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di
Giancarlo Testi
Nell’ultima uscita del “Litorale” ho inaugurato la nuova
rubrica “Alla berlina” dove, ogni fine mese sceglierò un
personaggio o un fatto negativo o contraddittorio. Ad ognuno però
bisogna lasciare l’opportunità di difendersi, quindi ad ognuno di
loro si deve dare lo spazio per un “diritto di replica”. Così,
Giuseppe Bellucci, che avevo messo “alla berlina” perché
passato da acceso censore della giunta Chiavetta e del suo operato
all’entrata in maggioranza insieme al suo nuovo partito, mi ha
mandato una lunghissima lettera dove l’ex consigliere del Fli,
adesso passato con l’Udc, cerca di spiegare la sua scelta. Ecco la
sintesi del suo comunicato.
“Nel momento in cui ho scelto di uscire dal FLI partito da me
fondato a Nettuno e portato in Consiglio Comunale, perché Esposito
era solo il reggente di un circoletto di Generazione Italia, ero
così addolorato e malinconico che avevo pensato di non fare
comunicati, ma ho dovuto ravvisare che la stampa locale ha ricevuto
notizie e pubblicato comunicati dai significati distorti e lontani
dalla realtà, non riuscendo a centrare le vere motivazioni che mi
hanno portato a questa decisione e che vado a descrivere. Mi sono
trovato nell’ultimo periodo tantissime volte in disaccordo con gli
altri elementi locali:
ü
la nomina di Marco Roda a coordinatore non è stata una mia
espressione, ma voluta da Esposito, l’ho dovuta subire, comprese le
telefonate di Roda che il giorno dopo faceva in giro per dire a
tutti i partiti che dovevano parlare con lui;
ü
per quanto riguarda i rapporti umani non è vero quello che ha
dichiarato Esposito, non erano tutte rose e fiori, infatti, se pur
in modo civile, si verificavano di sovente litigi, che non solo mi
hanno tolto la fiducia nella persona con cui avevo iniziato ma anche
l’entusiasmo di proseguire in futuro;
ü
devo poi ricordare ai male informati che non sono stato eletto nel
Pdl o nel Fli, ma con la lista Alessandro Mauro Sindaco, che non era
voluta per contrastare Chiavetta, d'altronde non mi ritrovavo con la
coalizione di centrodestra che dopo aver causato lo scioglimento, e
danni economici al Comune voleva, dopo aver prima trombato Molinari
usando il povero Minchella, rimpadronirsi del Consiglio Comunale.
Dopo di ché ho manifestato il disaccordo con la linea della lista
Progetto Nettuno, di essere civici a Nettuno e PDL a Roma, infatti
quel tipo di gestione aveva portato all’allontanamento di tante
persone che avevano collaborato in campagna elettorale. Aderendo al
FLI sono stato tra i maggiori fautori e portatori a livello locale
del messaggio del cambiamento, del grande centro, non quello finto
che volevano fare Leli e Mauro civici a Nettuno ma PDL a Roma, ma
quello vero del terzo polo insieme ad API e UDC, del partito della
Nazione e soprattutto della fine del bipolarismo muscolare e del
fenomeno del Berlusconismo, lo abbiamo visto a livello nazionale i
leader e i partiti hanno smesso di litigare e hanno cominciato con
responsabilità ad occuparsi e ad affrontare i problemi del nostro
paese;
ü
negli ultimi tempi si era fatta sempre più insistente la voglia
della maggioranza di aprirsi alle forze moderate e centriste ed io
su questo da tempo stavo riflettendo, avevo pensato di cambiare e di
passare proprio all’ UDC, ma degli amici mi chiesero di riflettere
di non mollare e provare ad andare avanti, dicendomi che il partito
del FLI era il nostro, non è importante se la proprietà politica
sia divisa in tanti invece che in pochi ma è importante che
l’apparato funzioni, e che sia funzionale ad un progetto politico;
ü
durante le riflessioni e le valutazioni sia il sen. De Angelis che
il capogruppo in Regione Pasquali si erano espressi in modo
favorevole alla costituzione del terzo polo, mentre il duo Esposito
e Roda ha espresso la volontà di affiancare la PDL, di avere la
possibilità di esprimere il candidato a Sindaco del centro destra,
avendolo individuato, a mia insaputa, in Marchiafava;
ü
avevo due possibilità, la prima di fare la guerra interna al
partito, arginare i nuovi scienziati della politica, ma sarei
rimasto comunque da solo in un partito piccolo appena nato a un anno
dalle elezioni, l’altra sentirmi libero. Proprio in quei giorni in
cui l’UDC decide al suo interno, con volontà della maggior parte
dei dirigenti locali, di entrare in maggioranza avviene una cosa
grave per la democrazia e la libertà di scelta politica locale: la
partita viene trasferita in Regione Lazio dove esponenti locali
della PDL si recano dai loro proprietari terrieri e cercano di
creare pressioni, di fermare e di impedire la scelta dell’UDC di
Nettuno di entrare in maggioranza. Allora io mi sono chiesto per
quale motivo c’era tutto questo accanimento, per quali interessi.
Perché da Roma soffocare una scelta locale? Perché qualcuno conclude
trattative da mercato del baratto e nell’affare ci butta dentro
Ardea, Anzio, Nettuno? E qualcuno del FLI era anche contento, povero
FLI!!!!!! Pochi mesi fa avevano tentato di togliere il mono gruppo
regionale questi amici fidati;
ü
per ultimo il tema Chiavetta e della maggioranza: io sono stato
spesso critico nei confronti di Chiavetta e della sua Giunta. Da
componente dell’opposizione ho sempre cercato di tirare fuori i
difetti, ma sempre riconoscendogli la bravura di aver salvato una
città dal fallimento, di aver ridato credibilità a Nettuno. Oggi in
tanti abbiamo dimenticato che nel 2008 sembrava Bagdad piena di
buche, non c’erano i soldi per pagare gli stipendi, c’era la fila
dei fornitori che dovevano riscuotere i crediti. Spesso ho
contrastato la giunta, ma ricordo a tutti che ho cercato di
esprimere un modello diverso e sono stato l’unico esterno ad aver
ascoltato gli interventi al congresso del PD, e forze l’unico ad
aver presentato una mozione, quella sul piano di protezione civile,
che è stata votata all’unanimità, sono stato presente a tante
tantissime manifestazioni, dibattiti convegni di interesse
cittadino e politico e mi sono reso conto che il centro destra è
fatto dai soliti personaggi, diviso in tante anime disorganizzato
dipendente da Roma e pochissimo rinnovato rispetto al passato, dove
non regna il progetto di coalizione, ma da ambizioni personali,
cioè tale e quale a quello del 2008 dal quale io e il mio
candidato Sindaco e le altre liste civiche come quella di Leli
avevano preso le distanze, o era il solito trucco per rifare i
consiglieri comunali? Io non ho paura di cambiare, se è giusto,
invece sono tanti quelli che si vogliono ricollocare nel centro
destra dopo che se ne sono andati perché messi all’angolo ad
ammuffire senza alcuna considerazione. Invece dobbiamo tutti
prendere atto che a Chiavetta non servivano gli Scilipoti e cioè dei
numeri per reggere la maggioranza, come hanno fatto Sindaci in
Comuni vicini, che dopo anni di esilio vogliono tornare in patria
per riprendere la corona, ma ha avuto l’umiltà e il coraggio di
aprirsi di capire che unirsi ad altre forze moderate non era un
passo indietro o un segno di debolezza ma dieci in avanti e segno di
grande maturità.
A volte gli Scilipoti non sono quelli che cambiano partito ma quelli
che tramano dall’interno, quelli che ti accoltellano alle spalle
magari con una penna con i comunicati e poi piangono lacrime di
coccodrillo, invece di piangere dovrebbero fare il mea culpa. Non
accetto critiche da chi l’opposizione la fa per finta e che lavora,
chissà com’è, in enti e in società pubbliche. Qualcuno ha detto che
è bene che si faccia chiarezza nei confronti degli elettori come se
li conoscesse i miei elettori. E allora facciamola questa chiarezza:
cari elettori di Giuseppe Bellucci che mi avete votato con la lista
civica Progetto Nettuno non perché contro Chiavetta ma perché mi
avete affidato la responsabilità di rappresentarvi nelle istituzioni
fare politica e sedere in Consiglio Comunale non deve significare
assecondare, stare zitti, subire si deve essere liberi e felici di
ciò che si fa e in cui si crede, purtroppo quando si cambia partito
è facile essere giudicati solo per quello che si vede o si sente con
superficialità: si è parlato di vendite all’asta o sport nazionali
è difficile invece carpire cose che non si vedono e che non si
sentono in piazza ma che invece conoscete chi mi frequenta
giornalmente e cioè il sentimento, il coraggio, i sacrifici e la
passione per la politica e le delusioni, tante tantissime negli
anni soprattutto umane e l’attaccamento alla città, cari elettori
la bellezza di una casa e di una città non è data dall’aspetto
esteriore ma dalla felicità dei suoi abitanti, credo che gli
abitanti di Nettuno anche se con tante cose da fare e migliorare
siano più felici di come viene amministrata la città adesso che
prima del 2008, e noi continueremo il nostro percorso nell’UDC con
la nostra passione e la nostra felicità di sempre, pur non
dimenticando il passato e rispettando le idee di tutti mi dovete
scusare ma io non mi sento al servizio di nessuna logica di
potere, il mio obiettivo è quello di concepire una linea che si
proietti verso un percorso nuovo non fatto di dietrologia, di
dissapori, di vecchi rancori, ma fatto di idee, progetti,
iniziative, che saranno proposte ai cittadini con spirito
associazionistico, cooperativistico dove chiunque potrà dare un
contributo e mettersi al servizio degli altri con la giusta
meritocrazia.
Questi fatti mi hanno spinto a uscire dal FLI e a continuare
l’attraversata nel deserto nell’UDC, così l’aveva descritta Fini
dobbiamo combattere chi vuole soffocare la democrazia, la passione,
la voglia di fare con la forza del potere politico ed economico
credo che Fini sarebbe orgoglioso di Bellucci e non lo
giudicherebbe un traditore ma un coraggioso e soprattutto libero”.
Caro Bellucci, la stampa racconta i fatti, e, almeno per quanto ci
riguarda è democratica e leale. Gli abbiamo dato l’opportunità di
esporre ampiamente le sue rimostranze, gli abbiamo dato il “diritto
di replica”, come lei stesso sostiene, adesso saranno gli elettori
“serenamente a giudicare”.
di
Giancarlo Testi |