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Gli Enti pubblici sono sempre di più alla ricerca di soldi e, specie qualche
anno fa, invogliati dalle spinte verso la cosi detta “finanza creativa”, li
cercarono facendo mutui e obbligazioni. Poi tanti si sono fatti sistemare i
debiti dalle banche con operazioni di finanza strutturata, spostando i
debiti in là nel tempo magari preparando il “pacco” per le giunte
successive. Questi scherzetti sono costati cari a tante amministrazioni
perchè le Banche hanno dimostrato un debole per le Regioni, le Province e i
Comuni, che di solito non capiscono i rischi che corrono e non si accorgono
dei costi impliciti nelle operazioni “swap”.
Perchè gli “swap” fanno parte della famigerata famiglia dei
derivati, come i “subprime” che hanno messo in crisi le borse di
mezzo mondo. |
I
derivati si chiamano così proprio perché derivano il loro valore da
variabili esterne. Sono strumenti complessi e rischiosi, dove chi ne sa di
più lucra profitti abnormi, e chi ne sa di meno perde tutto. Intendiamoci, i
derivati da un punto di vista operativo, sono strumenti per la gestione
"attiva" del debito e possono effettivamente essere letti come
opportunità di riduzione dei costi d’indebitamento, ma, se non utilizzati
correttamente possono diventare veri e propri disastri finanziari e molti
comuni hanno pagato pegno.
Così però non è stato per Anzio. L’Assessore al Bilancio,
Patrimonio, Personale e Tributi, Giuseppe Mercuri, in riferimento alla
delibera con la quale l’Amministrazione Comunale di Anzio ha approvato
l’uscita dall’interest rate swap attivato, dalla Giunta guidata dal
precedente Sindaco ed attuale Senatore del PDL, Candido De Angelis, dimostra
la sua piena soddisfazione e dichiara che Anzio è uno dei pochi Enti ad aver
guadagnato da una operazione diventata nel tempo a forte rischio.
L’Assessore informa che: “La
settimana scorsa, in seguito all’uscita del nostro Ente dall’operazione
finanziaria, sono stati liquidati circa 116.000,00 euro di utili. Il nostro
Comune ha guadagnato, in sei anni, oltre un milione di euro da un
investimento in finanza derivata, con estrema professionalità, ricavando
utili risorse che hanno contribuito a finanziare la realizzazione di
importanti opere pubbliche sul nostro territorio”.
Poi continua:
“Siamo usciti anticipatamente dall’investimento in quanto, visto l’andamento
fluttuante dei mercati finanziari, abbiamo deciso di ricavare il massimo
utile possibile eliminando eventuali rischi. Rispetto all’utile complessivo
di oltre un milione di euro, 912.000,00 dei quali già incassati negli anni
precedenti, abbiamo inserito nel Bilancio di Previsione 2009 anche i
116.000,00 euro di utili, scaturiti dall’uscita dell’operazione finanziaria,
accreditati sul conto corrente bancario del nostro Comune”.
In questa Italia piena di disastri economici ci sembra che una
buona notizia vada sottolineata e dato il giusto risalto ha chi ha saputo
uscire da una situazione difficile con un guadagno per la collettività.
Giancarlo
Testi
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