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Vincenzo Capolei, nuovo dirigente del Pdl
del litorale lancia l’alleanza con Alessandro Mauro
E DOPO LE ELEZIONI
REGIONALI UN COORDINATORE VOTATO DAI CITTADINI
di Giancarlo Testi

Capolei Vincenzo si presenta
all’appuntamento con grande entusiasmo. E’ da poco stato nominato dal
presidente della Pdl della Provincia di Roma Lollobrigida, dirigente
del partito, farà parte dell’esecutivo provinciale e, la cosa a cui più
tiene, si occuperà della politica del Pdl nel litorale. “Dove
dobbiamo mettere subito le mani, specie dove siamo all’opposizione”
esordisce Capolei, facendo trasparire i buoni propositi con cui ha
accettato l’incarico. Subito lo incalzo e gli domando se la sua nomina
non sia figlia anche degli ultimi avvenimenti e di alcune divisioni
interne che, forse riflettendo quelle di livello nazionale, hanno
portato ad avere idee diverse sugli ultimi avvenimenti in città e Enrica
Vaccari a votare in maniera diversa rispetto agli altri consiglieri del
Pdl.
“Fra poco ci sono le regionali ed il
partito ancora non c’è. Ecco che oggi il Pdl nomina i suoi dirigenti per
iniziare un cammino proficuo,
– ha continuato Vincenzo Capolei – perché noi che proveniamo da An
siamo sempre stati abituati, magari differentemente da Forza Italia, ad
avere un partito ed una struttura di riferimento. Il Presidente
Berlusconi ha nominato i dirigente regionale l’onorevole Piso e
dirigente provinciale Lollobrigida, ed ognuno sta formando la sua
squadra e la struttura politica, partendo innanzi tutto dai paesi dove
siamo all’opposizione”
Quindi anche Nettuno.
“Certamente. Dopo tutto quello che sta
succedendo, dopo i consigli comunali in cui i consiglieri si sono presi
la responsabilità per tutto il paese, adesso è necessario affiancarli da
un partito politico che non li lasci soli. Questa sarà la mia prima
battaglia: avere prima delle elezioni un commissario a Nettuno. Un
commissario che si occupi di rifondare il partito, considerando che
abbiamo sempre il 70% dei consensi”.
Un
70% che però non è disposto a votare chiunque, ma che aspetta
indicazioni e personaggi non chiacchierati.
“La propensione politica gli elettori
l’hanno data alle votazioni europee, infatti pur governati dal centro
sinistra, hanno votato il centro destra, in pratica abbiamo sbancato. Ma
non deve succedere mai più che un sindaco di centro sinistra possa
prendere il 70% di fronte ad un elettorato che invece vota al 70% il
centro destra. Significa che i quadri locali non hanno funzionato”.
Più
volte ho scritto che la forte frammentazione nel centro destra era il
fattore che consentiva al centro sinistra di governare, ma ognuno è
rimasto sempre sulle proprie posizioni” adesso c’è un discorso nuovo
rispetto alle alleanze?
“La prima cosa che ho reputato
indispensabile è stata quella di parlare con il consigliere Alessandro
Mauro. Primo perché proviene da AN, e non ce ne dobbiamo scordare, poi
perché ha preso 4500 voti quando si è presentato a candidato sindaco.
Credo che in questi momenti il nostro capogruppo Giuliano Valente stia
parlando con Alessandro Mauro per fare un’opposizione unita. Secondo me
un accordo con Alessandro Mauro farebbe acquistare più autorevolezza a
tutti. Io lo inviterò alle prossime riunioni e in esecutivo provinciale
farò capire che noi abbiamo bisogno di lui e lui di noi, perché solo
uniti si vince. Poi, Alessandro a parte, deve essere tutto nuovo, perché
la gente vuole il cambiamento. I vecchi personaggi i cittadini non li
vogliono più, stavano in lista ma, purtroppo, non sono stati eletti.
Anzi sono stati eletti consiglieri comunali che non avevano niente a che
fare con il passato: il segnale ce l’hanno dato i cittadini”.
Tanti
buoni propositi che però dovranno aver tempo per maturare e dare frutti.
“Si, anche se il tempo non è tanto: io
subito farò una proposta in esecutivo provinciale, oggi, con il
pronunciamento anche dei consiglieri comunali che sono deputati a
decidere, viene commissariato il Pdl, ma dopo le regionali serve un
coordinatore legittimato, e quindi votato dai cittadini. Una grande
consultazione popolare dove ci si possa direttamente esprimere”.
E’ anche la linea che a livello nazionale
distingue gli ex di AN, Fini in testa, dalle idee del Cavaliere.
“Noi dobbiamo essere la prima città
che richiede che il coordinamento sia diretta espressione del voto dei
cittadini”.
E rispetto al ruolo dell’opposizione vale
ancora il ragionamento sulla responsabilità verso la città.
“I cittadini innanzi tutto rivendicano
una città governata che non crea più problemi di quelli che già ci sono,
quindi noi ci dobbiamo presentare con una classe politica pronta a
sostituire certamente quella di centro sinistra, ma forte dei programmi.
Contrariamente a ciò che avviene all’opposizione di centro sinistra a
livello nazionale bisogna essere preparati e propositivi, tenendo sempre
presente il bene della città”.
E rispetto agli altri schieramenti che
oggi stanno all’opposizione?
“Io parlo di Mauro perché proviene
dalla nostra storia comune, da una lista civica che ha preso i voti da
simpatizzanti del Pdl, Turano, per esempio, non ha mai detto di essere
vicino al Pdl, e Leli viene da una collocazione politica diversa dalla
nostra. Alessandro Mauro è il primo passo. Poi il Pdl è aperto a tutti.
Con il consigliere Vaccari è stato
risolto lo “strappo”.
“Io penso che Enrica Vaccari sia una
persona squisita, però in un partito esiste maggioranza ed opposizione e
quando la maggioranza decide una cosa non ci si può permettere di votare
in maniera diversa. Questo non deve più succedere.
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Alessandro Mauro, gentilmente e per adesso, declina qualsiasi invito
del Pdl.
RINGRAZIO
CAPOLEI PER L’APERTURA MA A ME SERVONO FATTI E NON PAROLE

di
Giancarlo Testi
Alessandro Mauro non sembra cadere dal pero quando lo contatto, ma
un po’ di stupore lo si donata, quando gli rivolgiamo la domanda: “come
va l’alleanza con il Pdl”. Domanda che scaturisce dall’intervista fatta
a Vincenzo Capolei che alla provocazione sulle difficili alleanze e su
un centro destra che con il 70% di voti potenziali a Nettuno, non
riusciva ad esprimere un partito di peso e ad iniziare una nuova
politica sulle alleanze, aveva lanciato un accordo con Alessandro
Mauro. “Primo perché proviene da AN, e non ce ne dobbiamo
scordare - aveva detto Capolei - poi perché ha preso 4500 voti
quando si è presentato a candidato sindaco. Secondo me un accordo con
Alessandro Mauro farebbe acquistare più autorevolezza a tutti. Poi,
Alessandro a parte, deve essere tutto nuovo, perché la gente vuole il
cambiamento”.
Allora, consigliere, “questo matrimonio” sa o non sa da fare?
“Veramente mi stai
informando tu adesso su queste dichiarazioni e Giuliano Valente, con
cui avrei dovuto parlare, non lo vedo da diverso tempo. Voglio però
ringraziare Vincenzo delle belle parole e delle aperture e quant’altro,
però sono frutto di un incontro di tre minuti, per strada. Da lui ho
ricevuto tanti elogi e la dichiarazione che Nettuno deve ripartire anche
da Alessandro Mauro”.
Non è il solo a sostenerlo in questo periodo.
“Certo la mia provenienza
e il mio impegno politico mi consente di onorarmi della considerazione
di tanti amici, ma questo non mi esime dal fare delle considerazioni
politiche rispetto al periodo che stiamo vivendo. Tornando a Vincenzo e
al mio frettoloso colloquio io gli ho chiaramente risposto che in questo
periodo di forte frammentazione e di grande confusione, non si capisce
cosa sta succedendo a livello nazionale, non si capisce cosa sta
succedendo a livello regionale, non si capisce la Pdl che partito è e se
esiste come partito, è difficile parlare e prendere decisioni.. Gli ho
allora detto che ci possiamo prendere il tempo necessario, un mese, due
mesi, tre, dopo ci facciamo una chiacchierata ed affrontiamo la
situazione. A dire il vero Vincenzo ha insistito sulla mia persona
prospettandomi anche un partito con tutta gente nuova. La cosa mi ha
fatto piacere, e gli ho detto che ci avremmo ragionato. Punto”.
Il colloquio con Giuliani Valente invece non l’ha avuto.
“Con Giuliano Valente, a
dire il vero, abbiamo invece avuto qualche opinione differente, specie
sulla decisione del gruppo del Pdl di astenersi sugli equilibri di
bilancio. Io ho votato contrario”.
Ma la mossa di Vincenzo Capolei va contro questa frammentazione che
paralizza il centro destra.
“Lui ha fatto una bella
apertura. Io lo ringrazio. Ci saranno tempo, modi e luoghi per
affrontare la situazione, ma in questo momento sono parole che restano
solo parole. Certo devo dire che ci sono pressioni importanti per farmi
rientrare nel Pdl”.
Certamente l’area è quella e 4500 voti “fanno gola”
“Io con tutti coloro che
mi hanno onorato di quei voti ho preso degli impegni quando feci la
scelta delle comunali del 2008. Una scelta che era anche un segnale
diverso. Ora, se il Pdl è intenzionato a riattivare un processo nuovo
allora si può discutere. Ma non si può giocare disegnando prospettive
solo sulla carta. Va fatto con le persone giuste che hanno voglia ed
intenzione di costruire qualcosa per il futuro, altrimenti io resto con
la mia lista che mi consente, in piena autonomia, di rispettare il
consenso dei miei elettori. Quando vedrò realizzarsi a Nettuno dei passi
sostanziali, ovvero un partito con un coordinamento vero, una linea
politica, unità d’intenti, linea comune, allora sarei felice e si
potrebbe iniziare a discutere, per ora resta una chiacchierata”.
Ultimamente c’è stata molta unità d’intenti con Mariano Leli e
Rodolfo Turano. Se il Pdl veramente si riorganizzasse …..
“Ho ottimi rapporti con
entrambi e stiamo facendo un percorso in consiglio ritrovandoci a votare
quasi sempre nella stessa maniera. Se domani ci dovesse essere un
processo dentro la Pdl a me farebbe piacere che sia Mariano che Rodolfo
vengano coinvolti. Sono entrambe degne persone e Leli ha, tra l’altro,
un’esperienza trentennale che può risultare sempre utile”.
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