Tutti in ferie e rilassiamoci, perchè l'autunno si prospetta caldo.

di Giancarlo Testi

Tutte le carte sono state giocate. Il governo, invece di affrontare strutturalmente i problemi, così come aveva fatto anche il precedente governo Prodi, sceglie di intervenire con colpi d'accetta sulle emergenze. Su alcune bisogna dargli merito, come la temporanea soluzione del problema napoletano dell'immondizia, o, in parte sull'abolizione dell'Ici. Ma altri provvedimenti sono veramente poco condivisibili e tanti atteggiamenti della sua coalizione censurabili. Una "accozzaglia" di provvedimenti a volte ad uso personale e altri poco comprensibili, a due facce, la prime reale fatta di tagli e improvvisazione, l'altra "cinematografica" tutta tesa a spostare lo sguardo su questioni ed interventi nel miglior caso poco rilevanti. Una vera, e indiscutibile operazione di "marketing". Ma finite le baldorie estive, per chi se le può ancora permettere (sono pochi e si possono permettere sempre di più), arriverà un settembre carico di problemi, di conti da pagare, di cambiali da saldare.

Si predica il federalismo e si attua il centralismo più esasperato, anzi il nepotismo e il culto dell'obbedienza al capo, oltre la bandiera, la Patria, la religione, le leggi. Daltronde il "nuovo analfabetismo politico" che ha impedito ai cittadini di scegliere almeno il politico da votare, ha creato una forte frattura fra politica e territorio, infatti i cittadini italiani nella maggior parte dei casi non sanno nemmeno chi hanno mandato in Parlamento. Ma al Nord, continuamente alimentata dai "cacciatori di consenso facile", incivilmente e stoltamente , continua la lotta a Roma. Si continua a  gridare "Roma ladrona", per adescare gli allocchi e difendere i piccoli imprenditori evasori,  adducendo come scusa il fatto che la capitale e i parlamentari romani o comunque il governo centrale, siano da freno alle aspirazioni degli abitanti del Nord.  Affermazioni non solo gravi, ma incomprensibili che si scontrano con la realtà che invece ci dice che da anni Roma è sotto assedio, prima dai parlamentari del sud, e adesso, e da tanto tempo, non Roma ma tutta Italia è governata dai vari personaggi del Nord che vengono a Roma, governano (la lega poi ormai governa con tutti)  fanno gli arroganti, intascano tutti i benefici del loro "status", ma poi  tornare al Nord e vanno in piazza ad arringare i loro elettori come se fossero all'opposizione, come se decidessero altri, come se loro fossero puri e senza macchia. Uno scandalo. Loro sono coloro che decidono e spesso male. E' facile gridare "Roma ladrona" garantendosi le pensioni super baby, ma legiferando l'innalzamento dell'età pensionabile per tutti gli altri, pranzare a Montecitorio al prezzo di  9 euro tutto compreso, spartendosi tutti i finanziamenti pubblici, i vitalizi, le indennità di doppio incarico, gli assegni di solidarietà per il reinserimento in società (sic), tutti i benefit e i rimborsi che sembrano insulti per tutti i tartassati elettori contribuenti.

Infattti, dopo un breve periodo in cui sembrava dovesse fare un passo indietro, per un avvertito accenno di stanchezza da parte dei cittadini, la casta sta riappropriandosi di tutti i privilegi, aggiungendone di nuovi, come quello dell'immunità per le alte cariche dello Stato. Approfittando anche di una certa stanchezza che assale gli italiani quando vedono che le cose non cambiano mai, ma purtroppo le cose possono cambiare e spesso peggiorare.

Dove sono andati a finire i propositi di abolizione per province, comunità montane, perchè non si fanno due conti alle regioni con lo statuto speciale che bruciano una immensità di risorse? Dove sono andati a finire i principi di equità e invece di tagliare gli stipendi astronomici, di fare la lotta ad una evasione incredibile, di tassare i grandi guadagni provenienti dalla borsa, si "raccatta le fedi d'oro" a tutta la popolazione, iniziando una campagna scandalosa ed indiscriminata contro la pubblica amministrazione, che ha le sue colpe, ma non più di tanti altri in questa Italia caciarona? I soldi è più facile prenderli da coloro che hanno uno stipendio fisso e che già pagano molltissimo, guadagnano poco, ma sono tanti.

Peggiora la situazione delle scuole italiane. Tante sono ormai vicine al dissesto architettonico, organizzativo, economico e persino etico. Non basta più chiedere alle famiglie di farsi carico dell'occorrente che scarseggia, dai libri alla carta igienica. Ultimamente della scuola si parla solo per il voto di condotta visti i numerosi casi di degrado e di azioni delinquenziali riprese con il cellulare e messe in rete. Anche le Università stanno nelle stesse condizioni, a cominciare dalla Bicocca e dal Politecnico di Milano.

Ma cosa possiamo pretendere dai giovani con l'esempio che gli diamo? E poi, a parte i figli di papà che potranno usufruire, alla faccia della tanto conclamata meritocrazia, del loro censo, il 50% dei giovani vivono in Italia nella preoccupazione e nell'incertezza, visto che 5 milioni di precari non riescono ad intravedere un futuro.

Ma in fondo c'è sempre la famiglia.  Tutti, per non inimicarsi la chiesa (vedi scandalosa uscita dal Parlamento dei deputati del Pd sul caso di Eluana), parlano dell'importanza della famiglia, specie coloro che ne hanno avuto più di una, iniziando da Berlusconi, Casini, Fini ecc., ma le leggi attuali più che sostenere la famiglia e il matrimonio sembra spingere verso il divorsio, più conveniente anche dal punto di vista economico. L'inflazione che ha ripreso a galoppare dopo tanto tempo avrà ripercussioni pesantissime e porterà, secondo il Codacons, ad una stangata pari a 1.700 euro a famiglia. Vanno a puttane e viados ma poi coprono un seno facendo uno scempio ad un capolavoro. Questa è il paradigma della realtà italiana.

E poi si sta tornando indietro sulle poche liberalizzazioni fatte e si sta dando uno spettacolo poco edificante sullo svolgimento di ruoli importanti e fondamentali, come si evince dalle intercettazioni telefoniche che guarda caso vogliono abolire.

Si dipinge un Paese in emergenza dal punto di vista della sicurezza e a forza di dirlo nelle loro televisioni, tutti si sentono meno sicuri e si pensa ad una Italia sotto assedio. Poi però il Censis ci informa che in questo Paese si muore di più sul lavoro o sulle strade che non a causa della criminalità o episodi violenti, i morti sul lavoro (918 esclusi gli incidenti in itinere) sono quasi il doppio degli assassinati e i decessi sulle strade (5.669) otto volte più degli omicidi Ma invece di attuare politiche strutturali e durature che rinforzino e riorganizzino le forze dell'ordine verso esigenze mirate, si fanno tagli (3 miliardi di euro sulle amministrazioni interessate) e si riducono le attività di controllo sui cantieri e sulla sicurezza.  Eppure questa maggioranza così come ha i numeri per imporre le leggi che gli fanno comodo, li avrebbe anche per fare riforme serie invece di lavorare solo sull'emergenza e sul teatro mandando quattro militari senza poteri sulle strade, solo per demagogia.

Si potrebbe continuare con una infinità di altri argomenti, dai libri scolastici che cambiano ogni anno, dai rincari ingiustificati e non controllati, dall'Alitalia che dobbiamo sostenere con i nostri soldi, magari, alla fine, per far fare un affare a "qualcuno" dei soliti noti, al prezzo del petrolio su cui grava una accisa sproporzionata (la benzina ai diplomatici, senza accisa costa 0,55 euro al litro) e al fatto che aumenta quando aumenta il costo del greggio e non diminuisce quando questo cala, ma tanto tutte queste cose i cittadini già le conoscono.

E tutti siamo un pò stanchi dei soliti discorsi e sfiduciati (ma forse è quello che vogliono) un pò più poveri e anche un pò più delusi. Ma siamo italiani e ci sapremo riscattare.

                                                                              Giancarlo Testi

 

                                                             Ultimo aggiornamento: 21-08-09