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       FAR RIVIVERE LA CITTA' ATTORNO ALLE VETRINE, LA STORIA, LE IDEE.

CENTRO COMMERCIALE NATURALE

UNA GRANDE OPPORTUNITA’ PER ANZIO

dal nostro inviato: Giancarlo Testi

E’ presso la sala Fides in vicolo dell’Arte ad Anzio che ha luogo l’assemblea pubblica degli operatori dell’area in cui insisteranno i Centri Commerciali Naturali (Piazza Pia, Piazza Garibaldi, Via XX Settembre, Via del Porto Neroniano, Via dei Fabbri e Corso del Popolo) e l’Amministrazione comunale e la Confcommercio.

L’incontro, promosso dalla Associazione commercianti per il Centro  Commerciale Naturale di Anzio centro, oltre a spiegare il progetto, e serve a capire la formale adesione grazie anche alla previsione di un versamento a titolo di acconto di 100 euro.

 Una somma, salvo conguaglio, considerato che complessivamente  gli operatori commerciali dovranno versare € 75.200,00 (più saranno meno dovranno pagare) che dimostrerà una reale manifestazione d’interesse e che, aggiungendosi a € 124.800,00 a carico della Regione e € 200.000,00 a carico del Comune di Anzio, forma un cifra considerevole di  € 324.800,00 che sarebbe deleterio buttare al vento. Gli interventi previsti che scadevano al 31/12/2008 sono stati prorogati al 30 giugno 2009, data oltre la quale non sarà più possibile sfruttare i finanziamenti previsti. Angelo Graziosi, Presidente della neonata associazione,  spiega l’importanza di un progetto che serve anche a fare sistema, oltre a migliorare l’assetto urbano e le attività, e che circa 150 attività hanno già consegnato la certificazione  e che nella settimana prossima sarà indetta una nuova assemblea. Poi spiega la grande opportunità offerta dai soldi messi a disposizione dalla Regione Lazio. Ma subito interviene il sindaco Luciano Bruschini, al quale probabilmente ancora brucia il no della Regione al porto, perchè precisa subito:

“La Regione non ci ha regalato proprio niente, sono soldi dei cittadini. Comunque, al di la delle cifre voglio spronare decisamente tutti rispetto all’iniziativa. La città di Anzio ha ormai il centro vuoto. Anzio centro, cuore e fulcro della città dal punto di vista abitativo è diventato il “quartiere” meno popoloso. E’ necessario comunque inventarsi qualcosa di nuovo. Il comune di Anzio ha messo in questo progetto ben 200.000,00 euro, ma ci deve essere la volontà di cambiare. Cambiare veramente, - continua il primo cittadino - adeguandosi alle necessità di un centro storico dedito al commercio e al turismo. Nel 1990 feci un’ordinanza per rimanere aperti anche di notte, mi assaltarono. Adesso la situazione, che conosco bene, è che, a parte alcune piccole attività di nicchia, il commercio non va bene. Bisogna inventarci qualche cosa, un meccanismo virtuoso che ci possa caratterizzare.

 

 “Davanti agli esercizi che ci faranno perdere questa occasione farò scrivere:

 

 e poi modificherò le regole circa le insegne, i vasi, le sedie, i tavoli che fanno delle piazze di Anzio dei depositi.

 Ma ci vuole entusiasmo, ripensare a cosa siamo e cosa dovremmo essere, studiare nuovi arredi, nuovi orari, metodi nuovi, non è solo mettere a posto le vetrine. Certo se i commercianti disponibili saranno pochi non si farà nulla. Perderemo un’occasione, ma io m’impegno personalmente a mettere un cartello davanti agli esercizi che si sono tirati indietro rispetto ad una iniziativa positiva con questa, sul cartello ci scriverò “questo non ha voluto partecipare”. Poi, ammesso che malauguratamente non si faccia nulla noi modificheremo comunque alcune regole, non permettendo più insegne come quelle che oggi si vedono, muri imbrattati, vasi, e piazze invase da tavolini e sedie, come se le piazze fossero depositi personali. Bisogna far rivivere ad Anzio il clima di un tempo, con la piazza piene,  non dico con il “piccolo padre” di un tempo, ma con i camerieri in abito da lavoro che servono i tavoli con l’orchestra che suona. Questo voglio vedere ad Anzio".

Un discorso interessante, risoluto e motivante che è seguito da una colorata presentazione dell’Arch. Graziano Di Gioia. Subito dopo l’intervento di diversi commercianti che chiedono spiegazioni e che pongono problemi legati all’ammontare del versamento e al problema dei parcheggi. Ancora una volta è Luciano bruschini che risponde:

“ L’accordo fatto con le Ferrovie ci permetterà di sistemare l’area denominata “La Piccola”. La puliremo, la illumineremo, la faremo sorvegliare, prevedendo delle scalinate e un trenino che porterà in centro. 600 posti auto. Poi, in prospettiva, abbiamo in mente altri parcheggi e diversi trenini per portare i visitatori in centro, dove abbiamo in mente opere e manifestazioni ricorrenti che possano essere di attrattiva e riportino Anzio al fasto che si merita”.

Noi siamo rimasti favorevolmente impressionati dalla grinta del sindaco e dalla sua caparbietà nel voler imprimere una sterzata ad una situazione di stallo. L’unica riflessione che gli abbiamo porto è quella che per far tornare le persone nei centri storici è quello di vedere i CCN come una opportunità di sviluppo economico che consenta di far rivivere la città attorno certo alle vetrine, ma anche alla sua storia e alle idee. Quindi è necessario prevedere una ulteriore fase che riesca a coinvolgere attivamente anche la società civile, le associazioni, chi vuol partecipare.  Perché per far rivivere i centri storici c’è bisogno dell’amore e dell’impegno di tutti.

                                                                                        

MA COSA DOVREBBE ESSERE, PER NOI, IL CENTRO COMMERCIALE NATURALE

 

Il Centro Commerciale Naturale è una entità giuridica dotata di capacità economica  e di solidità imprenditoriale, che consente la coesistenza di soggetti pubblici e privati con forme societarie del tipo Società Consortili a Responsabilità limitata. Un centro commerciale naturale rappresenta un sistema di esercizi coordinato e integrato fra loro da una politica comune di sviluppo e di promozione del territorio, una rete commerciale fatta da attività collocate su una stessa area e interessa, tra l’altro: l’arredo urbano, la realizzazione di infrastrutture e di servizi adeguati alle funzioni distributive e alle esigenze dei consumatori, l’integrazione dell’attività commerciale anche con eventi di interesse culturale e di spettacolo, la valorizzazione delle attività economiche, la promozione della distribuzione commerciale delle produzioni tipiche locali, la crescita delle funzioni informative svolte dal sistema distributivo per la promozione turistica e culturale del territorio, la crescita e l’associazionismo delle piccole e medie imprese commerciali. Insomma la realizzazione dei centri commerciali naturali significa valorizzare le città, le vie, le piazze, i centri storici aprendo nuove ed interessanti opportunità a commercianti, piccoli produttori e ai cittadini, oltre ad essere uno stimolo per migliorare, rivitalizzare, riscoprire la storia e le tradizioni culturali del litorale, incentivando gli abitanti ed i turisti a vivere veramente la città.

La scelta dei luoghi, perché i centri non vogliono essere una struttura ma un luogo, è importante perché devono fungere da attrattiva. Il centro non dovrebbe essere però solo un’occasione di rilancio per le piccole imprese e un rilancio delle iniziative di aggregazione, ma potrebbe restituire ai cittadini gli spazi aperti e il piacere di fare shopping in scenari meravigliosi, in contrapposizione con l’artificiosità e la standardizzazione dei centri commerciali periferici, seriali e spersonalizzanti.

Una scommessa su noi stessi,  per restituire valore e dignità al nostro territorio, ricco di potenzialità e di tradizione. Un buon ritorno per i centri commerciali ormai semi abbandonati, specie durante la stagione invernale. Ma quali potrebbero essere i benefici  per il cittadino comune? Oltre alle sopra citate opportunità imprenditoriali e le ricadute turistiche, i centri commerciali naturali potrebbero soddisfare anche altre esigenze, alcune assai pratiche, altre più psicologiche:

Opportunità pratiche

 

All’interno del progetto potrà essere prevista una iniziativa che sia di aiuto e combatta il caro vita: il mercato a chilometri zero, ovvero una iniziativa in favore dei produttori agricoli che potranno rivendere i prodotti direttamente ai clienti, senza passare attraverso la filiera consueta e i tanti intermediari previsti

Opportunità psicologiche

 Lo sviluppo e l’invasione dei grandi centri commerciali è anche dovuto ad un cambiamento culturale perché, mentre prima si andava a fare compere esclusivamente per rispondere a delle necessità immediate, oggi chi va a fare shopping lo fa anche per esigenze ludiche, tanti giovani e anziani si ritrovano nei centri commerciali, magari senza comprare niente,per stare insieme. Ecco perché il progetto prevede anche l’allestimento di servizi di supporto, punti di ristoro, aree di mostre , animazioni per strada,  perché l’obiettivo non è solo quello di riscoprire delle bellezze naturali, di stimolare a riscoprire la vita sociale negli spazi aperti, ma anche fornire la possibilità nello shopping di una esperienza gratificante in sé e pertanto coinvolgente anche nel piano psicologico.

Solo il tempo ci saprà dire se saremo in grado di crederci e se sapremo sfruttare la grande opportunità.

 

                                                                                           Giancarlo Testi

 

 

 

10-05-12