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CREARE EVENTI, COINVOLGERE, COLLABORARE.

Il comune di Nettuno ha tante sedi e quella dove dobbiamo andare oggi è la Sede dell’Assessorato alla cultura, perchè vogliamo intervistare Giampiero Pedace. Non è da molto che è stato chiamato a rilanciare un assessorato importante, ma spesso è sottovalutato. Ne abbiamo conferma dal luogo in cui è ubicato e dall’arredamento “francescano”, ma la visuale dalla finestra, se togliamo il brutto tetto del palazzo delle Poste e l”ingombrante” costruzione che stanno facendo al porto, è incantevole, con il sole che si riflette sul mare, Forte Sangallo e gli alberi delle barche del porto che si assoggettano alle folate di vento emettendo solo come dei leggeri lamenti. L’Assessore ci riceve cordiale e gentile come sempre e noi  subito lo incalziamo con le domande.

Lei ha scritto una lettera a tutti gli studenti per un momento di riflessione rispetto alla shoah, ovvero ad una distruzione, ad una catastrofe,. Lei pensa che gli studenti di oggi, quindi i ragazzi di oggi, possano comprenderne realmente il significato, magari distratti dalle futilità e dalle “leggerezze” del nostro vivere attuale.

Io non ho solo scritto quella lettera perchè, pur non avendo molte risorse economiche, il progetto che sto portando avanti è quello di avere un contatto forte e continuo con i ragazzi, anche attraverso una stretta collaborazione con gli insegnanti. Oggi credo ci sia una grossa difficoltà sia nelle famiglie che nelle istituzioni e quindi ho individuato una metodologia fatta di cose piccole, ma spero significativa. Avevo, per esempio, pensato a diversi altri interventi nelle scuole, come uno spettacolo teatrale da realizzarsi con l’associazione teatrale il Borgo, ma ci sono degli ostacoli che si frappongono e che cercheremo in futuro di anticipare e superare. Ho inviato comunque diverse lettere alle scuole con lo scopo di coinvolgere gli studenti, l’ho fatto per la shoah, ma anche per lo Sbarco, e lo farò in tante altre occasioni. Lo farò sempre con tanta modestia, ma con l’obiettivo di creare i presupposti di rendere un servizio. Certo bisogna inserirsi, nei tempi dovuti, nella programmazione scolastica con iniziative coinvolgenti. Con un gruppo di storici locali sto anche preparando un libro, non da consegnare ai ragazzi, ma anch’esso da inserire nella progettazione scolastica, che riassuma tutta la storia di Nettuno. Nettuno sta crescendo e il suo territorio è sempre più vasto, stiamo diventando una provincia di Roma e allora è importante far conoscere meglio questa città, dal punto di vista storico, ambientale, archeologico.

Qualche giorno fa, ad Anzio, in un convegno dedicato allo Sbarco, il generale Luigi Pellegrino, ha “strigliato” giovani e genitori e una società che parla di pace e valori ma che in realtà, nel quotidiano, tutto fa fuorchè mettere in atto meccanismi di pace e richiamava tutti alla responsabilità. Non è allora che i giovani rispecchiano una società malata?

Prima d’essere amministratore io sono anche un genitore e cerco di essere attento e vigile. Verifico però che nel nostro Paese c’è una crisi di valori e della famiglia. Tutti dovremmo esercitare meglio il nostro ruolo. Io condivido l’analisi, ma mi sto anche impegnando molto sui giovani. Per esempio, in occasione proprio delle manifestazioni dello Sbarco, assieme al Sindaco e anche ad Antonio Taurelli, vicino alle tombe di tanti coetanei morti gli abbiamo portato il nostro saluto e abbiamo cercato di coinvolgerli nel significato reale della resistenza, spiegando che quei giovani morti sul nostro territorio hanno si portato la libertà, e una speranza nuova, ma anche alcune loro tradizioni che oggi sono diventate le nostre, come il baseball. Ecco il nostro compito: trovare il modo e il metodo per creare una coscienza condivisa che favorisca il senso d’appartenenza alla città. Anche rispetto agli atti vandalici qualche colpa è anche di chi crede di tenere i giovani sotto controllo con il cellulare, di chi gli concede tutto e non gli fa capire il senso del sacrificio e il concetto dello studio. Io voglio creare manifestazioni che vedano la partecipazione dei giovani, un coinvolgimento diretto sull’importanza e sulla bellezza del proprio patrimonio culturale forse gli permetterebbe di assumere la consapevolezza del “valore”, rafforzando autostima ma anche il rispetto verso i beni individuali e collettivi.

L’Italia, secondo lei è una nazione razzista? E come si concilia il razzismo con la difesa delle proprie tradizioni e delle proprie radici. Per entrare nel concreto, per non essere considerati razzisti, si dovrebbe permettere, per esempio, ai musulmani di pregare tutti davanti a San Pietro o ai Rom di insediarsi a Nettuno come vorrebbe il Prefetto Pecoraro?

Io sono cattolico e le mie esperienze vanno verso discorsi di tolleranza, ma anche di razionalità. Nettuno non può sopportare il peso d’invasioni, di qualunque nazionalità siano, non abbiamo infrastrutture, non abbiamo servizi, ci sono già tanti cittadini in difficoltà e che magari non riescono a trovare il lavoro, quindi un inserimento diventa difficile. Anche se Nettuno dovrebbe essere abituato a forti migrazioni, ed ha risposto sempre in maniera positiva: anch’io, pur essendoci nato, non sono di origini nettunesi, ma sono innamorato di questa città. Nettuno è il mio Paese. Se vogliamo parlare di proiezioni future però noi dobbiamo parlare di turismo, di qualità della vita, di una città vivibile, e per questo lavorare, non lasciandoci condizionare e gestire da Roma. Senza essere provocatori. Questo non è certo razzismo. 

Assessore, ci può essere progresso senza sviluppo socio-culturale? L’abusivismo, la distruzione di piccole ma vitali economie, il porto che non è stato il volano previsto, a noi sembrano tutti esempi di occasioni perse. Allora, secondo lei, qual’è la qualità della vita e dei rapporti interpersonali a Nettuno. E c’è formazione per i giovani?

Io ho una visione della vita in termini europeistici, quindi non sono legato alle scelte prettamente locali, Sono convinto che Anzio e Nettuno siano due grosse città che possano avere un peso sempre più importante nell’ambito della provincia. Devono obbligatoriamente tirar fuori una progettualità innovativa che coinvolga certamente alcune attuali difficoltà a cui devono andare incontro i residenti, penso ai collegamenti automobilistici e al trasporto ferroviario, ma poi bisogna cercare strumenti di valorizzazione del territorio, dal bosco di Foglino, 850 ettari di terreno di particolare pregio, a tutta la fascia del poligono, da sfruttare specie nel periodo estivo. Anche sul Nuovo Piano Regolatore noi dovremo fare delle scelte che premino la qualità, non le grosse cementificazioni, ma un’edilizia innovativa, collegata ad una contrattazione che parta prima dai servizi. Gli allagamenti di dicembre ci hanno fatto toccare con mano una realtà negativa che non si deve ripetere. All’interno di queste scelte pensare anche a nuove opportunità lavorative per i giovani.

Nettuno ha sofferto periodi complicati, ma le sembra possibile che quando aveva 15.000 abitanti aveva cinema, sale teatrali, arene ed oggi con 50.000 non ha niente? Può questa essere assunta come metafora di un disagio profondo anche socio-culturale. E cosa ha in mente di fare questa amministrazione?

Noi abbiamo in mente un progetto per tentare la realizzazione di un teatro che è legato ad un nuovo bando, un progetto che ha tempi stretti ed è complesso e coinvolge diversi assessorati. La vecchia progettazione, mai realizzata, ma su cui si erano spese ingenti cifre di progettazioni, era troppo faraonica (980 posti), noi invece puntiamo, in compartecipazione con gli altri assessori e anche con le associazioni che hanno esperienze teatrali, su un teatro da 400- 500 posti. Abbiamo intenzione di creare questa struttura polifunzionale che serva anche come teatro, nello stesso terreno di Ponserico, e per realizzarlo stiamo tentando due strade: o questo finanziamento o riprendere il vecchio finanziamento e il mutuo che era stato già acceso. E’una opportunità che Nettuno non deve sprecare. Un altro aspetto, a cui tengo molto, è legato ad una sala, quella sotto la costruzione nata al posto del vecchio cinema Roxy, che oggi ha una serie di vincoli e anche problemi economici per l’utilizzo  ma che sarebbe ideale per delle manifestazioni nel cuore della città. Il problema economico è sempre rilevante, visto che oggi viviamo solo ed esclusivamente per gli interventi della Regione e della Provincia. Per avere maggiori risorse sarebbe importante poter risolvere il problema legato alla Nettuno Servizi e devo dire che passiin avanti sono stati fatti.

La cultura spesso è vista come qualcosa di noioso da tanti, eppure migliora l’uomo, apre la mente, permette di migliorare la convivenza e costruire prospettive anche di carattere socio-economico che possono offrire alla città nuove fonti di guadagno.

A giorni è mia intenzione convocare anche tutte le associazioni perchè uno dei miei obiettivi è quello di valorizzarle ed aiutare tutti i ragazzi che in queste s’impegnano. Però credo che l’amministrazione debba fare uno sforzo maggiore per supportarle ed incentivarle. Le manifestazioni di livello, che non significa che costano tanto, possono portare un indotto di consenso turistico e di partecipazione. Dobbiamo aprirci e creare presupposti positivi per questa città che deve assumere un ruolo importante, deve diventare protagonista attraverso la condivisione delle scelte e il coinvolgimento, perchè Nettuno ha delle bellezze che vanno evidenziate e sponsorizzate.

Ringraziamo l’Assessore alla Cultura del comune di Nettuno Giampiero Pedace, con cui siamo rimasti  peraltro a parlare e discutere, su tanti argomenti per tanto altro tempo; dimostrazione di attaccamento al ruolo e disponibilità al dialogo. Ci accomiatiamo da lui convinti che Nettuno abbia in questo delicato ruolo,  una persona preparata, disponibile e, innanzi tutto, amante della città. Pedace ha capito che fare cultura significa anche mettere in piedi attività coordinate, organizzate, ma anche d’indiscutibile qualità. Che creare eventi, magari destinati a ripetersi nel tempo, crea una tradizione, la cui notorietà può superare le mura cittadine, che coinvolgere più soggetti intorno ad un progetto è importante, che bisogna sollecitare tutti per una vera rinascita: scuole, personalità, associazioni, cittadini, arti e mestieri, tutti indirizzati verso una vera rinascita socio culturale del litorale, senza faziosità ed inutili competizioni. Vi sembra poco, a noi no.

                                                                                                               Giancarlo Testi

06-02-12