“Nelle fasi di cambiamento chi non cambia deve essere cambiato”
I CONSIGLIERI MARIANO LELI E RODOLFO TURANO PASSANO CON “CITTA’ NUOVE”
di
Giancarlo Testi
“Nelle fasi di cambiamento chi non cambia deve essere cambiato”.
Questa potrebbe essere la sintesi del convegno promosso dalla fondazione
“Città nuove” che presso l’hotel Astura Palace di Nettuno ha accolto fra le
sue fila i due consiglieri ex Destra ed ex Alleanza Federale, Mariano Leli e
Rodolfo Turano. I due consiglieri, che possono essere annoverati fra coloro
che hanno svolto una dura opposizione all'amministrazione Chiavetta, oggi,
magari pensando anche alle prossime elezioni, cercano e trovano una
collocazione che non li confinino al solo territorio di riferimento ma che
gli consenta una sponda politica per svolgere al meglio e con riferimenti
regionali certi un ruolo progettuale e propositivo per la città.
Ad accogliere i due consiglieri nel nuovo schieramento la coordinatrice del
litorale
Maricetta Tirritto
e l'onorevole
Maurizio Perazzolo.
E’ noto il pensiero di “Città nuove”, ovvero che tornare ai “vecchi”
partiti, magari in tema di restaurazione, più che di riforma elettorale, non
sembra realizzabile e neppure auspicabile, come riproporre gli stanchi riti
della concertazione praticati negli anni novanta. La Tirritto, sostiene che
ci si deve muovere nella direzione di trarre il meglio dell’esperienza di
questi anni, per valorizzare le personalità più giovani e
dinamiche che possono incarnare meglio di altre lo spirito del rinnovamento
che agita il paese. Poi
recuperare in qualche modo il tema
del presidenzialismo
puntando a completare il percorso
federalista e mantenendo il più possibile vivo il
bipolarismo, lavorando a forme di aggregazione delle realtà
associative, culturali e sociali, per far nascere, accanto ai “vecchi”,
nuovi protagonisti e nuovi protagonismi
nella vita economica e politica del Paese. “Città Nuove” nasce
anche per questo: per avvicinare alla
politica tutte quelle persone che si muovono nell’ambito del
volontariato sociale, della politica locale, dell’associazionismo
spontaneo al servizio dei più deboli, del vasto mondo dei
piccoli imprenditori e delle
cooperative di produzione, delle
donne e degli
uomini che hanno a cuore il proprio
territorio. Il banco di prova è l’esperienza di governo che viene
portata avanti nella Regione Lazio che consente anche di poter sperimentare
ed elaborare soluzioni che vanno capitalizzate in termini politici. “Città
Nuove”insomma come uno
strumentoaperto e
utilizzabile non solo da quanti seguono da sempre il lavoro e
l’impegno di
Renata Polverini,
ma anche da quanti vogliono mettere assieme le proprie energie e
intelligenze per partecipare alla “fondazione” di una fase nuova della
politica italiana.
Il compito loro assegnato è quello di riavvicinare i cittadini alla
politica. Città Nuove si pone come punto di riferimento di quanti vogliano
riappropriarsi della politica intesa come momento di incontro, di
partecipazione, di confronto, di aggregazione e di sintesi, per predisporre
programmi e fare in modo che l’azione amministrativa diventi espressione
della volontà del cittadino.
Anche in questa occasione la coordinatrice ha ribadito questi concetti che
ha ribadito che l’azione politica ed amministrativa di “Città nuove” è una
nuova idea per una nuova fondazione e dovrà essere basata su programmi
ragionati e condivisi dove il bene e l’interesse comune devono essere posti
al centro di ogni scelta e portati avanti con valori etici e morali per una
sana e trasparente gestione della cosa pubblica. Poi ha presentato uno dei
due responsabili di Nettuno, Antonella Turco che ha ricordato il momento
difficile e la necessità di ricominciare dalla gente comune.
A questo punto ha preso la parola il consigliere
Mariano Leli
rallegrandosi della grande risposta da parte dei cittadini e quindi
dell’attenzione rispetto al lavoro che, assieme a Turano, hanno svolto,
sempre nell’interesse della città. “Siamo qui perché convintamente
abbiamo deciso di aderire a “Città nuove” – ha dichiarato Leli – non
nell'ambito di qualche partito tradizionale, perché noi non siamo per una
politica personalizzata, la politica di coloro che cambiano di casacca, ma
siamo per una politica attenta alle esigenze dei cittadini a cui si deve
sempre rendere conto. “Città nuove” è un movimento collocato nell'ambito del
centro destra che però consente una certa autonomia per un percorso comunque
e sempre alternativo all'attuale amministrazione comunale. Dobbiamo far
nascere una classe dirigente affidabile, credibile e votabile. I problemi di
Nettuno sono problemi seri e c'è stato un momento in cui si è vista una
classe dirigente impreparata e non in grado di affrontarli. Nettuno poi
risente, in maniera particolare, del problema occupazionale, specie per i
giovani per i quali non c’è risposta. Ma quale futuro economico c’è per
Nettuno? Quello turistico/ricettivo, direbbe qualcuno, ma queste parole
vanno riempite di contenuti e bisogna creare un'economia con una sponda
forte in regione convinti di avere interlocutori veri, reali. Così ci
predisponiamo in maniera positiva anche rispetto alle prossime elezioni. Poi
c’è un altro tema importante e delicato, quello della sanità perché il
territorio di Anzio/Nettuno è un territorio di confine, spesso sottovalutato
o dimenticato. Ma, a fronte di questi problemi l’amministrazione di Nettuno
continua a percorrere la strada degli accordi di programma - ha concluso
il consigliere - che sono solo delle cambiali da pagare, dei debiti
elettorali da onorare. La fondazione “Città nuove” vuole essere un punto di
partenza per un nuovo cartello elettorale che metta al primo posto idee e
programmi per un interesse comune e non personalistico”.
Rodolfo Turano
si è soffermato molto sul concetto di opinione pubblica. “L’opinione
pubblica non è più disponibile a dare assegni in bianco. La gente attende
risposte certe ai suoi problemi, specie quelli di prima necessità, quelli
prioritari. Non si può essere i rappresentanti di risposte che non ci sono
– ha dichiarato il consigliere Turano - perché saremmo rappresentanti
del nulla”.Poi ha spiegato come due personaggi diversi, come lui e lo
stesso Leli, di fatto abbiano trovato una sintonia ormai radicata nel tempo:
“non abbiamo mai fatto politica in maniera egoistica e il dio denaro non
ci ha mai attratto. Insieme vogliamo formare coalizioni ne coatte ne etereo
dirette, perché non vogliamo imposizioni dall'alto ma vogliamo essere parte
agente, all'interno della società civile, vogliamo ascoltare la gente. La
nostra è quindi un'adesione convinta per rendere giustizia al nostro
territorio. “Pacta sunt servanda”, - ha concluso Turano - i patti
però devono essere rispettati con la forza del rispetto e dell'autonomia. Il
sociale e la compartecipazione sono per la società e la nostra vita radici
che non gelano mai”.
Ha concluso l'incontro l'onorevole
Maurizio Perazzolo:
“tutti vogliamo, più o meno le stesse cose, ma spesso la politica poi si
dimentica delle promesse. Renata Polverini sta presentando il suo nuovo
progetto nazionale declinando lo slogan che è stato anche il cavallo di
battaglia della campagna elettorale. “Con te”. Nel Lazio abbiamo tante
eccellenze ma non abbiamo un sistema. Per esempio, rispetto alla sanità,
l'80% del bilancio regionale va in spese sanitarie e tutto per avere un
sistema dove si paga il doppio per i servizi dando un'assistenza sanitaria
da terzo mondo. La Polverini ha creato la centrale unica acquisti che nei
primi quattro mesi ha fatto risparmiare cinquecento milioni di euro e altri
400 milioni in quest’anno. Questa è la direzione da percorrere e dobbiamo
proseguire il programma per non disperdere quello che dobbiamo fare. Sogno e
sogniamo di cambiare questa regione che è la nostra società. “Città nuove”
però non è il treno per riciclarsi, noi vogliamo solo persone che
condividono il progetto perchè sono gli amministratori che fanno la
differenza. Ringrazio Leli e Turano e gli ricordo che hanno sempre la porta
aperta in regione e devono sapere che c'è un presidente che ha grinta, ha
coraggio e non ha paura di prendere delle decisioni. Quando un
amministratore ha paura significa che non è limpido e questo non è il caso
di “Città nuove”.