La Bonino stravince a Roma + 9%,
ma prende un “bagno” in provincia.

Tante chiacchiere, tante
illazioni, tante ipotesi, ma la musica non cambia. La musica è sempre la
stessa e qualcuno o fa finta di non conoscerla o caparbiamente si rifiuta di
capire la realtà. Quando La Lega e Berlusconi scendono in campo non ce n’è
per nessuno. Il loro esercito e le loro strategie sono inattaccabili, almeno
da chi, in questo momento, vorrebbe candidarsi ad essere alternativi. La
possibilità concreta di un’alternanza, peraltro, potrebbe essere positiva
per il Paese, ma non si intravede. Il centrodestra infatti, in un momento di
difficoltà su vari fronti, oltre alle regioni che già aveva in cassaforte,
si riconferma alla grande nelle regioni del nord, con lo “zompo prevedibile”
della Lega, e conquista anche il Piemonte. Ma non è tutto perché la Lega si
affaccia sempre più prepotentemente anche al centro e al sud e la coalizione
di centro destra conquista anche Campania e Calabria. Il centrosinistra
perde in tutto 4 governatori rispetto al 2005 e la partita delle regionali
finisce così 7 a 6 dall'11 a 2 del 2005. Se questa non è una sconfitta!
Ciliegina
sulla torta, ma più che una ciliegina sembra un intero albero di ciliegie,
anche il Lazio se lo aggiudica il centro destra senza la lista del Pdl a
Roma e provincia. Renata Polverini dopo una battaglia all'ultimo che ci
hanno fatto credere all’ultimo voto, ma così probabilmente non era, vince
con il 51,1% contro il 48,3% di Emma Bonino. E’ vero che la Bonino ha
stravinto a Roma con un più 9%, ma la candidata finiana ha saputo
aggiudicarsi i voti della provincia. Si, è in provincia che il Pdl ha
raccolto tanti voti e questo fatto che nelle grandi città vinca il centro
sinistra e in provincia invece il centro destra è ricorrente e qualche
analisi andrà pure fatta. Ma guardiamo qualche dato finale. La Polverini ha
vinto nel Lazio con 1.409.028 voti (51,1%) a fronte di 1.331.335 voti andati
alla Bonino, con una differenza di
77.693
voti. E,
guarda caso, lo scarto con cui il centro destra ha vinto a Latina (+ 74.749
voti), Anzio (+ 5.153 voti) e Nettuno (+ 4093 voti) è di
83.995
voti, più della differenza fra le due candidate. Ecco perché ho sostenuto
nel titolo che Latina, Anzio e Nettuno affossano la Bonino e decretano la
vittoria alla Polverini.
Analizzando il voto si può
anche sostenere che il Pdl perde qualche voto e che, rispetto alle
fallimentari ultime elezioni europee, il Pd ne acquista qualcuno, che l’Idv
e l’Udc reggono e si affacciano nuove forze più radicali come i “grillini”,
colpevolmente snobbati dal Pd e qualche coalizione vincente, ma più legate
al carisma dei personaggi che all’affezione al partito, come quella di
Vendola in Puglia.
Per quanto riguarda i candidati
locali devo segnalare il buon risultato di Marcello Armocida che ha preso
tante preferenze (1918), ma la lista della Destra con un 4% e 97.878 voti
ottiene solo due seggi e non basta il suo quinto posto ottenuto, ed è un
peccato perché questa era veramente una bella occasione. Forse da Nettuno,
visto il governo del centro sinistra e considerato anche il fatto che anche
la Polverini l’ha snobbata durante la campagna elettorale, rinunciando ad un
comizio previsto, il Pd si sarebbe aspettato un risultato diverso. Ma la
discontinuità governativa non c’è stata e probabilmente una gran fetta di
popolazione disillusa che ormai non crede più alle favole ma guarda ai
comportamenti reali, probabilmente o non è andata a votare o ha scelto il
personaggio più forte. E in questo momento il più forte resta Berlusconi.
Certo il centro destra ha vinto, ma qualche segnale mi fa pensare che anche
quello schieramento possa arrivare alla resa dei conti. Si dice che è un
partito legato al territorio, che vive in mezzo alla sua gente, ma allora mi
domando com’è che anche li vige il nepotismo (vedi elezione e consacrazione
davanti alle telecamere del figlio “trota” di Bossi) e com’è che i
candidati del centro destra che si presentano nelle loro città, nelle loro
comunità di riferimento, vedi il ministro Brunetta e il sottosegretario
Castelli, vengono sonoramente bocciati? L’impressione che, al di la dei
tanti discorsi e dei tanti slogan, l’Italia sia una, con i suoi meriti e con
le sue contraddizioni, al nord come al sud.
Di Giancarlo Testi