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Cominciamo con Mariano Leli. In un recente consiglio lei assieme al collega Turano aveva fatto presente il problema, oggi presentate una proposta di delibera, ma cosa vi prefiggete? Noi chiediamo la rivalutazione di tutto quello che riguarda la presenza della Turbogas legata soprattutto alla questione dell’impatto ambientale. C’è infatti uno studio ancora in atto da parte del professor Merli dell’Università che dovrebbe concludersi alla fine di dicembre. Su questo argomento ci sono state sicuramente delle forzature a livello di Ministero e anche in Regione che poi hanno portato alla recinzione del cantiere dove sorge la centrale.
La cosa che più ci ha stupito sono gli studi di fattibilità dove si legge che sarebbe stata scelta Aprilia perché a bassa reattività sociale, peraltro previsione sbagliata, e ambiente già degradato. Non le sembrano considerazioni addirittura in commentabili? Questa in effetti è la cosa più grave, infatti non si è tenuto conto che attorno a dove deve nascere la centrale insiste un quartiere di oltre diecimila abitanti, un quartiere sorto spontaneamente e che è soggetto per la legge 47 ai piani di recupero. La centrale sarebbe quindi circondata da un quartiere molto affollato, ma l’invadenza della centrale non si limita a questo quartiere, ma avrebbe una ricaduta negativa su tutto il territorio, e non solo su Aprilia. La Turbogas sparerebbe tonnellate al giorno di polvere sottile e il vento sposterà queste polveri e Nettuno, come sappiamo, confina con Aprilia, vero che al casello 45 c’è un quartiere di tutto rispetto con una forte presenza di cittadini. Ma come si immagina l’epilogo di questa vicenda? Noi ce la stiamo mettendo tutta e vedo che il popolo non ha abbandonato questa posizione di contrasto, evidentemente se riusciremo a mantenere una forte pressione e a spiegare alcune cose che stanno nella delibera che ho presentato con l’amico Turano. A Pontinia stanno facendo una valutazione per un’altra centrale Turbogas, ai confini del nostro territorio insiste la centrale nucleare dimessa ma ancora con nucleo attivo di Borgo Sabotino, se aggiungiamo la centrale Turbogas di Aprilia dobbiamo capire che si sta creando un triangolo della morte e Anzio e Nettuno si trovano proprio al centro. Parole forti e decise quelle di Leli che ringraziamo e allora avviciniamo Rodolfo Turano, l’altro protagonista di giornata, che, forte della convinzione che la vocazione del territorio del litorale sud non è quella di produrre energia per conto terzi, ha fatto un intervento provocatorio chiedendo cosa si deve fare quando la protervia del potere economico impone qualcosa al di sopra e contro la volontà dei cittadini. Consigliere, cosa si deve fare e lei pensa che questa sia una battaglia che si può vincere? Sosteneva Ezra Pound “se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o non valgono nulla, o non vale nulla lui. Io sono convinto delle mie idee e per questo abbiamo fatto un appello chiaro al consiglio. Se, nel loro agire i poteri forti decideranno comunque di andare avanti, noi come cittadini, abitanti del territorio saremo in grado di andare ad opporci a questa sozzura. C’è tutta una classe politica che ha vissuto, dagli anni 80 in poi, l’imperativo reaganiano “non pensare, sii felice”, tutto si risolve, l’economia e il libero mercato senza regole risolve tutte le cose, appiana tutto. Non è vero. Oggi il mondo è pieno di contraddizioni ed ingiustizie, noi oggi combattiamo una battaglia giusta per dei diritti sacrosanti, ma io faccio anche volontariato e non mi posso dimenticare che queste politiche e queste ingiustizie fanno si che il 96% della popolazione mondiale viva con il 4% della risorse mondiali e questo non è giusto e su questo, come sul non farsi depredare, distruggere il nostro territorio, ci vorrebbe maggiore impegno. Salutiamo anche il consigliere Turano e a lui, come a tutti coloro che sono impegnati e si vorranno impegnare in questa difficile impresa vogliamo ricordare un’altra frase di Ezra Pound: “quello che conta non è tanto l’idea, ma la capacità di crederci” e noi abbiamo l’impressione che per invertire la situazione attuale c’è la necessità di crederci veramente. (Vedi PPS)
Giancarlo Testi
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12-04-10