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Si
predica il federalismo e si attua il centralismo più esasperato, anzi il
nepotismo e il culto dell'obbedienza al capo, oltre la bandiera, la
Patria, la religione, le leggi. Daltronde il "nuovo analfabetismo
politico" che ha impedito ai cittadini di scegliere almeno il politico
da votare, ha creato una forte frattura fra politica e territorio,
infatti i cittadini italiani nella maggior parte dei casi non sanno
nemmeno chi hanno mandato in Parlamento. Ma al Nord, continuamente
alimentata dai "cacciatori di consenso facile", incivilmente e
stoltamente , continua la lotta a Roma. Si continua a gridare
"Roma ladrona", per adescare gli allocchi e difendere i piccoli
imprenditori evasori, adducendo come scusa il fatto che la
capitale e i parlamentari romani o comunque il governo centrale, siano
da freno alle aspirazioni degli abitanti del Nord. Affermazioni
non solo gravi, ma incomprensibili che si scontrano con la realtà che
invece ci dice che da anni Roma è sotto assedio, prima dai parlamentari
del sud, e adesso, e da tanto tempo, non Roma ma tutta Italia è
governata dai vari personaggi del Nord che vengono a Roma, governano (la
lega poi ormai governa con tutti) fanno gli arroganti, intascano
tutti i benefici del loro "status", ma poi tornare al Nord e vanno
in piazza ad arringare i loro elettori come se fossero all'opposizione,
come se decidessero altri, come se loro fossero puri e senza macchia.
Uno scandalo. Loro sono coloro che decidono e spesso male. E' facile
gridare "Roma ladrona" garantendosi le pensioni super baby, ma
legiferando l'innalzamento dell'età pensionabile per tutti gli altri,
pranzare a Montecitorio al prezzo di 9 euro tutto compreso,
spartendosi tutti i finanziamenti pubblici, i vitalizi, le indennità di
doppio incarico, gli assegni di solidarietà per il reinserimento in
società (sic), tutti i benefit e i rimborsi che sembrano insulti per
tutti i tartassati elettori contribuenti.
Infattti,
dopo un breve periodo in cui sembrava dovesse fare un passo indietro,
per un avvertito accenno di stanchezza da parte dei cittadini, la casta
sta riappropriandosi di tutti i privilegi, aggiungendone di nuovi, come
quello dell'immunità per le alte cariche dello Stato. Approfittando
anche di una certa stanchezza che assale gli italiani quando vedono che
le cose non cambiano mai, ma purtroppo le cose possono cambiare e spesso
peggiorare.
Dove
sono andati a finire i propositi di abolizione per province, comunità
montane, perchè non si fanno due conti alle regioni con lo statuto
speciale che bruciano una immensità di risorse? Dove sono andati a
finire i principi di equità e invece di tagliare gli stipendi
astronomici, di fare la lotta ad una evasione incredibile, di tassare i
grandi guadagni provenienti dalla borsa, si "raccatta le fedi d'oro" a
tutta la popolazione, iniziando una campagna scandalosa ed
indiscriminata contro la pubblica amministrazione, che ha le sue colpe,
ma non più di tanti altri in questa Italia caciarona? I soldi è più
facile prenderli da coloro che hanno uno stipendio fisso e che già
pagano molltissimo, guadagnano poco, ma sono tanti.
Peggiora
la situazione delle scuole italiane. Tante sono ormai vicine al dissesto
architettonico, organizzativo, economico e persino etico. Non basta più
chiedere alle famiglie di farsi carico dell'occorrente che scarseggia,
dai libri alla carta igienica. Ultimamente della scuola si parla solo
per il voto di condotta visti i numerosi casi di degrado e di azioni
delinquenziali riprese con il cellulare e messe in rete. Anche le
Università stanno nelle stesse condizioni, a cominciare dalla Bicocca e
dal Politecnico di Milano.
Ma
cosa possiamo pretendere dai giovani con l'esempio che gli diamo? E poi,
a parte i figli di papà che potranno usufruire, alla faccia della tanto
conclamata meritocrazia, del loro censo, il 50% dei giovani vivono in
Italia nella preoccupazione e nell'incertezza, visto che 5 milioni di
precari non riescono ad intravedere un futuro.
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Ma
in fondo c'è sempre la famiglia. Tutti, per non inimicarsi la
chiesa (vedi scandalosa uscita dal Parlamento dei deputati del Pd
sul caso di Eluana), parlano dell'importanza della famiglia, specie
coloro che ne hanno avuto più di una, iniziando da Berlusconi,
Casini, Fini ecc., ma le leggi attuali più che sostenere la famiglia
e il matrimonio sembra spingere verso il divorsio, più conveniente
anche dal punto di vista economico. L'inflazione che ha ripreso a
galoppare dopo tanto tempo avrà ripercussioni pesantissime e
porterà, secondo il Codacons, ad una stangata pari a 1.700 euro a
famiglia. Vanno a puttane e viados ma poi coprono un seno facendo
uno scempio ad un capolavoro. Questa è il paradigma della realtà
italiana.
E
poi si sta tornando indietro sulle poche liberalizzazioni fatte e si
sta dando uno spettacolo poco edificante sullo svolgimento di ruoli
importanti e fondamentali, come si evince dalle intercettazioni
telefoniche che guarda caso vogliono abolire. |
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Si
dipinge un Paese in emergenza dal punto di vista della sicurezza e a
forza di dirlo nelle loro televisioni, tutti si sentono meno sicuri
e si pensa ad una Italia sotto assedio. Poi però il Censis ci
informa che in questo Paese si muore di più sul lavoro o sulle
strade che non a causa della criminalità o episodi violenti, i morti
sul lavoro (918 esclusi gli incidenti in itinere) sono quasi il
doppio degli assassinati e i decessi sulle strade (5.669) otto volte
più degli omicidi Ma invece di attuare politiche strutturali e
durature che rinforzino e riorganizzino le forze dell'ordine verso
esigenze mirate, si fanno tagli (3 miliardi di euro sulle
amministrazioni interessate) e si riducono le attività di controllo
sui cantieri e sulla sicurezza. Eppure questa maggioranza così
come ha i numeri per imporre le leggi che gli fanno comodo, li
avrebbe anche per fare riforme serie invece di lavorare solo
sull'emergenza e sul teatro mandando quattro militari senza poteri
sulle strade, solo per demagogia.
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Si
potrebbe continuare con una infinità di altri argomenti, dai libri
scolastici che cambiano ogni anno, dai rincari ingiustificati e non
controllati, dall'Alitalia che dobbiamo sostenere con i nostri
soldi, magari, alla fine, per far fare un affare a "qualcuno" dei
soliti noti, al prezzo del petrolio su cui grava una accisa
sproporzionata (la benzina ai diplomatici, senza accisa costa 0,55
euro al litro) e al fatto che aumenta quando aumenta il costo del
greggio e non diminuisce quando questo cala, ma tanto tutte queste
cose i cittadini già le conoscono.
E
tutti siamo un pò stanchi dei soliti discorsi e sfiduciati (ma forse
è quello che vogliono) un pò più poveri e anche un pò più delusi. Ma
siamo italiani e ci sapremo riscattare.
Giancarlo Testi |
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