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Saliamo i gradini stretti di Villa Adele, una costruzione di grande
interesse architettonico, ma che forse è poco adatta ad ospitare
degli uffici del Comune, ed incontriamo subito la cordialità e la
schiettezza dell’Assessore Perronace. Capiamo subito che è anche
concreto e poco impressionato dai possibili risvolti positivi sulle
attività di sua competenza dall’operazione cinematografica.
Assessore, lasciamo da parte Hollywood, e parliamo di lavoro,
argomento sempre più centrale e dell’andamento delle attività
produttive: c’è stata una contrazioni della domanda, si sono chiuse
delle attività, insomma la crisi generale si è fatta molto sentire
ad Anzio.
Ad Anzio probabilmente non si risente della crisi in maniera
esasperata come sembra da altre parti d’Italia. Tutto sembra
procedere al meglio. Negozi che stanno chiudendo non ce ne sono.
Ieri, per esempio, ho portato una delibera sulla Città Artigiana
per l’assegnazione dei 48 lotti, così da concludere una telenovela
che dura da troppi anni. L’artigianato ha un suo peso specifico nel
quadro economico cittadino e non solo in termini di tessuto
d’impresa, ma anche per i potenziali occupati che potrà accogliere e
per il valore della produzione stessa.
Certo la Città Artigiana può essere considerata una realtà
importante, ma quando verranno assegnati i lotti e può diventare uno
snodo importante per l’economia di Anzio?
Proprio perchè di questo argomento si parla da troppo tempo stiamo
cercando di snellire le procedure ed abbreviare i tempi. I lavori
stanno ad un buon punto e a breve chiameremo gli assegnatari per
l’Atto finale. Ci potrà essere qualcuno che rinuncia, ma noi abbiamo
scelto la strada di scorrere la graduatoria, perchè ci sono altri
interessati. Tutto questo senza fare un nuovo bando, che porterebbe
via tempo e danaro. A me sembra una buona iniziativa perchè 48
capannoni che nascono sicuramente comporteranno una boccata
d’ossigeno agli artigiani e all’occupazione. Ad Anzio poi non vanno
sottovalutate, anzi sono forti, l’agricoltura e la floricultura e
queste attività vanno meglio sponsorizzate, anche in collaborazione
con gli Assessorati delle altre Città confinanti, organizzando anche
manifestazioni per lanciarle e farle conoscere..
Anche se la crisi sembra aver toccato solo marginalmente la Città,
almeno rispetto al dato delle chiusure delle attività, però si
potrebbe pensare e fare qualcosa per creare le condizioni per una
fase più positiva e di progresso dell’economia di Anzio. Per esempio
si è sfruttata a pieno l’occasione data con la creazione dei Centri
Commerciali Naturali?
Il Centro Commerciale Naturale sembra andare avanti molto bene.
Coinvolgerà l’area circoscritta a Piazza Pia, Piazza Garibaldi,
Corso del Popolo, Via Porto Neroniano, Via XX Settembre, Via dei
Fabbri e Via Agrippina e , con l’approvazione della specifica
delibera il nostro Comune partecipa al Bando Regionale che prevede
un finanziamento di 140.000,00 euro. L’obiettivo è quello
rilanciare, attraverso un intervento mirato, la nostra economia
cittadina e il comune se ne fà carico e ci mette anche ingenti
risorse. Purtroppo qualche resistenza di troppo viene dai
commercianti che vorrebbero questo pacchetto che potrebbe
migliorare non solo la città ma anche i loro affari, a costo zero.
Un’altro argomento all’ordine del giorno è il Porto che assieme al
Casinò potrebbero dare una svolta all’economia di Anzio, ma, almeno
sul Porto ci sono resistenze e rinvii, come vede la situazione?
Il Porto è una grande opportunità. Ci vorrà un pò di tempo per
mettere le pedine al posto giusto, e sarebbe auspicabile che chi non
è ancora convinto della bontà dell’operazione si convinca, però il
Porto va fatto. Sul Casinò penso che il Senatore Candido De Angelis
abbia giustamente preso a cuore il problema e siamo in buone mani.
Con il Porto e il Casinò, certamente Anzio potrebbe decollare.

Se non vuole essere solo il dormitorio di Roma o il posto dove
passare venti giorni all’anno nella propria casa al mare, Anzio deve
fare qualcosa anche sul versante turistico. Da Città a vocazione
turistica deve passare a Città ad attrazione turistica, ma nella
zona non ci sono strutture adeguate e attrazioni che invoglino un
turismo di qualità e Lavinio sta morendo.
La mentalità non è quella propriamente di una città avvezza al
turismo e consapevole dei suoi possibili risvolti economici per
l’intera collettività. Abbiamo pochi locali e poche attrazioni, ma
una bella spiaggia con tanti stabilimenti balneari che potrebbero,
oltre a svolgere il normale lavoro giornaliero, trasformarsi la sera
in piacevoli luoghi d’incontro, di musica, di manifestazioni, ma
manca la mentalità dell’accoglienza e del possibile guadagno per
tutta la città. Come arrivano le undici di sera, se uno stabilimento
tiene la musica alta, le denunce si accavallano e arrivano subito la
Polizia, i Carabinieri, i Vigili Urbani, con questa mentalità è
difficile far decollare un certo tipo di turismo che anche queste
cose richiede e che in altri luoghi sono normalmente accettate nella
consapevolezza che si trasformano in ricchezza ed opportunità per
tutti. Basta chiedere ai nostri figli che per trovare una discoteca
sono costretti ad andare a Latina o andare ad Ostia per vedere come
vengono sfruttate le spiagge, almeno nei quattro mesi estivi. Questo
vale anche per Lavinio, considerando però che anche i villeggianti
sono una risorsa e vanno trattati nella maniera corretta.
Anche il sindaco Bruschini ha invitato più volte ad un cambiamento
di mentalità, specie per ciò che riguarda l’etica della città, il
senso civico, è difficile fare arrivare questo messaggio? Come si
può non capire che il senso del bello, della pulizia, del rispetto
delle regole per delle Città come le nostre sono un investimento?
Noi, come amministrazione abbiamo cercato di dare un esempio e
abbiamo speso mezzi e risorse per evidenziare questa necessità:
dalle telecamere, alle tante rotatorie (ne sta nascendo una anche a
Lavinio Stazione), alle aiuole ma far cambiare mentalità è
difficile. Serve un’amministrazione forte che decide alcune cose,
magari condivise, le fa conoscere, ma poi le fa rispettare. Questo
perchè, anche se sono passati solo cinque mesi da quando mi sono
insediato ed ho dovuto ambientarmi, io voglio bene ad Anzio e quindi
voglio dare il massimo del mio contributo per far tornare questo
paese ad essere considerato come una volta il “fiorello di Roma”,
dove si può vivere, imprendere, villeggiare in serenità.
Ringraziamo l’Assessore Pasquale Perronace e ci diamo appuntamento
per una nuova chiacchierata magari verso primavera, per una verifica
dell’andamento dei progetti messi in campo. Mentre entriamo in
macchina riparte lo stereo e si alza possente la voce di Barack
Obama che giura da nuovo Presidente d’America. Forse il mondo intero
ha bisogno di una speranza nuova e ha scelto il suo profeta. Ma noi
pensiamo che il vero è necessario cambiamento deve iniziare dalle
nostre comunità di riferimento, che dai nostri comuni deve iniziare
il buon governo e l’attenzione più all’essere che all’apparire e
proprio per questo vogliamo augurare a Pasquale Perronace ma a tutti
gli Assessori e a tutti coloro che si occupano di amministrare le
risorse e le opportunità dei cittadini buon lavoro. Sappiate però
che noi ci saremo a vigilare. |