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BASTA LITIGI, BASTA DIETROLOGIE SULL’USCITA DALLA NETTUNO SERVIZI.

Consiglio comunale di Nettuno del 16 febbraio sulla Nettuno Servizi

NON GIOVA ALLA CITTA'

 

Con più di un’ora di ritardo, sintomo della tensione e delle incertezze che hanno persino fatto dubitare sulla convocazione di questo Consiglio comunale di Nettuno, prima convocato, poi annullato e successivamente confermato, si apre una discussione delicata su un tema che qualcuno aveva pensato, frettolosamente, che potesse andare subito a soluzione: quello riguardante “la questione delle questioni”, come l’ha definita il sindaco Alessio Chiavetta, ovvero il percorso per arrivare alla necessaria risoluzione del contratto con la “famigerata” Nettuno Servizi. Proprio sulla spinta dei tanti consensi da parte dei cittadini e dell’esito della Conferenza stampa di inizio mese, in un primo momento la maggioranza era intenzionata a presentare una delibera dai caratteri risolutori, che partendo dalla responsabilità legata agli inadempimenti che sono stati oggetto di addebiti già mossi alla Nettuno Servizi, chiedesse a chiare note la risoluzione del contratto. Anche da parte dell’opposizione veniva però fatto notare che il compito del Consiglio comunale era solo quello di dare indirizzi, mentre era d’autonoma competenza della Giunta quello di adottare provvedimenti o procedure giudiziarie, extragiudiziali o arbitrali. Così, dopo due conferenze dei capigruppo, l’amministrazione predisponeva uno schema di delibera che evidenziava l’interesse pubblico a scongiurare, con tutti i provvedimenti necessari, il blocco dei servizi erogati dal Comune di Nettuno e garantirne il funzionamento a favore della collettività.

Parole che sembrano complesse che però possono essere così esplicitate: considerando le inadempienze poste in essere dalla Nettuno Servizi che non ha versato le somme dovute al Comune e il sequestro preventivo dei conti correnti postali e bancari intestati alla società San Giorgio SPA, finalizzati alla riscossione dei tributi del Comune di Nettuno, l’attuale disponibilità di cassa di quest’ultimo rischia di non consentire il rispetto degli impegni presi con le società che gestiscono servizi fondamentali come la discarica di Borgo Montello, la società Ecopolis, le mense scolastiche, l’assistenza agli anziani e disabili, il trasporto degli scolari, l’erogazione di energia elettrica, gas ecc., con ripercussioni critiche che potrebbero rallentare l’azione amministrativa. Insomma se la situazione non si risolvesse sarebbero guai per Nettuno. E’ per questo motivo che l’amministrazione ha predisposto, dopo un’accesa discussione in cui tutti sostenevano di difendere gli interessi della collettività ma arrivavano a conclusioni diverse, una delibera che impegnasse la Giunta comunale a mettere in atto tutte le procedure necessarie che possano consentire una gestione delle politiche tributarie del Comune comprendendo tutte le ipotesi legittimamente percorribili tra cui anche quella della gestione diretta. Inoltre impegnava la Giunta a riferire puntualmente al Consiglio comunale su tutti gli sviluppi successivi. Dopo tante discussioni e tanti interventi si è arrivati a votare, prima su un emendamento presentato in Consiglio comunale e, alla fine, sulla delibera complessiva: 19 favorevoli (tra i quali vogliamo sottolineare il Consigliere Della Millia, uscito dal PdL), 4 contrari (il PdL compreso il Consigliere De Zuani, entrato nel PdL con il partito repubblicano) e 1 astenuto (il Consigliere Leli).

Questa la sintesi di una seduta nervosa, con atteggiamenti polemici e qualche discussione di troppo, anche dai toni aspri, che ha probabilmente risentito di turbolenze interne anche ai vari schieramenti, ma che non fa bene alla città:

* non fanno bene i richiami al passato, a quel dannato “aprile del 1999 quando la stipula del contratto capestro con la Nettuno Servizi mise in ginocchio la città. La storia è chiara e netta. Qualcuno le sue responsabilità non se l’è accollate e ancora vorrebbe venire a parlare. Oggi dobbiamo parlare della realtà e la situazione è difficile perchè la precedente amministrazione ha avvallato atti fondamentali. Bisogna avere prudenza e dare un atto d’indirizzo alla Giunta per potere arrivare ad una soluzione positiva. Tornare indietro al ’99 e riprenderci il nostro futuro” (Chiavetta);

·  * ne le accuse sull’operato odierno “non può essere una deliberazione vaga, il Consiglio non ha competenza, ma deve dare una indicazione chiara. Nella proposta non c’è nulla di nulla” (Valente);

·   * o posizioni intermedie “mi metto le scarpe da palombaro perchè le aspettative della città sono enormi, ma il percorso difficile e bisogna intraprenderlo con cautela” (Vettori);

·   * o posizioni di astensione “su questo tema sarò comunque solidale con il sindaco per difenderlo da qualsiasi attacco, ma non posso votare una delibera che non nasce dal contributo unitario”(Leli);

·   * o rimpalli di responsabilità, ripercorrendo una storia già nota.

E allora facciamogliela governare questa città al sindaco Chiavetta e non cerchiamo strumentali divisioni su argomenti e temi su cui ci dovrebbe essere e ci deve essere unanimità piena. L’uscita dalla Nettuno Servizi è un atto dovuto alla città, non a Chiavetta o al PD. All’opposizione che in questa prima fase ha più volte dimostrato senso di responsabilità ed amore per Nettuno, anche a discapito degli interessi di parte, rivolgiamo un appello a non mollare quel percorso, ad anteporre l’interesse collettivo a quelli di parte, a farsi carico anche di cattive scelte del passato e di rimediare aiutando la Giunta ad uscire da una situazione complicatissima.   

La delibera è un atto propedeutico a tutti gli altri per tentare di uscire dal “pagamento di un pizzo che strozza la città” e non ci possono essere divisioni su questo. La storia è storia ed i cittadini di Nettuno, non a caso, hanno votato alle politiche in un modo e alle amministrative in un altro, ma adesso basta con il passato, la maggioranza abbia l’accortezza di non ricordarlo ad ogni piè sospinto e l’opposizione si ricordi sempre che, come la fenice, deve rinascere purificata da un passato non glorioso a Nettuno. Poi, quando le casse del comune si saranno rimpinguate, quando sarà tornata la normalità, quando il quadro politico si sarà consolidato, ognuno potrà tornare a giocare le sue carte e sfruttare tutti gli argomenti che vuole per governare o fare opposizione. Ma questo non è il momento delle divisioni. Nettuno ha già troppo pagato e merita di uscire fuori da questa situazione difficilissima.

                                     

 

                                                                                                          Giancarlo Testi

 

 

06-02-12