CERCAVAMO RISPETTO, NON LO ABBIAMO OTTENUTO E CE NE SIAMO ANDATI.
di Giancarlo Testi
Non è un luogo comune quello che i consiglieri comunali
Simone Massari e Piero Tirocchi hanno scelto per questo
incontro con la stampa locale. Non la solita sala d’hotel e
nemmeno una stanza comunale o la sede di un partito, visto
che da tempo sono in contrasto aperto con alcuni personaggi
non secondari di quel Pd con cui avevano concorso all’ultima
sfida elettorale con risultati anche positivi.
Ma oggi, pur non rinnegando il programma originario del
partito democratico, ritengono che questo non basti più per
continuare il loro percorso in un ambiente diventato a loro
ostile.
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Così, quasi a sottolineare i motivi della loro scelta, ovvero della
volontà di occuparsi innanzi tutto dei problemi della città, scelgono di
annunciare il loro definitivo distacco dal Pd in mezzo ad un giardinetto
lasciato in completo stato di degrado.
In
effetti, nella piazza proprio davanti a Buffetti, accanto all’Unicredit,
confinante con la Pam e il Cimitero americano, sembra impossibile
trovare questo giardinetto, che potrebbe essere frequentato da bambini
ed anziani, con l’erba ad altezza d’uomo, buste e bottiglie, cartacce ed
immondizia.
E, proprio in mezzo all’erba alta, Tirocchi e Massari piantano le loro
nuove bandiere. Infatti, dopo aver abbandonato tutti gli incarichi, dopo
aver denunciato varie volte gli errori dell’amministrazione di cui
facevano parte, dopo un anno e mezzo speso alla ricerca di un confronto
mai ottenuto, lasciano definitivamente il Pd e vanno all’opposizione
sotto le insegne dell’Mpa, il movimento per le Autonomie.
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“Noi abbiamo sempre sollevato problemi amministrativi,
problemi legati al territorio ed abbiamo invece subito
un’umiliante campagna, dentro e fuori il partito, come se
noi fossimo alla ricerca di poltrone, mentre noi siamo gli
unici che le abbiamo cedute”
ha sostenuto Simone Massari.
I consiglieri, grazie alla nuova collocazione, un
raggruppamento che parte dalla base, sperano di poter
esprimere finalmente un pensiero libero ed autonomo. “Che
fine ha fatto il nuovo Piano regolatore, il teatro, il
Giopark, le farmacie? – ha sostenuto Piero Tirocchi –
Tutte domande senza una vera risposta. E non esiste nemmeno
il rispetto. Il Pd non ce l’ha dato e noi ce ne andiamo”.
Poi hanno denunciato la politica delle varianti urbanistiche
che prendono in considerazione le grandi speculazioni (vedi
superficie Bolici) e non pongono invece attenzione alle
esigenze di chi ha pochi metri cubi di terreno su cui
vorrebbe costruire la casa per il proprio figlio.
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Non sarà una vera e propria “bomba politica”, ma il passaggio dei due
consiglieri all’opposizione e, a quanto pare, il momento di
“riflessione” dell’Api, rischia di mettere in seria difficoltà la
maggioranza. Peraltro il prossimo consiglio comunale dovrà affrontare il
bilancio comunale con soli 16 consiglieri “ufficiali”, più con
l’incognita Della Millia, pronti a votarlo. Siamo al minimo consentito.
E anche su questo argomento Massari ha voluto mettere i puntini sulla
i: “Intanto sarebbe l’ora che tutti i consiglieri iniziassero ad
esprimersi e dire ciò che pensano e non si limitino solo ad alzare la
mano, poi bisognerebbe capire, una volta per tutte, il ruolo del
consigliere Della Millia, eletto nelle fila del Pdl, che partecipa alle
riunioni di maggioranza, vota con la maggioranza ma non si dichiara mai
in maggioranza: è necessario uscire da queste ambiguità. Infine,
rispetto al bilancio, si sostiene sempre che non ci sono soldi a
disposizione per le opere pubbliche, per le strade, per le buche, ma
questo non è più vero, visto che ormai il bilancio comunale può disporre
di più di 50 milioni di euro”.
Da sottolineare che all’incontro erano presenti i consiglieri ed i
vertici del Fli e dell’Udc. Prove di alleanze future, aspettando l’Api?