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Ed in Consiglio, a parte qualche piccolo distinguo lessicale, c’è stata una vera e propria comunione d’intenti e tutti si sono dichiarati nettamente contrari ad un insediamento che comporterà solo ricadute negative sulla qualità della vita di un vasto territorio, di cui Anzio e Nettuno fanno parte. Si è quindi proceduto all’approvazione, con voto convinto ed unanime, di una delibera presentata dai consiglieri Mariano Leli e Rodolfo Turano.
La delibera approvata, dopo aver evidenziato l’impatto ambientale e la potenziale pericolosità dell’impianto e aver evidenziato che l’energia elettrica prodotta dagli impianti attualmente funzionanti nella regione Lazio siano sufficienti al fabbisogno regionale e a sostenere i consumi prevedibili al 2020, evidenzia quattro i punti fondamentali: 1. mettere in campo atti concreti per una riapertura del procedimento di autorizzazione integrata ambientale e per una nuova Valutazione Ambientale strategica; 2. inserire la centrale di Aprilia nel Tavolo che la regione intende aprire con il Governo rispetto alla produzione di energia nella Regione Lazio e al Piano Energetico Regionale alternativo, tenendo conto anche dell’energia che sarà prodotta dagli impianti fotovoltaici e solari resi obbligatori per le nuove costruzioni; 3. autorizzare ed ufficializzare l’indagine epidemiologica non solo sulla città di Aprilia ma anche sui Comuni limitrofi; 4. chiedere al Governo di procedere alla riapertura dell’Aia, di cessare immediatamente ogni attività sul sito interessato, di trovare una soluzione alternativa alla centrale di Aprilia con altri impianti di fonti rinnovabili. Dopo mesi in cui molti esponenti della politica locale sono andati forse un po troppo “a ruota libera” non considerando la rilevanza del problema, fa piacere aver visto un Consiglio attento e responsabile verso questi problemi che marcheranno il terreno fra la vecchia e la nuova politica. Anche le dichiarazioni di voto, hanno rimarcato la non necessità di una centrale del genere che non potrà non avere un negativo impatto ambientale a seguito della combustione di un enorme quantitativo di gas metano che innalzerà di almeno 3 gradi la temperatura circostante alterando irreparabilmente il microclima. Inoltre, a causa del necessario raffreddamento dell’aria, le 42 turbine provocheranno una forte alterazione della stessa attinta nell’ambiente circostante ed in esso rinviata a temperature decisamente più alte. Tutti questi elementi, oltre al depauperamento delle fonti acquifere, del serio problema del rumore, dei danni al paesaggio, all’agricoltura, al turismo, hanno portato tutti a prendere una posizione decisa e contraria al previsto insediamento e la discussione si è spostata più su come meglio muoversi per essere al massimo incisivi. Così, per esempio, il consigliere Giuliano Valente, a nome del PdL, ha precisato che su questi argomenti non si può speculare e ha fatto i complimenti a chi ha elaborato la proposta di delibera, e il consigliere Alemagna ha persino proposto di abbandonare l’idea di costruire la Turbogas di Aprilia e nel contempo chiudere il Poligono Militare, anch’esso pericoloso, e fare su quel territorio una centrale eolica o solare. Roberto Alicandri ha sostenuto che è necessario mobilitarsi concretamente, anche andare sul posto perché questa deve essere una battaglia di tutti e non solo della Rete No Turbogas che ringrazia insieme ai partiti che fino ad oggi hanno seguito la situazione in regione, come Rifondazione comunista, i Verdi, e gli altri che hanno lavorato per affossare il progetto, rimarcando l’esigenza di impegnarsi a tutto campo, coinvolgendo anche gli amministratori degli altri comuni, lamentandosi però di alcune prese di posizioni passate, come quelle del sindaco di Anzio. Prima della chiusura del sindaco, Andolfi ha ricordato la necessità di un maggiore impegno collettivo sulle energie alternative, anche perché oggi impiantare un pannello solare può avvenire a costi vicini allo zero e, vivendo in una zona con un microclima eccezionale e con un coefficiente d’insolazione fra i più alti di tutta Europa, non si capisce come queste risorse alternative e pulite non vengano adeguatamente sfruttate. Ha chiuso il dibattito Alessio Chiavetta, impegnandosi ad attivarsi con il Prefetto per fare, il prima possibile, una assemblea di un Consiglio congiunto sul sito della Turbogas. Ha poi portato la sua solidarietà alla Rete No Turbogas, e si è dichiarato categoricamente contrario ad imposizioni provenienti dall’alto perché significherebbe rinunciare ad essere sovrani sul proprio territorio e noi non abbiamo nessuna intenzione di consegnare le chiavi della città ad estranei che decidano per noi e su di noi. Ricordato che la sua amministrazione si vuole caratterizzare, e già lo sta facendo, sulla battaglia per le politiche energetiche, oltre che su quelle ambientali, non con le parole ma con atti concreti, ha poi rinnovato l’invito a tutta la cittadinanza e ai membri del Consiglio alla manifestazione che si terrà domenica alle 14 dicembre ad Aprilia.
Ma ci sono anche i protagonisti di questa resistenza che dura da anni e che hanno innalzato uno striscione che esprime la loro volontà di non mollare, come ci conferma Giuseppe, che assieme ad altri 30 operai hanno cercato di fermare i camion davanti al presidio e che non ritiene giusto che un territorio già provato come quello di Aprilia continui ad essere rovinato, considerando poi che quello interessato alla costruzione della centrale è in realtà il polmone della città. La serata si conclude con l’incontro con Rita Leli, Presidente della Rete No Turbogas, alla quale chiediamo se è passata l’amarezza espressa subito dopo lo sgombero, culminata con lo sfogo contro la politica che avrebbe abbandonato i cittadini e con la riproposizione di non voler più sentir parlare di politica.Ma adesso si trova qua. Certo che sono qua, perché noi non possiamo fare a meno della politica, perché noi esprimiamo l’esigenza di vedere rispettati i diritti, esprimiamo i nostri bisogni, esprimiamo le nostre opinioni, ma è la politica che ha gli stumenti per realizzarli. Lei pensa che ci siano quindi ancora possibilità e spazi per inserirsi in una vicenda che sembrerebbe avviata in una direzione contraria? Io sono su questa vertenza da due anni e mezzo e abbiamo preso tanti schiaffi dalla politica, ma nello stesso tempo abbiamo trovato anche delle aperture e quindi noi speriamo in quelle poche aperture rispetto ai tanti schiaffi di arrivare ad una soluzione.
Ringraziamo la Presidente Leli e la salutiamo. E’ stata una giornata lunga e faticosa ma probabilmente importante, una di quelle che fa crescere il senso di appartenenza ad una comunità, che spinge alla solidarietà e rinnova l’impegno sociale, e non ce ne sono tante ormai di giornate come queste. Brava Nettuno.
Giancarlo Testi (vedi anche irruzione presidio)
Intervista ai consiglieri Mariano Leli e Rodolfo Turano che hanno presentato la proposta di delibera. Cominciamo con Mariano Leli. In un recente consiglio lei assieme al collega Turano aveva fatto presente il problema, oggi presentate una proposta di delibera, ma cosa vi prefiggete? Noi chiediamo la rivalutazione di tutto quello che riguarda la presenza della Turbogas legata soprattutto alla questione dell’impatto ambientale. C’è infatti uno studio ancora in atto da parte del professor Merli dell’Università che dovrebbe concludersi alla fine di dicembre. Su questo argomento ci sono state sicuramente delle forzature a livello di Ministero e anche in Regione che poi hanno portato alla recinzione del cantiere dove sorge la centrale. La cosa che più ci ha stupito sono gli studi di fattibilità dove si legge che sarebbe stata scelta Aprilia perché a bassa reattività sociale, peraltro previsione sbagliata, e ambiente già degradato. Non le sembrano considerazioni addirittura in commentabili? Questa in effetti è la cosa più grave, infatti non si è tenuto conto che attorno a dove deve nascere la centrale insiste un quartiere di oltre diecimila abitanti, un quartiere sorto spontaneamente e che è soggetto per la legge 47 ai piani di recupero. La centrale sarebbe quindi circondata da un quartiere molto affollato, ma l’invadenza della centrale non si limita a questo quartiere, ma avrebbe una ricaduta negativa su tutto il territorio, e non solo su Aprilia. La Turbogas sparerebbe tonnellate al giorno di polvere sottile e il vento sposterà queste polveri e Nettuno, come sappiamo, confina con Aprilia, vero che al casello 45 c’è un quartiere di tutto rispetto con una forte presenza di cittadini. Ma come si immagina l’epilogo di questa vicenda? Noi ce la stiamo mettendo tutta e vedo che il popolo non ha abbandonato questa posizione di contrasto, evidentemente se riusciremo a mantenere una forte pressione e a spiegare alcune cose che stanno nella delibera che ho presentato con l’amico Turano. A Pontinia stanno facendo una valutazione per un’altra centrale Turbogas, ai confini del nostro territorio insiste la centrale nucleare dimessa ma ancora con nucleo attivo di Borgo Sabotino, se aggiungiamo la centrale Turbogas di Aprilia dobbiamo capire che si sta creando un triangolo della morte e Anzio e Nettuno si trovano proprio al centro. Parole forti e decise quelle di Leli che ringraziamo e allora avviciniamo Rodolfo Turano, l’altro protagonista di giornata, che, forte della convinzione che la vocazione del territorio del litorale sud non è quella di produrre energia per conto terzi, ha fatto un intervento provocatorio chiedendo cosa si deve fare quando la protervia del potere economico impone qualcosa al di sopra e contro la volontà dei cittadini. Consigliere, cosa si deve fare e lei pensa che questa sia una battaglia che si può vincere? Sosteneva Ezra Pound “se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o non valgono nulla, o non vale nulla lui. Io sono convinto delle mie idee e per questo abbiamo fatto un appello chiaro al consiglio. Se, nel loro agire i poteri forti decideranno comunque di andare avanti, noi come cittadini, abitanti del territorio saremo in grado di andare ad opporci a questa sozzura. C’è tutta una classe politica che ha vissuto, dagli anni 80 in poi, l’imperativo reaganiano “non pensare, sii felice”, tutto si risolve, l’economia e il libero mercato senza regole risolve tutte le cose, appiana tutto. Non è vero. Oggi il mondo è pieno di contraddizioni ed ingiustizie, noi oggi combattiamo una battaglia giusta per dei diritti sacrosanti, ma io faccio anche volontariato e non mi posso dimenticare che queste politiche e queste ingiustizie fanno si che il 96% della popolazione mondiale viva con il 4% della risorse mondiali e questo non è giusto e su questo, come sul non farsi depredare, distruggere il nostro territorio, ci vorrebbe maggiore impegno. Salutiamo anche il consigliere Turano e lui, come a tutti coloro che sono impegnati e si vorranno impegnare in questa difficile impresa vogliamo ricordare un’altra frase di Ezra Pound: “quello che conta non è tanto l’idea, ma la capacità di crederci” e noi abbiamo l’impressione che per invertire la situazione attuale c’è la necessità di crederci veramente.
Giancarlo Testi
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23-02-12