Nuovo crollo di falesia a Nettuno in zona Marinaretti.
I
DISASTRI VANNO PREVENUTI
di
Giancarlo Testi
Ormai l’ho ripetuto e scritto varie volte: gli amministratori locali
dovrebbero porre maggiore attenzione al vero “core business” delle
nostre cittadine, ovvero al turismo. Dedicare tempo, risorse e una
maggiore cura ai beni comuni, agli investimenti sulla messa in
sicurezza del territorio e del paesaggio, alla rigenerazione urbana,
all’investimento sulla sicurezza ambientale, alla valorizzazione dei
territori. Parole perse nel vento, ad Anzio e Nettuno come in tutta
Italia, e risultati sconfortanti, a volte drammatici, vedi le
tragedie della Liguria e di Messina, lo scempio dei crolli di
Pompei, ma anche i fenomeni di erosione che stanno martoriando le
nostre coste.
Questa estate avevo fatto un servizio televisivo per denunciare
proprio la precarietà di un tratto di costa in zona “Marinaretti”,
fra Anzio e Nettuno. La spiaggia libera era affollatissima sotto la
parete di falesia e qualche bagnante preoccupato. Ma nessuno ha dato
peso al potenziale pericolo e alla necessaria opera di monitoraggio
e prevenzione.
Così, con l’arrivo dell’inverno e delle mareggiate sono iniziati i
problemi: primo avviso importante la semidistruzione dello
stabilimento Blu bay, con un danno quantificato in circa 100 mila
euro, poi il crollo di pezzi di falesia dell’area del Parco
archeologico con il cedimento di una parte di parete con uno
smottamento di tonnellate di massi,
fino all’altro cedimento di falesia nella zona
sottostante via Gramsci, a Nettuno. Pezzi di pareti che cedono e che potrebbe
persino compromettere la stabilità delle strutture e delle case
sovrastanti. Lentamente, ma sembra anche inesorabilmente, la nostra
costa sta lentamente lasciando lo spazio al mare, e
meno male che questi fenomeni stanno succedendo d’inverno, con la
spiaggia deserta.
Adesso non si contano più le richieste d’intervento e quella di
capire cosa fare per scongiurare nuovi crolli. Patrizio Colantuono,
consegnatario dell’area archeologica di Anzio lancia il suo grido di
allarme: “la parete è fragile e friabile, quindi vulnerabile alle
mareggiate se non si realizzano protezioni adeguate e il rinforzo di
scogliere a mare”. Il presidente del sindacato Balneari, Daniela
Di Renzoni, ammonisce: “non è più tempo di chiacchiere
sull’opportunità o meno di realizzare delle barriere, ora bisogna
intervenire il più presto per risolvere questa situazione”.
Anche il Pd chiede di discutere in consiglio comunale della difesa
del litorale.
Ormai sono alcuni anni che la situazione è precaria, c’è solo
qualche ignorato cartello che avverte del pericolo, ma interventi
seri non se ne vedono. La speranza è l’ultima a morire, sperando
sempre che sia l’unica … a morire.