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Alcuni fatti di cronaca, che in realtà sono sempre accaduti ma che
il circo mediatico ha messo in primo piano in questo periodo, hanno
riportato alla ribalta il problema degli animali “domestici” e di
cosa fare quando accadono fatti gravi come quello successo a Modica
dove un bambino di 10 anni è morto dopo essere stato azzannato alla
testa e ad una gamba da un gruppo di cani randagi. Subito gli organi
di stampa si sono gettati sul problema, ingigantito da altre
aggressioni ed ha creato un certo timore per chi cammina per parchi
o strade buie. Eppure il cane porta non indegnamente il titolo di
“migliore amico dell’uomo”.
Ma quando un cane, magari perchè abbandonato e maltrattato, impara a
vivere libero, randagio e si unisce in branchi il problema si fa
serio e ultimamente il randagismo, specie al sud, sta assumendo
dimensioni preoccupanti, ma anche dalle nostre parti è bene
affrontare immediatamente il problema. |
Ad Anzio sembra che ci sia una certa sensibilità su queste cose e
che da tempo, da almeno nove mesi, si stia lavorando per trovare delle
soluzioni, sia al randagismo che alle colonie feline e le così dette “gattare”.
Temi che sembrano facili, ma che diventano delicati perchè il
consumismo prevalente nella nostra società si estende anche agli
animali, e un cane o viene considerato più un accessorio di lusso che un
essere vivente capace di arricchire la sfera affettiva di chi lo sceglie
come compagno o viene abbandonato e lasciato a soffrire e morire in
canili sporchi e maleodoranti o in mezzo alla strada. Ma possedere un
animale comporta delle responsabilità e dei doveri, e proprio per
illustrare lo stato dell’arte rispetto a questo problema e informare la
cittadinanza su cosa fare in presenza di cani randagi, l’assessore alle
Politiche ambientali e Sanità di Anzio, Patrizio Placidi, ha convocato
un’apposita conferenza stampa. “Il nostro comune si rivolge
principalmente al canile “Le tre querce” di Pomezia – inizia
l’Assessore – che a gennaio 2008 aveva in carico 97 cani e 71 a
dicembre. Nel corso dell’anno sono stati fatti affidamenti per 45 cani e
si è riscontrato 27 decessi; allo stato attuale abbiamo 66 cani nella
struttura “Le tre querce” e altri 10 cani presso il canile “Galileo
Galilei” di Latina. Nel bilancio 2008 il comune ha speso 130.000 euro
per il pensionamento”. Soldi che devono servire alla salute e
all’igiene dei cani che devono essere mantenuti in salute, curati e
seguiti. A tal proposito esiste anche una convenzione con la dottoressa
Rosalba Giannino che mette a disposizione gratuitamente il suo
ambulatorio per le operazioni le sterilizzazioni e le altre evenienze. I
cani sono stati visitati, curati e fotografati. Tutti i cani ospiti dei
canili comunali di Anzio, perché ad ognuno di loro verrà assegnata una
scheda anagrafica con annessa foto consultabile nel sito del Comune, ma
anche nei giornali locali, così che tutti i cittadini potranno vederli
ed eventualmente chiederne l’affidamento. Fra poco partirà una vera e
propria campagna pubblicitaria per incentivare l’affidamento e
alleggerire i costi da parte del comune. Nei prossimi giorni si svolgerà
un incontro con tutte le associazioni che si occupano di animali per
discutere di cani e gatti e pianificare qualche progetto interessante.
Ma su due aspetti che ha ritenuto particolarmente importanti e degni di
essere conosciuti dai cittadini si è particolarmente soffermato
l’Assessore Placidi:
Ø
Il primo riguarda il problema del randagismo.
“I cittadini, anche alla luce dei recenti fatti di cronaca, rispetto
all’atteggiamento da tenere in presenza di cani randagi, devono subito
avvertire gli uffici sanitari del comune, negli orari in cui questi non
sono aperti
si devono chiamare i Vigili Urbani e
qualora anche questi siano fuori servizio la Polizia o i Carabinieri che
sono stati allertati e autorizzati a chiamare il Vigile Urbano
reperibile anche di notte che a sua volta chiama direttamente l’ufficio
veterinario”.
Insomma una copertura di 24 ore.
Ø
Il secondo aspetto è legato al comportamento, spesso non corretto, da
parte dei proprietari dei cani e della mancata osservanza dell’ordinanza
numero 18 emessa nel maggio 2008 che indica ai proprietari e detentori
di cani l'obbligo di raccogliere gli escrementi, oltre che usare il
guinzaglio ed eventualmente la museruola. Su questo punto Placidi è
particolarmente irritato perché questi comportamenti incivili finiscono
per danneggiare lo sforzo dell’amministrazione nel sistemare e tenere
pulita la città: “non è possibile camminare in aree verdi pulite ed ordinate o
nelle due riviere di levante o di ponente facendo lo slalom tra gli
escrementi"
si lamenta l’Assessore.
Quindi mano dura per il
rispetto delle regole. Ben presto inizierà una campagna di
sensibilizzazione e saranno posizionati dei distributori meccanici
contenenti il kit necessario. C’è anche una convenzione fatta nel luglio
2005, un accordo quadro con la società “Agrizeta” che già doveva
istallare 25 distributori meccanici con gettone di acquisto. Qualora l’Agrizeta
non dovesse rispettare la delibera l’amministrazione provvederà in
proprio.
Ma il comune ha posto l’attenzione anche sulle tante colonie di gatti.
Al 2008 sono state censite 44 colonie feline con 75 interventi di
sterilizzazione. Per la sopravvivenza del gatto randagio hanno un ruolo
fondamentale anche le "gattare", spesso discriminate, offese, appena
tollerate dalla comunità, ma chi si rende disponibile ad aiutare questi
animali deve però sapere che deve anche curare l’igiene e la pulizia del
territorio e non può lasciare del cibo senza poi preoccuparsi di pulire
e togliere quello che non è stato mangiato. Insomma sembra proprio che
l’amministrazione comunale voglia “mettere il piede” dentro questi
problemi.
Tornando alle preoccupazioni indotte dei cruenti fatti di cronaca
che hanno riguardato i cani, se facessimo una statistica fra “chi tratta
peggio chi”, probabilmente ci accorgeremo che a rimetterci, la maggior
parte delle volte, sono proprio i nostri amici a quattro zampe. Per
pochi, magari abbandonati e picchiati, diventati feroci, rischia di
rimetterci tutta la specie e chi ha un cane sa cosa significa veramente
la fedeltà e l’ubbidienza, sa che per il suo padrone darebbe la vita.
Tutti però dobbiamo impare che avere un cane comporta anche delle
responsabilità e dei precisi doveri e che è necessario rispettarli.
Giancarlo
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