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La truffa
contro il referendum sul finanziamento pubblico ai partiti.
RIMBORSI ELETTORALI PER 67 PARTITI ANCHE QUELLI MORTI … E NON SOLO. |
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di
Giancarlo Testi
La margherita è un
fiore amato dai più: annuncia e simboleggia la
primavera, le sono state attribuite qualità profetiche in amore, chi
non l’ha mai sfogliata per riceverne una risposta sull'argomento. Le
dame medioevali concedevano al cavaliere di ornare il proprio scudo
con due margherite, quando dichiaravano il loro amore. Nel
linguaggio dei fiori evoca grazia, candore e innocenza. Altra cosa è
quando si parla di politica. Non bastavano i guai che gli italiani
devono subire in questi foschi tempi, dai problemi del lavoro,
dell’economia, della meteorologia, adesso, forse colpevolmente
scoprono che il loro volere e il loro voto serve a poco, spesso a
niente e ad innescare la minaccia i guai di un partito, che per
appunto si chiamava “Margherita”. Si chiamava perché dovrebbe
essersi sciolto in quanto confluito nel Pd, ma che è invece assai
attivo rispetto ai finanziamenti pubblici. Si, perché anche i
partiti morti, in Italia, godono di finanziamenti pubblici e la
legge elettorale prevede addirittura che i rimborsi elettorali siano
elargiti due volte in caso di fine legislatura anticipata. E sapete
quanti partiti hanno diritto ai rimborsi? Con i soldi pubblici ne
sorreggiamo ancora 67. Nel 2010 il loro numero ha raggiunto una
cifra record, complici anche le liste personali che spuntano come
funghi. In totale i partiti hanno ricevuto 170 milioni di euro e ne
hanno spesi una sessantina per le campagne elettorali. Eppure sono
finiti tutti in rosso, perché le uscite hanno sfiorato i 200
milioni. Ecco allora che lo scandalo della Margherita diventa
emblematico.
Non solo siamo governati da un governo di “tecnici” non legittimati
dal popolo, abbiamo un parlamento che si è autoeletto e che nel suo
percorso ha visto 170 cambi di casacca, stiamo subendo una politica
di “lacrime e sangue” appecoronata ad interessi finanziari e
speculativi, siamo costretti a vivere in una società fortemente
squilibrata dove pochi gestiscono e posseggono il 50% delle risorse,
ma, coloro che di questo sfascio sono responsabili, continuano a
spartirsi una “torta” che gli italiani gli avevano negato nel 1993.
La storia di un ulteriore referendum tradito, visto che oltre il 90%
dei votanti si era espresso per l’abolizione della legge sul
finanziamento. Così il caso “Margherita”, o quantomeno del suo
tesoriere, Luigi Lusi, apre uno squarcio sulla “finzione di
linguaggio” della politica e sulla “presa in giro degli elettori”,
riportando in primo piano tutti i difetti e gli errori della legge
sul rimborso ai partiti, ovvero dello stesso principio del
finanziamento pubblico ritornato sotto mentite spoglie.
Quindi si aprono due argomenti seri di discussione: perché si
chiamano rimborsi spese se viene erogato un finanziamento di 4 euro
ad elettore (in Germania 0,85), i partiti possono possedere
patrimoni enormi (incredibile quello immobiliare del Pd, in Tanzania
gli investimenti della Lega), non c’è trasparenza ne rendicontazione
e hanno rimborsi superiori a tre volte la spesa sostenuta; e come
sia possibile che nessuno si accorga che in un partito, nemmeno
tanto grande come la “Margherita”, spariscono13 milioni di euro.
Forse è ora di “ribaltare il tavolo”, di obbligare la politica ad
una maggiore serietà, trasparenza e sobrietà. I 13 milioni di euro,
fatti sparire dal tesoriere Lusi, sono solo la punta dell’iceberg
che fa intravedere qualcosa di assai più preoccupante, infatti, a
ruota, arriva l’altro caso riguardante la Fondazione di An che
avrebbe fatto sparire 26 milioni di euro. Ma il problema più serio
riguarda il clima che tutto ciò comporta, la caduta morale ed etica
complessiva scende a cascata e rischia di coinvolgere tanti. Anche a
Nettuno abbiamo diversi casi controversi, ultimo quello riguardante
l’ex segretario dell’Università Agraria, il commercialista Emilio
Gallo, indagato dalla Procura della Repubblica di Velletri per una
truffa di 166 mila euro. E’ importante quindi che i cittadini si
affranchino dalle false parole e dalle facili promesse, ma con la
propria testa, partecipino realmente ad una nuova vera rinascita
morale, etica e culturale.
di
Giancarlo Testi |