Grandi problemi, poca coesione.

MA COSA STA SUCCEDENDO A NETTUNO? 

Sta per iniziare l’estate e nonostante le tante difficoltà tutti si preparano per una stagione possibilmente positiva. A guardare gli ultimi avvenimenti non ci sarebbe da stare molto allegri, ma la speranza è sempre l’ultima a morire. Però intanto:

· vengono incendiate le macchine e scoppiano le bombe carta;

· continuano gli arresti per spaccio di grandi quantitativi di droga;

· ci sono segnali per problemi di usura,  tutti segni evidenti di una malavita organizzata che tenta di entrare in città, ammesso che non vi sia già stabilita in pianta stabile;

e poi ci sono le difficoltà legate alle carenza di sabbia, dell’inquinamento del Loricina e dei pericolosi scarichi a mare, la pericolosità di discariche a cielo aperto, la disputa sui raccomandati possessori dei tesserini per entrare nel Poligono, i chioschi che nascono come i funghi e si espandono a vista d’occhio arrivando a nascondere anche le storiche mura della città, le sedie e i tavolini di bar e ristoranti che invadono vie e piazze.

E la domanda iniziale a questo punto va riproposta: che stagione sarà quella che ci attende e i vari schieramenti politici sono stati in grado e saranno in grado di trovare la giusta coesione per tantare di risolvere i problemi più gravi che mortificano la città, che se ben amministrata e valorizzata in questi anni avrebbe potuto essere un esempio di ordine, vivibilità e bellezza. La “Costa dei Miti”, ovvero quel lembo di terra fra Ardea e Torre Astura potrebbe essere o diventare un vero polo d’attrazione non solo nazionale. Ma facciamoci un giro negli schieramenti cittadini, iniziando da quello del sindaco Alessio Chiavetta.

 

Il PD: ha ereditato una situazione disastrosa e questo va considerato. Ma, a parte qualche presunto “scheletruccio nell’armadio” a causa del passato di qualche personaggio che sembrerebbe non del tutto trasparente, il partito democratico appare diviso e conflittuale, proprio come a livello nazionale. Sembra aver ereditato i difetti della “balena bianca”, senza un riscontro rispetto alla capacità di d’incidere. Convegni disertati, Consigli comunali rimandati o posticipati per cercare difficili convergenze, probabilmente tanta buona volontà, ma non molti risultati concreti. A dovuto anche subire l’ingresso in Giunta dell’Italia dei Valori, causa l’apparentamento della Lista capitanata da Roberto Alicandri con il partito di Antonio Di Pietro. 

Il PDL: invece di essere coeso nel fare opposizione , non trova un assestamento stabile: ha visto le indecisioni di De Zuani e Minchella, l’uscita di Della Millia, le lotte sul coordinamento, la messa in discussione di Angelici, che poi ha presentato l’MPA, il nuovo gruppo elettorale lanciato dal siciliano Lombardo. Ultimamente in Consiglio comunale il suo capogruppo è stato spesso lasciato solo e, in sala, si sono rivisti personaggi che sembravano scomparsi, come l’ex segretario di AN Gianni Molinari che sembra ben dialogare con la Vaccai. E non si capisce come è organizzato il PDL a Nettuno, chi sia in questo momento il responsabile, a chi e dove si debbano rivolgere gli elettori simpatizzanti. Anche in questo caso le tensioni di livello nazionale si ripercuotono anche a livello locale. 

Le Liste: situazione migliore non ci sembra riscontrabile negli schieramenti riconducibili alle liste che hanno concorso da sole nelle ultime elezioni comunali. Senza riferimenti nazionali, Vettori e Favari ci sembrano spaesati e difficilmente inquadrabili e collocabili, battitori liberi in un’epoca in cui c’è bisogno invece di forte coesione e di un forte gioco di squadra, visto che il libero non è più previsto nemmeno nel calcio. La lista Mauro  & Bellocci si barcamena in un ruolo che alla fine resta sterile e condizionato dalle convenienze. 

La Destra: infine restano Leli e Turano e qualcuno potrebbe pensare: meno male, almeno la destra sarà rimasta unita e stabile rispetto agli schieramenti con cui si erano presentati ai cittadini. Nemmeno per sogno! Il simbolo con cui si erano presentati, la Destra di Storace si è apparentata con l’MPA, ma loro si sono chiamati fuori. “D'altronde ci erano presentati da indipendenti in quello schieramento” ci dice Mariano Leli, mentre Rodolfo Turano aggiunge”noi rappresentiamo l’altra faccia della politica, ed io, personalmente, a queste elezioni europee voterò per Fabrizio Cirilli, il candidato della Lega Nord”. Mi faccio ripetere la battuta che mi coglie incredulo, e se non fosse che conosco il valore professionale, morale ed etico di Rodolfo Turano la prenderei come una battuta, invece è la politica che cambia, sono i due opposti che si incontrano, l’orizzonte che unifica, ma QUANTA CONFUSIONE ! 

Tutti sostengono di lavorare per la città e di anteporre il  bene di questa persino agli schieramenti, ma alla fine quello che vediamo da fuori è una grande confusione, e non serve pensare che ad Anzio è successo qualcosa di ancora più grave: un consigliere eletto con i voti della più intransigente opposizione al PdL, l’Italia dei Valori di Antonio di Pietro, passa fra le fila dell’UDC di Casini, che ad Anzio è alleata con il PdL di Bruschini: una perfetta inversione di 360 gradi. E allora il problema non è più se si capisce o no la politica ed i suoi cambiamenti, ma se la politica ha ancora a cuore i cittadini che dovrebbero essere la sua linfa vitale.

                                                                                                                             Giancarlo Testi

 

28-01-12