Denuncia di Andrea Onori

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Dopo essere stato denunciato da Alessio Chiavetta Andrea Onori contraccambia e spara su tutto e tutti.

"Ho indetto questa conferenza stampa per mettervi al corrente che sono stato denunciato dal   sindaco di Nettuno dott. Alessio Chiavetta. Denuncia compilata dall’avvocato Ciro Palumbi di Nettuno   perché avrei offeso questo fantomatico sindaco di Nettuno il 7 di febbraio durante la conferenza stampa  che sua Signoria Alessio primo, ha fatto riguardo alla Nettuno Servizi. A mia volta mi sono rivolto ad un legale, il dott. De Gregorio di Anzio, al quale ho dato incarico di chiedere 350.000,00 euro di danni, al Comune di Nettuno, in quanto offeso dal sindaco di questa città. Adesso vedremo gli ulteriori sviluppi in tribunale non essendoci più la competenza del  Giudice di Pace. La somma sarà, se vinco, completamente devoluta alla Comunità ebraica del comune di Roma e alle famiglie dell’Aquila".

Così inizia la conferenza stampa di Andrea Onori, segretario del Partito Repubblicano di Nettuno, e continua con accuse e denunce circostanziate rivolte a vari personaggi della politica locale. Io cercherò di trattare tutti gli argomenti, uno alla volta sentendo anche gli interessati che vorranno difendersi dalle accuse o dai giudizi.

Ce n'è per Giampiero Pedace "sottoassessore catto-comunista", per Carlo  Conte per episodi del suo incarico da sindaco, ma anche di quello attuale,  per 2 politici di Forza Italia e 2 dei DS che sono stati indagati e a cui sono stati imputati reati gravi, ma che stanno negli scranni della maggioranza,  per il candidato sindaco architetto, il candidato sindaco della Destra che fa il geometra, per il candidato sindaco Mauro che fa il costruttore. E poi per Sajeva e naturalmente Andolfi di cui chiede le dimissioni assieme a quelle di Conte.  Parla di soldi fatti perdere al comune e di opere per cui si sono presi sovvenzioni, mai eseguite, di scambi sospetti all'interno del poligono, con Carlo Conte che vuole permutare i brillanti con le caccole.

Alla conferenza stampa interviene anche il capo gruppo del Pdl Giuliano Valente, che arriva tardi e se ne va dopo l’intervento per un appuntamento.

Valente sembra non condividere non tanto il contenuto, ma il tono e l'equilibrio e, pur considerando che ognuno, anche nella propria interlocuzione può essere più o meno equilibrato, invita  anche l’amico Onori ad un maggior equilibrio con le parole.

Poi passa alla sostanza del problema: Il PDL condivide la posizione espressa, non le parole.

"Il nostro obiettivo è difendere ciò che è di nostra proprietà. Gli ottanta ettari non possono essere ne modificati, ne traslati, ne scambiati. Abbiamo l’interesse di andare a modificare anche l’assetto del territorio di Torre Astura. Nettuno ha verso il mare solo Torre Astura, noi abbiamo una realtà imprenditoriale e nell’ambito del territorio dobbiamo prendere una posizione diversa per quello che riguarda il poligono. Abbiamo la necessità di avere quel territorio per una realtà turistica che dobbiamo poter cavalcare e non con costruzioni ad impatto ambientale. Le 100 persone che stanno dentro potrebbero essere riconvertite e, senza rompere l’equilibrio ambientale, senza interventi stabili, senza cementificare, fare anche stabilimenti. Il poligono ha fatto il suo tempo, e percepisce denaro a proprio vantaggio, senza vantaggio per la comunità. Aprirsi ad imprenditori piccoli, ai giovani all’interno del territorio può diventare una opportunità. A Nettuno non ci sono più spiagge libere, plauso agli stabilimenti, ma il cittadino ha il piacere di avere anche una spiaggia. Non si possono fare i tesserini solo per gli eletti, deve essere fruizione libera a tutti i cittadini e non soltanto ai raccomandati. Il cittadino non ha colore politico e bisogna dargli libero accesso al territorio estivo del poligono con la certezza di riconvertire il territorio del poligono di Nettuno".

Conclude la conferenza Onori affrontando il problema della trasparenza rispetto all'accordo con la Ecopolis per 9 milioni di euro per tre anni a parte i servizi in più, richiamando in causa gli amministratori di Nettuno per delle presunte parentele sia per quanto riguarda la famiglia dell’ingegner Daniele Valenti dell’Ecopolis, sia per  i terreni riguardanti la piattaforma dell’Ecopolis che si troverebbe dopo il cimitero di Nettuno. 

Onori è veramente arrabbiato, anche quando lo richiamo per capire se ha intenzione di confermare tutte le affermazioni fatte e lo avverto delle possibili conseguenze. E' una belva offesa e la denuncia del sindaco non riesce a mandarla giù.

"Non si può andare avanti così. Cosa sarebbe successo se queste accuse fossero imputabili  a Kappler o Marzoli o Di Magno? Ma per i catto-comunisti gli altri sono tutti ladri e loro …. a già, loro hanno rifatto la via Crucis … e  si sono pure vestiti da apostoli". 

 

Io sono abituato a  fare informazione senza compromessi, in un primo momento aveva deciso di pubblicare nomi e circostanze, ma poi ci ho ripensato. Le accuse che Onori ha rivolto ai vari protagonisti restano, io mi impegno ad andare a parlare con loro per poter dare a tutti l'opportunità di conoscere il contenuto delle accuse e controbattere. Chi vorrà farlo io sono a disposizione, chi non è interessato a chiarire significa che avvallerà tutte le accuse. Forse questa si chiama libera d'informazione. 

                                                                                                                              Giancarlo Testi

 

GIULIANO VALENTE

Il  capo gruppo del PdL di Nettuno Dott. Giuliano Valente interviene, risponde e non si tira indietro  

 

Ci siamo stancati del poligono

Nettuno, Valente in merito alle dichiarazioni di Andrea Onori, segretario del partito repubblicano di Nettuno, esterna la posizione sua e del PDL. Poco interessato alla polemica ma molto interessato alla destinazione delle aree comunali all’interno del poligono. Nettuno possiede  di 80 ettari all’interno della base che sono di proprietà comunale e non possono essere né traslati né scambiati di alto valore paesaggistico, architettonico e culturale. Egli è un imprenditore e giustamente vede l’opportunità di sfruttare queste aree per incrementare la vocazione turistica e dare la possibilità a giovani manager di creare impresa senza violentare il territorio.

“Conosco Andrea Onori come persona corretta e con una solida professionalità alle spalle, conosce  fatti che io non conosco e non posso conoscere, non mi tiro indietro perché Onori ha messo il dito nella piaga, anche se ha  fatto riferimento a periodi precedenti quando non mi occupavo di politica. La mia stima per Andrea Onori mi obbliga a pensare che ciò che ha detto sia vero. Anche se non condivido la forma che ritengo eccessiva. Per entrare nello specifico bisogna considerare che siamo nel 2009, abbiamo satelliti che possono arrivare a leggere l’ora dell’orologio che abbiamo al polso e dobbiamo avere un luogo vicino alla città dove si continua a sparare inquinando. Noi ci siamo stancati di respirare  residui tossici altamente dannosi, ci siamo stancati del continuo bombardamento, ci siamo stancati dei botti, ci siamo stancati di avere dei terreni che non fruttano nulla: vogliamo avere la disponibilità dell’area. Vogliamo riprenderci la proprietà totale del territorio. D’altronde non vogliamo modificare nulla rispetto all’aspetto ambientale. Voglio vedere chi ha il coraggio di affermare che non possono esserci stabilimenti che non prevedano interventi che rompano l’equilibrio ambientale, che non prevedono un metro cubo di cemento, ma che utilizzino strutture non stabili rimovibili alla fine della stagione. Noi abbiamo  una stagione estiva che dura tanti mesi. Poi durante il resto dell’anno, quando i vacanzieri estivi sono ritornati in città, potremmo organizzare delle attrattive di mezza stagione come passeggiate a cavallo, tracking, passeggiate ludiche e cultural. Abbiamo un immenso patrimonio archeologico che non è sfruttato. Abbiamo il dovere di proseguire gli scavi archeologici e costruire un museo dei reperti. Torre Astura potrebbe essere una sede naturale in quanto già carica di storia. Le potenzialità sono notevoli. Basterebbe avere più coraggio e cercare insieme la soluzione dei problemi, perché se si viaggia da soli si rischia di commettere degli errori,  come quello commesso sulla Nettuno Servizi. Bisognava mandarla via, noi l’abbiamo sempre detto, ma non con questa metodologia, non con la rescissione unilaterale del contratto che ci espone ad una situazione seria.”

 

INCONTRIAMO ANDREA ONORI DOPO LA BUFERA

Nettuno. Pioviggina quando Andrea Onori ci dà appuntamento in un bar del centro di Nettuno. Non ha paura di farsi vedere mentre parla ad un giornalista. Semmai il disagio è nostro perché sappiamo che gli argomenti di cui vuole parlare sono delicati. Neanche il tempo di un caffè e si inizia. Torniamo indietro di qualche anno, dice,  quando Marzoli era sindaco e Di Magno vice sindaco. Vogliono aprire  un centro studi in una palazzina di due piani di fronte alla Via Visio, accanto alla polveriera a terra. Idea tanto cara all’ing. Benedetto Sayeva. Si trova il progettista nella persona dell’arch. Ermanno Afiliani. L’idea non è malvagia quella di avere un centro studi, una palazzina polifunzionale con biblioteche, aule audio e video, che si prevede aperto anche all’università La Sapienza. Un po’ di cultura non fa male anche perché se passa si avvera l’idea iniziale a monte che è  quella di far muovere un po’ di betoniere.  Si deve trovare il modo di “enucleare” ovvero togliere al Ministero della Difesa per dare in cambio al Comune  per gli 80 ettari che possiede all’interno del poligono militare. Io comune do qualcosa a te Ministro della difesa e tu dai qualcosa a me.

Il comune possiede una striscia del poligono a mare in cui ci sono questi 80 ettari comunali.  E’ una zona archeologica di grande interesse in cui  passa la via Severiana e ci sta la Villa di Cicerone con una enorme peschiera. L’unica peschiera al mondo semicircolare e così grande. E’ un tesoro pubblico di cui il comune si vuole disfare.  A pensar male se ne vuole disfare perché i militari posseggono altri terreni a Nettuno in mezzo alla città che possono essere resi fabbricabili. Oibò.  Ma la casetta in cui si deve costruire il centro culturale si trova proprio vicino alla polveriera. Troppo vicino, metti che scoppia che si fa. Difatti i funzionari del Ministero che sanno bene le norme di sicurezza dicono che dentro sta casetta non si può fare nulla.

Ma il finanziamento di Marzoli e Di Magno è partito, non sapendo di questo problema. La volontà politica del consiglio comunale va espressa, chi se ne frega della polveriera.  Noi sto centro lo vogliamo fare. La questione va in consiglio e 12 consiglieri con De Zuani dicono di annullare la richiesta. Cade Marzoli e arriva Chiavetta.  Si trova nel cassetto questo finanziamento di circa 3 miliardi e come se nulla fosse ripropone il progetto di Marzoli di fare il centro culturale accanto alla polveriera. Un progetto che porta un depauperamento  del patrimonio comunale. Negli 80 ettari del comune esiste la via Severiana, di epoca romana, due secoli a.c.,  esiste la villa di Marco Tullio Cicerone del ’43 a.c. e le più grandi peschiere esistenti al mondo, la quadrata più grande al mondo. Un fallimento totale.

Ma tornando ancora indietro a dimostrazione della cocciutaggine già nel 95 Conte andava a casa dell’affittuario, il ministero, e firmare il contratto di affitto. Il comune percepirà 26 milioni di lire per 80 ettari. Torna a casa e dopo quattro mesi ci ripensa.  Sono pochi scrive al ministero, perché non facciamo una permuta. I militari capiscono che proprio ci tiene tanto a questi beni permutabili e vanno dal Ministro Tremonti Ministro delle finanze che emette un decreto dove sono elencati i beni militari alienabili. Così Conte non dovrebbe più rompere.  E i beni sono: la ex Batteria Biancardi; l’area del Poligono Tiro a Segno Nazionale di Nettuno (vivai Mingardi); l’immobile denominato “Torre Piscinari” verso il laghetto Granirei; l’area antistante il poligono e compresa fra il depuratore comunale (su cui il comune ricava già il pedaggio delle automobili). Tutte aree non più utilizzabili per i compiti istituzionali del poligono. L’unico veramente appetibile sarebbe stato il primo, ovvero la ex batteria Biancardi (ex Fort Apache) perché costituito da terreno edificabile.  Ma Conte si dimentica che deve rispondere all’offerta entro 60 giorni e perde il diritto di prelazione. Così all’asta partecipa Mario Lalli, il costruttore, anche perché i terreni fanno gola e acquista la proprietà a nome del figlio.

Adesso restano gli altri con cui il comune può fare uno scambio, ma sono di scarsa importanza e poco utilizzabili. E rendono anche troppo poco. Il comune percepisce un affitto  dal ministero della difesa di 150 euro l’ettaro mentre il ministero, cioè Il poligono, se li affitta per il pascolo, per girare film e tante altre cose, manifestazioni, ecc. Ecco perché, dice Andrea Onori,  Conte non è stato così bravo come sindaco, e non lo è nemmeno come assessore quando ripropone uno scambio. Ma la frase in nettunese suona diversa. Perché Conte anche oggi insiste su un cambio che non risulterebbe favorevole per il comune che invece dovrebbe riappropriarsi di quegli 80 ettari pieni di storia e cultura e aprirli alla popolazione. Non solo ai raccomandati con il tesserino. E in questo ha il pieno appoggio anche del capo gruppo del PdL Giuliano Valente.

 

 

12-04-10