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I comuni della provincia non sono la pattumiera di Roma

"I comuni della provincia non sono pattumiere di Roma". Questa frase che sottoscrivo in pieno è del Presidente della Provincia Nicola Zingaretti che risponde alla frase pronunciata dal sindaco di Roma Alemanno " nella capitale si respira un atteggiamento diverso e le prostitute si stanno spostando fuori Roma". Così non vorremmo che tutta la prostituzione e la micro-criminalità, momentaneamente intimidita dal clima e dall'esercito schierato solo nelle grandi città si sposti sul litorale romano andando ad aggravare i già numerosi problemi locali. Il primo riscontro concreto è subito arrivato dal sequestro del night club "L'altra notte" dove sono state trovate ad esercitare numerose prostitute provenienti da Roma.

Potrebbe certamente essere una frase mia, perché da tempo penso che, per vari motivi e qualche segnale evidente, in questi anni, i comuni della provincia hanno dovuto subire angherie e poca considerazione. I motivi potrebbero essere tanti, ma credo che tre siano i principali.

Il primo: mentre i politici di livello nazionale sono ormai scelti e designati e quindi non sottoposti al voto degli elettori, e devono rispondere in termini di fedeltà solo ai loro capi, il percorso per diventare sindaco passa attraverso il giudizio dei concittadini e quindi ognuno cerca di risolvere i problemi della città che amministra anche a discapito di altri. Per entrare in un esempio concreto a Nettuno, se valesse il sistema nazionale, il PdL (più esatto sarebbe dire Berlusconi) con i voti che ha ricevuto avrebbe imposto un suo candidato, mentre nella competizione comunale molti cittadini politicamente schierati con il centrodestra hanno potuto dare fiducia ad un candidato diverso.

 Il secondo: per strane coincidenze nel Lazio non vi è mai stata omogeneità politica, quasi sempre Capitale, Regione, Provincia e Comuni appartengono a schieramenti diversi e a volte più che cercare di trovare insieme la soluzione per i tanti problemi sembra che non solo si pongano in competizione, ma spesso tentino perfino di danneggiarsi, anche fra Comuni limitrofi, come Anzio e Nettuno (vedi questione porti, erosione delle spiagge, pennelli fendisabbia).

Il terzo: dopo una campagna elettorale vinta sull’enfatizzazione di cavalli di battaglia come il disagio e la mancanza di sicurezza percepita, verificando che gli episodi violenti (che ci sono sempre stati) continuano ad esserci, la classe politica al potere avendo molto in considerazione l’opera di marketing prova a far credere il proprio interesse a questi problemi con azioni di grande visibilità. Si fanno dichiarazioni epocali, come quelle della Carfagna che ci spiega che vuole, non regolare o gestire il problema delle strade indecenti e fuori controllo o combattere lo sfruttamento connesso, magari creando luoghi appositi, controllati anche dal punto di vista igienico e magari facendogli pagare le tasse, ma addirittura eliminare completamente la prostituzione dalla faccia della terra.

 Alla ministra si affianca la chiesa, scordandosi entrambe che una delle figure più importanti del vangelo è “la peccatrice penitente”. Si ricorre alla discesa in campo di immagini rassicuranti, come ha fatto Maroni presidiando prima le grandi città con i militari, poi addirittura proclamando la guerra alla camorra e quindi anche alla mafia, sempre con i militari, facendo passare il messaggio che la SpA più potente d’Italia si sconfigge sulla strada e non nei palazzi del potere.

 Comunque queste considerazioni fanno si che Alemanno, sindaco di Roma, preoccupandosi più dell’immagine che della sostanza, si mobiliti contro la prostituzione e la micro-criminalità, e, sventagliando in giro per la città, specie nelle consolari del vizio, i suoi vigili fa fermare e multare meretrici e clienti.  Poi prende i militari e li mette in bella mostra inducendo, in questa prima fase, un po di timore e quindi un controllo maggiore del territorio. Questo fa affermare al sindaco, in tutte le trasmissioni a cui partecipa, che il bilancio delle sue ordinanze è estremamente positivo e che “nella capitale si respira un atteggiamento diverso e la prostituzione si sta spostando fuori Roma”.

 E proprio qua casca l’asino. E le frasi di Alemanno ci riportano alla frase iniziale “i comuni della provincia non sono pattumiere di Roma”, frase che condivido anche se l’ha pronunciata il Presidente della Provincia Nicola Zingaretti. Perché operando così, ognuno per se e ognuno fregandosene degli effetti dei propri comportamenti, non si fa il bene del Paese, ma si continuano a scaricare i problemi sulle periferie come quando ad Anzio furono comprate le case dal comune di Roma per spostare cittadini romani di dubbia provenienza o, a Nettuno, si paventava di portare, senza che loro lo avessero scelto, insediamenti Rom.

 Adesso Zingaretti intende convocare i primi cittadini del Litorale per discutere il problema, ma come al solito la situazione si assesterà su di un completo allineamento con le direttive impartite dai propri schieramenti politici e concretamente i problemi non troveranno soluzioni adeguate. A meno che qualcuno pensi veramente che la nuova “sacerdotessa berlusconiana” possa riuscire ad eliminare la prostituzione dalla faccia della terra. Lei che ha anche fatto uscire dalla sua bocca una frase infelice. “La prostituzione mi fa rabbrividire e non comprendo chi vende il suo corpo” ha detto la Carfagna e nessuno ha il coraggio di dirle che anche usare il proprio corpo nudo per fare soldi e stimolare proprio quei potenziali clienti che cercano per strada il piacere è equiparabile a prostituirsi.  A meno che qualcuno pensi che Maroni con cinquecento, mille, duemila soldati (potrebbe schierare anche tutto l’esercito) possa vincere la guerra con la camorra e la mafia pensando che questa sia concentrata solo in Campania e Sicilia e rimasta quella dei contadini analfabeti che ci propinano.

 Storie complicate di una Italia martoriata e dilaniata non si possono ridurre a questioni irrilevanti e a macchiette da spot televisivi. In attesa di sviluppi ci pare di buon senso il commento di Alessio Chiavetta che non entrando nel merito delle questioni ha però dichiarato che “Alemanno poteva almeno evitarsi la battuta di aver fatto trasferire in provincia le prostitute” anche perché non è nascondendo la polvere sotto il tappeto che si pulisce la casa,

sempre che l’Italia sia ancora la casa di tutti.

 

 

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12-04-10