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Nuova polemica fra il sindaco di Nettuno Alessio Chiavetta e
il consigliere Tirocchi.
TEATRO E … TEATRANTI. |
di
Giancarlo Testi
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Chi conosce Nettuno da tanti anni si sente salire il cuore
in gola al ricordo di come era la città tanti anni fa. Forse
ormai sono poche le persone che la ricordano, ma era viva e
vera, forse più povera, ma autentica e sincera, solidale.
Mario Barcaglioni incontrando un giovane locale gli avrebbe
chiesto “A Kì sì fio” e se, per caso conosceva il mitico “Vic”,
alias Vincenzo De Franceschi che ci ha lasciato da poco. O
se aveva visto per il Borgo l’esimio Antonio Silvestri, o
“mezzochilo” Alfonso Gervasi. Ricordi sfuocati di un
periodo passato che però aveva delle caratteristiche che non
andrebbero perse. Sta di fatto però che Nettuno, quando era
una cittadina di pochi abitanti aveva tutto quello che serve
per un minimo di pratica della così detta “vita culturale”,
ma che è anche svago e, a volte, vera goduria: c’erano
infatti cinema, teatri e diverse arene all’aperto, che
emanavano profumi particolari che agli anziani facevano
capire che arrivava l’estate.
Ricordi ormai scomparsi. Scomparsi come la gran parte dei
sapori e degli odori di un tempo, di quel tempo descritto,
per esempio, da Giovanni Papini che nel “Muro dei gelsomini”
ci racconta di come i ragazzi misuravano i cambi di stagione
dalla vista e dagli odori del banco della frutta e delle
verdure o dal fruscìo degli alberi o dal profumo dei fiori. |
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Oggi, nella nostra consapevole e gioiosa omologazione è
difficile capire queste cose, ed è difficile distinguere non
solo che stagione è, visto che si produce ormai tutto
artificialmente e per tutto l’anno, ma spesso dove ci
troviamo. Ma, tornando al tema, oggi che Nettuno ha quasi
50.000 abitanti non ha né un teatro, né un cinema, né una
biblioteca, né altro. Eppure di cinema, teatri e arene ce ne
sono stati tanti: il “Giardino”, in via Romana, un
cinema teatro grandissimo, con tanto di platea e galleria,
dove si realizzavano performance teatrali o di
avanspettacolo, con annessa una arena estiva; il
“Capitol”detto anche “Pidocchietto”; l’arena ”Astura”,
un cinema all’aperto fra le tamerici; e il mitico cinema
“Sangallo” fino “Roxy” nel piazzale della
Stazione, rimasto aperto fino a qualche anno fa, prima di
far spazio alla speculazione. E poi tanti altri cinema
minori e parrocchiali. Perché una comunità ha bisogno di
luoghi di aggregazione, di cultura e di svago, e questo
sembra si sia dimenticato. |
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La carenza maggiore in questo campo è senz’altro la mancanza
di un teatro comunale. La precedente amministrazione
presentò e spese risorse per sponsorizzare un mega progetto
intitolato “realizzare un sogno”, ovvero un nuovo
bellissimo e modernissimo teatro con 520 posti in platea,
290 nella balconata e 340 mq. per gli uffici: una proposta
faraonica ma naufragata prima di nascere.
E’ stata dura negli ultimi anni. Disagio economico e
mancanza di progettualità hanno mortificato una città ferma
in un momento dove invece era possibile non solo ripartire
ma innescare una marcia in più, nel campo del decoro urbano,
dell’urbanistica, dell’ambiente, della cultura. Ma si sa, i
commissari sbrigano solo le questioni correnti e se ne sono
andati lasciando Nettuno peggio di quando erano venuti e la
speranza posta nella giunta Chiavetta è stata parzialmente
tradita. Ma, tornando al teatro, c’erano dei contributi
stanziati dalla Regione Lazio che non si volevano
assolutamente perdere, così, con i soliti personaggi e la
grancassa, è stato presentato un teatro civico rapportato
alle reali esigenze della città. Un teatro con una capienza
complessiva di 400 posti seduti, dotato di Bar e Punto di
Ristoro e altri ambienti per rendere la struttura il massimo
fruibile. Insomma una struttura vissuta e non una
“cattedrale nel deserto”, con più ambienti e polivalente.
Tempi di realizzazione: progetto definitivo da
approvare entro il 15 maggio 2009.
Siamo nel 2012 e ancora si sta polemizzando su un teatro che
ancora non c’è. In questi giorni però il sindaco Alessio
Chiavetta ha dichiarato che sarebbe stata assegnata la ditta
e che già dalla prossima settimana verrebbe allestito il
cantiere per l’inizio dei lavori. Ma non basta, la consegna
sarebbe addirittura prevista per fine agosto. L’obiettivo,
ha sostenuto sempre il primo cittadino, sarebbe quello di
portare a compimento un’opera molto importante per la città,
ma anche di compiere un atto che servirebbe anche a dare una
risposta a tutti coloro che in tutti i modi si sono messi di
traverso ed hanno gettato solo fango sull’opera pensando di
poter speculare, anche in maniera becera, su questa vicenda.
Il riferimento è palese ai consiglieri dell’Mpa Tirocchi e
Massari perché hanno sempre denunciato la perdita da parte
del Comune dei fondi assegnategli dalla Regione.
E proprio Piero Tirocchi, primo sfidante ufficiale
dell’attuale primo cittadino nettunese alle prossime
elezioni, non tarda a dare una risposta secca e lancia una
provocazione. “La
Regione Lazio ha eliminato l’impegno di spesa di un
milione e 250mila euro. Il finanziamento, quindi, non c’è
–dichiara il consigliere dell’Mpa -
e viene, conseguentemente, da chiedersi: con che soldi si
poserà la prima pietra? Se il sindaco smentirà quanto da me
affermato con fatti e documenti, allora sono pronto a
dimettermi e ritirare la mia candidatura a sindaco”.
Quando si parla di teatro …. ognuno recita la sua parte. |
di
Giancarlo Testi
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