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Il sindaco Luciano Bruschini illustra lo stato dell’arte ad Anzio e
si ricandida.
ANDARE AVANTI E NON FERMARSI MAI |
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di
Giancarlo Testi
E’ accogliente e curato lo studio del sindaco del primo cittadino neroniano.
Targhe e riconoscimenti, carte e fiori freschi, perché Luciano Bruschini è
amante dell’ordine e del bello. Sono contento di aver accettato l’invito
della collega ed amica Roberta Bellini per questa intervista quasi
improvvisata, ma gli argomenti, qui ad Anzio come a Nettuno, non mancano e
tante le questioni da chiarire o da capire. Il tempo di un caffè e si parte.
I rapporti con il Fli, ricordano la cacciata di Fini, ovvero la
riproposizione del “Che fai mi cacci?”:
“Io non ho cacciato nessuno, sono loro che volontariamente hanno
abbandonato la sala consiliare e questa cosa ho avuto modo di chiarirla più
volte. Io ho semplicemente detto in consiglio comunale, dopo che gli
esponenti del Fli hanno fatto notare al presidente del consiglio che non
avevamo il numero legale per procedere, che ciò era avvenuto solo perché
loro erano usciti. Quindi ho solo preso atto di ciò che era successo con una
dichiarazione che è agli atti, ovvero che il Fli si era posto
all’opposizione per sua propria scelta e non certamente per colpa mia e che
avremmo proceduto con coloro che erano restati, ovvero con 17 voti. Si può
andare avanti e governare bene infatti già nel mandato dall'85 al ’90, per
ben cinque anni consecutivi abbiamo governato con 17 voti e tutto ha
funzionato perfettamente”.
I rapporti con Candido De Angelis. Gli anni di collaborazione che hanno
consentito una continuità amministrativa. Oggi è ricambiata o si può parlare
di tradimento?:
“Ancora oggi io non ho capito quale sia la posizione del Fli, posso
immaginarla, ma ufficialmente non ne sono ancora a conoscenza e spero che, a
breve, si chiarisca. Che ci dicano come si intendono collocare all'interno
del consiglio, se in maggioranza o all’opposizione. Per quanto riguarda il
passato io ho sempre contribuito, con grande impegno, a mantenere
l’equilibrio e la stabilità nei 10 anni precedenti. Non sono stato
ricambiato e non è certamente colpa mia e non conosco le ragioni che ci
dividono dal punto di vista politico e, se le sapessi, probabilmente avrei
fatto qualcosa per evitarle”.
Le esternazioni di Candido De Angelis e di Ruggero Garzia che sostengono
l’immobilità della città:
“Queste sono valutazioni che si fanno in campagna elettorale. E’ facile
parlare e magari sostenere che non si sia fatto nulla. Una valutazione del
tutto sbagliata che non corrisponde a verità perché l’opera più importante,
quella che era l’obiettivo primario di quest'amministrazione, di tutta
l’amministrazione, era il nuovo porto che sta procedendo, poi la raccolta
differenziata porta a porta e tante altre questioni che avevamo nel
programma da me sottoscritto e che tutti coloro che aderivano alle mie liste
sostenevano. Adesso le cose sono certamente cambiate, non ci sono le stesse
risorse che erano previste, anzi ci sono dei tagli per comuni ed enti
locali. Nonostante ciò il comune non ha debiti, anzi stiamo pagando circa
320.000 euro al mese di mutui che riguardano il passato, mentre la nuova
amministrazione non ne ha fatti di nuovi, se si escludono i 600.000 euro per
pagare la ristrutturazione di Villa Sarsina che rischiava di diventare
definitivamente una cattedrale nel deserto. Poi è arrivato il patto di
stabilità che ha creato delle condizioni che impediscono di poter far altro.
Senza risorse è difficile fare la grande rivoluzione liberale, ciò
nonostante bisogna amare la propria città che oggi è certamente più pulita.
Rispetto al nuovo porto abbiamo avuto la concessione e questa mattina la
ritiriamo materialmente. Tutto ciò che ci eravamo ripromessi l’abbiamo fatto
e quindi non è vero quando si dice che non si è fatto niente, è un luogo
comune all'italiana. Si è fatto ciò che era stato sottoscritto e concordato
anche da coloro che oggi ci criticano”.
Luciano Bruschini despota e le critiche per il ritiro della delega al
vicesindaco Ruggiero Garcia:
“Despota io? Veramente, dietro la mia porta, c’è la fila dei
consiglieri comunali che mi rimproverano di essere troppo moderato, altro
che despota. E’ evidente che sono arrivato a quella conclusione non
certamente a cuor leggero, perché comunque è un atto forte, ma alla luce di
continue ed attente riflessioni ho deciso che non c'erano più le condizioni
per andare avanti. Ci dovrebbe essere sempre un rapporto stretto, fiduciario
tra il sindaco e il vicesindaco, ma ciò non è avvenuto su tanti argomenti,
anche sul piano regolatore e sul regolamento edilizio. Del piano regolatore
Ruggero Garcia non ne sa nulla, il piano regolatore bisogna saperlo leggere.
Inoltre è un piano regolatore che è stato portato in consiglio comunale nel
2003 ed è stato approvato nel 2005. In otto anni e mezzo non ho letto
nessuno critica, eppure c’era tanto tempo per esprimerla. Quando poi si
parla di regolamento edilizio, Garcia non sa nemmeno di cosa si parla, non
lo conosce, anche perché le norme cambiano in continuazione. Ma poi, questo
regolamento edilizio non è certamente la panacea di tutti i mali e non
risolverà certamente tutti i problemi del mondo”.
La giunta, il rimpasto e l’eventuale nuovo vice sindaco:
“Rispetto al futuro vicesindaco, chiaramente ci penseremo, ci sto
pensando, e vedremo come procedere. Forse c'è una grande attesa e un grande
interrogativo su questa nomina, ma non è che il vicesindaco cambierà il
mondo e, alla fine, è una curiosità un po' strana. Sceglierò tenendo conto
del merito, anche se tutti gli assessori sono meritevoli, tutti bravi e non
ce n'è uno più bravo, ma anche magari in base all'anzianità, alla capacità
ed altri fattori che possono influire anche sugli equilibri politici.
Rispetto alla giunta poi, non sono intenzionato a toccare nulla”.
La delega a Sebastiano Attoni, uno dei più accesi avversari durante l’ultima
campagna elettorale:
“Una delega concessa per garantire sia la possibilità di avere un numero
sufficiente per governare la città, sia come atto politico. Attoni è stato
un avversario durante la campagna elettorale, ma, subito dopo, lui ha
approvato tutti bilanci che sono arrivati in consiglio comunale e si è
sempre schierato ed ha sempre dichiarato di essere vicino al sindaco e che
avrebbe fatto tutto quello che il sindaco gli avrebbe chiesto. Io rispetto
le opinioni di Attoni, poi c’è anche una nuova condizione politica che non
va dimenticata, ovvero la ricomposizione, a livello regionale e nazionale,
dell'unità del centro destra con la destra di Storace. E’ quindi un fatto
naturale che la destra fosse rappresentata all'interno della giunta. Poi
aggiungiamo due voti che ci consentiranno di governare al meglio”.
L’Imu e i nuovi obiettivi della giunta:
“Qualcuno pensa che il ritorno dell’Ici e quindi la nascita dell’Imu
porti più soldi ai comuni, ma non è propriamente così. Bisogna leggere bene
le carte. La maggior parte andrà allo Stato e per i comuni e gli enti locali
sono invece previsti nuovi tagli. Rispetto agli obiettivi della giunta, la
legislatura è ancora lunga e il primo obiettivo resta quello di iniziare i
lavori del porto, poi ci sono cose di contorno ma altrettanto necessarie ed
importanti: il completamento sull'intero territorio della raccolta porta a
porta, la riqualificazione di alcune aree degradate con piccoli interventi
alle strade, alle fognature e dove serve; bisognerà anche fare una
riflessione approfondita rispetto alle condizioni socio economiche di alcune
realtà che abbiamo sul territorio e che hanno dei bisogni che spesso vanno
al di là delle nostre conoscenze. Tanti problemi seri che bisognerà
verificare e che hanno un costo per l'amministrazione comunale, non bisogna
infatti mai scordarsi che ad Anzio nel ‘90 eravamo 33.000 abitanti ed oggi
stiamo superando i 60.000. Siamo cresciuti velocemente e in soli vent'anni
siamo diventati un'altra città e questo ha comportato non pochi problemi. I
bisogni sono enormi. Anzio è un comune virtuoso, perché i comuni virtuosi
non sono solo al Nord, non abbiamo nessun debito fuori bilancio, ma, levate
le spese obbligatorie, non restano molti soldi da spendere. Gestiamo tutto
al netto delle nostre possibilità, a cominciare dalla scuola visto che ad
Anzio abbiamo 9000 ragazzi che studiano e poi tutta una rete di servizi
efficienti. La città è in buone condizioni e questo è sotto gli occhi di
tutti, al di là di quello che pensa qualcuno, e io ricevo spesso i
complimenti per questo. La città è bella e pulita e i cittadini possono
verificare, oltre le normali lamentele, visto che anche in paradiso ci sarà
pure chi si lamenta. Sono quindi soddisfatto di quello che abbiamo fatto, di
quello che facciamo e non scordiamoci che siamo riusciti a mantenere la
bandiera blu, che non ci ha regalato nessuno. Pulizia e accoglienza, anche
con i fiori, perché c’è più timore a gettare lattine e cartacce su fioriere
o per strada se si vede che c’è cura. La bellezza e l’ordine creano un
maggiore rispetto per il territorio”.
Chi glielo fa fare?:
“Certo i problemi sono tanti ma li ho sempre affrontati e superati con
successo e non ho mai pensato “chi me l'ha fatto fare”. Anzi io ho maturato
l'intenzione di rimanere qui. Intendiamoci non sono così attaccato al ruolo
e non ero particolarmente propenso neppure a ricandidarmi, visto anche gli
anni che passano, però è anche vero che esistono delle condizioni politiche
che sostanzialmente mi obbligano a ripresentarmi alle prossime elezioni, a
dispetto di molti, ma nel rispetto di tutti coloro che mi sono stati vicini.
Chi non mi ama mi dovrà sopportare”.
Le contraddizioni del Terzo Polo a livello nazionale e i relativi riflessi,
la specificità locale:
“Entrambe le cose. A livello nazionale è nata una forza politica che si
è ricollocata nell'ambito del cosiddetto Terzo Polo, che magari si aggrega
in alcuni momenti, specie livello nazionale, ma che è difficile vedere coesa
a livello locale, perché non si può tenere insieme ciò che insieme non può
stare. A tenere uniti sono gli stessi progetti, le stesse volontà, gli
stessi programmi e qualche volta anche gli stessi protagonisti, insomma
servono anche i rapporti di cordialità e di stima, perché la politica, al di
là delle parole, cammina sulle gambe delle persone. Nel Terzo Polo c'è una
sorta di differenza di vedute perché sono diverse realtà, e poi il Terzo
Polo non c'era quando ci sono state le elezioni e i suoi attuali esponenti
sono stati eletti con i voti del Pdl”.
La richiesta di una Commissione d’accesso:
“Sono state fatte delle accuse gravi magari prendendo per oro colato
qualche cosa scritta da qualche esaltato ed io ne sono scandalizzato. Si
vuole dipingere una realtà inesistente ed Anzio non merita questo, non può
essere una città considerata in quel modo solo perché sta vicino ad altre
cittadine considerate compromesse. Altrimenti si dovrebbe commissariare
Napoli, Palermo e tante altre città. Penso che quello che è avvenuto sia
stata una leggerezza da parte di chi ha creduto di fare una battaglia di
natura politica. Sono stato dal signor Prefetto che mi ha assicurato che non
c'era nessun problema per Anzio e quindi non ci sono problemi di sorta al di
là di questa campagna denigratoria che certo non è favorevole alla città e
che ci ha creato sicuramente un danno d’immagine”.
Acqualatina Spa e il comitato Acquapubblica. Il ruolo
dei sindaci, del gestore, le tariffe e il 7%:
“All’ultima conferenza dei sindaci io non c'ero, non ci sono potuto andare e
ciò nonostante si siano scritte cose diverse. Noto una sorta di volontà
d’informare in maniera parziale. Non si spiega ai cittadini che l’acqua è
pubblica, visto che la proprietà è di diritto pubblico con il 51%, mentre i
privati, con il 49%, hanno solo la gestione. E questo è previsto dalla
legge regionale, inoltre ci sono anche 39 sindaci che hanno un peso diverso
in funzione della quantità delle quote che gli sono state assegnate. E’
chiaro che individualmente ogni comune e ogni sindaco può decidere poco e
noi, assieme a Nettuno, soffriamo sicuramente una difficoltà perché siamo
comuni della provincia di Roma e non di Latina, mentre l’Ato4 comprende
tutti gli altri comuni che, appartenendo alla stessa provincia, hanno
rapporti più diretti con l'ente gestore e con la stessa provincia di Latina:
si incontrano, si confrontano, parlano e creano un progetto comune avendo
anche lo stesso interesse politico. Per esempio, la provincia di Latina ha
fatto una delibera, valida per i suoi 37 comuni, che finanzia gli anziani
con reddito minimo per una quantità d’acqua pari a circa 130 metri cubi. Ad
Anzio e Nettuno deve assolvere il comune, visto che la provincia non ci
sente. Quindi, al di là delle chiacchiere che si fanno in piazza e della
demagogia, la realtà è diversa e ben altra rispetto a quella che si scrive
nei volantini. Poi è vero che l'acqua è aumentata ma noi eravamo abituati
male, ad un consorzio che ha lasciato miliardi di debiti che, prima o poi,
andranno peraltro ripianati. Certo se fossimo rimasti fuori dall’Ato4
saremmo stati forse meglio, visto che abbiamo acquedotti e depuratori che
funzionano bene, ma oggi si parla di un ambito più ampio e di un soggetto
unico che prevede, innanzi tutto, investimenti nei comuni che stanno peggio,
che non avevano i depuratori o le fogne. Ormai siamo nell'ambito di un
sistema più ampio e dobbiamo farci carico di questo ma non è vero che non mi
interessa o non mi occupi di questo problema, me ne sto occupando
moltissimo: sto andando a verificare i progetti a controllare che tutto
funzioni al meglio, anche i depuratori perché quando si parla si deve sapere
bene di cosa si parla. Gli utenti non riescono a capire come stanno
veramente le cose e bisogna fargli capire che l'acqua costa e va pagata e
così la depurazione, perché per far funzionare gli acquedotti c'è bisogno di
personale e di energia elettrica, poi c’è la manutenzione e quant'altro e le
tariffe vengono applicate in virtù di normative esistenti sia di carattere
nazionali che regionale. Quando si parla di tariffe bisogna tener presente
che Acqualatina Spa non gestisce solo il flusso dell’acqua, ma anche la
gestione di tutte le fogne nere, la costruzione di nuove e la manutenzione
delle vecchie. Il referendum aveva una valenza politica ma poi c’è stata
confusione. Per esempio prendiamo la questione del 7% di cui si parla tanto,
Acqualatina non ha mai prelevato da nessuno questo 7% e la società francese
che gestiva non ha mai messo nel bilancio le risorse provenienti da questo
7%, bilancio peraltro che è sempre stato passivo vista anche la grande
morosità, specie di Aprilia ma anche Anzio. Certo bisogna anche dire che
Anzio è uno dei comuni che incassa molto di più degli investimenti che non
sono mai stati all'altezza. Qualcuno mi chiede un confronto pubblico con il
comitato Acquapubblica? Io non sono interessato e non lo riconoscono, non
so chi sono. Prima di andare a fare i manifesti e dare l'impressione che
l'acqua non si debba pagare, potrebbero spiegare ai cittadini che la
proprietà è del 100% dei comuni che quindi, di fatto, è pubblica. Io noto
che spesso, quando la gente mi parla di acqua pubblica, quasi pensa che
questa dovrebbe essere gratis. L’acqua non può essere gratuita, anzi va
risparmiata, perché è un bene comune troppo importante”.
Fine anno con difficoltà, ma necessità di positività:
“Dico sempre: speriamo che il prossimo anno sia almeno come quello che è
passato perché almeno ci saremo”. Mi auguro altresì che le cose, piano
piano, migliorino. In un momento di difficoltà ognuno deve fare il suo
piccolo sacrificio, secondo le sue capacità e le proprie risorse per far
funzionare meglio lo Stato, ma piuttosto che piangersi addosso bisogna
tirarsi su le maniche e lavorare. Pensare che qualche tempo fa qualcuno
parlava di 35 ore di lavoro. Bisogna tornare a produrre e rilanciare
l'economia perché, se non si produce ricchezza, non ci sarà nessuna
opportunità di occupazione per i nostri ragazzi. Oggi è difficile creare
nuovi posti di lavoro. Nascono attività estemporanee soggette a non durare
che rischiano solo di bruciare le già poche risorse dei genitori. Se non c'è
consumo, non c'è domanda, c’è difficoltà. Ci vuole tanta buona volontà da
parte di tutti. Purtroppo, probabilmente, per tanti anni abbiamo vissuto al
di sopra delle nostre possibilità e non abbiamo considerato che il mondo
cambia, oggi bisognerà inventarci nuove attività pensando al futuro, ma in
maniera positiva. C’è un famoso detto: chiusa una porta si apre un portone,
speriamo di ricavare qualcosa di positivo da questa condizione, ripensare
alla nostra storia, ad una nuova possibilità che veda una nuova società più
giusta, che dia più opportunità, specie ai giovani. Io sono ottimista, ogni
mattina il sole rinasce e un nuovo giorno si affaccia carico di speranze ma
anche di prospettive positive, bisogna andare avanti e non fermarsi”
Giancarlo
Testi
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