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Da un aforisma di Thomas
A. Edison, un
consiglio al sindaco di Nettuno Alessio Chiavetta:
“ Se c'è un modo di far meglio, trovalo”.
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NETTUNO:
“IL PORTA A PORTA” E I “FURBI DEL QUARTIERINO”.
di
Giancarlo Testi
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I rifiuti
sono uno dei maggiori problemi che le società complesse si trovano ad
affrontare. Smaltirli, a volte, può essere potenzialmente pericoloso per
l’ambiente e molto costoso. Buona regola sarebbe produrne sempre meno,
evitando le abitudini sbagliate, ma questa non sembra la strada intrapresa.
Le discariche scarseggiano e sono un “buco nero” per le finanze comunali e
anche la raccolta differenziata stradale, la dove praticata, intercetta solo
una parte delle frazioni riciclabili e molti rifiuti riciclabili non vengono
differenziati, restano nel residuo e vanno a smaltimento senza possibilità
di essere correttamente valorizzati. Un’ottima regola è essere responsabili
di ciò che produciamo, riciclando più possibile le varie tipologie di
rifiuto e separando, in pratica attuando il metodo del
“porta a porta”,
un nuovo
servizio di raccolta che potrebbe portare importanti vantaggi. Ma ogni
cambiamento radicale porta a dubbi e resistenze, problemi e difficoltà,
superabili solo con l’impegno dell’amministrazione comunale, ma anche con la
sensibilizzazione e un grande coinvolgimento di tutta la cittadinanza.
Il “porta a porta” è un servizio complesso, che deve scontare una
politica con un indirizzo certo e sappia coniugare i costi con la
funzionalità. Nettuno è una città turistica e dovrebbe porre molta
attenzione a questi problemi mettendo in atto una gestione virtuosa, come,
ad esempio, fa il comune di Salerno, primo in Italia per il raggiungimento
degli obiettivi della raccolta differenziata. Ma proviamo ad approfondire il
tema. In una città come Nettuno si dovrebbe vedere il servizio della
raccolta rifiuti articolato sia con una raccolta differenziata “multi
materiale”, sia, in alcune realtà, con il servizio “porta a porta”,
sapendo però che tutto ciò non può rimanere fine a se stesso, se non si
capisce la necessità di nobilitare il frutto di questa raccolta.
Bisognerebbe infatti predisporre, a valle di questi sistemi di raccolta,
micro impianti che ne sappiano valorizzare l'aspetto economico, come le
piattaforme “Conai” (il
Consorzio Nazionale Imballaggi che, senza fini di lucro è
costituito dai produttori e utilizzatori di imballaggi con la finalità di
perseguire gli obiettivi di recupero e riciclo dei materiali di imballaggio
previsti dalla legislazione europea) che, con la sua organizzazione di
consorzi di filiera, riconosce ai comuni che recuperano le loro frazioni
merceologiche di rifiuti differenziandole centinaia di euro per tonnellata.
Ma qual è lo stato dell’arte a Nettuno? Purtroppo, ancora oggi, gli
obiettivi minimi sanciti dalla comunità europea per il recupero dei rifiuti
è stato disatteso. In questi giorni peraltro sta per essere affidato il
nuovo appalto per la gestione del servizio con modalità “porta a porta”
ed era l'occasione per dare un segnale di discontinuità con tutto ciò che,
fino ad oggi, sta caratterizzando l'attività di questa amministrazione, ma
la redazione del nuovo capitolato d'appalto con modalità “porta a porta”
appare totalmente inadeguato sia nella sostanza e nella forma. Ma andiamo
per gradi.
Nella sostanza, da un'attenta lettura del capitolato, emerge che si è scelta
esclusivamente la modalità “porta a porta” che sembra rappresentare
essenzialmente lo sfruttamento demagogico del termine, considerando anche il
fantasmagorico costo che la comunità dovrebbe sopportare, oltre
all’impossibilità di organizzare un servizio del genere visto che ci
sarebbero anche difficoltà di esecuzione sotto il profilo sindacale.
Inoltre, sempre nel capitolato, non esisterebbe un costo fisso del servizio,
tant'è che l'amministrazione si è riservata di apportare modifiche
all'oggetto del contratto: organizzazione, soppressione, durata e modalità,
presenza del personale addetto, “fino alla concorrenza del 30%
dell'ammontare complessivo del capitolato d'appalto, senza da ciò ingenerare
pretese sotto qualsiasi forma”. Quindi non c’è né un costo ne un
servizio certo visto che o l’amministrazione potrebbe anche decidere di
aumentare del 30% il dovuto o eliminare il 30% dei servizi, così come il
titolare dell'appalto potrebbe essere obbligato ad erogare il 30% dei
servizi più. Insomma il comune si riserva di poter modificare la sostanza
del contratto anche se lo stesso fosse stato predisposto sotto costo.
Un’altra cosa che salta agli occhi, sempre ad una prima analisi, è la
circostanza che, a parità della medesima tassa sui rifiuti, alcune località
avranno minore servizi, vedi i borghi, per i quali è prevista una frequenza
del servizio di raccolta molto più ridotta.
Poi c’è anche un problema di forma. Possibile che una gara di questa
importanza e di questa rilevanza economica preveda un unico partecipante?
Così viene tolta all’amministrazione comunale la possibilità di poter
scegliere fra più proposte, più progetti e soluzioni. Se ci soffermassimo
ad approfondire questa unicità ciò che salta agli occhi è che sia almeno
strano che le ditte e i personaggi relativi a questa unicità di
partecipazione sono sempre gli stessi, già visti nel settore della gestione
del settore rifiuti urbani a Nettuno. Si ha quasi l'impressione che, ogni
qualvolta si tratti di affidare la gestione dei servizi pubblici, alla
faccia della partecipazione, della trasparenza e della condivisione,
scendano in campo, in continuità con il passato, sempre gli stessi
personaggi che hanno fagocitato e fagocitano qualsiasi iniziativa.
Giancarlo
Testi
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