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Senatore, lei è stato per dieci anni alla guida del comune di Anzio, poi è
decollato ad un ruolo più importante, ma,ogni tanto, non ha nostalgia per
quegli anni di confronto con i problemi concreti e reali delle persone o si
è già integrato in un sistema che, almeno a noi periferici, sembra soffrire
di distanza e scollamento con la realtà.
Dieci anni sono tanti e poi sono stati dieci anni intensi.
Ancora oggi giornalmente seguo la vita politica amministrativa del
nostro territorio, ma non più in maniera diretta. La vita è fatta di
momenti, la nostalgia non serve; per me il momento amministrativo
locale, durato quasi vent’anni, si è esaurito. Oggi mi preoccupo
sempre di problemi territoriali, ma a livelli diversi.
Lei condivide il nuovo “analfabetismo politico” che impedisce persino di
poter scegliere la persona a cui affidare convintamene il proprio voto.
Non condivido. Il collegamento vero con il territorio è importante. Io,
per esempio, sono un senatore della regione Lazio, però mi sento più
portato ad occuparmi dei nostri territori, quelli in cui vivo, quelli
che ho amministrato, insomma cerco di rendermi utile rimediando anche ad
un passato che, fino alla mia elezione, non aveva avuto rappresentanti
in parlamento, e questo non era giusto .
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Le piacciono le attività a cui oggi si
dedica, fa parte di tre commissioni importanti, e, a parte quella
finanziaria, una riguarda un argomento scottante, quello delle “morti
bianche”. L’economia è importante, ma la persona di più e le vittime
del lavoro ogni anno in Italia sono sicuramente più di 1400 all’anno.
Una guerra che, dopo il clamore suscitato dalla cronaca dei vari
incidenti, quando i riflettori si spengono, lascia famiglie distrutte.
Cosa si può fare per questi “figli di un Dio minore”?
Con la commissione d’inchiesta stiamo facendo un lavoro intenso e stiamo
analizzando anche ciò che succede negli altri paesi europei. In questo
campo noi abbiamo una legislatura apprezzabile, probabilmente superiore
a quella degli altri. Abbiamo anche circa diecimila persone tra stato,
regioni, province e comuni che si occupano di controlli, mentre
Francia Germania ed Inghilterra ne hanno dai mille ai duemila però con
metà dei nostri morti. E questo è un problema serio. In una audizione
che abbiamo fatto con il ministro Sacconi e i commissari di Inps e Inail
ho posto il problema dal punto di vista educativo. Noi abbiamo oltre
l’ottanta per cento delle nostre scuole che non sono a norma su problemi
sulla staticità degli edifici, sull’antincendio e sull’impiantistica.
Senatore incredibilmente le strutture
scolastiche hanno una deroga sugli obblighi imposti dal decreto 626,
norma a cui si devono invece scrupolosamente attenere tutti gli altri
luoghi di lavoro e le aziende perché previene la sicurezza.
Appunto, nel colloquio con il ministro ho sottolineato che le scuole
sono anche posti di lavoro e i ragazzi, se il problema sicurezza nelle
scuole non è affrontato, usciranno con un deficit educativo perché
disabituati al rispetto di tante regole. E il problema delle “morti
bianche” non può essere ridotto ad uno scontro di responsabilità fra
imprenditore e lavoratore perché muoiono tanti lavoratori ma anche tanti
piccoli imprenditori. E’ una questione di educazione alla prevenzione.
Senatore cosa ci può dire della
protesta scolastica, dell’onda, secondo lei è solo una questione
ideologica, un problema che si ripropone ogni tanto negli anni o è una
condivisibile protesta perché, invece di combattere gli sprechi, e ce ne
sono, si colpisce indistintamente tutto il settore che invece avrebbe
necessità di riforme vere.
Abbiamo fatto a Nettuno, nei giorni scorsi, insieme all’assessore
regionale alla scuola Silvia Costa, un convegno molto interessante.
All’inizio sono stato leggermente contestato, ma a me piace molto il
contraddittorio nelle discussioni, ma poi il dibattito si è allargato
nel tempo e nei contenuti e secondo me è stata una cosa soddisfacente a
livello territoriale. Sul problema scuola il governo forse ha sbagliato
in termini mediatici, ma io sono uno di quelli che ha votato la riforma
della scuola elementare e, ancora più convintamene quella universitaria,
perchè ritengo che un governo se ha un programma deve svolgerlo in
maniera coraggiosa e i risultati alla fine arriveranno e saranno
visibili. Comunque su questa materia c’è stata troppa
strumentalizzazione.
Parliamo un po
di privatizzazioni. Forse in Europa ci s’inizia a rendere conto che
privatizzare beni essenziali pubblici, solo in rari casi, porta
vantaggio ai consumatori o al bilancio dello stato. La ricerca del
massimo profitto non si preoccupa dei costi sociali e non prende in
considerazione i bisogni fondamentali la cui solvibilità non è
assicurata. Lei è sostenitore del ritorno ad una gestione pubblica
dell’acqua, e non solo, ma il governo con l’art.23 bis cade in
contraddizione; ribadisce la natura pubblica del bene ma poi spalanca le
porte ai cosiddetti "privati", ossia alle multinazionali. Eppure anche
in America dove è tutto privatizzato, l’acqua è rimasta a gestione
pubblica, e ci sarà un motivo….
Le mie preferenze sulla gestione della cosa
pubblica le ho sempre dimostrate nei dieci anni in cui ho fatto il
sindaco. Ho riportato dentro il controllo pubblico tanti servizi che
erano stati esternalizzati con poca soddisfazione e i parcheggi o la
società comunale che gestirà la realizzazione del nuovo porto stanno a
dimostrare questa coerenza. Anche sull’acqua sono sempre stato per la
sua pubblicizzazione, però dobbiamo anche pensare che se dal 1993 il
governo partì per privatizzarla con la legge Galli, è perché, e lo
dobbiamo dire facendo anche noi ammenda senza nessun problema, per
decenni chi ha gestito pubblicamente l’acqua l’ha fatto in maniera
fallimentare. Noi abbiamo l’esempio del “Carano” che poteva essere un
modello delle due città allargabile ad Ardea, Pomezia ed Aprilia, ma che
è stato gestito in termini non economicamente soddisfacenti. Adesso alla
chiusura dei conti per la liquidazione dell’Ente i comuni dovranno
affrontare un debito nei confronti della regione. E questo perché non si
è mai pagata l’acqua e perché non c’era serietà nella riscossione e ad
Anzio e Nettuno ci si era comunque abituati a pagarla poco. L’arrivo di
“Acqualatina”,che ha voluto mettere regole precise ha certamente creato
dei problemi. Io su questi temi sono sempre stato abbastanza sincero,
anche se in politica spesso la sincerità non paga, per esempio Marrazzo
ha sempre promesso che avrebbe ripubblicizzato l’acqua sapendo di non
poterlo fare, io ho sempre detto che tornare indietro su questi temi è
difficilissimo. La politica invece deve aiutare la gestione mista
intervenendo sui costi dell’acqua, intervenendo sugli investimenti,
insomma cercando di far capire che non serve alimentare proteste che
non sono legittime, ma facendo proposte che possano invece aiutare le
famiglie.
Ancora prima dello sproporzionato e non giustificato spiegamento di
forze che ha sgomberato il Presidio No Turbogas a Campo di Carne lei
aveva dichiarato che probabilmente il fronte di chi vuole costruire la
centrale l’avrà vinta. Fra questi c’è anche, a livello personale,
l’attuale sindaco di Anzio Bruschini, lei non crede che ai vertici
amministrativi non devono esistere posizioni personali. E come vede
adesso la situazione? La Sorgenia quando ha previsto nel piano di
fattibilità che Aprilia, oltre ad essere un ambiente già degradato,
fosse anche a bassa reattività sociale forse si sbagliava e la forte
reazione dei cittadini del litorale gli potrebbe creare seri problemi
rispetto alla realizzazione.
Io ho cercato di dare il mio contributo, ho anche sentito il ministro
Prestigiacomo per avere notizie sulla mia interrogazione, per cercare di
fargli capire il problema. Non voglio, non mi va di essere troppo
polemico ma la regione, al di la di certe posizioni di facciata, non ha
fatto nulla. Io ho parlato anche con il sindaco di Aprilia che mi ha
anche informato sul consiglio comunale congiunto a cui parteciperanno 12
città, e mi sono convinto che c’è bisogno di una grossa azione
amministrativa supportata da una grande mobilitazione popolare con i
sindaci in testa, perché, secondo me, c’è ancora tempo per fermare il
progetto. Non bisogna mai dare tutto per scontato.
Lei ha avuto parole positive per la nuova amministrazione di Anzio,
mentre ha dichiarato di non vedere la necessaria forte azione di governo
a Nettuno. Ma cosa pensa dell’opposizione a Nettuno e come spiega che in
una delle città più a destra d’Italia il PD governi da solo con un’altra
parte addirittura all’opposizione. E non le sembra che nei vari
schieramenti locali che dovrebbero confluire nel PdL ci sia qualche
atrito di troppo?
Nettuno ha bisogno di una amministrazione che governi la città. Io più
volte ho augurato al sindaco Chiavetta che possa svolgere il suo ruolo
ma mi sembra che da parte della sua maggioranza questa coscienza non ci
sia. C’è una città che è stata tre anni commissariata che deve essere
amministrata ma non vedo nella maggioranza una volontà di governo, che
abbandona le polemiche e da una mano al sindaco a governare. Ecco cosa
volevo dire quando parlavo di debolezza. Da parte dell’opposizione
invece noto un gruppo che fa si opposizione ma che nel contempo aiuta ad
amministrare la città. Questa opposizione faccia proposte, controlli
l’attività della giunta e come vengono risolti determinati problemi.
Rispetto alle schermaglie, possono anche essere normali in questi
momenti, a marzo si farà il primo congresso del PdL e tutto rientrerà.
Il dato politico è però quello che si è creato un gruppo che sta
lavorando bene.
Durante la campagna elettorale mise in primo piano un’altra questione
assai sentita dai cittadini del litorale: la mobilità. Collegamenti
stradali e ferroviari, porti. Dalla messa in sicurezza della Pontina e
della Nettunense, alla “metropolitana leggera” che, più dell’alta
velocità, interessa i tanti pendolari che lavorano a Roma ma vivono qui
da noi. Ma passare dai bei propositi alla realizzazione sembra cosa
difficile. Certo adesso c’è la crisi, ma è previsto qualcosa per queste
cittadine che non vogliono essere ne diventare “pattumiere di Roma” come
qualcuno ha denunciato.
Ho avuto un incontro con un amministratore delle ferrovie e abbiamo
parlato di questo problema serio e lui mi ha lasciato intravedere degli
spiragli per potere migliorare il tratto Roma-Nettuno che è in una
situazione drammatica. Dalla diversa gestione delle stazioni, ad una
maggiore collaborazione con i comuni deve partire un miglioramento
complessivo di un tratto ferroviario strategico e frequentatissimo. Su
tutto il resto ci stiamo lavorando e, certamente compatibilmente con la
crisi e con i problemi, magari a piccoli passi, cercheremo di rispettare
gli impegni.
Una parola sui giovani e sulla carenza di strutture, luoghi di ritrovo,
di cultura, di occupazione, ma in compenso a contatto e tentati
giornalmente e seriamente da vere bande di importatori e spacciatori
anche internazionali. Le forze dell’ordine, che ringraziamo, fanno
molto, ma quasi tutti i giorni c’è un arresto e la situazione è
preoccupante. Il nostro territorio sembra sia al centro di un mercato
molto fiorente, specialmente di cocaina che è a buon mercato e alla
portata di ragazzi anche molto giovani. E se c’è tanta droga che gira,
purtroppo ci deve essere anche chi la consuma.
Ringraziamo certamente le forze dell’ordine che svolgono bene il loro
lavoro, ma il nostro territorio non è di quelli peggiori in assoluto, si
cresce in maniera libera e tranquilla, con tutte la problematiche che
esistono nel mondo ma abbiamo scuole di ogni ordine e tipo, abbiamo
impianti sportivi. Certo, i problemi nella formazione dei giovani sono
quelli da lei citati assieme a quello delle famiglie, che è altrettanto
serio.
La sua storia è strettamente legata al litoralesud, in particolare ad
Anzio, e si sa i portodanzesi sono orgogliosi e legati al territorio
d’origine, tantè che spesso lei ha dichiarato che prima
dell’appartenenza politica ha sempre guardato, anzitutto, l’interesse
della Città. In questa città lei, qualche anno fa, c’è nato, l’ha
onorata anche nel campo sportivo come capitano della squadra nel massimo
campionato di pallanuoto, ha la sua attività di imprenditore, l’ha
guidata come primo cittadino. Insomma, questa lingua di territorio,
carica di storia e di possibilità, la conosce bene e ha anche dichiarato
che ha cercato di
immaginarla proiettata nel futuro: la
sua economia, lo sviluppo. Oggi, dalla “torre d’avorio romana” come
immagina il nostro territorio fra qualche anno?
Io continuo ad immaginare un territorio carico di possibilità, ma che va
governato e il mio interesse a Nettuno affinché si risollevi in tempi
brevi è collegato al fatto che, con Anzio sono città direttamente
collegate. Il sogno che ho sempre citato, quello del porto, assieme al
casinò e alla ricettività indicano chiaramente che il futuro che
intravedo per le due cittadine è un futuro prettamente turistico. Su
questo dobbiamo lavorare, oltre che sugli investimenti, ma il futuro lo
vedo assolutamente positivo.
Si avvicinano le feste natalizie, allora facendogli gli auguri la
invitiamo ad un gioco, ma deve essere sincero. A quale personaggio del
litorale lei, fosse babbo natale o la befana, porterebbe con piacere dei
regali, e a chi il carbone?
Onestamente porterei i regali, oltre alla solidarietà, a tutti coloro
che hanno di meno. Poi anche a tutte quelle associazioni che nel nostro
territorio, e sono tante perché abbiamo un territorio veramente
solidale, si danno da fare per il prossimo. A questi porterei tanti
doni. Per quanto riguarda il carbone, in questi anni a dire il vero
qualche tonnellata di carbone avrei avuto voglia di portarla, ma io ho
cercato sempre di guardare avanti e allora, niente carbone.
Senatore, pur se la situazione non è ottimale è importante essere
ottimisti. E allora, con ottimismo e speranza facciamo assieme gli
auguri a tutti i nostri lettori e a tutti i cittadini. Quando era
sindaco di Anzio avrebbe probabilmente dato gli auguri aggiungendo la
frase
“ auguri a tutti, ancora innamorato di Anzio”. Ma adesso che ha un
prestigioso incarico nazionale cosa vogliamo dire “ adesso innamorato di
tutto il litorale”.
Tempo fa dissi una frase che mi sentivo cittadino anche di Nettuno e,
molti anni fa questa frase poteva anche essere presa in maniera
spiacevole, invece io avverto la necessità di ragionare tutti insieme
per il futuro. E’ necessario fare sistema perché Anzio e Nettuno, ma
anche Ardea, sono un litorale che ha delle possibilità di sviluppo
enormi e noi dobbiamo incentivarle. E’ un nostro dovere di chi
amministra queste città. Quindi con tanto ottimismo rispetto al futuro,
sempre innamorato, auguro a tutti gli amministratori e ai cittadini del
litorale tutto il bene possibile.
Anche noi ringraziamo il senatore per questo piacevole incontro e
scendendo le ripide scale che conducono al piazzale del parcheggio ci
ritorna in mente una frase che pronunciò lasciando l’incarico da sindaco
per presentarsi alle elezioni nazionali:
“qualunque sia il mio futuro politico o amministrativo metterò
certamente a frutto questa esperienza da Sindaco fatta, in coscienza,
dando sempre il massimo”. Da questo breve incontro ci sembra che quella
previsione sia pienamente rispettata. Auguri senatore e continui a
lavorare per noi. Auguri anche a tutti i nostri lettori, che il Santo
Natale li trovi sereni e che il nuovo anno, smentendo le previsioni, sia
positivo e pieno di opportunità.
Giancarlo Testi |