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Anzio e Nettuno: maggioranze in difficoltà.
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BRUSCHINI CACCIA IL FLI DALLA MAGGIORANZA
LA GIUNTA CHIAVETTA RISCHIA DI PERDERE PEZZI
di
Giancarlo Testi
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ANZIO:
sembra un consiglio come tanti, anzi inizia con dei riconoscimenti della
città a cittadini che si sono distinti, a Francesco Casolari per il titolo
mondiale di body building, al titolo di Alfiere del lavoro di Luna Kappler
e all’ingegner Guglielmo Natalini. Euforia ed applausi che si spengono
quando dovrebbe iniziare la discussione sull’unico punto all’ordina del
giorno: il “Piano casa”. Ma questa discussione non si farà, infatti subito
il consigliere Mario Pennata, ex capo gruppo del Pdl ed oggi in procinto di
traslocare al Fli, ha chiesto la verifica del numero legale e, assieme al Pd
e al Fli, ha abbandonato la sala. Risultato solo 15 presenti e consiglio
saltato. La maggioranza barcolla ma resiste. Infuriato il sindaco
Luciano Bruschini
che, forse sentendo sul collo il respiro dell’amico/nemico senatore, si
lascia andare ad una dichiarazione carica di risentimento.
“Io prendo atto che da oggi Futuro e Libertà si va a collocare
all’opposizione, con tutte le conseguenze che questo comporta,
- urla nel microfono fra gli applausi della sua residua maggioranza -
perché uno o sta da una parte o dall’altra. Questo a dimostrazione di quanto
si sia sensibili ai problemi di questa città. Era in discussione il “Piano
casa” che racchiude le aspettative di molti e, tra l’altro, si trattava di
una discussione di carattere generale dove non si doveva votare nulla, ma
che doveva servire a raccogliere le istanze dell’intero Consiglio comunale
per capire qual’erano le intenzioni e poter poi portare una delibera
largamente condivisa. Nel prossimo consiglio comunale porteremo comunque al
primo punto una modifica allo statuto che preveda di fare i consigli
comunali fino al numero di quattordici presenze, anche perché uno non può
stare sempre con l’orologio alla mano. Non può essere che se un consigliere
viene bloccato sulla Pontina o ha da fare un atto importante il Consiglio
comunale salti. Si parla sempre di sensibilità verso i cittadini ma poi
prevalgono sempre gli interessi di parte, anche se questa volta non ho
nemmeno capito quali possano essere. Se poi qualcuno spera che io mi
dimetta, - ha concluso il primo cittadino - deve sapere che io sto
qua fino alla scadenza del mio mandato e mi ricandiderò anche la prossima
volta e rivinceremo un’altra volta e pertanto mi dovrete sopportare per
almeno altri sei anni e mezzo. Sia però beninteso che da oggi in poi i
rapporti non saranno più come prima. Che sia chiara una cosa: io non
riconosco più nessuno se non i consiglieri di maggioranza, senza ombra di
essere smentito da nessuno”.
Ma il capo gruppo del Fli
Giulio Godente
risponde con un intervento nel suo blog: “Il
Sindaco Bruschini, memore di quanto accaduto a livello nazionale lo scorso
anno tra Berlusconi e Fini, decide di emulare l'ex presidente del Consiglio,
cacciando quest'oggi il gruppo consiliare di Futuro e Libertà dalla
maggioranza. E' l'ennesimo atto di arroganza compiuto da una maggioranza in
crisi ed ormai ridotta ai minimi termini che cerca di sopravvivere a scapito
di tutto, anche all'interesse superiore della città. Ma andiamo per ordine.
Nella seduta di Consiglio odierna c'era in discussione un argomento di
notevole importanza per la città: il piano casa regionale. Purtroppo però ad
Anzio le decisioni amministrative non trovano più un punto di condivisione,
ma vengono portate belle e pronte per essere votate. Così il piano casa
voluto dall'Ass.re Regionale Ciocchetti, per andare incontro alle esigenze
ed ai bisogni dei cittadini, ad Anzio veniva stravolto, proprio con
l'appoggio della stessa UdC locale. Futuro e Libertà, nel corso della
seduta, avrebbe proposto il ritiro del punto all'ordine del giorno cercando
di intervenire successivamente in modo da rendere l'atto regolare, non
impugnabile, e soprattutto in linea con la Legge Regionale. In subordine era
pronta una serie di emendamenti tesi a migliorare l'impianto deliberativo.
Ma tutto ciò non è accaduto perchè, come succede ormai da troppo tempo, il
Presidente del Consiglio (UdC) è uso rivolgersi con estrema arroganza e
maleducazione nei confronti dei gruppi consiliari. Stavolta lo ha fatto con
il consigliere Pennata che chiedendo la parola per dichiarare il proprio
ingresso in Futuro e Libertà, se la vedeva togliere con espressioni pesanti,
da parte dello stesso presidente del consiglio. La successiva dichiarazione
del Sindaco che di fatto estrometteva il FLI dalla maggioranza mi ha
ricordato tanto la scena tra Fini e Berlusconi, il famoso
"che fai mi cacci?.
Qui è stato diverso, la cacciata è venuta a fronte dell'incapacità della PdL
di governare la città, ed anche perchè evidentemente la maggioranza non
aspettava altro che far fuori Futuro e Libertà, per il proprio tornaconto.
Ebbene siamo arrivati alla conclusione del ciclo anche ad Anzio. Ma si
ricordino questi signori che l'arroganza non paga. Mai”.
NETTUNO:
già da tempo in città si parlava di alcuni consiglieri che manifestavano
insofferenza rispetto ad alcuni comportamenti ed alcune controverse
decisioni prese, secondo loro, con eccessiva autorità dal sindaco Alessio
Chiavetta, ma a dare ulteriori motivi di riflessione l’ultimo avvenimento
che ha coinvolto un pezzo da novanta dell’armata del primo cittadino. Un
avvenimento che, in presenza di un’opposizione seria, avrebbe potuto far
implodere, e non solo per problemi di coesione, l’attuale maggioranza.
Infatti, mentre era in atto, anche presso il ristorante di un noto
"ammiraglio", luogo insolito da un punto di vista politico, una seduta al
caminetto per rinsaldare e dar vigore alla squadra di governo, magari per
sancire anche nuove alleanze e nuova coesione, un'altro macigno stava per
cadere sulla testa del giovane sindaco.
Nel vicino comune di Pomezia, a seguito di un blitz della Guardia di
Finanza, maturava l’accusa di corruzione per cinque persone che finivano
agli arresti domiciliari. Ebbene, fra i cinque indagati c'è
Anna Ferrazzano,
dirigente all'Urbanistica di Pomezia ma anche consigliere comunale di
Nettuno, anzi presidente della commissione urbanistica e capo gruppo
dell'Api. E l’Api, con i suoi tre consiglieri e due assessori “di peso” sono
una grande risorsa per questa maggioranza.
Insomma “se Atene piange Sparta non ride” e la situazione resta
interlocutoria, ad Anzio come a Nettuno.
Giancarlo
Testi
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