.

Paride Tulli: “Il Pd ha organizzato diversi incontri, con assessori regionali e provinciali proprio per dimostrare che noi non facciamo una opposizione pregiudiziale e sterile, noi vogliamo dare delle proposte a questa amministrazione anche se poi resta sorda. Oggi c’è un incontro con il Presidente Guido Milana e altri responsabili regionale perché noi crediamo che Anzio abbia tre  direttrici di sviluppo turistiche, in particolare quella  archeologica, quella della ristorazione e quella storica, quella dello sbarco fino a Nerone. Questi tre filoni sono il futuro della città, altro che cemento. Noi ci intestardiamo di far capire a questa amministrazione che non c’è solo la via della speculazione edilizia, ma ci sono altre strade storiche per Anzio che nasce nell’800 con le ville patrizie romane e con le famiglie che venivano a Lavinio a cercare un’oasi di verde e di quiete e il mare pulito che c’è sempre stato. Purtroppo lo sviluppo innaturale che hanno dato questi  speculatori ne hanno fatto di Anzio un’altra Pomezia, un’altra Aprilia, cerchiamo di salvare il salvabile noi del PD stando all’opposizione”.

Barbara Scaringella: “Occupandomi di marketing turistico di questo territorio ed essendo questa un’AreaVasta che comprende una grande area, Ardea Pomezia  Anzio e Nettuno, penso che bisognerebbe cercare di valorizzare le potenzialità di questi quattro luoghi,  con un unico marchio individuabile per la  clientela. Il cliente che riconosce che la Costa dei Miti è il litorale sud di Roma dove può trovare il discorso della“stagionalità”, la valorizzazione del territorio dal punto di vista museale, e anche del divertimento. Il tutto coordinato tra gli Enti pubblici e privati e con forza e coesione, senza pensare ognuno al suo giardinetto”.

Una mattinata interessante e non sprecata per i tanti partecipanti ad un convegno “giovane e moderno”, poco “istituzionale” ma profondo ed interessante.

 

CASINO’ DI ANZIO: LE NUOVE SFIDE DEL PDL.  

Di stile diverso il convegno che si è svolto al Paradiso del Mare. In questo caso l’hanno fatta da padroni i vertici del partito reduci dal congresso del PDL e alla ricerca della stabilità necessaria anche a livello periferico. Infatti, nonostante  che il sindaco di Anzio Luciano Bruschini, nel porgere il suo saluto, abbia auspicato la nascita di un nuovo partito che cancelli le provenienze, ancora qualche nodo deve essere sciolto. Basta la battuta di Potito Salatto, quando afferma che “non è condivisibile la politica dei nani e delle ballerine”, per capire che ancora alcuni conti dentro il partito devono essere regolati. 

Poi però c’è stato l’intervento, seguitissimo, del senatore Candido De Angelis che ha ben arringato la platea, ringraziando le tante facce di cittadini comuni intervenuti.rima ha voluto parlare della sua città dell’amministrazione stabile degli ultimi anni, della politica del fare e della coesione, un feudo del centro destra ed un esempio di buona amministrazione, poi però ha ricordato che non ovunque la situazione è così tranquilla. “ Il PDL nasce dalla lucida follia del nostro leader Berlusconi con il discorso dal predellino di un’auto. In maniera anche traumatizzante – ha continuato il senatore – per gli altri partiti che dovevano lasciare da parte una storia nata da radici diverse. Ma era indispensabile farlo e il voto ci ha dato ragione. Poi il congresso. E qui iniziano le preoccupazioni, perché a livello locale qualche problema potrebbe nascere, mentre questo non succede a livello nazionale grazie ad un leader forte come Berlusconi che è unificante. Adesso ci saranno da individuare i referenti sul territorio, ma queste non sono cose che appassionano i cittadini. Le cariche politiche non interessano ai cittadini che invece sono interessati ad altro, alla risoluzione dei problemi concreti, dalla spazzatura alle strade, agli interventi necessari per un Paese moderno.  Adesso ci aspetta un grande impegno sul Federalismo fiscale che delega i poteri dello Stato e alle regioni non dando troppa importanza ad una sinistra che va sempre contro l’Italia. Noi dobbiamo sconfiggere questa ipocrisia, lavorare bene e ricercare il consenso della gente”.

Come si può vedere due modi diversi di affrontare il momento politico, uno proiettato sui giovani e sui temi del territorio, l’altro più rivolto ad un dibattito all’interno del partito e al consenso, quasi in bianco, dei cittadini. Ognuno è libero di farsi la propria opinione. A noi è piaciuto molto un intervento sui giovani, fatto in uno dei due convegni, perché il problema dei giovani è secondo noi il problema dei problemi. Allora condividiamo le parole di un oratore “la ricchezza del nostro territorio sono i giovani, ma vanno integrati, resi liberi, capaci di scambiare le loro emozioni. A loro vorremmo trasmettere l’importanza della cultura come formazione individuale. La cultura dell’integrazione e della diversità che a volte rappresenta bellezza. Ma la cultura  dell’accoglienza si esplica solo se questi giovani hanno stima di loro stessi, e per questo è necessario capire e assecondare i loro bisogni, anche quelli che a volte restano inespressi”.

Ecco allora che, senza destra o sinistra, tutti si dovrebbero realmente impegnare perché ciò avvenga e si possano realmente realizzare spazi reali per i nostri giovani, spazi di cultura, di sport, di lavoro.

                                                                                                                 Giancarlo Testi

 

28-01-12