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E
non gioca certamente di
fioretto Marzoli e tratta una serie di argomenti “scottanti” con
caparbietà ed apparente sicurezza, sintomi di una attenta preparazione. La
borsa è piena di carte e subito chiarisce le motivazioni che lo hanno spinto
ad esporsi personalmente dopo tanto tempo. E’ in rappresentanza di un
“Circolo del Buongoverno”, l’associazione culturale che
aderisce alla PDL che si pone l’obiettivo di sviluppare una relazione
virtuosa tra cultura e politica e, sostiene sempre l’ex sindaco, in
rappresentanza di tutti i cittadini onesti di Nettuno che credono ancora
nelle Istituzioni, che non vogliono essere più presi in giro e sono stufi
delle parole e vogliono vedere i fatti. Che sono stufi degli errori fatti in
male fede cioè nella consapevolezza di sbagliare e anche le falsità di chi
sta governando la città. Tutto supportato da documenti pubblici, in gran
parte scaricati dai vari siti di Internet.
Ed ha iniziato a snocciolare le sue denunce. La cosa più
eclatante, sempre secondo Vittorio Marzoli, riguarda la delibera di
Consiglio comunale numero 28, dell’8 maggio 2009, con la quale si è votato
la bozza di convenzione per la gestione della riscossione spontanea dell’Ici
2009 e l’affidamento diretto ad un soggetto pubblico al quale si è affidata
anche la riscossione tramite ruolo dell’ormai obsoleta Tarsu. L’appalto per
la riscossione spontanea sarebbe regolato dal legislatore a norma della
legge 446/97 e successive modifiche, ultima quella della Finanziaria 2008,
confermata dalla Finanziaria 2009 che non consentirebbe affidamenti diretti,
ma andrebbero assegnati anche a soggetti pubblici attraverso gara ad
evidenza pubblica e senza giocare ne sull’ammontare dell’appalto ne sul
procedimento d’urgenza, che non esiste in caso di riscossione spontanea.
Anche la normativa comunitaria europea richiamerebbe il comune all’obbligo
di una gara aperta a tutti i soggetti abilitati pubblici e/o privati e non
trattati come altri appalti di servizi. “Nel fare diversamente –
insiste l’ex sindaco - potrebbero esserci gli estremi, oltre che del
danno patrimoniale, anche dell’abuso di potere e del falso ideologico, per
aver diffidato i cittadini a fare una cosa non prevista dalla legge italiana
e dalla comunità europea. Queste cose le dicono anche i consulenti
del Comune nel “parere pro veritate del 14/4/2009 a proposito della
possibilità di rescindere il contratto con
la Nettuno Servizi”
.
Marzoli si dimostra poi assai preoccupato per la deriva che sta avendo
l’amministrazione comunale, con gli ignari consiglieri di maggioranza e di
opposizione e continua: “Cosa dire poi della costituzione degli uffici
di staff, il giorno dopo le amministrative 2008, quando, con un bilancio
dichiarato strutturalmente deficitario, si sono assunte professionalità
presenti all’interno del comune e consulenze affidate a professionalità
anch’esse già presenti nella struttura interna del personale. Voglio poi
citare la vendita degli alloggi popolari, già prevista e quantizzata dalla
Commissione prefettizia, anche se appostata male, che, una volta definita
provocherà però una valanga di ricorsi per una serie di errori nelle perizie
e nei percorsi seguiti per le intestazioni (superfici, aventi diritto ecc)
così, invece di risanare il bilancio si provocheranno nuovi e forse
definitive scompensi. Io ho dato la mia disponibilità per confronti e
collaborazioni, per capire come si fa a mandare in prescrizione, senza
ricercare i responsabili, residui esigibili. Io non ricerco una visibilità
politica elettorale, anzi ho aspettato la scadenza del pagamento dell’Ici
del 16 giugno per fare queste dichiarazioni, nel rispetto dei cittadini, non
di questa amministrazione perché non lo merita. I suggerimenti che da oggi
inizio oggi a dare sono esclusivamente nell’interesse della città di Nettuno
per una corretta e trasparente amministrazione. Per non incappare nel
dissesto finanziario, che arriverà a novembre. Insieme potremo discutere, se
volete, come si poteva revocare il contratto con
la Nettuno Servizi senza danni,
e chi e cosa ha fatto perdere l’arbitrato al comune , e cosa era sufficiente
fare per poter vincere l’arbitrato. L’Ici si poteva riscuotere direttamente,
come incassi spontanei invitando i cittadini a versare il dovuto con F24 o
Conto intestato al Comune. Senza prendere in giro i cittadini dicendo che il
comune non ha la struttura, quando al comune di Nettuno ci sono 11
ragionieri che fanno altro e comunque dal 30 aprile 2008 ad oggi si potevano
assumere o formare risorse umane con professionalità adeguate”.
Poi Marzoli diventa ancora più cattivo perché ferito da quella che
lui ritiene l’ipocrisia e la falsità gratuite ostentate dal comune quando
scrive comunicati e manifesti. “Basta leggere bene le date che stanno nei
manifesti – insiste Marzoli - per capire la falsità. Poi dicono che
se lo aspettavano. Se lo aspettavano, quindi conoscevano e sapevano come
stavano andando le cose, anche perché gli avvocati di parte sono stati
nominati il 6 di aprile e pensate che non hanno riferito al comune? Ma non
hanno riequilibrato il lodo arbitrale, con l’apertura di un altro lodo e
chiedendo immediatamente la rescissione del contratto. E allora è lecito
chiedersi perché l’assessore alle finanze, un giorno prima della famosa
delibera, invia una lettera per un incontro per mediare e poi la nasconde;
perché non sono stati nominati in un anno i nuovi membri del Consiglio di
amministrazione della società mista e convocata un’assemblea per prendere
decisioni diverse da quelle che la Nettuno Servizi ha poi preso; ed infine
perché dopo aver deliberato la revoca dell’affidamento del servizio non si
sono tratte le dovute conseguenze e convocata l’assemblea dei soci per
l’ovvio scioglimento della società affidando il tutto ad un Commissario
liquidatore di propria fiducia? Onestamente la cosa mi puzza. E allora mi
viene da domandare: cosa significa oggi la sostituzione dei membri di parte
pubblica nella Nettuno Servizi; cosa hanno significano le ripetute visite
ufficiose in Comune di importanti dipendenti e consulenti della Tributi
Italia, ex San Giorgio, ex Publiconsult, oggi, con un ennesimo arbitrato in
corso; a che pro se si è già deciso di revocare il contratto ed usare altri
sistemi di riscossione? E perché il comune, dal 2006 in avanti, non ha usato
i dieci giorni previsti per mettere in mora la Nettuno Servizi, e guarda
caso, lo ha fatto sempre fuori tempo massimo” ?
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Marzoli poi continua
ricordando che la Nettuno Servizi era stata creata per raggiungere
alcuni obiettivi fondamentali per le casse comunali e fino al 2005
lo avrebbe fatto. Dal 2006 purtroppo non avrebbe più esercitato quel
ruolo ne negli accertamenti ne nella riscossione della evasione ed
oggi risulterebbe inutile. Ma per eliminarla davvero senza far
pagare i danni ai cittadini di Nettuno ci sarebbero volute e ci
vorrebbero altre decisioni.
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Poi conclude con lo sfogo di un uomo politico che per tanto tempo, specie
dagli esponenti politici e simpatizzanti dei partiti avversi, è stato
trattato come il colpevole principale del dissesto della città e dichiara
che i suoi bilanci, pur con alcune criticità, in sette anni, non sarebbero
stati mai messi in discussione. Invece riguardo ai bilanci comunali del 2008 e 2009 la Corte dei
Conti avrebbe dichiarato che sono stati sbagliati gli accorpamenti, e che
quindi sarebbero bilanci falsi. E secondo l’ex primo cittadino questo
porterà al dissesto finanziario del comune, non “quelli che se so’ magnati
tutto”, come si dice in piazza e continua: “Chi è stato indicato come
l’untore è stanco di quello che alcuni esponenti di questa amministrazione
stanno dicendo. Da oggi, con i pezzi di carta ufficiali, non con le
chiacchiere che fino ad oggi sono state fatte in piazza o con le illazioni
messe in giro per impedire la vittoria elettorale del centro destra, sono
pronto a confrontarmi con tutti. Anche perché i nostri erano bilanci seri”.
Viene fatta una domanda sul ruolo dell’opposizione e la risposta è
altrettanto stupefacente: “Il gruppo consiliare a Nettuno è un gruppo di
neofiti, sia in maggioranza che in opposizione, meglio c’è un gruppo di
persone che, in buonafede, sostengono delle linee che conoscono poco e un
gruppo di persone che, in malafede, invece di sostenere tesi diverse,
collaborano con la maggioranza. Il dato di fatto essenziale è nei comuni
serve la continuità e invece si sono bruciate tutte le professionalità
esistenti. Noi gli abbiamo lasciato una busta carica di soldi, infatti le
opere pubbliche che si stanno programmando sono finanziate con i residui dei
mutui che dal 72 all’88 e dall’88 al 2005 sono stati utilizzati e messi in
piedi per fare altro, significa che qualche soldo nelle casse lo abbiamo
lasciato, significa che se si va a recuperare un finanziamento di
2.500.000,00 euro per fare un teatro, significa che qualcosa lo abbiamo
fatto, se si stanno appaltando lavori per 2.550.000,00 euro destinati per
Torre Astura per il recupero e nuove opere significa che questi
finanziamenti qualcuno l’ha portati ha casa, non se li è mangiati. Tutto
nell’interesse della città”.
Giancarlo Testi
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