Un vecchio proverbio (ma quanto erano saggi questi proverbi) recitava: nessuna nuova, buona nuova. Quindi, rallegrandoci tutti che fra ieri e oggi non sia morto nessuno per incidente automobilistico sulle strade del litorale (ed è gia un evento), non siano state incendiate ne macchine, ne negozi o pub, non ci siano stati figli che aggrediscono i padri (o il contrario), non ci siano state risse o retate di Carabinieri contro ladri e spacciatori (genere che abbonda dalle nostre parti).... ci possiamo, una volta tanto, soffermare su un tema di carattere generale, ma che sempre ci riguarda da molto vicino. In questi giorni nei negozi alimentari è comparso un cartello nuovo: il latte delle nostre mozzarelle proviene da animali sani. Questo perchè i giornali hanno dato evidenza a ciò che è accaduto qualche giorno fa nel Casertano dove sono stati eseguiti 18 arresti  tra allevatori e medici veterinari e sottoposto a sequestro 13 allevamenti bufalini. Gli allevatori e i veterinari sono ritenuti responsabili di falsificazione di prelievi ematici, commercio di sostanze alimentari nocive per la salute pubblica e diffusione di malattia infettiva pericolosa per il patrimonio zootecnico nazionale. I destinatari delle misure sono accusati di aver eseguito prelievi di sangue da bufale sane in luogo di altre affette da brucellosi per poter permettere a queste ultime di produrre latte da immettere sul mercato.

 

 

E tutti ci preoccupiamo perchè, almeno dal punto di vista gastronomico abbiamo sempre pensato di essere eccellenti e tra i più sicuri dal punto di vista sanitario. Ma è così?

La mozzarella di bufala dovrebbe essere uno dei prodotti del rilancio dell'economia del sud, dovrebbe conservare le proprie qualità e rinverdire una tradizione contadina, sana ed onesta. Ma non è sempre così. Molte mozzarelle di bufala ai controlli sono risultate taroccate. Piene di latte boliviano di latte in polvere rigenerato, corretto col siero innesto e solo mischiato con quello locale casertano, che costa quattro volte tanto. Allora è il latte "boliviano" che ogni settimana arriva via Olanda che predomina nella lavorazione, con questo si riempiono i serbatoi dei caseifici. I produttori campani si attaccano alle navi che lo trasportano ai porti di Napoli e Salerno con le loro autocisterne come fossero mammelle di enormi mucche metalliche e galleggianti.  Fanno il pieno  e più della qualità del loro prodotto, si pensano al loro guadagno. D'altronde questa è la società del mercato, del profitto e dei furbetti, perchè loro dovrebbero comportarsi in controtendenza con il paese?  Incrociano, imbastardiscono ma guadagnano. Le bufale bolicasertane il casaro le piazza sul mercato a 6 euro al chilo anziché 9. Una "bufala" delle bufale che ammazza il mercato ed i produttori onesti.

 

Ma, purtroppo, questa è solo una delle tante sofisticazioni che infettano le terre da dove vengono i migliori e anche i peggiori prodotti agro alimentari del mondo. In questo mondo senza etica le uniche regole fisse sono quelle dei pirati della tavola: abbattere i costi, anche a costo di creare un prodotto mediocre, a volte immangiabile che però viene immesso normalmente sul mercato. Rischi bassissimi, ottimi guadagni, possibilità di riciclare ingenti quantità di denaro.

 

Sconfezionano e riconfezionano gli spacciatori di cibo. Appiccicano etichette posticce, "rinfrescano" prosciutti e salami. Tengono in vita la carne con nitrati e solfiti ( i primi abbattono la flora batterica, i secondi mantengono il colore) pitturano l'olio, creano il vino sintetico, ci sfornano pesce in coma (anche ad Anzio qualche giorno fa ne sono stati sequestrati ingenti quantitativi), mucche pazze e polli con l'aviaria.

 

Ma noi di tutto questo non ci accorgiamo perchè siamo "indirizzati" sulle inutili diatribe politiche (telenovele lente, noiose e scontate), "distratti" dalla invadenza della cronaca nera (serve a non parlare delle altre cose), "inebetiti" da una società che non condividiamo ma con cui dobbiamo fare i conti.....e magari convinti che almeno su questo tema ci sia un controllo da parte degli organi competenti. 

 

Ma questa classe politica (tutta) che non ci sa difendere dalle mafie, dalla delinquenza, dai soprusi, dal mal costume saprà difenderci dalle "bufale alimentari". C'è da dubitarne. Il rischio non è solo quello di non poter sapere sempre esattamente cosa mangiamo, ma, un giorno, invece delle mucche, di diventare noi "pazzi".

23-02-12