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Molte risorse si sono spese, negli anni precedenti sull’”apparire”,
specie a Nettuno: si sono allestiti spettacoli con artisti famosi,
fatto sbornie di fuochi d’artificio, sostituite con palme esotiche
le vecchie e storiche piante mediterranee, speso un miliardo e
trecento milioni (regalati alla Paghera, ditta indagata di Brescia)
per riassettare i fiori e le piante a Forte San Gallo (?), patrimoni
buttati per consulenze poi risultate eccessive se non addirittura
inutili e sbagliate (vedi il nuovo Porto ad Anzio o la piscina e il
teatro a Nettuno)
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ma assai poco si è speso per l’”essere”, ovvero per opere concrete,
fondamentali per il territorio come la rete fogniaria, le strade, la
bellezza e la vivibilità delle nostre città.
Così bastano cinque minuti di pioggia forte per mettere a nudo tutti i
problemi. Le fogne, obsolete, non reggono l’impatto, le griglie di
raccolta, quando ci sono, sono intasate e si formano laghi artificiali,
l’asfalto (ma com’è divenuto fragile quest’asfalto) si frantuma e mette
a repentaglio la sicurezza sulle strade già pericolose per
un’illuminazione carente. Insomma strade che diventano pericolosissimi
percorsi ad ostacoli, e a rimetterci è sempre il cittadino.
Recentemente su Facebook si è costituito un gruppo che, fino ad adesso
comprende 1l13 membri che, pur evidenziando che le colpe della cattiva
manutenzione delle strade di Nettuno non sono imputabili all’attuale
Amministrazione comunale, vista la presunta mancanza di fondi per
effettuare gli interventi necessari, per l’amore verso la città ,
propongono una specie di colletta: ognuno dovrebbe adottare una "buca"
versando una certa somma al fine di elidere l'attuale pericolosità delle
strade di Nettuno.
A questo gruppo si sono iscritti anche alcuni amministrazioni comunali.
A loro vorremmo lanciare un messaggio chiaro: certamente la strada della
rinascita e del risanamento di Nettuno non è semplice e deve passare
dall'impegno di chi attualmente la governa e dalla necessaria
comprensione dell'opposizione. Ci sono tanti problemi e tanti temi
delicati da affrontare e ormai abbiamo imparato a conoscerli, ma bisogna
trovare innanzi tutto le risorse per la manutenzione ordinaria delle
strade. Viaggiare in maniera tranquilla e sicura per il litorale è
divenuta una cosa veramente impossibile e pericolosa. Allora, tornando
alla strada indicata, pur se in maniera abbastanza scherzosa dal gruppo
di Facebook, servirebbe un’alleanza vera fra pubblico e privato, fra
amministratori e cittadini tutti, perchè
una buca per strada è un
fatto molto concreto.
Ognuno alla fine dell’anno farà i suoi conti, ma tanti hanno speso cifre
elevate fra gommista e meccanico (gli unici di cui non si pretende
comprensione), cifre che non sarebbero state necessarie se le strade
fossero state curate come dovuto. Invece ognuno sembra esserne il
proprietario; Enti e imprese effettuano lavori sul manto stradale senza
programmazione e non ripristinano la situazione precedente, se si
effettua qualche intervento si cerca esclusivamente di mettere toppe al
manto stradale, toppe che si sgretolano con il primo giorno di pioggia e
riportano la situazione al punto di partenza, anzi peggio, quando poi si
decide di asfaltare tutta la strada si lasciano dei dislivelli
incredibili e i tombini interrati o sporgenti rendono la vita assai
difficoltosa agli automobilisti costringendoli a slalom pericolosissimi.
Insomma questo vuole essere un segnale d’allarme che rivolgiamo agli
amministratori di Anzio e Nettuno: ci sono delle strade che ormai sono
diventate impossibili al transito, veri e propri percorsi di guerra, e
allora o si trova una soluzione o le si chiude, anche per tutelarsi,
visto che la sentenza 36475 del 2008 della Corte di Cassazione ha
stabilito che il sindaco e il responsabile dell'Ufficio tecnico
comunale, in caso di lesioni riportate dai cittadini per cadute sulle
strade comunali dissestate, rischiano una condanna per lesioni colpose
in quanto loro devono adottare i provvedimenti organizzativi generali e
dispositivi specifici per la eliminazione dei pericolo accertati o
comunque segnalati. Senza parlare dei “vaffa” che devono incassare ogni
volta che un automobilista o un motociclista impatta in una delle tante
buche. E non si dia la colpa esclusivamente alle piogge troppo intense
o ad un passato che si sta sempre più allontanando, altrimenti gli
automobilisti, oltre a frantumare gomme, rompere cerchioni, perdere
borchie e copricerchi, non tarderanno a perdere anche la pazienza.
Giancarlo Testi
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