I nostri figli

 Le inchieste del Litoralesud  di Giancarlo Testi

 Chi sono i nostri figli e qual'è il disagio che li colpisce ?

dal     di Lunedi 22/9

SCOPRIRE cosa fa tua figlia quando esce di casa, con quel borsone pieno di segreti sempre attaccato alla spalla, a quattordici anni sembra già una donna bella e fatta e all’improvviso è diventata strana, distante, solitaria. Da dove vengono quei vestiti firmati spuntati dentro l’armadio, te lo chiedi e non sai darti una risposta. Nella testa mille sospetti, paure, di chi sono quei messaggi strani che arrivano sul cellulare a qualsiasi ora del giorno e della notte. Sono sempre di più i genitori disposti a pagare un investigatore privato pur di sapere cosa fanno i loro figli quando escono di casa, che compagnie frequentano, dove vanno a divertirsi, se fumano, bevono, si drogano. E molto spesso, quello che scoprono grazie a pedinamenti e registrazioni, sono segreti inconfessabili che un genitore non vorrebbe mai conoscere: ragazzine mascherate da donne che si prostituiscono con uomini più grandi per una ricarica telefonica o una borsa firmata.              

                                                                            Veronica Cursi                                      

 

Sempre in numero maggiore accadono episodi di cronaca assai violenti, che scuotono, anche se solo per un attimo, le coscienze dell’opinione pubblica, e che sono commessi dagli adolescenti, da ragazzi comuni e spesso di “buona famiglia”; episodi originati da espressioni emozionali e sensazioni momentanee come rabbia, odio, frustrazione, aggressività.  

Succede così che tanti adulti inizino a chiedersi chi sono gli adolescenti di oggi, cosa desiderano, cosa amano e cosa odiano, e, soprattutto, perché uccidono. Ed immediatamente il pensiero si rivolge ai figli se è vero, come Veronica Cursi ci documenta sul Messaggero, che ci sono sempre più genitori disposti a pagare per sapere cosa fanno i loro figli quando sono fuori di casa.

Le indagini dei professionisti lasciano esterefatti e documentano che 2 ragazzine su 10 vanno con uomini adulti per piccoli regali o ricariche telefoniche.  

Allora il problema è: siamo sicuri di conoscere i nostri figli?

      

Gli adolescenti non hanno mai goduto di libertà, mezzi economici, tecnologia, opportunità di divertimenti come oggi. Eppure mai prima d’ora sono stati così aggressivi e violenti. Certamente il passaggio dall’adolescenza alla prima maturità (quello mediamente compreso fra i 14 e i 20 anni) è sempre stato traumatico ma oggi, sempre più spesso i nostri ragazzi lo vivono da soli, in silenzio con la famiglia, se non in contrasto, cercando da soli la loro strada. Ma chi sta in crisi, sia giovane o adulto è difficile che ce la possa fare da solo e quando ne diviene consapevole scattano i moti d’ira che possono sfociare anche in azioni criminose.

 Oggi i ragazzi hanno le loro regole e l’imitazione passiva dei comportamenti, che non apprendono in famiglia, ma per contaminazione sia dai coetanei che dai modelli dei media che vengono maggiormente seguiti e il controllo è difficile perché spesso i genitori seguono programmi e canali diversi da quelli seguiti dai loro figli.

I figli maturano sempre di più il bisogno di appartenenza e di stare in compagnia dei simili e i gruppi che si formano, naturalmente diversificati, fanno emergere come dominanti gli atteggiamenti trasgressivi che comportano il bisogno di forti emozioni che sfociano nell’accettazione di qualsiasi proposta, anche quelle rischiose o criminose. D’altro canto il bisogno di “bruciarsi” attraverso sensazioni forti è stato “patrimonio” di tante generazioni, anche della nostra (Vedi gioventù bruciata).

 Oggi c’è però qualcosa di più, come il bisogno di sfogare la violenza e l’aggressività assorbita in modo passivo dalla TV attraverso video, film ma anche musica si riversa sul loro mondo con atti violenti anche contro i loro simili che una volta avrebbero protetto: aumentano le violenze anche in ambito scolastico con sevizie verso i compagni e le compagne più deboli, con pestaggi, con stupri, con taglieggiamenti sul modello del racket. E questi comportamenti violenti non sempre sono compiuti da ragazzi difficili o emarginati, ma sempre più spesso dai ragazzi di buona famiglia.

 La ricerca del piacere prende il posto di tutti gli altri valori, di qualsiasi obbligo etico morale e una mancanza di autorità da parte di chi avrebbe il compito di vigilare sui comportamenti fa il resto.

 I giovani sono carne da macello di tutti gli operatori pubblicitari e sono invogliati a consumare sempre di più, aumentando il loro desiderio per ciò che è futile ed effimero. Per i giovani l’unica cosa che da la felicità sono i soldi con cui comprare le cose che la società gli impone. Ma per ottenere le cose che a loro sembra diano la felicità non basta la “paghetta mensile”, hanno bisogno di molti soldi per avere i vestiti griffati, il telefonino sempre alla moda e carico, la discoteca, gli alcolici, il motorino o la macchina. Ecco che c’è una scelta da fare: i più forti si affrancano da questo meccanismo perverso, ma molti non ne hanno la forza e per ottenere ciò che desiderano sono disponibili a tutto, anche a rubare, spacciare o prostituirsi.

 Certo è un quadro sconfortante ma ognuno di noi che ha dei figli è bene che se ne faccia una ragione: magari i nostri figli saranno fra coloro che sfuggono a queste regole perverse, ma vale la pena di essere più attenti alle loro esigenze e ai loro comportamenti senza però essere sempre accondiscendenti. Infatti, forse, ciò che veramente manca oggi agli adolescenti è la testimonianza degli adulti che, nonostante i tanti stimoli, sono riusciti a tenere fermi i valori più importanti, genitori autorevoli che siano da esempio e guida alle loro aspettative profonde e gli consenta di costruire il loro percorso dentro una cornice esistenziale etica nella quale disegnare il loro percorso di vita.

 Gli adulti-genitori spesso mettono in campo atteggiamenti aggressivi verso gli educatori quando prendono posizioni critiche, hanno la spinta a ricondurre veri atti criminali a “scherzi di ragazzi”, spesso non riescono a comprendere la reale e pericolosa trasgressività in alcuni comportamenti, ma tutto questo allontana dalla soluzione del problema. Problema che si sta facendo sempre più serio.

 Qualcuno ha scritto che “se tutto si prepara nell’infanzia, tutto si gioca nell’adolescenza” nel senso che gli anni dell’infanzia sono quelli più formativi per la strutturazione e formazione della personalità. Il frutto di questa preparazione si rende evidente nell’adolescenza quando è ormai tardi per intervenire preventivamente e bisogna solo ricorrere ai ripari. Ecco perché è importante non sottovalutare il problema e, se abbiamo a cura il futuro dei nostri giovani, pretendere anche un cambiamento da questa società che punta quasi esclusivamente al  tutto ciò che è immagine a tutto ciò che è accattivante, spettacolare e trasgressivo e non riconosce cittadinanza a valori come etica, morale, duro lavoro , insomma a ciò che nutre veramente un essere umano, e non solo soddisfa.

 

Home | I nostri figli | Riconciliazione | Taglia e ritaglia | Berlusconismo | Social card e privilegi | A chi giova la crisi | Conflitto d'interessi. Interessa? | la memoria che divide | Comune Nettuno insensibile | Regali ai partiti | Forza Nettuno | Zozzoni | La decrescita | Decrescere felici | Un giorno in Pretura | Partitocrazia | Evasori | Brunetta falso moralizzatore | Il surf | Tapiro ad Attoni | Il leccaculismo | Mara Carfagna | Autunno caldo | La particella di Dio

                                                             Ultimo aggiornamento: 21-08-09