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Conferenza stampa del PdL di Nettuno

IL BILANCIO E’ FALSATO, IL COMUNE A RISCHIO DISSESTO FINANZIARIO

La notizia si allarga velocemente in città: i Consiglieri comunali della PdL, guidati dal capogruppo Giuliano Valente hanno indetto una conferenza stampa per far partecipi simpatizzanti e giornalisti di una notizia che sembra clamorosa. Anche noi ci rendiamo disponibili, nonostante la bella giornata e la voglia di un po’ di sole.

 La sala degli specchi del Chorus riflette le immagini e moltiplica anche gli interrogativi. Mentre ci domandiamo quale sarà la notizia così clamorosa, Giuliano Valente inizia a parlare e con tono fermo annuncia che ha intenzione di parlare di due documenti. Il primo riguarda la contestata lettera dell’assessore Ferrante alla Nettuno servizi di cui abbiamo parlato in un altro articolo, mentre il secondo documento è un rilievo della Corte dei Conti che apre una indagine che riguarda alcuni comuni del Lazio tra cui Nettuno. E i rilievi su Nettuno sembra riguardino in special modo: “i residui attivi , avuto particolare riguardo a vetustà, tipologie e natura degli stessi, modalità di accertamento e attività di riscossione; debiti fuori bilancio”. La delibera della Corte dei Conti che doveva essere peraltro resa nota ai Consigli comunali chiarisce che saranno assunti a riferimento i risultati dei controlli interni di regolarità per le gestioni svolte nell’ultimo triennio (2006-2008) secondo i criteri di sana gestione finanziaria.

Tutto questo, secondo la PdL comporterà seri danni per la città perché l’amministrazione avrebbe presentato ed approvato a bilancio, nonostante il voto contrario della stessa, residui attivi inesigibili, riferiti ad anni che vanno dal  1999 al 2004,  in misura di 5.506.475 euro, costruendo così, magari nella scia del passato, un bilancio "falsato". Il consigliere Valente continua: “L’unico titolo che ha il principio di legittimità è quello accertato. La città non ha bisogno di un bilancio non vero. Noi allora facemmo i nostri rilievi, sono gli stessi che oggi fa la Corte dei Conti. Ha fatto male l’amministrazione allora a non accettare le contestazioni e la nostra collaborazione. Adesso il comune ha in bilancio 3.308.368 euro di Ici e 2.198.107 euro di Tarsu di residui attivi non identificati e caduti in prescrizione, quindi soldi inesigibili. E' un ammanco notevole di quasi 6 milioni di euro e il comune a questo punto rischia veramente il dissesto. Poi ci sarebbe la questione relativa al condono tributario: a Nettuno, guardando il bilancio, sembra che nessuno lo abbia pagato. Possibile? Noi ancora oggi abbiamo la volontà di collaborare, come per la Nettuno servizi, qui non si parla di poltrone, eppure non sembra si voglia far partecipare l’opposizione alle scelte, e questo è il risultato».

Il sindaco Chiavetta e l’amministrazione fa quadrato e sostiene che i crediti di cui parla il PdL sono in bilancio a pieno titolo perchè sono state inviate ai cittadini le notifiche che interrompono la prescrizione. Sostiene il sindaco che tanti altri ne hanno dovuto cancellare, residui delle giunte di centrodestra che hanno sempre gonfiato i conti del Comune di Nettuno. Ma Valente insiste: “il sindaco probabilmente dice quello che deve dire, ma è una risposta insufficiente. Di fatto quando nella commissione del 4 dicembre feci presente al dirigente Porcu che i residui attivi che lui aveva cancellato erano anche quelli insistenti nel bilancio, feci mettere a verbale che era necessario specificare i titoli dei destinatari. Non ci sono giustificazione, ne su questo ne sulla questione della Nettuno Servizi, sulla quale sarebbe importante mettersi a sedere ad un tavolo, indirre una conferenza specifica e discutere in maniera costruttiva come uscirne, non rifiutando il nostro apporto”.

Certamente un Comune che rischia il dissesto finanziario non fa piacere a nessuno, quindi speriamo vivamente che gli attori e responsabili della politica nettunese trovino un punto d’incontro e non lascino il fianco scoperto a decisioni negative per la città. Quando arriverà Carmela Mirabella, il magistrato incaricato delle indagini,  pensino anche al bene della città.

                                                                                                                         Giancarlo Testi

 

 MOTIVI DEL  NO  DELLA PDL

Nonostante la sua proverbiale signorilità ci sembra abbastanza irritato il capogruppo del PdL Giuliano Valente che siamo venuti a trovare per farci spiegare le sue ragioni e quelle del suo partito sul no alla delibera del Consiglio comunale che così recita “ si impegna la Giunta a mettere in atto tutte le procedure necessarie che consentano una gestione delle politiche tributarie del Comune e che comprenda tutte le ipotesi legittimamente percorribili tra cui anche quella della gestione diretta”. Certo in questi giorni Valente, nella veste di amministratore delegato della “Marina di Nettuno”, pur se non mai nominato personalmente, ha dovuto subire gli attacchi di tutti i giornali locali per la costruzione della nuova struttura che sta nascendo all’interno del porto, e, anche se possiede tutti i permessi, la “messa al bando” non gli deve aver fatto piacere. Ma non ha certamente perso la parola e parte subito all’attacco.

“Anche a lei, per il Litorale, qualche tempo fa dichiarai la nostra posizione come PdL circa il problema della Nettuno Servizi”.

Ci ricordiamo: “noi della PdL sappiamo che sulla convenzione con la Nettuno Servizi, pur se fatta da Conti, abbiamo una responsabilità perché è stata protratta nel tempo da personaggi e amministrazioni che facevano capo al centrodestra, ma oggi la PdL è nettamente contraria alla Nettuno Servizi e con essa non ha niente a che vedere e vogliamo la rescissione del contratto, sulla Nettuno Servizi saremo inflessibili”.

“Proprio così, saremo e siamo inflessibili. Siamo stati noi a far rilevare che il testo della deliberazione che ci avevano sottoposto portava degli elementi che erano estranei ai compiti del Consiglio comunale. Siamo stati noi a spiegare che il compito del Consiglio comunale è quello di dare indirizzi mentre è specifico compito della Giunta quello di adottare procedimenti come quello della eventuale, possibile risoluzione della convenzione. Procedimento che a noi va benissimo perché questo è sempre stato il nostro intendimento. Siamo stati noi a spiegare, prima dei balletti delle delibere che venivano presentate, cambiate, emendate, che l’assunto doveva essere che la Giunta deliberasse e poi, ancorché non dovuto, noi tutti, in Consiglio comunale, dessimo un consenso ampio, ripeto, anche se non necessario. Il sindaco Chiavetta, come ha ricordato anche il Consigliere Leli, in una precedente conferenza dei capigruppo dichiarò l’intenzione di fare una commissione straordinaria attraverso cui realizzare, con l’apporto di tutti, una formulazione condivisa. A me andava benissimo perché la PdL, almeno questa PdL, è stata fin dal primo minuto contro la Nettuno Servizi e vuole la risoluzione del contratto. Indicammo anche il Consigliere Alessandro Mauro come membro designato dall’opposizione, ma la Giunta ha preferito fare da sola. Ci hanno presentato una iniziale delibera, poi senza darci il tempo nemmeno di studiarla, si è voluto svolgere il Consiglio del 16, prima rinviato e ci è arrivata una nuova ulteriore delibera peraltro nuovamente emendata. Il dato di fatto evidente è che questa maggioranza non ha recepito minimamente quella che era l’indicazione di poter lavorare insieme nell’ambito della Commissione e dare l’opportunità alla Giunta di andare in tal senso ad emettere un proprio provvedimento, come di competenza”.

Ci riisultano tutti questi passaggi, ma il PdL non poteva, come si diceva una volta, anche se pensava di essere dalla parte del giusto, “tapparsi il naso e votare” una delibera che non era per Chiavetta o il Pd, ma per la città?

“E qui proprio il punto fondamentale e la posizione della PdL è chiarissima: tutte queste fasi servono a poco perchè le competenze sono di Giunta ed è li che si vedono le vere intenzioni politiche di questa amministrazione. Noi saremmo stati ben felici di portare il nostro apporto in commissione straordinaria ed eventualmente se la giunta avesse deciso la rescissione del contratto ad appoggiarla, ma non si può chiedere al Consiglio un indirizzo che già esiste da sempre, mentre a livello amministrativo si fanno scelte contrastanti con l’intenzione della rescisiione del contratto. La nostra è una posizione chiarissima, inoppugnabile ed è la Giunta comunale, allo stato, che non ha la capacità e la volontà e il decisionismo necessario, se non la mancanza di volontà. I signori che stanno amministrando si devono assumere la responsabilità di fare quello che hanno scritto nel proprio programma elettorale al secondo punto, ovvero la risoluzione del problema della Nettuno Servizi. Ma manca la capacità, la volontà e il coraggio. E se mi chiedete da cosa si vede questa mancanza di coerenza, quando tutti sostengono di voler uscire dalla Nettuno Servizi, io vi rispondo: dai fatti. Infatti un amministratore delegato della Tributi Italia (ex Nettuno Servizi) qualche giorno fa scrive al comune una lettera che ripercorre la storia e finisce con queste parole:”non si può che ribadire il convincimento che si possa procedere nel rapporto e particolarmente che si possa concretizzarsi la disponibilità manifestata nella nota del 26 gennaio, positivamente riscontrata da codesta amministrazione nella comunicazione del 28 gennaio, ad un confronto nel corso del quale, senza pregiudiziali irrigidimenti da parte di alcuno, possa essere dato riscontro alle esigenze e alle aspettative di entrambe le parti”. Insomma, mentre tutti dichiariamo pubblicamente di essere contro la Tributi Italia, già Nettuno Servizi, l’assessore CarloFerrante nei giornali dichiara “Nessun confronto, non c’è il rapporto di fiducia” e in realtà il 28 gennaio scrive che ha ragione la Nettuno Servizi: “ci rendiamo disponibili ad un incontro con la vostra società al fine di potere adeguare il contratto in essere”. Delle due cose l’una: o si mantiene la messa in mora e si rescinde il contratto o sei dichiaratamente disponibile. Questa è una dichiarazione che impegna negozialmente l’Amministrazione comunale e che di fatto ha ridato voce ad una posizione che era oggetto di una messa in mora. Anche perchè la risoluzione era frutto anche di questa messa in mora, come aveva sostenuto il sindaco. Quindi non hanno avuto e non hanno il coraggio e questa è la dimostrazione che non vogliono la risoluzione. Perchè gli avremmo dovuto dare il nostro voto? Non è così che si risolvono i problemi. E la nostra posizione non può essere più chiara. Se poi la giunta dovesse avere il coraggio e la fermezza di presentare una delibera chiara per la risoluzione definitiva, nessuno sarà contrario, ma io ne dubito e per finire riconfermo le parole dette a Carlo Conte in Consiglio: “fatti da parte, lasciami il tuo posto e in ventiquattrore ti risolvo il problema”.

Parole forti e situazione complicata costernata di errori e di improvvisazione, oltre che di mancanza di volontà, secondo Valente. Ai cittadini il compito di soppesare le variegate posizioni, anche questa del PdL, quella della maggioranza l’abbiamo riportata nello scorso numero, e ognuno può trarre le conclusioni che ritiene giuste.

 

Come a volte lo stesso avvenimento si possa vedere e commentare in meniera opposta.

NETTUNO SERVIZI: DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA

Più volte abbiamo sostenuto che Nettuno dal punto di vista politico è una anomalia e sia chi governa la città, sia chi sta all’opposizione dovrebbe sempre tenerne conto. I cittadini hanno “scommesso” su un sindaco giovane che, come un fiume in piena, spazzasse via dalle strade un’infame ingerenza criminale organizzata che portò l’allora Ministro Pisanu al commissariamento della città. Oggi che, almeno dal punto di vista politico, si è ristabilita la normalità si vorrebbe vedere coesione d’intenti per far uscire Nettuno da una situazione di grave crisi economica che non consente di poter dare le risposte che i cittadini attendono, dalla viabilità, ai parchi verdi, dalle coste ai luoghi di ritrovo per una gioventù costretta ad affrontare le “famigerate notti del sabato sera” in auto alla ricerca di una discoteca su strade considerate fra le più pericolose d’Italia. Ma ultimamente la politica, anche a Nettuno, più che unire divide. Ne abbiamo avuto la riprova dalla discussione su come affrontare la questione più delicata, quella riguardante la Nettuno Servizi. Nella riunione dell’ultimo Consiglio comunale l’amministrazione ha predisposto, una delibera che voleva impegnare la Giunta comunale a mettere in atto tutte le procedure necessarie che consentissero una gestione delle politiche tributarie del Comune e che comprendesse tutte le ipotesi legittimamente percorribili tra cui anche quella della gestione diretta. Ebbene, anche su una delibera come questa, solo di indirizzo poiché è della Giunta l’esclusiva competenza a prendere decisioni di questo tipo, non si è riusciti a trovare l’unanimità, anzi gli animi si sono scaldati fino al punto di arrivare a veri scontri verbali. Così l’assessore Carlo Conte ha accusato l’opposizione di voler fare demagogia su una questione che li vede direttamente coinvolti e responsabili ed ha urlato: “Qualcuno rifiuta le proprie responsabilità su questa vicenda e vuole venire a farci la lezione”. Gli ha risposto immediatamente Giuliano Valente, l’attuale Capogruppo del PdL: “Se non sapete fare il vostro mestiere andatevene, datemi due giorni e ve lo risolvo io il problema”. Insomma delle posizioni che sembrano inconciliabili che abbiamo cercato di comprendere meglio andando a trovare i protagonisti.

A Carlo Conte abbiamo chiesto come nasce la “questione Nettuno Servizi” e perché, secondo lui non si è arrivati ad un voto unanime.

Carlo Conte: “Quando sono diventato sindaco il servizio tributi non funzionava assolutamente e non si riusciva a ripianare il deficit perchè anche allora le casse comunali erano vuote. Mi consigliarono una gara con i soggetti privati per dare la caccia all’evasione fiscale. I privati erano in grado di fare gli incroci e gli accertamenti necessari per scovare questa presunta evasione, ricevendo chiaramente l’agio concordato. Agio che il comune doveva pagare una sola volta, perché incassati i tributi li si metteva a ruolo e si rientrava nella gestione normale. Quindi nel 1996 feci espletare una gara che vinse la Publiconsult con un agio del 30%. Quando la mia giunta fu sfiduciata da alcuni consiglieri di maggioranza, e non escludo che fu anche per interessi legati a questa vicenda, arrivò la giunta Marzoli che nell’aprile del 1999 espletò una gara che prevedeva, così si disse in Consiglio comunale, che l’agio del 30% sarebbe stato pagato alla società vincitrice del bando sulla parte nuova, quella che loro riuscivano a scovare e non su tutti i tributi come invece è poi stato. Da qua nascono tutti i problemi, consolidati successivamente da ulteriori convenzioni che ampliano le competenze della società esterna e rendono difficoltoso ed oneroso sfilarsi da quest’intreccio. Nemmeno i Commissari hanno avuto il coraggio di fare un gesto che noi avevamo chiesto e che ci sembrava logico. Un comune sciolto per mafia la cui causa principale è la “scatola vuota” della Nettuno Servizi, la prima cosa che deve fare, anche se la legge in materia è un po’ carente,  è la richiesta di risoluzione del contratto, invece dopo i primi palleggiamenti la situazione si è incancrenita, è sorta un po’ di paura perché la convenzione proteggeva gli interessi del privato, e quindi non hanno fatto nulla. Adesso che noi abbiamo preso con coraggio in mano la situazione e vogliamo perseguire tutte le strade per sganciarci da una situazione che non abbiamo mai voluto ne avvallato, assistiamo ad atteggiamenti incomprensibili e strumentali da parte di chi risponde a padrini e sponsor politici che sono coloro che sedevano nei banchi del Consiglio comunale che votò questa convenzione e quindi  i responsabili di questo disastro. Il PdL non la poteva votare l’ultima  delibera del Consiglio comunale che invita la Giunta a fare tutti i passi necessari per uscire dalla Nettuno Servizi, perché avrebbe sconfessato l’operato dei predecessori”.

Siamo allora andati a trovare anche il capogruppo del PdL Giuliano Valente e gli abbiamo chiesto di spiegarci il voto contrario ad una delibera che doveva vedere tutti uniti nel richiedere una presa di posizione netta della Giunta sulla risoluzione del contratto con una Nettuno Servizi inadempiente, inaffidabile, truffaldina. Voto contrario che sia noi che gran parte della città non ha capito.

Giuliano Valente:         “In qualità di Capogruppo della PdL, già nella conferenza del 12 febbraio, feci rilevare che il testo della deliberazione portava degli elementi che erano estranei ad un indirizzo corretto. Pur avendo appreso, per bocca del Segretario generale, persona preparata e stimatissima, la dottoressa Staiano, che la delibera era stata realizzata anche con l’aiuto e l’ausilio dell’ufficio legale a cui l’amministrazione si è rivolta, dovemmo rilevare che questa conteneva due elementi sostanzialmente estranei perché di competenza specifica della Giunta: portava infatti la eventuale, possibile risoluzione della convenzione, che a noi stava bene perché il nostro intendimento è sempre stato questo,e, al punto quattro della deliberazione,si andava ad indicare la gestione diretta. Invece  l’assunto doveva essere  che la Giunta deliberasse in tal senso e poi, ancorché non dovuto, avere il supporto dal Consiglio comunale per avere un consenso ampio, ripeto, anche se non necessario. Il sindaco Chiavetta in una precedente conferenza dei capigruppo fece riferimento ad una situazione che andava ad abbracciare tutte le forze politiche e aveva dichiarata l’intenzione di fare una commissione straordinaria attraverso cui realizzare, con l’apporto di tutti, una formulazione in quest’ambito. A me andava benissimo perché la PdL, almeno questa PdL, è stata fin dal primo minuto contro la Nettuno Servizi e voleva la risoluzione del contratto. Ci avevano anche chiesto di indicare un membro per quella commissione e, a tal proposito, ci aveva mandato relativa comunicazione il 22 gennaio 2009. Noi rispondemmo indicando il Consigliere Mauro e ci aspettavamo che la commissione desse il proprio apporto riportandolo poi alle opposizioni che avevano già dichiarato che non si sarebbero messe nelle condizioni di dire no, ma erano ben felici di arrivare ad una risoluzione. Invece niente di tutto questo,  la iniziale delibera è stata rivista e ce n’è  stata sottoposta una nuova, successiva al 12 febbraio, quando nella riunione dei capogruppo si era invece convenuto, Alicandri Presidente, di prendere tempo e  far slittare il Consiglio comunale del giorno 16 febbraio. Per tutta risposta il giorno dopo, il 13 ci è arrivata la conferma del Consiglio e insieme alla conferma ci è stata mandata una nuova contestazione di delibera non recependo minimamente quella che era l’indicazione di poter lavorare insieme nell’ambito della Commissione e dare l’opportunità alla Giunta di andare in tal senso ad emettere un proprio provvedimento, come di competenza. Per tutta risposta ci è stato, in spregio di quello che era stato deciso, inviato il giorno dopo un ulteriore nuovo testo. Un testo che non portava più ne il punto della rescissione ne tanto meno quello della gestione diretta. In seno ad una ulteriore conferenza dei capogruppo, quella antecedente di un’ora  il Consiglio comunale del 16, ci fu proposta una nuovissima deliberazione che successivamente è stata nuovamente emendata. Qual è allora la posizione della PdL in termini chiarissimi: le competenze sono di Giunta e li si vedono le vere intenzioni politiche. Noi saremmo stati ben felici di portare il nostro apporto in commissione straordinaria ed eventualmente se la giunta avesse deciso la rescissione del contratto ad appoggiarla, ma non si può chiedere al Consiglio un indirizzo che già esiste da sempre. La nostra è una posizione chiarissima, inoppugnabile ed è la Giunta comunale, allo stato, che non ha la capacità e la volontà e il decisionismo necessario. I signori che stanno amministrando si devono assumere la responsabilità di fare quello che hanno scritto nel proprio programma elettorale al secondo punto, ovvero la risoluzione del problema della Nettuno Servizi. Ma manca la capacità, la volontà e il coraggio. Prova ne è quanto scrive l’assessore CarloFerrante, in data 28 gennaio, in risposta  ad una lettera della Nettuno Servizi che  sostanzialmente contesta la messa in mora e rivendica alcune posizioni: “ci rendiamo disponibili ad un incontro con la vostra società al fine di potere adeguare il contratto in essere. Non è così che si risolvono i problemi”.

La medaglia è la stessa ma ognuno la guarda dal lato che più gli conviene. Chissà quale sarà la faccia che conviene alla città. Ognuno si può fare la propria idea, ma sui fatti, non sulle parole.                   

                                                                                              Giancarlo Testi    

 

 

 

 

12-04-10