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ACQUALATINA:
ADESSO BASTA !
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"OBBEDIENZA
CIVILE"
di
Giancarlo Testi
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A volte i lavori necessari per
sistemare strade e condotte possono mettere in difficoltà la città, ma non
dovrebbe mai succedere quello che è avvenuto qualche giorno fa a Nettuno.
Senza avvertire nessuno, se non il comune solo qualche ora prima tramite un
fax e i cittadini attraverso il proprio sito (come se tutti fossero sempre
davanti al proprio pc), Acqualatina effettua importanti lavori di
manutenzione sulla rete idrica tra via Lombardia e via Scipione Borghese.
Causa anche la tranciatura di una condotta parallela a quella in cui gli
operai lavoravano, i disagi per tutti diventano insopportabili e colpiscono
non solo coloro che non hanno potuto affrontare l’emergenza della mancanza
d’acqua, ma l’intera città con seri danni al traffico che va subito in tilt,
ai genitori che prima si devono arrabbiare pergli ingorghi e poi trovano le
scuole chiuse, fino ai proprietari dei bar che non possono fare neppure un
caffè.
Tanta esasperazione anche perchè le carenze di Acqualatina Spa sono ormai
note a tutti. Si arrabbia pure il sindaco Alessio Chiavetta che si lamenta
per l’interruzione del servizio e punta il dito sulla mancata o tardiva
comunicazione ed informazione e chiede alla società le scuse per ciò che è
accaduto, oltre all’individuazione dei responsabili. Probabilmente un po’
poco. Con la società Acqualatina Spa bisogna avere la mano più dura e
richiamarla al rispetto della legge, esercitando quel ruolo pubblico di
controllo, esame ed approvazione di atti e convenzioni. Ma a questo ruolo i
sindaci ed i consigli comunali abdicano. Anche nell’ultima conferenza dei
sindaci dell’ambito territoriale Ato4 si sono distinti per una presenza
inattiva, se si esclude Domenico D’Alessio, sindaco di Aprilia che ha
chiesto il rinvio della convocazione. E la domanda
sorge spontanea: perché i sindaci non sono in grado di far valere la loro
posizione in difesa dell’esito referendario che impone di assumere
provvedimenti sulla riduzione delle tariffe? E perché hanno lasciato mano
libera al gestore? Qualche maligno potrebbe pensare che, sottosotto, ci
siano interessi trasversali da coltivare. Chissà. Certo a pensare
male si fa peccato, ma spesso si indovina.
”OBBEDIENZA CIVILE”
Presso la Bottega del Commercio Equo e
Solidale Il Comitato Acquapubblica Anzio-Nettuno lancia la campagna di
“Obbedienza Civile” ovvero una campagna che, obbedendo al mandato del popolo
italiano, ha intenzione di produrre in tutti i territori e con tutti i
cittadini percorsi auto organizzati e collettivi di riduzione delle tariffe
dell’acqua, secondo quanto stabilito dal voto referendario. L’invito del
comitato è quello di contestare le bollette di Acqualatina S.p.a. operando
l’autoriduzione e pagando l’importo previsto in bolletta senza la
percentuale di remunerazione del capitale investito. In pratica si tratta di
auto decurtarsi dalle tariffe quella parte relativa ai profitti garantiti.
Il Comitato ha studiato a fondo la problematica ed è pronta ad assistere i
cittadini-utenti, a livello amministrativo e legale, con l’istituzione di
sportelli informativi itineranti a cui i cittadini potranno rivolgersi per
ricalcolare la bolletta decurtandola del valore previsto dalla legge.
La campagna di “Obbedienza civile” riveste, per i territori di Anzio e
Nettuno, una valenza ancora maggiore dopo le ultime decisioni della
Conferenza dei Sindaci dell’ATO 4, la prima conferenza dei sindaci e dei
presidenti di provincia post-referendum. In quella sede sono state
deliberate tutte le operazioni che Acqualatina S.p.a. ha chiesto di porre in
essere per "cautelarsi" dalla "minaccia" referendaria che ha azzerato la
remunerazione del 7% del capitale investito, e rilanciare con tutti i mezzi
la supremazia del profitto sulla volontà popolare e la democrazia.
Nonostante la respinta richiesta di rinvio proposta
dal sindaco di Aprilia Domenico D’Alessio, che ha poi abbandonato la
riunione, i sindaci di Anzio e Nettuno, Luciano Bruschini ed Alessio
Chiavetta, hanno ritenuto di non far mancare il numero legale ed hanno
votato, uno con voto favorevole e l’altro astenendosi, in favore del gestore
che ha così potuto aggirare l’esito referendario ed hanno approvato di fatto
tutti i punti all’ordine del giorno.
Risultato: Acqualatina Spa non prevederà certamente la decurtazione del 7% e
a rimetterci, come al solito, saranno i cittadini, visto che al presidente
dell’Ato4, Armando Cusani, il mandato di poter sottoscrivere ciò che vuole,
senza che i consigli comunali si possano esprimere. Ultima chicca, si fa per
dire, è che se ci saranno importi insoluti, ovvero utenti che non pagano, si
provvederà ad un recupero con addebito sulle bollette degli utenti che
pagano regolarmente. Insomma, mentre il comitato Acquapubblica si preoccupa
di restituire i finanziamenti ai cittadini che avevano sostenuto i
referendum, Acqualatina Spa si preoccupa di recuperare le sue eventuali
perdite sugli utenti virtuosi. E i nostri sindaci che fanno? Stanno dalla
parte dei cittadini? No, stanno con il gestore che dovrebbero invece
controllare ed indirizzare.
Giancarlo
Testi
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