Pensare male si fa
peccato, ma a volte ci si indovina. O no?
BILANCIO ED ECOMOSTRO:
INCIUCIO O CASUALITA’
di Giancarlo Testi
E’ vero che
qualcuno, che in politica ha fatto scuola, sosteneva che a pensare male si
fa peccato ma spesso ci si indovina, e che comunque a tutti piacciono gli
scoop e sparlare di questo e di quello, specie se si tratta di avversari
politici, ma spesso ciò che appare non sempre è verità. Anch’io quando ho
assistito alla conferenza stampa del Pdl che spiegava i motivi per cui il
partito si sarebbe astenuto in consiglio comunale sugli equilibri di
bilancio, dando così apparentemente una mano forte alla maggioranza, che
sembrava non troppo compatta, mi sono fatto qualche domanda. E subito, come
tanti che l’hanno pure scritto, ho pensato all’inciucio, allo scambio
politico, a collegamenti con questioni che poco hanno a che fare con la
politica. Tutto sembrava portasse ad una affermazione come questa:
“Io non
vi creo problemi su un tema delicato come la votazione degli equilibri di
bilancio e voi mi date “una mano” a risolvere il problema dell’ecomostro”.
Ma poi ho
riflettuto ed ho cercato di mettere in fila tutti i tasselli.
Certamente
Giuliano Valente nella sua qualità di capo gruppo del Pdl ed amministratore
delegato della Marina di Nettuno è incorso nel passato anche in una ipotesi,
se non di conflitto d’interesse, certamente di incompatibilità fra le due
cariche, ma alla fine tutto si è risolto e lo stesso Valente allora
dichiarò: "I diritti delle persone e dei soggetti che come persona
agiscono come società sono indipendenti uno dall’altro. Io non posso
pensare diversamente di agire secondo una mia impostazione imprenditoriale
e nell’interesse delle società che rappresento”. Ma seguì la raccolta
delle firme e il sequestro del così detto ecomostro. Io all’epoca scrissi
che era necessario fare chiarezza al più presto, altrimenti lo
“scheletro del fabbricato” si sarebbe andato ad aggiungere agli altri
“scheletri” di manufatti, dall’albergo di San Rocco all’”ecomostro
circolare” a Lavinio, che da tantissimo tempo deturpano il paesaggio.
Insomma, secondo me, la situazione andava affrontata e risolta per non
costringere i cittadini ad ammirare per lungo tempo quelle impalcature,
quelle veramente deturpanti, e senza eliporto e camera iperbarica. Ma la
magistratura bloccò i lavori e il manufatto fu sequestrato.
L’amministrazione comunale fu protagonista e alla Marina di Nettuno, che
però non aveva rispettato le regole, fu arrecato un forte danno.
Oggi
qualcuno sostiene che ci sia stato un legame fra il voto non negativo sugli
equilibri di bilancio da parte del Pdl e un’apertura dell’amministrazione in
sede di conferenza di servizi per il rilascio delle autorizzazioni per una
soluzione del problema dell’ecomostro. Un vero e proprio scambio, visto che
è stata presentata una variante per l'«ecomostro», con l’abbattendo di due
piani della torre, sviluppando la cubatura in larghezza piuttosto che in
altezza e sembra che abbia già ottenuto una risposta favorevole
dall'Amministrazione comunale. Scambio o casualità?
Il
vicesindaco Alberto Andolfi sostiene che sarebbe persino banale pensare ad
un legame o un accordo tra l'astensione e la variante presentata per
l'ecomostro perché le autorizzazioni devono comunque arrivare da una serie
di enti riuniti in Conferenza dei servizi e che il voto di astensione del
Pdl non sarebbe servito visto il voto compatto della maggioranza.
Ognuno si
può fare la propria idea e alcuni organi di partito e alcuni personaggi
locali, come Candido e Romeo di Angelis, Lollobrigida e esponenti dell’ex
centro destra nettunese, si sono espressi ampiamente con comunicati di
fuoco. Anche nelle “altre opposizioni” ci si è interrogati su quel voto di
astensione, ma, per onor di verità una cosa va detta.
Il Pdl è
capitanato da Giuliano Valente, ma non è solo Giuliano Valente e, a parte la
“ribellione” di Enrica Vaccari, che ha seguito le indicazioni di
Lollobrigida, gli altri componenti erano tutti convinti della bontà della
scelta effettuata. Minchella, Capolei e De Zuani hanno ritenuto che
l’astensione fosse la scelta migliore e che sarebbe stato invece
contraddittorio votare contro quando il Pdl si era astenuto, compatto, anche
sul bilancio di previsione. Quindi la realtà è forse quella che sostiene
Alessio Chiavetta: “tutto rientra nella normalità e non è un
evento l’astensione sugli equilibri di bilancio, a meno che qualcuno non
cerchi di pescare nel torbido. Il Pdl si era già astenuto anche sul bilancio
di previsione e sembra logico abbia mantenuto il punto, specie di fronte ad
un rapporto di franchezza con l’amministrazione che governa, che non si è
nascosta come in passato, ma ha reso chiari i percorsi”.
Chissà? La
politica è complessa e difficile da decifrare e, tornando alla frase di
Andreotti, spesso pensando male ci si indovina, ma , a volte, la realtà
potrebbe essere anche più semplice e le casualità in agguato. O no?