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Vecchie foto che raccontano un’Anzio scomparsa, che solo gli amanti e i
ricercatori ricordano, nuove foto che evidenziano le caratteristiche e le
bellezze della città neroniana e che raccontano la vita nell’antico borgo
marinaro anziate, attraverso immagini suggestive e scene di vita reale di
tanti protagonisti, primi fra tutti i pescatori. E poi bellissime foto
tridimensionali che esaltano i paesaggi locali.
“Con questa iniziativa intendiamo sottolineare lo stretto rapporto che da
sempre lega Anzio e il suo porto
– ci ha dichiarato il presidente della Pro Loco Porto d’Anzio, Patrizio
Colantuono – e come questo rappresenti il vero valore aggiunto della
nostra città su cui è necessario puntare per il necessario sviluppo
turistico”. Saranno anche premiati i vincitori del concorso fotografico
sul tema indetto con il supporto di Giancarlo Capobianco con la formula “on
line”.
E sabato e domenica 5/6 settembre,alle 18.30 in Piazza Garibaldi, si
svolgerà la consueta “Sagra del pesce del borgo marinaro” con la
distribuzione gratuita delle alici alla scottadito.
“E’ un appuntamento che i cittadini e soprattutto i turisti dimostrano di
apprezzare – dichiara Colantuono – e, per questo, grazie al supporto
di Litorale spa e dell’Assessorato al turismo della Regione Lazio,
insieme al sindaco Bruschini e all’assessore alle Politiche culturali e
turistiche Succi, abbiamo scelto di riproporlo”.
Quella che si sta concludendo ad Anzio è un’estate caratterizzata da un
primo momento critico, con pochi visitatori, poca gente in giro, pochi
affari. Ma questo agosto ha riequilibrato veramente la situazione e,
probabilmente, sta lanciando Anzio, più pulita, accogliente e organizzata
del passato verso un futuro positivo. Forse qualche riflessione andrebbe
fatta. Forse questi amministratori che, anche se a parziale scapito per la
periferia, hanno fatto trovare una città più consona al ruolo turistico che
vuole svolgere, dovrebbero smettere di incaponirsi con progetti faraonici
che la snaturerebbero e continuare nella strada intrapresa per valorizzare
la città favorendo le attività esistenti ed un un turismo di vera qualità.
Pensando a coniugare l’attrazione che comporta una costa che trasuda storia
con la necessaria apertura verso locali e strutture che possano lanciare
Anzio anche sul versante del turismo giovanile e del divertimento: Spagna
docet. Certo quest’estate abbiamo trovato delle novità interessanti che
sarebbe persino lungo enunciare, ma, dal parcheggio della “Piccola”, al
trenino, a Villa Adele ridata alla vita, alle colonnine impiantate da
Agrizeta per i possessori di cani, alle manifestazioni di piazza, hanno dato
l’impressione ad abitanti e visitatori di vivere una città diversa. Noi
normalmente non ci tiriamo indietro dal “dare bacchettate”
all’amministrazione quando reputiamo che se le meriti, ma con la stessa
serenità e crediamo oggettività, vogliamo esaltarne i risultati positivi
quando li riscontriamo. Quest’estate abbiamo vissuto il pathos della
piazzetta a Capri e l’esclusività dei ristoranti di Talamone, e dobbiamo
dire che passeggiando per il centro di Anzio, vedendo la gente seduta ai
tavoli dei bar e dei ristoranti, sui gradini ad ascoltare musica ci è venuto
in mente una visione: ma siamo certi che siamo molto lontani da questi
luoghi consacrati?
Poi c’è Nettuno, ma questa è tutta un’altra storia ……..
Giancarlo Testi
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