E tutti ci preoccupiamo perchè, almeno dal punto di vista gastronomico abbiamo sempre pensato di essere eccellenti e tra i più sicuri dal punto di vista sanitario. Ma è così?
La mozzarella di bufala dovrebbe essere uno dei prodotti del rilancio dell'economia del sud, dovrebbe conservare le proprie qualità e rinverdire una tradizione contadina, sana ed onesta. Ma non è sempre così. Molte mozzarelle di bufala ai controlli sono risultate taroccate. Piene di latte boliviano di latte in polvere rigenerato, corretto col siero innesto e solo mischiato con quello locale casertano, che costa quattro volte tanto. Allora è il latte "boliviano" che ogni settimana arriva via Olanda che predomina nella lavorazione, con questo si riempiono i serbatoi dei caseifici. I produttori campani si attaccano alle navi che lo trasportano ai porti di Napoli e Salerno con le loro autocisterne come fossero mammelle di enormi mucche metalliche e galleggianti. Fanno il pieno e più della qualità del loro prodotto, si pensano al loro guadagno. D'altronde questa è la società del mercato, del profitto e dei furbetti, perchè loro dovrebbero comportarsi in controtendenza con il paese? Incrociano, imbastardiscono ma guadagnano. Le bufale bolicasertane il casaro le piazza sul mercato a 6 euro al chilo anziché 9. Una "bufala" delle bufale che ammazza il mercato ed i produttori onesti.
Ma, purtroppo, questa è solo una delle tante sofisticazioni che infettano le terre da dove vengono i migliori e anche i peggiori prodotti agro alimentari del mondo. In questo mondo senza etica le uniche regole fisse sono quelle dei pirati della tavola: abbattere i costi, anche a costo di creare un prodotto mediocre, a volte immangiabile che però viene immesso normalmente sul mercato. Rischi bassissimi, ottimi guadagni, possibilità di riciclare ingenti quantità di denaro.
Sconfezionano e riconfezionano gli spacciatori di cibo. Appiccicano etichette posticce, "rinfrescano" prosciutti e salami. Tengono in vita la carne con nitrati e solfiti ( i primi abbattono la flora batterica, i secondi mantengono il colore) pitturano l'olio, creano il vino sintetico, ci sfornano pesce in coma (anche ad Anzio qualche giorno fa ne sono stati sequestrati ingenti quantitativi), mucche pazze e polli con l'aviaria.
Ma noi di tutto questo non ci accorgiamo perchè siamo "indirizzati" sulle inutili diatribe politiche (telenovele lente, noiose e scontate), "distratti" dalla invadenza della cronaca nera (serve a non parlare delle altre cose), "inebetiti" da una società che non condividiamo ma con cui dobbiamo fare i conti.....e magari convinti che almeno su questo tema ci sia un controllo da parte degli organi competenti.
Ma questa classe politica (tutta) che non ci sa difendere dalle mafie, dalla delinquenza, dai soprusi, dal mal costume saprà difenderci dalle "bufale alimentari". C'è da dubitarne. Il rischio non è solo quello di non poter sapere sempre esattamente cosa mangiamo, ma, un giorno, invece delle mucche, di diventare noi "pazzi".