Chi avrebbe mai detto che mi sarei trovato un giorno a difendere
Carlo Conte, l’ex sindaco e adesso anche ex assessore, che spesso ho avuto
modo di attaccare per il suo carattere “fumantino”, per alcune scelte fatte
durante il suo mandato da primo cittadino per alcune illazioni su Torre
Astura e su quegli inutilizzati terreni comunali, oltre che sulla nascita di
Nettuno Servizi e il comportamento dei suoi due assessori Faraone e Cervone.
Ma si sa, mentre tutti sono sempre pronti a saltare sul carro dei vincitori
(ora questi, ora quelli), c’è chi invece predilige gli sconfitti se a
sconfiggerli sono l’arroganza e il potere. A me non piace essere forti con i
deboli e deboli con i forti, anzi. Io ho attaccato Conte quando lo ritenevo
potente e sfrontato e difeso Alessio Chiavetta quando sembrava giovane ed
esperto un balia di tanti furbastri, ma le situazioni si evolvono e quello
che sembrava vero ieri oggi potrebbe non esserlo più. Carlo Conte non lo
conosco abbastanza per sapere qual è il suo attuale stato d’animo e nemmeno
il percorso politico,ma credo che sia abbastanza deluso dai “compagni” di
partito e anche da quei consiglieri che riteneva più vicini, ma innanzi
tutto penso sia amareggiato dai tanti iscritti che fino ad ieri lo
difendevano a spada tratta ed oggi lo criticano apertamente. Eppure il
professore non ha fatto altro, essendo peraltro assessore al Personale e
alla Trasparenza e comportandosi come ci si dovrebbe attendere da tutti gli
amministratori, che richiamare tutti a comportamenti coerenti con i
principi di responsabilità, correttezza trasparenza. Un atto di tutela. Ma
ormai la giunta e lo stesso Chiavetta sembrano insensibili a questioni che
hanno a che fare con la giustizia, la moralità e l’etica del governare.
Forse ci sono cambiali da pagare ma la situazione si sta facendo
insopportabile. Troppe questioni se, non proprio al limite del reato, ma
sicuramente di cattivo gusto. E non serve fare i Ponzio Pilato, lavandosene
le mani e accollando tutte le responsabilità alla partecipata e a Calderola
che deciderebbe tutto in proprio (leggi l’articolo sulle partecipate in
house). Ho parlato con gli esponenti principali del PD che sembrano
compatti nello “sputtanamento” del professore e a questo scopo hanno anche
in mente di promuovere una conferenza stampa che preceda quella che Conte
sembra aver messo in agenda per mercoledì prossimo. Loro ne fanno una
questione di metodo e interna al partito, ma sfuggono gli argomenti reali in
ballo che invece interessano al sottoscritto e almeno a parte della
popolazione, anche quella del centro sinistra.
Carlo Conte credo non sia un personaggio debole e probabilmente
si attende gli attacchi degli ex compagni, ma almeno adesso si sentirà
libero di fare le sue battaglie senza impedimenti,. Lui è abituato a stare
accanto alla gente e ai problemi, e si saprà difendere adeguatamente se
riterrà di aver ragione e avrà il coraggio sufficiente, ma le due cose che
più mi stupiscono in questa ulteriore storia nettunese sono:
1. 1)
gli iscritti al PD che hanno deciso di rinnegare il proprio paladino,
il politico che più di altri rappresenta il concetto di solidarietà e la
forte attenzione verso le esigenze degli ultimi;
2.
2) il primo cittadino che utilizza una lettera di tutela speditagli
da Conte con la richiesta di revoca della delibera d’assunzione della figlia
della Ferrazzano e una certa presa di distanze rispetto all’operato della
Poseidon e alle assunzioni controverse per ritirare le deleghe all’ex
assessore, prendendosi la sua rivincita postuma con un personaggio che non
lo aveva sostenuto. E lo fa con una velina di dubbio gusto, che ironizza
sull’operato di Carlo Conte arrivando ad affermare “Conte ha scritto un
capitolo negativo, utilizzando termini e sedi inappropriate e palesando un
malessere dal quale non esito oltre a sollevarlo”. Ma se il PD di
Nettuno spera di spostare il tiro dagli atti controversi alla disputa con
l’ormai ex assessore si sbaglia. La città resta in attesa di risposte
convincente sugli ultimi avvenimenti, sulle presunte ingiustizie, sulle
facili carriere, sulle amicizie trasversali. Ma dubito che su questi
argomenti arrivino risposte e allora, se questo è ciò che esprime il PD di
Nettuno, forse ha ragione chi sostiene che ormai la politica tutta è
lontanissima anni luce non dico dai sogni, ma anche dalle reali necessità
dei cittadini: il lavoro con pari opportunità, la giustizia e la
trasparenza.
Chiavetta, oltre a Carlo Conte, revoca/sospende anche la
famigerata delibera di Giunta numero 301, preferendo attendere le verifiche
della situazioni politiche e sindacali relativi alla stessa. E la domanda
sorge spontanea. E anch’essa attende una risposta. Ma era proprio necessario
partecipare all’assunzione di nove, dico nove, personaggi chiacchierati? Era
proprio necessario fare una delibera specifica per stabilizzare la figlia di
un consigliere comunale? Era proprio necessario far assurgere un nuovo
dirigente, senza i requisiti e in prova, a “sultano governatore” del comune
innescando una serie di abbandoni o “mal di pancia” degli altri dirigenti
già penalizzati rispetto ai colleghi di altri comuni, vedi Anzio o Pomezia?
Era necessario … e potrei continuare. Ma non avrò risposte alle mie domande
poiché l’amministrazione ha scelto la strada delle veline e non del
confronto. Alessio Chiavetta, in una di queste veline che invia ai giornali,
lamenta il fatto che le polemiche fanno passare in secondo piano “gli
importanti successi riportati dall’amministrazione”. Purtroppo si scorda
che, nonostante la questione Publiconsult/Nettuno Servizi/San
Giorgio/Tributi Italia sia ben lontana dalla soluzione finale, quando ha
preso decisioni coraggiose (non so se giuste, ma coraggiose) lo abbiamo
sempre sostenuto. Non può però pensare che si debba “mettere la sordina”, e
qualcuno la sta mettendo, su fatti che sembrano sconcertanti. Berlinguer si
sta rigirando nella tomba. E io non ho mai parlato e non voglio parlare di
polizze assicurative o stili di vita. Qualcuno a volte mi ha etichettato
come sostenitore di Chiavetta, altri mi hanno detto che ero troppo severo
con il sindaco. Io cerco di esprimere sempre un parere disinteressato e non
è detto che abbia sempre ragione, però l’intenzione è sempre quella di
stimolare l’intelligenza dei lettori, di cercare di farli ragionare con la
propria testa, di farsi una propria idea al di la dei miei e altrui
ragionamenti. La sintesi la potrebbero fornire queste due frasi, che fanno
pensare, la prima è dedicata alla questione Carlo Conte, la seconda ai
simpatizzanti di un PD sempre più omologato.
v
Rosa Luxemburg:
se vi dicono che ho rubato le posate dal Cremlino, non credetegli, sono solo
in disaccordo con Lenin.
v
Meglio avere
torto dentro il partito che ragione fuori (non si sa mai).
Meditate gente, meditate.