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Mariano Leli: “noi non
cavalcheremo gli arresti per un mero e sporco ritorno politico”.
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IL SINDACO ALESSIO CHIAVETTA ANTICIPA LE CRITICHE DI UNA OPPOSIZIONE
DIVISA. |
di
Giancarlo Testi
Si apre con l’inno nazionale
ed europeo un consiglio assai atteso dalla città. In settimana si è a lungo
disquisito, nei bar e nelle piazze, sui mal di pancia di alcuni consiglieri
comunali, di un possibile “ammutinamento” all’interno della giunta, e,
infine, la tegola degli arresti domiciliari ai danni del capo gruppo
dell’Api e presidente della commissione urbanistica
Anna Ferrazzano.
Il sindaco
Alessio Chiavetta
anticipa però i previsti attacchi da parte dei consiglieri d’opposizione e
riporta le dichiarazioni dell’avvocato del consigliere inquisito e la sua
disponibilità a lasciare la presidenza della commissione urbanistica in
attesa degli auspicabili chiarimenti. Il primo cittadino invita pertanto
l’opposizione a non speculare su una questione ancora tutta da chiarire.
Mossa astuta che costringe l’opposizione, probabilmente, a rivedere i propri
comportamenti, magari sapendo di poter confidare anche su qualche
consigliere “addomesticato”.
Così per scelta o “ob torto
collo”,
Giuliano Valente,
a nome dei cinque consiglieri del Pdl (“eravamo sei ma uno ha cambiato
casacca per un bicchiere di vino”), sostiene di non voler speculare su
una questione così delicata anche perché tutti vanno considerati innocenti
fino al terzo grado di giudizio. Va oltre Valente e dichiara che, qualora si
arrivasse ad una mancanza del numero legale, lui per primo sarebbe stato
disponibile a mettere a disposizione il suo voto. Poi chiede lumi rispetto
ad una voce su intervenuti sequestri nei confronti di qualche consigliere di
maggioranza, per motivi fiscali”.
Più aggressivo il consigliere
di Alleanza Federale,
Mariano Leli.
“Abbiamo presentato un’interpellanza, ma il sindaco ci ha anticipato, per
avere dei chiarimenti sulla vicenda, - ha sostenuto Leli – noi siamo
attendisti e garantisti, tuttavia non possiamo non dire che esiste un
provvedimento che va ben valutato, visto che la questione riguarda un
settore delicato come quello dell’urbanistica. Apprezziamo il fatto che la
consigliera Ferrazzano abbia dato le sue dimissioni da presidente della
commissione, ma vorremmo una risposta rispetto alla provvisorietà di una
commissione così importante. Io, assieme agli altri sei consiglieri che
hanno firmato l’interpellanza, chiediamo di sapere quali provvedimenti si
vuole prendere in attesa che tutto si risolva. Peraltro, rispetto
alla Commissione vigilanza ad Anzio, dei tanti problemi posti in
evidenza, tanti riguardano il comune di Nettuno e di questo siamo
preoccupati. Ci sono atteggiamenti e comportamenti diversi rispetto al
colore politico delle maggioranze. Basti pensare a ciò che è successo a
Nettuno qualche anno fa, quando si è cavalcato gli arresti per un mero e
sporco ritorno politico”.
Tocca al consigliere di
Alleanza per Nettuno
Alessandro Mauro
portare il suo affondo. “Non si può chiudere così un caso complesso –
inizia Mauro – ma innanzi tutto vorrei sottolineare come si sta
comportando l’opposizione e la differenza rispetto a cosa era invece
successo qualche anno fa contro gli amministratori di centro destra e cosa è
costato questo a Nettuno. Noi siamo garantisti e non vogliamo speculare, ma
l’atteggiamento serio e costruttivo non può essere solo da una parte visto
che, ancora oggi, si continua ad attaccare politici dell’ex centro destra.
Oggi potevamo mettere in discussione non solo l’operato della Ferrazzano, ma
insinuare qualche dubbio anche sull’intera gestione, eppure l’assessore
Andolfi, stesso partito e assessore all’urbanistica non è stato toccato da
polemiche in questi giorni”.
Intervengono poi altri
consiglieri,
Favari,
Vettori,
Capolei
e tutti ribadiscono di non voler fare nessuna speculazione, ma reputano le
accuse fatte alla consigliera Ferrazzano assai pesanti e, auspicando che si
possa favorevolmente difendere, evidenziano però le perplessità rispetto al
ruolo che ricopriva.
Ma il personaggio emergente
dell’opposizione è
Rodolfo Turano
che interviene illustrando una interpellanza che chiede la revoca della
delibera di giunta 173 dell’8 novembre 2011 riguardante la creazione di un
ufficio speciale strategico che si occupi della gestione dei servizi
comunali. Questo perché dimostrerebbe la volontà di voler piegare le leggi.
E Turano si chiede: “forse non si è capaci di dare respiro alle proprie
iniziative e ciò dimostra che la giunta comunale non ha un piano strategico.
Probabilmente voi volete revocare alcuni incarichi dirigenziali, poi avete
posto quest’ufficio sotto le dipendenze del direttore generale e non del
sindaco e della giunta. Eppure la prestazione dovrebbe avere un carattere di
autonomia della prestazione e non di dipendenza”.
Ancora una volta risponde il
sindaco Alessio
Chiavetta e
rispetto alla delibera 173 denuncia il tentativo di ragionare solo sulle
intenzioni e su passaggi, magari opinabili, ma mai contrastanti con la
legge. “Ci sono esigenze dell’amministrazione che devono essere
soddisfatte, - sostiene il sindaco Chiavetta – bisognerebbe aprire un
discorso di carattere generale e le riforme generali dello Stato con il
depauperamento di quelle che sono le esigenze reali degli enti locali,
anche dove ci sono deficit accertati. Abbiamo una serie di norme che
portano ad un risparmio ma portano difficoltà dal punto di vista anche
amministrativo. Questi attacchi si possono capire, sono plausibili dal punto
di vista di chi non vorrebbe che gli obiettivi fossero raggiunti, ma non ci
sono irregolarità. L’ambito amministrativo è pienamente rispettato e la
delibera attenua il problema di un turn over negato. Infatti si può assumere
un dipendente ogni cinque che vanno in pensione e gli ultimi pensionamenti
hanno creato un enorme vuoto. E’ pertanto necessario aggiustare il tiro
della macchina amministrativa, c’è bisogno di una riorganizzazione e il
rispetto delle normative è sempre e comunque garantito Inoltre l’ufficio
sarà al servizio degli obiettivi che si pone l’amministrazione”.
Poi il sindaco torna sulla
questione Ferrazzano e riapre la polemica: “l’opposizione parla di buoni
principi ma alla fine fa un attacco politico. Coloro che hanno messo
l’accento sulla richiesta della commissione d’inchiesta per Anzio ha tentato
di mettere insieme pezzi non sovrapponibili. Peraltro il Pd di Anzio ha già
risposto a chi aveva preso iniziative senza sentire il partito locale, anche
perché è necessario porre grande attenzione quando si parla di criminalità
organizzata. Sulla vicenda che ha portato agli arresti domiciliari di Anna
Ferrazzano nessuno ha letto i pezzi di carta e sa cosa è successo veramente
e, prima di parlare, bisognerebbe conoscere la questione fino in fondo.
Resta il fatto che le dichiarazioni riportate dal suo avvocato dimostra un
senso di responsabilità”.
Il consigliere
Simone Massari
pone un altro problema delicato, quello dell’acquapubblica. Esalta il
comportamento del sindaco D’Alessio di Aprilia e accusa il sindaco di
Nettuno di non aver difeso le scelte referendario nell’ultima riunione dei
sindaci. Si rivolge poi all’assessore Andolfi; “oggi non ti riconosco
caro Andolfi, così liquidiamo dieci anni di battaglie del 2003, eppure qui
molti siamo stati eletti con la campagna sull’acqua. Io ti rispetto –
continua Massari - ma stai facendo il guardiano del fusto vuoto della
benzina, mentre i fusti pieni stanno nelle varie interpellanze e nelle
scelte di questa amministrazione. Bisogna far impegnare il sindaco e la
giunta sulla vicenda dell’acqua e il rispetto del 7% del rischio d’impresa
da scorporare dalle bollette, oltre al ritorno al servizio pubblico”.
Ancora una volta risponde il
sindaco Chiavetta che sostiene la parzialità di alcune affermazioni fatte
anche dai giornali. “Il sindaco D’Alessio è uscito subito dall’incontro
dei sindaci e il sindaco Bruschini nemmeno erano presente – attacca - eppure
si continua a parlare per sentito dire. Quello che risulta ed è chiaro è che
io ero presente ed ho discusso. Il sindaco D’Alessio se vuole riprendersi la
gestione del servizio lo facesse velocemente anche perché, per il principio
di solidarietà, noi paghiamo per altri comuni, Aprilia compreso. Io invece
sono rimasto ed ho criticato la scelta della regione sul consorzio di
bonifica ed ho fatto la proposta di abolizione perché costa troppo, come il
principio di solidarietà dell’Ato4. Aprilia si rendesse autonomo e gestisca
e non chieda più finanziamenti per interventi, come il nuovo depuratore a
Campo di Carne. Una delle delibere riguardava, tra l’altro, il contratto
d’uniformazione riportandolo a quello previsto a livello regionale. Anche
rispetto all’aumento delle tariffe c’è disinformazione. Non sempre si può
prendere per oro colato ciò che si scrive senza essere presenti, Poi, sui
falsi miti, io sono stato l’unico ad avere una posizione netta da subito sul
merito dei referendum: totalmente inutile. L’indirizzo politico votato dal
popolo italiano era giusto, ma nel merito c’era confusione. Anche a Napoli,
che spesso si nomina, si è cambiato solo il nome, ma solo quello. Il 7% poi
va a coprire diversi oneri e la tariffa se congrua o no, deve essere
stabilita da un organo che ancora non esiste. Concludendo non posso
accettare che il comitato dica cose che non sono vere”.
Insomma una discussione
delicata, anche pacata, ma con qualche accento polemico che evidenzia ancora
la mancanza di dialogo e non solo tra maggioranza ed opposizione. Uno
scoglio che, almeno al momento, il sindaco e la “sua squadra” supera con
facilità. Così si può andare ai punti all’ordine del giorno che passano
tutti con solo qualche accenno di dibattito, specie sul primo punto che
riguarda l’istituzione di un’anagrafe pubblica degli eletti del comune di
Nettuno. Nessun problema sulla proposta di delibera di iniziativa popolare
recante l’istituzione di un registro delle dichiarazioni anticipate di
volontà relative ai trattamenti sanitari e il testamento biologico,
l’approvazione delle modifiche ed integrazioni allo statuto comunale.
Respinto invece il punto
riguardante la sospensione della gara per l’affidamento del servizio di
revisione generale della numerazione civica esterna ed interna del
territorio comunale. Troppo onerosa per il comune ed i cittadini specie in
un momento di estrema difficoltà come quello che stiamo vivendo, ha
sostenuto l’opposizione, ma la maggioranza ha fatto “orecchio da mercante”
ed ha approvato l’iter che comporterà un importo dell’appalto a base d’asta
di € 1.236.000,00. Tutto questo, sempre a dire dell’opposizione, senza
indirizzo politico ne di giunta ne di consiglio comunale, e senza rivedere
le voci inerenti i costi, il censimento dei numeri ed infine l’opportunità
di procedere all’intera operazione.
L’ultimo atto del consiglio è
stato l’approvazione all’unanimità di una mozione presentata dal consigliere
del Fli
Giuseppe Bellucci
per l’adozione di un piano comunale di protezione civile, uno strumento di
tutela ambientale e di salvaguardia dell’incolumità dei cittadini, visto
anche il verificarsi su tutto il territorio nazionale di accadimenti del
tutto inaspettati, come crolli di edifici, smottamenti, frane, allagamenti,
esondazioni.
Concludendo, a parte qualche
“contentino” concesso, il sindaco Alessio Chiavetta e la sua maggioranza si
dimostra più compatta di quanto ci si aspettasse ed ha retto il colpo,
giocando d’anticipo, anche rispetto ad un episodio di grande gravità come
l’arresto di un suo componente e ciò anche per un’opposizione che invece si
è dimostrata meno compatta di quanto ci si aspettasse: troppe sigle, troppi
leaders in pectore.
ULTIMA ORA:
E' tornata in libertà
da ieri sera Anna Ferrazzano dirigente dell'Ufficio tecnico di Pomezia e
allo stesso tempo presidente della commissione urbanistica nel consiglio
comunale di Nettuno finita agli arresti domiciliari nell'ambito di una
inchiesta della Procura di Velletri sul rilascio di una concessione edilizia
inerente la realizzazione di alcuni villini posizionati in via del Mare, nei
pressi di un noto centro commerciale.
A far cessare la misura
cautelare che era stata adottata dal gip il 24 novembre scorso, è stato il
tribunale del riesame di Roma. Secondo l'impostazione degli inquirenti il
rilascio del permesso di costruire sarebbe avvenuto in seguito al pagamento
di 20mila euro da parte di un costruttore romano dopo che in prima istanza
la sua domanda di permesso edilizio era stata bocciata dall'ufficio tecnico
di Pomezia.
L'avvocato Naccari si è detto
comunque soddisfatto della decisione presa dai giudici della libertà ed ha
poi sottolineato: "E' stato compiuto un primo passo per arrivare
all'accertamento della verità e ad una completa soluzione della vicenda". Le
altre persone coinvolte nell'indagine, il vice della Ferrazzano nell'ufficio
pometino, un imprenditore capitolino e due progettisti che avrebbero curato
la pratica edilizia sarebbero invece ancora agli arresti.
Giancarlo
Testi
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