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Previsto
epilogo delle vicende dei due ex esponenti PD e PdL
Marco Calamai: libero, seppur
disilluso.
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Dopo la lunga “querelle” seguita al
comunicato stampa, divulgato qualche tempo fa da Marco Calamai, siamo
arrivati allo scontato epilogo. Calamai, dopo essere stato allontanato dallo
staff del sindaco Chiavetta, lascia anche la carica di coordinatore del PD
di Nettuno. Lo abbiamo incontrato fra il verde e il rosso dei tanti alberi
e dei campi da tennis del circolo di Villa Borghese e, forse anche
assecondato da un paesaggio positivamente conzionante, lo abbiamo trovato
stranamente sereno. Ci ribadisce che lui ritiene di aver ben lavorato per
portare Chiavetta a sindaco di Nettuno e ci spiega i motivi che hanno
portato alle sue dimissioni:
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"In quei momenti sembravamo tutti
uniti, una vera pigna, con l’obiettivo comune di rilanciare la politica vera
in un paese che ne aveva veramente necessità. Appena consolidata la vittoria
sono invece riesplosi i problemi della vecchia politica, quella che sta
condannando l’Italia allo stato attuale. Più che al rilancio di Nettuno, più
che lavorare per il bene comune, più che riallacciare i contatti con forze
della sinistra che ci avevano aiutato a vincere il ballottaggio, si è
pensato solo alla difesa della propria area e della propria causa, fino alla
“tombola” delle ultime nomine. Io, con il documento divulgato, volevo solo
rivolgere una autocritica costruttiva, per poter poi riprendere la strada
del confronto, del rinnovamento, della chiarezza d’intenti, rilanciando le
nuove opportunità contro le vecchie logiche spartitorie. Qualcuno ha
dimostrato di avere la coda di paglia e mi pare che si sia preferito
scegliere altre strade che continuano a mortificare il reale cambiamento e,
purtroppo, temo che alla lunga, pagheremo per questo un prezzo assai caro.
Per questi motivi ho rassegnato le mie dimissioni: voglio restare coerente e
riprendere la mia rotta, non schiavo di imposizioni o ricatti. Libero, se
pur disilluso, ma non sconfitto”.
La storia di Calamai, oltre alla
vicenda stessa, c’induce anche ad una riflessione su quanto sia importante
una informazione libera e sempre più svincolata da condizionamenti e
padrini. Uno dei problemi italiani è la difficoltà del cittadino di
comprendere le cose di cui si discute, e che spesso lo riguardano, perchè
l’informazione tende a schierarsi e non approfondire. Giornali
“territoriali” e legati a fatti concreti come il nostro devono contribuire a
far si che questa informazione, libera, risulti esserlo veramente. Certo la
strada da percorrere, nonostante tanti evidenti sforzi e molte buone
intenzioni, sembra essere ancora lunga. Noi però proviamo a starci dentro e
proprio per questo, come diamo la parola a tutti coloro che hanno qualcosa
da dire, dai bambini delle scuole, ai Consiglieri comunali, ai Comuni e alle
Associazioni, abbiamo voluto dare anche una opportunità di risposta a chi,
fino ad ieri, svolgeva un incarico importante nel PD di Nettuno.
Giancarlo Testi
La storia
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Marco Calamai, coordinatore del Partito
Democratico di Nettuno risponde alle polemiche.
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Il coordinatore del PD di Nettuno muove critiche pesanti a coloro che hanno
cercato di "cospirare" alle sue spalle e al periodico "Il Granchio" che si
sarebbe prestato a riportare, con inesattezze e rifusi, notizie non provate e
non firmate.
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Il comunicato.

PARTITO DEMOCRATICO di NETTUNO
NESSUNA UFFICIALE SFIDUCIA PER MARCO CALAMAI
CERTA
STAMPA SCORRETTA E DISINFORMATA SPECULA SULLA POLITICA.
Con il
presente comunicato stampa, Il coordinatore del Partito
Democratico di Nettuno intende portare a conoscenza dell’intera
cittadinanza le vere motivazioni del vile attacco, a base di
anonime strumentalizzazioni politiche, avanzato a mezzo stampa dal
settimanale “Il Granchio”( n°42 del 24/10/2008) nei confronti del
sottoscritto.
Innanzitutto da una immediata visione dello scarno scritto in
oggetto, appare lampante l’inconsistenza professionale dello
scrivente: può un giornale, che arriva in edicola da oltre dieci
anni, dare alle stampe una presunta notizia di primaria
importanza, infarcendola di errori e di refusi?
Tanto
per citare due esempi, Marco Calamai viene prima identificato con
l’incompleto attributo di “coordinato”(!?) in sesta riga,
quindi erroneamente chiamato “Calami”, nella fase
conclusiva. Da ciò si evince una dispregiativa ignoranza riguardo
l’esponente politico del quale si scrive e una malcelata
incapacità nel curare la redazione e la correzione di un
brevissimo “pezzo”, che non arriva a contare 34 righe; ma andiamo
al sodo.
Nel cappello
introduttivo di detto articolo, si descrive una fantomatica “bufera
nel Partito Democratico a Nettuno”; tale situazione si sarebbe
evidenziata nel corso di una “…riunione del coordinamento
comunale del partito autoconvocato da una ventina di componenti…”.
Ebbene, oltre al fatto che non ci sia niente di più falso,
l’ignoto articolista / collaboratore de “Il Granchio” era presente
all’evento? In caso contrario, da quale dei partecipanti avrebbe
appreso tale notizia? A quali nomi rispondono i suddetti
componenti della riunione? Tutti interrogativi ai quali il
Direttore responsabile del settimanale è chiamato a fornire una
risposta, in mancanza palese di conferme o smentite verificabili.
Si
passa quindi a trattare di “una presa di posizione che era
nell’aria considerata la fibrillazione che nelle ultime settimane
aveva caratterizzato il coordinamento del partito che, da quando è
in carica è stato convocato solo una volta”…
Ancora
niente di più falso! E’ davvero grave constatare come, scrivendo
colossali bugie si voglia maldestramente anticipare le pronunciate
dimissioni del Sig. Calamai Marco e sconfessare le decisioni prese
nel pieno rispetto delle regole democratiche, manifestando
chiaramente quella tipica capacità della “ sinistra” di passare
dal governo al suicidio in brevissimo tempo, capaci di capolavori
di autolesionismo frutto di stupidità politica da attribuire alla
miopia del ceto politico del Partito Democratico di Nettuno.
Quale “sinistra”
strategia si vuole attuare nell’attaccare il coordinatore,
“l’intruso mal sopportato” dai cosiddetti alleati, colui che si è
fatto portavoce di “rinnovamento” in campagna elettorale, che ha
candidato, a detta di alcuni amministratori attuali, un “giovane
senza spessore”; che dalle sole “40 schede di differenza alle
primarie” lo ha accompagnato nel percorso a diventare, da
candidato del Partito Democratico, Sindaco di una città che
sognava il “ rinnovamento”; perché additare chi ha per unica
colpa quella di non voler sostenere ed abbracciare tesi
spregiudicatamente ed anacronisticamente ex diessine o della ex
margherita popolare, convinto di una sola cosa: “che poteva
veramente nascere un partito composto da democratici”.
Solo
perché ora , coerentemente, pretende a piene mani trasparenza
nella gestione economico-finanziaria del partito e con forza il
promesso “rinnovamento” dell’Ente.
Ancora, “ in particolare al coordinatore è stata mossa la
critica di non aver saputo sostenere sotto il profilo politico,
dunque all’esterno, l’operato del Sindaco e della Giunta”.
Solo
perché li esorta a dimostrarsi capaci di trasformare in
“laboratorio politico” questo territorio(!?), invece di
manifestarsi, con dette spregiudicate strumentalizzazioni, come
l’emblema dell’incapacità governativa.
L’accusa continua imputandogli di “non essere intervenuto per
spegnere polemiche relative a presunte spaccature all’interno del
PD”. Calamai intende invece indicare, qui di seguito i veri
responsabili e le cause dei dissidi e cioè: il consigliere
comunale Giacomo Menghini, ex segretario de La Margherita, nonché
membro UTAC e responsabile dell’iniziale tesseramento PD; il
capogruppo consiliare Dandolo Conti, ex segretario dei DS; il
Presidente del comitato organizzatore della Festa dell’Unità,
Umberto Filosi.
I
suddetti politici, seppur vivamente e a più riprese sollecitati
dallo stesso Calamai, a tutt’oggi non hanno ancora fornito uno
straccio di rendiconto contabile riguardo ad una fruizione, che
potrebbe così sembrare, quantomeno allegra, personalistica e
spregiudicata delle risorse finanziarie altrui.
Si
rasenta il ridicolo quando si osa insinuare che “al
coordinatore è stata anche contestata la mancata presa di
iniziative su temi scottanti, come ad esempio le iniziative del
Governo sulla scuola e sulla giustizia”… più di qualcuno si
chiede invece, rivolgendosi alla Giunta, al Capogruppo Consiliare
( Quoque tu, Brute…! ) ed al Presidente del Consiglio (
tutti targati PD) oltre che alla stampa, servile e prezzolata che
ha affossato gli altri candidati alle ultime elezioni, additandoli
con accuse talune inconsistenti ed illegittime, per quale motivo
un coordinatore locale di partito debba farsi carico di problemi
nazionali ed insolvibili, nei confronti dei quali ognuno dei
sopraccitati ha sempre praticato, comunque e dovunque, la politica
dello struzzo(!).
Lo si
vuol fare, forse per distrarlo dalle logiche che si stanno
attuando a Nettuno!?.
Come
si può continuare a negare che, di attriti nel PD nettunese, si
parlava ancor prima della nascita del movimento, quando entrarono
a far parte de La Margherita molti politicanti del defunto
“centrodestra marzoliano”, due di essi, ieri ex forzisti, siedono
oggi in maggioranza.. casta, mitomania, inciucio o semplice
trasformismo!?!; quando poi del resto la situazione è tale anche
a livello Provinciale. Regionale e Nazionale!?
La
misura è colma quando si ritiene che alcuni ex DS, nel corso della
“riunione carbonara”, avrebbero sottoscritto un documento nel
quale “ si chiede un comitato di reggenza (o di “saggi”
come preventivamente comunicato) che traghetti il partito sino
al prossimo congresso e che sia in grado di affrontare tutti gli
impegni organizzativi e politici”. Con tali becere e fumose
dichiarazioni, si vuole, oltre che continuare a “gestire
vecchia maniera” , si tenta di screditare chi ha
democraticamente scelto di contestare gli indirizzi politici di
questa amministrazione, per gli incarichi assegnati e/o ancora da
assegnare, visto e considerato che Nettuno attende da mesi le
nomine di tre assessori… inequivocabilmente frutto di una logica
vecchia, clientelare e spartitoria, priva di qualsiasi forma di
competenza e meritocrazia, esattamente il contrario di quanto si
aspettavano gli elettori in merito alla propagandistica
rivoluzione politica e amministrativa..
Questi
i veri motivi che spingono, dopo soli pochi mesi, i cittadini a
considerazioni circa il “vuoto di idee” che sta
caratterizzando questa amministrazione, rappresentata da alcuni
politici che al momento chiedono soltanto di “avere pazienza”(di
cui certo non si può più abusare) e che evitano di prendere la
benché minima iniziativa (se non quella relativa al proprio
orticello). Gli stessi si manifestano dagli scranni del consiglio,
incapaci di comunicare tra loro, sviliti ed incapaci di svolgere
funzioni di indirizzo e di controllo che la legge gli affida,
palesando quella frattura da stress dovuta a chi incapace di
“proporre” cerca solo così presto un capo espiatorio, sperando di
scartare e rimandare più in là argomenti di cui sono responsabili.
Aggrappiamoci agli auguri che ci rivolge chi riorganizzandosi e
guardando più a lungo ci sprona a governare ma dubita sulla
volontà o capacità di questa maggioranza.
Consapevoli del fatto che fallendo l’ennesimo tentativo di
costruire un’alternativa riformista del sistema difficilmente si
potrà ben governare e pensare di farlo a lungo.
Da
ultimo, intendiamo ricordare al Direttore responsabile de “Il
Granchio”, forse deontologicamente smemorato, che si è reso
civilmente e penalmente imputabile del mendace scritto, non
firmato dall’autore.
Nettuno li 21 ott. 08 Il
Coordinatore del Partito Democratici di
Nettuno Marco Calamai
L'intervista di
Giancarlo Testi
Marco Calamai: democrazia, trasparenza e impegno e non sedute
carbonare.
Villa Borghese è un’oasi
di serenità. Si può giocare a tennis o a calcetto e, se si è
pigri, giocare a carte. La pineta e i grandi spazi inducono alla
pace e alla riflessione, ma in questi giorni un “tornado” sembra
essersi abbattuto sul gestore Marco Calamai per il suo ruolo di
Coordinatore del Partito Democratico di Nettuno. Nell’ultimo
numero del Granchio, a suo dire, si sono perpetrate, a base
anonima, strumentalizzazioni politiche che hanno il sapore di un
vile attacco. Calamai, sentitosi attaccare risponde con un
comunicato schietto e dai sapori forti e decisi, non estemporanei
ma meditati. Marco Calamai, confermiamo le posizioni espresse nel
comunicato?
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“ Tanto per iniziare
voglio precisare che la mia presa di posizione vuole essere un
chiarimento dovuto a tutti i cittadini e il tentativo di uscire
per sempre da una vecchia logica clientelare e spartitoria, priva
di competenza e meritocrazia, il contrario di ciò che servirebbe e
di quanto si aspettano gli elettori e meriterebbe un giovane
sindaco alle prese con scelte difficili. Invece si continua a
sostenere che il nuovo partito non funziona e ripetutamente, sui
vari periodici, s’ inscenano attacchi e commenti che tendono ad
accollarne le responsabilità a banalità, come quelle che il
coordinamento non è stato mai riunito o che non sarei riuscito a
sostenere l’operato del Sindaco e della Giunta sotto il profilo
politico. Verbali alla mano, che posseggo, noto che il partito si
è riunito con all’ordine del giorno discussioni su problemi
importanti, che non si sono però mai voluti affrontare. |
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La gente
invece vuole chiarezza e bisogna dargliela e dal PD che
rappresento, che fino ad oggi rappresento, perché prendere queste
posizioni potrebbe avere un costo politico, io eventualmente esco
non da “sconfitto” ma libero e vincente e il risultato elettorale
lo dimostra. Se invece devo proseguire lo voglio fare nel solco di
una campagna elettorale che propugnava il rinnovamento e il
cambiamento di stile e mentalità. Si può discutere di tutto, nelle
opportune sedi, anche di governare il partito in una nuova
maniera, ma democraticamente e non attraverso “sedute carbonare”
che, con le logiche di una “gestione vecchia maniera”,
ripropongono schemi stantii, lontani dalla trasparenza e
chiarezza”.
Quindi non accetta la
critica circa la mancata periodica convocazione del coordinamento.
E non crede che la cittadinanza attenda un cambio di marcia da
parte del PD?
“In questo momento c’è
necessità di responsabilità e chiarezza, non possiamo nasconderci
dietro finti problemi che mascherano invece cose più importanti.
Il mio documento si rivolge anche al livello istituzionale perché
non si può continuare a dire “portate pazienza” non si può sempre
continuare a parlare di “eredità disastrose”, perché sapevamo che
questa era la situazione. Anche la popolazione è ormai stanca di
queste giustificazioni, siamo andati al governo della città
conoscendone le difficoltà e perché volevamo porre riparo. Adesso
quali sono le azioni per risanarla? Chi ha incarichi istituzionali
e anche gli assessori, invece di continuare a litigare e distrarre
l’opinione pubblica dalle loro inadempienze buttando fango su chi
invece sta facendo il suo dovere, devono farsi valere. Si,
cambiare marcia ”.
Nel documento che ha
scritto si tocca anche uno dei temi maggiormente delicati per
qualsiasi tipo di organizzazione, uno di quei temi che
difficilmente escono sui commenti dei protagonisti. Mette in fila
Meneghini, Conti e Filosi rimproverandoli di non aver fornito un
rendiconto contabile arrivando a sospettare una “fruizione che
potrebbe sembrare allegra, personalistica e spregiudicata delle
risorse finanziarie altrui”, parole forti.
“Mi auguro che gli stessi
Meneghini e Conti intervengano facendo sapere qual’è la situazione
economico-finanziaria dell’ex Margherita, dell’ex DS, dove io non
metto bocca e accetto, ma almeno mi consentirebbe di avere un
punto di partenza. E’ stato fatto un tesseramento ed oltre 800
persone si sono iscritte al PD versando la quota, chiariamo questi
aspetti, chiariamo il fatto che tutti stiamo lavorando per il bene
di Nettuno e io sono pronto a cancellare tutti i miei dubbi e a
ripartire”.
E veniamo all’episodio
che ha fatto traboccare il vaso. Lei attacca il giornale “Il
Granchio” e il suo Direttore responsabile perché sostiene,
sostanzialmente, che non si possono trattare notizie di “primaria
importanza” in maniera così professionalmente inconsistente, con
uno scarno scritto, infarcito di refusi ed errori, mendace e non
firmato dall’autore.
“L’articolo sul Granchio
è solo l’ultimo episodio di una serie di attacchi. Burrini ha
iniziato scrivendo dell’incapacità del partito di stare in mezzo
alla gente, scordandosi che il nostro è un partito che si
manifesta con un Sindaco, 15 consiglieri, e tanti Presidenti di
Commissione, che dovrebbero consentire l’attuazione di un
programma politico. Più in mezzo alla gente di così come si fa a
starci. Non penso nemmeno che dovrebbe essere il coordinatore a
dire cosa ha fatto il Sindaco o i Presidenti delle varie
Commissioni, che potrebbero propagandare il loro lavoro, e
comunque il risultato del loro impegno dovrebbe essere evidente e
noto alla città. Giacomo Menghini poi scrive “Il re è nudo” e
siamo solo in attesa del prossimo scritto, magari dal titolo
“Scacco al re”, e questo scordandosi di avere tutte le
responsabilità avendo un assessore e partecipando attivamente alla
vita politica di Nettuno da tempo. Quando si sostiene che il re è
nudo perché non ha un partito si dice una cosa falsa, perché il
partito ha ben lavorato per fargli vincere le elezioni, e comunque
invece di uscire sui giornali Meneghini farebbe bene a lavorare
per cercare di collaborare a dargli un vestito dignitoso a quel
re che sarebbe nudo. Infine l’ultimo articolo del Granchio,
anonimo, pressappochista, deontologicamente scorretto con la
notizia dell’annunciata sfiducia al coordinatore che sarebbe
stata decisa da una ventina di componenti del coordinamento
comunale del partito in una riunione autoconvocata. Niente di più
falso. E’ evidente che si tratta di una manovra che si sta
perpetrando nel tempo, con cadenza periodica, specifica. A questa
situazione bisognava mettere un punto e io l’ho messo”.
Parole chiare e messaggi
precisi, che aprono una seria discussione all’interno del PD di
Nettuno. E’ ora che ognuno si prenda le sue responsabilità perché
la città ha bisogno di tutto fuorchè di ricadere negli errori del
passato e le ex componenti confluite nel partito di Veltroni
devono trovare unità d’intenti e coesione. Anche sul fronte del
PdL la speculare polemica che c’è stata, e forse ancora persiste,
fra Gianni Molinari e i vertici del partito sul coordinamento
territoriale è bene che abbia un termine, perché questo è il tempo
di lavorare per il risanamento economico, culturale, etico della
città non servono polemiche pur suffragate da buoni argomenti. La
popolazione non capirebbe.
Giancarlo Testi |
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