Nuove regole per cani e gatti

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Conferenza stampa dell’Assessore alle Politiche ambientali e  Sanità di Anzio Patrizio Placidi

Cosa fare in caso di randagismo e regole per i proprietari di cani

Alcuni fatti di cronaca, che in realtà sono sempre accaduti ma che il circo mediatico ha messo in primo piano in questo periodo, hanno riportato alla ribalta il problema degli animali “domestici” e di cosa fare quando accadono fatti gravi come quello successo a Modica dove un bambino di 10 anni è morto dopo essere stato azzannato alla testa e ad una gamba da un gruppo di cani randagi. Subito gli organi di stampa si sono gettati sul problema, ingigantito da altre aggressioni ed ha creato un certo timore per chi cammina per parchi o strade buie. Eppure il cane porta non indegnamente il titolo di “migliore amico dell’uomo”. Ma quando un cane, magari perchè abbandonato e maltrattato, impara a vivere libero, randagio e si unisce in branchi il problema si fa serio e ultimamente il randagismo, specie al sud, sta assumendo dimensioni preoccupanti, ma anche dalle nostre parti è bene affrontare immediatamente il problema.

Ad Anzio sembra che ci sia una certa sensibilità su queste cose e che da tempo, da almeno nove mesi, si stia lavorando per trovare delle soluzioni, sia al randagismo che alle colonie feline e le così dette “gattare”. Temi che sembrano facili, ma che diventano delicati perchè il consumismo prevalente nella nostra società si estende anche agli animali, e un cane o viene considerato più un accessorio di lusso che un essere vivente capace di arricchire la sfera affettiva di chi lo sceglie come compagno o viene abbandonato e lasciato a soffrire e morire in canili sporchi e maleodoranti o in mezzo alla strada. Ma possedere un animale comporta delle responsabilità e dei doveri, e proprio per illustrare lo stato dell’arte rispetto a questo problema e informare la cittadinanza su cosa fare in presenza di cani randagi, l’assessore alle Politiche ambientali e  Sanità di Anzio, Patrizio Placidi, ha convocato un’apposita conferenza stampa. “Il nostro comune si rivolge principalmente al canile “Le tre querce” di Pomezia – inizia l’Assessore – che a gennaio 2008 aveva in carico 97 cani e 71 a dicembre. Nel corso dell’anno sono stati fatti affidamenti per 45 cani e si è riscontrato 27 decessi; allo stato attuale abbiamo 66 cani nella struttura “Le tre querce” e altri 10 cani presso il canile “Galileo Galilei”   di Latina. Nel bilancio 2008 il comune ha speso 130.000 euro per il pensionamento”. Soldi che devono servire alla salute e all’igiene dei cani che devono essere mantenuti in salute, curati e seguiti. A tal proposito esiste anche una convenzione con la dottoressa Rosalba Giannino che mette a disposizione gratuitamente il suo ambulatorio per le operazioni le sterilizzazioni e le altre evenienze. I cani sono stati visitati, curati e fotografati. Tutti i cani ospiti dei canili comunali di Anzio, perché ad ognuno di loro verrà assegnata una scheda anagrafica con annessa foto consultabile nel sito del Comune, ma anche nei giornali locali,  così che tutti i cittadini potranno vederli ed eventualmente chiederne l’affidamento. Fra poco partirà una vera e propria campagna pubblicitaria per incentivare l’affidamento e alleggerire i costi da parte del comune. Nei prossimi giorni si svolgerà un incontro con tutte le associazioni che si occupano di animali per discutere di cani e gatti e pianificare qualche progetto interessante. Ma su due aspetti che ha  ritenuto particolarmente importanti e degni di essere conosciuti dai cittadini si è particolarmente soffermato l’Assessore Placidi:

 Ø     Il primo riguarda il problema del randagismo. “I cittadini, anche alla luce dei recenti fatti di cronaca, rispetto all’atteggiamento da tenere in presenza di cani randagi,   devono subito avvertire gli uffici sanitari del comune, negli orari in cui questi non sono aperti si devono chiamare i Vigili Urbani e qualora anche questi siano fuori servizio la Polizia o i Carabinieri che sono stati allertati e  autorizzati a chiamare il Vigile Urbano reperibile anche di notte che a sua volta chiama direttamente l’ufficio veterinario”. Insomma una copertura di 24 ore.

 Ø     Il secondo aspetto è legato al comportamento, spesso non corretto, da parte dei proprietari dei cani e della mancata osservanza dell’ordinanza numero 18 emessa nel maggio 2008 che indica ai proprietari e detentori di cani l'obbligo di raccogliere gli escrementi, oltre che usare il guinzaglio ed eventualmente la museruola. Su questo punto Placidi è particolarmente irritato perché questi comportamenti incivili finiscono per danneggiare lo sforzo dell’amministrazione nel sistemare e tenere pulita la città: “non è possibile camminare in aree verdi pulite ed ordinate o nelle due riviere di levante o di ponente facendo lo slalom tra gli escrementi" si lamenta l’Assessore. Quindi mano dura per il rispetto delle regole. Ben presto inizierà una campagna di sensibilizzazione e saranno posizionati dei distributori meccanici contenenti il kit necessario. C’è anche una convenzione fatta nel luglio 2005, un accordo quadro con la società “Agrizeta” che già doveva istallare 25 distributori meccanici con gettone di acquisto. Qualora l’Agrizeta non dovesse rispettare la delibera l’amministrazione provvederà in proprio.

Ma il comune ha posto l’attenzione anche sulle tante colonie di gatti. Al 2008 sono state censite 44 colonie feline con 75 interventi di sterilizzazione. Per la sopravvivenza del gatto randagio hanno un ruolo fondamentale anche le "gattare", spesso discriminate, offese, appena tollerate dalla comunità, ma chi si rende disponibile ad aiutare questi animali deve però sapere che deve anche curare l’igiene e la pulizia del territorio e non può lasciare del cibo senza poi preoccuparsi di pulire e togliere quello che non è stato mangiato. Insomma sembra proprio che l’amministrazione comunale voglia “mettere il piede” dentro questi problemi.  

 Tornando alle preoccupazioni indotte dei cruenti fatti di cronaca che hanno riguardato i cani, se facessimo una statistica fra “chi tratta peggio chi”, probabilmente ci accorgeremo  che a rimetterci, la maggior parte delle volte, sono proprio i nostri amici a quattro zampe. Per pochi, magari abbandonati e picchiati,  diventati feroci, rischia di rimetterci tutta la specie e chi ha un cane sa cosa significa veramente la fedeltà e l’ubbidienza, sa che per il suo padrone darebbe la vita. Tutti però dobbiamo impare che avere un cane comporta anche delle responsabilità e dei precisi doveri e che è necessario rispettarli.

                                                                                              Giancarlo Testi    

 

 

 

 

12-04-10